Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

La fede che pensa — Accettare la sfida nel nostro tempo

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico

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La prima parte del «Panorama del NT» porta il titolo «Dall’avvento alla parusia», ossia dalla prima alla seconda venuta del Signor Gesù. Questo titolo evidenzia la tensione in cui erano posti i cristiani del primo secolo (e noi oggi). Essi guardavano indietro all’incarnazione, ai patimenti e alla risurrezione di Gesù quale Messia (primo avvento) e guardavano parimenti avanti alla manifestazione del Signore, del suo regno e della sua salvezza. Il termine «avvento» mette quindi in evidenza l’abbassamento del Messia , mentre «parusia» (gr. parousía «venuta, arrivo») evidenzia la manifestazione gloriosa del Signore alla fine dei tempi. Questo è altresì l’uso che si fa di questi due termini nella teologia.

   Ecco le sezioni dell'opera:
■ Aspetti introduttivi
■ Gesù di Nazaret
■ Gli Evangeli
■ Dall’ascensione alla fine dei tempi
■ Aspetti conclusivi

 

► Vedi al riguardo la Recensione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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CONDUTTORE ANTITRINITARIO NELLE CHIESE VALDESI? PARLIAMONE

 

 a cura di Nicola Martella

 

Nell'articolo «Conduttore antitrinitario nelle chiese valdesi» ho riportato come caso esemplare le affermazioni che si possono leggere nel sito della chiesa valdese di Trapani all'interno del forum. Nel tema di discussione «Ma Gesù è Dio?», Alessandro Esposito, che si presenta qui come pastore valdese, risponde a un suo lettore e gli illustra le sue convinzioni antitrinitarie,  affermando di non crede alla deità di Gesù Cristo.

    Calogero Fanara per primo mi aveva segnalato che il candidato pastore valdese Alessandro Esposito professa la dottrina antitrinitaria e non crede alla deità di Cristo. Egli reclamava un mio intervento perché «magari così qualche anima confusa e in ricerca potrà rendersi conto che esistono ancora cristiani che credono in Cristo!» {09-04-2009}. Risposi immediatamente a lui e ad altri mediante l'articolo «Deità, Trinità e Cristo», facendoriferimento a quanto era stato già scritto sul sito «Fede controcorrente». In seguito ho valutato più da vicino la specifica questione e l'ho trattata nell'articolo summenzionato. Qui di seguito diamo occasione ai lettori di «Fede controcorrente» di discutere il mio articolo.

 

     Che cosa ne pensate? Quali sono al riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?

Partecipate alla discussione inviando i vostri contributi al Webmaster (E-mail)

Attenzione! Non si accettano contributi anonimi o con nickname, ma solo quelli firmati con nome e cognome! In casi particolari e delicati il gestore del sito può dare uno pseudonimo, se richiesto.

I contributi sul tema

(I contributi rispecchiano le opinioni personali degli autori.

I contributi attivi hanno uno sfondo bianco)

 

1. Calogero Fanara

2. Emilio Spedicato

3. Nicola Martella

4. Calogero Fanara

5. Alex (alenu1)

6. Gianni Siena

7. Pier Vittorio De Zorzi

8. Tore Reale

9. Volto Di Gennaro

10. Davide Donisi

11. Ariele Carbone

12. Franco D’Amico

 

Clicca sul lemma desiderato per raggiungere la rubrica sottostante

 

 

1. {Calogero Fanara}

 

Nota editoriale: Il lettore ha scritto questa lettera e l'ha inserita nel forum della chiesa valdese di Trapani. Qui pubblichiamo una versione aggiornata.

 

Egregio pastore Esposito, mi chiamo Calogero e scrivo dal Belgio. A mia grande sorpresa, è arrivata anche a me la risposta che lei ha indirizzato a un certo «Enzo» negando la divinità di Cristo e la Trinità. Mi scusi, io non voglio offenderla e neanche mancarle di rispetto, ma i suoi commenti (da cristiano ma anche in qualità di pastore valdese) mi hanno «letteralmente» sbalordito...

     Non so cosa sta succedendo in giro nelle facoltà valdesi, ma la situazione è più che allarmante! Com’è possibile negare la divinità di Cristo e la trinità di Dio con tutto quello che la Scrittura (sia l’Antico che il Nuovo Testamento) ma anche le testimonianze dei primi cristiani ci rivelano chiaramente al riguardo?

     Com’è possibile, ad esempio, che oggi eminenti pastori della Chiesa Riformata francese come Alain Houziaux (e altri!) si permettono d’affermare che tutti sono salvati, anche senza andare a Cristo? Ma che teologia cristiana è questa? Ma diteci voi, cosa è venuto a fare Cristo morendo sulla croce? Cosa ve ne siete fatto dell’insegnamento degli apostoli? Mi creda, sono molto rattristato di leggere che pastori del genere stanno allontanando le anime che sono alla ricerca dal Salvatore e Signore Gesù Cristo! Ma si rendono conto della gravità dei vostri argomenti?

     Tornando a lei, non so se anche lei crede alle stesse cose; ma già riguardo all’antitrinitarismo, mi chiedo cosa vi hanno insegnato nelle facoltà valdesi! Come può lei pretendere d’essere salvato per grazia, se nega l’autorità e la potenza divina di Colui che l’ha salvato dalla morte eterna? Come potrebbe un semplice «uomo» salvarci dai nostri peccati? (se lei ritiene che Gesù sia stato soltanto un uomo, per forza doveva essere anche lui un peccatore). Ci vogliono così tanti sforzi e sacrifici per portare un’anima al Signore, e lei cosa fa? Li ostacola dall’arrendersi completamente a Cristo! Mi chiedo se lei si rende conto di cosa sta dicendo, mi creda.

     Per l’amore di Dio e per l’amore delle anime che si perdono, è tempo che lei lasci allo Spirito Santo il compito di rigenerare e rinnovare la sua intelligenza e il suo intendimento riguardo ad argomenti spirituali così fondamentali. Le dottrine della Bibbia non si ragionano soltanto con i principi dell’umanesimo o secondo le proprie opinioni, ma vanno intese con l’aiuto dello Spirito Santo e l’appoggio di tutti i testi biblici a nostra disposizione. Se lei non è convinto che Gesù sia l’Iddio Onnipotente (verità di cui tutti gli apostoli erano consapevoli e convinti!), la prego, si metta da parte, e lasci che sia un altro pastore veramente convinto a curarsi d’una chiesa... Non le sto dicendo questo per dispetto, anzi, se io non le volessi bene, non m’importerebbe nulla di cosa lei insegna o dice alla gente. Ma qui si tratta dell’eternità, della potenza del Vangelo di Gesù Cristo, della salvezza delle anime... e non di filosofia ellenistica, di sofismi e altri vani ragionamenti umani. Da quanto ho potuto leggere dai suoi sermoni, so che lei è una persona molto intelligente e colta. Per cui, spero che lei ci rifletterà sopra. Non m’aspetto neanche una sua risposta. Che Dio vi benedica e sinceri saluti fraterni dal Belgio! {9 aprile 2009}

 

 

2. {Emilio Spedicato}

 

Caro Martella, domanda di non banale risposta, ma — Newton, che in soli 4 anni di lavoro ricavò il calcolo infinitesimale, le leggi della gravitazione e dell’ottica, ed è considerabile la maggiore mente, dopo Salomone —dedicò ben più tempo a questo problema. A tale scopo si lesse praticamente tutti i Padri della chiesa latina e greca — chi mai più l’ha fatto? — e concluse che Atanasio — noto per viaggiare con seguito di belle donne e per le responsabilità nella crocifissione di tanti suoi avversari a Alessandria — aveva falsificato i documenti usati nel concilio trinitario di Nicea (dove Costantino pesava molto e il papa non era presente, ma di questo non sono sicuro...). E che per bloccare il capovolgimento al successivo concilio, dove Costantino avrebbe pesato di meno, praticò probabilmente ad Ario la berillatio patris, recentemente praticata pare a un papa che dava fastidio a certi interessi... [N.d.R.: Egli si riferisce alla tesi della berillatio patris che alcuni, specialmente in campo esoterico, vorrebbero che ne fosse stato vittima Giovanni XXIII.]

     Gesù dichiara: il Padre è più di me; ci sono cose che solo il Padre sa. Quindi si pone a un livello non pari. Ma anche «dii estis» [N.d.R. «siete dèi»] e «questo è il mio Figlio diletto (o prediletto?)». Quindi la risposta non è facile, visto che tutti, si spera, confluiremo in Dio Padre (che dubito sia Jahwè); ma anche in tale caso, non saremo alla stesso livello. Penso sia corretta l’interpretazione islamica di Gesù quale sigillo della santità e giudice dopo la morte. Quindi fra tutte le creature quella al livello più alto. Ma potrebbe esistere dall’infinito, dato che ritenere l’universo finito significa banalizzare Dio Padre, e siamo al livello quasi della bestemmia.

     E invece una domanda: perché in un recente documento di Ratzinger è scomparso il «filioque»? [ N.d.R.: «e il Figlio» nel credo] Per mille anni cattolici e ortodossi sono stati guidati da due autorità scomunicate, proprio sul «filioque»? Meno dottori della legge e più Cottolenghi o don Gnocchi. Saluti… {20 aprile 2009}

 

 

3. {Nicola Martella}

 

 

Vedo nuovamente un’insalata russa di idee e ideologie dell’amico professore di Bergamo e appassionato di miti e misteri. In «Fede controcorrente» non interessano tanto le questioni storico-teologiche (storia della chiesa, dei dogmi) quanto l’esegesi contestuale della sacra Scrittura. Le cose dette da Atanasio, da Ario, dai concili e dallo stesso Newton possono essere interessanti, ma non sono per noi decisive.

     Gesù non disse mai: «Il Padre è più di me», ma: «Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle di mano al Padre. Io e il Padre siamo uno» (Gv 10,28s; v. 27 «nessuno le rapirà dalla mia mano»). Tale brano nel suo contesto asserisce quindi proprio il contrario di quanto l’amico misteriosofo, amante di miti e di misteri, voleva suggerire.

     Anche l’altra espressione: «Ci sono cose che solo il Padre sa», non ricorre in tale dizione, ma questa: «Ma quant’è a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo» (Mt 24,36). Non si trattava di tutte le informazioni, ma solo di quelle specifiche al momento particolare della fine dei tempi, di cui egli aveva appena parlato nella sua «apocalisse messianica». Ciò era dovuto al fatto che il Logos creatore, dichiarato «Dio presso Dio», diventando carne (Gv 1,1ss.14), «annichilì se stesso e prese forma di schiavo, essendo diventato in similitudine degli uomini; e trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso e si fece ubbidiente fino a morte, e a morte di croce» (Fil 2,6ss). Bisogna distinguere quindi fra la natura o essenza di Dio (comune al Padre e al Figlio) e la loro funzione economica all’interno della storia della salvezza.

     L’espressione «siete dèi» ricorre nel Salmo 82. In ebraico elohim significa «tremendo» ed era usato per l’autorità, anche per le autorità umane. Non intendeva quindi un «dio» in senso religioso, ma un’autorità politica. Altrimenti un’idea del genere sarebbe stata in contrasto con il monoteismo». Dio disse a Mosè riguardo ad Aaronne: «E così ti servirà di bocca, e tu sarai per lui come ’elohim» (Es 4,16). Ossia Mosé doveva comparire come autorità dinanzi al faraone e Aaronne doveva fungere da portavoce. Similmente disse: «Vedi, io ti ho stabilito come ’elohim [= autorità] per Faraone, e Aaronne tuo fratello sarà il tuo profeta [= portavoce, proclamatore]» (Es 7,1). Nel Salmo 82 Jahwè disse: «Voi siete ’elohim, siete tutti figli dell’Altissimo» (v. 6). Qui parlava delle autorità, dei giudici (vv. 2.8) e di uomini mortali in autorità (vv. 7s).

     Quando Gesù introdusse tale citazione nel suo discorso (Gv 10,34), in polemica con scribi e farisei, non intendeva certo introdurre il politeismo (non avrebbe vissuto un momento di più tra tali Giudei ostili che cercavano un appiglio per farlo fuori), ma difendeva il fatto che Egli era il Figlio di Dio. Usava qui il principio dal minore al maggiore: se ciò è detto di uomini mortali, quando più vale ciò per me che sono il Messia? (vv. 35s). Ciò lo avevano ben capito i Giudei che lo accusavano così: «Tu, che sei uomo, ti fai Dio» (v. 33).

     Quando, al battesimo di Gesù, Dio disse dal cielo: «Questo è il mio diletto Figlio nel quale mi son compiaciuto» (Mt 3,17), intendeva indicare che Gesù era proprio il Messia promesso. Similmente fece durante la trasfigurazione per ingiungere poi ai discepoli: «Ascoltatelo!» (Mt 17,5).

     L’idea di Spedicato, secondo cui «tutti, si spera, confluiremo in Dio Padre», è una concezione monistica e panteista, tipica dello gnosticismo e dell’esoterismo, e, come tale, estranea alla Bibbia. Il Creatore e la creatura vengono distinti dall’inizio alla fine della Bibbia. Jahwè è inoltre il Dio vivente, rivelato da Gesù come il «Padre celeste».

     La concezione islamica non è condivisibile e non supportata dalla sacra Scrittura. L’Islam è nato più di mezzo millennio dopo Cristo da una commistione fra giudaismo, cristianesimo ebionita e religione preesistente in Arabia. Come si può dare all’imitazione più credito rispetto all’originale?

     Nell’Apocalisse «Colui che siede sul trono» e «l’Agnello» (anch’Egli sullo stesso trono) compaiono assieme e ricevono indistintamente adorazione, onore e autorità. Anche della nuova Gerusalemme è scritto: «E la città non ha bisogno di sole, né di luna che risplendano in lei perché la illumina la gloria di Dio, e l’Agnello è il suo luminare» (Ap 21,23).

     A noi poco interessa se in un Credo delle chiese, in un libro di Ratzinger o di un altro teologo ci sia o meno l’espressione «e il Figlio» (filioque). A noi interessa che al centro del NT c’è proprio Gesù Cristo: Egli è l’Evangelo stesso. Il suo nome è al di sopra di ogni altro nome e ogni ginocchio deve piegarsi dinanzi a Lui! (Fil 2,9ss).

     Io direi, alla fine, meno dottori di dogmi ecclesiali (e di misteri gnostici) e più esegeti della Parola di Dio. Poi ben vengano le buone opere.

 

 

4. {Calogero Fanara}

 

Nota editoriale: Questo lettore ha inviato una copia della sua lettera anche a Pawel Gajewski (Firenze), pastore della Chiesa valdese. Egli ha risposto, affermando di  condividere pienamente le sue obiezioni. Ha anche indicato che a essere decisiva è la Confessione di fede, la quale sola stabilisce  la dottrina ufficiale della Chiesa valdese. Qui segue parte della risposta di Calogero Fanara, in cui quest'ultimo invita Gajewski a prendere posizione sul forum del sito  della Chiesa Valdese di Trapani.

 

Caro fratello Pastore Gajewski, la ringrazio per avermi «rasserenato» al riguardo, credevo che più nessuno (o quasi) fra i pastori valdesi prendeva sul serio le dottrine fondamentali della Bibbia, quali spina dorsale della fede in Cristo che noi tutti evangelici abbiamo sempre professato e che, spero, continueremo a professare! [...] La ringrazio di cuore d’avermi mandato questa sua e-mail... Che Dio vi benedica e vi sostenga nella chiesa che Egli vi ha affidata! {10 aprile 2009}

 

 

5. {Alex (alenu1)}

 

Contributo: Del resto c'è da capirlo: non solo gli atei, ma perfino otto preti cattolici traditori hanno esaltato la Tavola valdese per il fatto che non novera alcuna attività di culto fra quelle che attesta ai fini dell'8 per mille... {20 aprile 2009}

 

Risposta: Questo contributo è fuori tema. A ben capire, l'8 per mille dovrebbe servire per le opere sociali delle chiese e non per sostenere il culto e i suoi ministri. Mi sembra una posizione corretta quella della Tavola valdese, di là dalle divergenze dottrinali riguardo a questo particolare pastore antitrinitario e non con la chiesa valdese in sé. Non si possono considerare traditori dei preti solo perché ribadiscono quanto affermato dalla legge. È da considerare fuori della legge chi non vi si attiene. Di fatto l'8 per mille fa vivere uno Stato (il Vaticano) sulle spalle di un altro (l'Italia); perché non farlo pure per San Marino? Il culto e i suoi ministri dovrebbero essere sostenuti non dall'8 per mille, ma dalle offerte dirette e volontarie dei fedeli. Se fosse per me io abolirei tale tassa religiosa perché porta solo confusione fra Stato e chiese, crea equivoci e sospetti (si vedano al riguardo le varie inchieste dei mass-media). Per questo diverse chiese protestanti ed evangeliche si rifiutano d'accedere a simili privilegi. Il principio «libere chiese in libero Stato» è giusto e condivisibile. Questo argomento è chiuso essendo di per sé fuori tema. {Nicola Martella}

 

 

6. {Gianni Siena}

 

La chiesa valdese è sempre stata un luogo di «libertà», dove i perseguitati d’ogni specie hanno trovato comprensione e spazio d’esercizio. Di questo spazio ne hanno fruito anche pericolosi portatori d’eresie: il geovismo deve la sua fortuna, da noi, alla solerte attività d’un pastore valdese che tradusse gli scritti di C.T. Russell in italiano.

     Non ho mai avuto lagnanze verso l’amore per la libertà del popolo valdese e metodista; noi pentecostali siamo debitori oltremodo a questi libertari della Riforma (il valdismo la precede di secoli) che, durante il fascismo e dopo, si sono prodigati e battuti perché ci fosse riconosciuta la libertà di culto.

     Qui però il pericolo è più devastante, si tratta dei fondamenti stessi del cristianesimo. Faccio notare che, come ogni altro «profeta», anche Alessandro Esposito gioca al nascondino con le strutture e i ruoli ministeriali della sua chiesa, pur rinnegandone le radici e l’identità bibliche. Sì, i veri valdesi sono gli evangelici che ne fanno parte e mantengono — come il compianto Nisbet, il fondatore di Testimonianza Evangelica Valdese — un forte ancoraggio alle basi cristiane e trinitarie della loro identità.

     Io non esprimerò un commento apologetico al riguardo, ritengo sufficiente l’azione in questo senso del fratello Nicola Martella: Dio ci benedica tutti! {20 aprile 2009}

 

 

7. {Pier Vittorio De Zorzi}

 

Estraggo: «Alessandro Esposito, che si presenta come pastore, e il fatto che, quindi, non crede alla deità di Gesù Cristo… Egli si presenta qui come “il pastore della chiesa valdese di Trapani e Marsala”, sebbene altrove scriva successivamente che sia solo un “candidato pastore” in attesa di conferma».

    Con personaggi di questo spessore sto perdendo già troppo tempo. E che Dio ci protegga da queste cose! {20 aprile 2009}

 

 

8. {Tore Reale}

 

Nota redazionale: Il lettore ha frequentato chiese carismatiche in passato. Poi è passato a frequentare quelle valdesi.

 

Caro Nicola, in molti casi, quando la conoscenza senza fede pretende di dare risposte in merito alla Bibbia, la questione diventa complicata. Io ho letto e riletto un libro di Patterson che spoglia Cristo della sua divinità e lo riduce a un maestro di saggezza. Per quest’autore i miracoli erano simbolici, la resurrezione non un era evento reale ma ideale.

     Purtroppo, ho notato che durante i sinodi [valdesi, N.d.R.], si discute di qualunque cosa tranne che d’unità fra i pastori nella linea teoretica da seguire. Quindi in questa piccola chiesa, che vive di tanta fama e pochi fatti, troverai un pastore che ti dice una cosa, l’altro un’altra e così via. Li vedi d’accordo solo nella liturgia e la tradizione, per il resto al singolo è lasciata la scelta di pensare e predicare cosa gli pare.

     Il materiale che mi hai mandato, non mi sorprende né mi scandalizza poiché è un segno dei tempi. Tutte le chiese liberali, insieme a quelle storiche si riempiono la bocca con l’ecumenismo. Il clero cattolico, antisemita da sempre, cerca un accordo col clero islamico per governare il mondo religioso (bestia e falso profeta?) e spazzare via il cristianesimo evangelico. Conosco alcuni cattolici, compresi molti miei familiari, che hanno un astioso disprezzo per i cristiani evangelici. È stato tutto predetto in Matteo 24, che anticipa e chiarisce i punti centrali dell’Apocalisse. […]

     Quanto ai valdesi, hanno una struttura ecclesiastica che si regge sulla carta, ma non sulla presenza fisica di pastori e credenti. Le loro chiese sono frequentate da sole persone anziane. Qui nel Pinerolese, in Val Germanasca e Chisone, i templi sono chiusi e abbandonati al degrado. Con questa penuria di risorse umane, i valdesi potrebbero sparire in 20-30 anni.

     Non temo chi la pensa diversamente da me. Uso la Bibbia come parametro di confronto di tutte le cose e sul campo Dio mi rivela percoli e strade da percorrere. L’importante è comprendere che il combattimento non è contro persone fisiche ma contro i loro pensieri eretici, divulgati alla gente comune. Quanto ai carismatici, sono destinati a durare a lungo e combineranno molti altri guai anche in futuro… […] Ma anche noi, che vogliamo seguire Dio, dobbiamo stare attenti, forse più degli altri, poiché non è da escludere che il nemico non rincari la dose nei nostri confronti, facendoci cadere.

     Ho conosciuto una piccola e rigida comunità dove i credenti si comportano in modo strano. Sembra una setta d’eletti, con dodici anziani, le donne messe da parte, la santa cena chiusa e sospettosi coi nuovi arrivati. Predicavano duro contro tutti, presumendo loro stessi d’essere i migliori. Non erano carismatici, ma ugualmente non ho percepito lì dentro la presenza di Dio. Era gente molto dura e chiusa al mondo. Sono scappato via dopo il culto. Non mi ricordo come si chiamavano e non lo voglio neanche sapere.

     Non è facile trovare una chiesa. Per ora, per me vanno bene anche i valdesi, che sto frequentando, con tutte le loro contraddizioni e le loro assurde teorie. È un ambiente che ha una grande vivacità culturale, dove trovi spazio per confrontarti con gente di tutti i tipi. Mi piace la cultura, sono un appassionato di storia e di letteratura, mi piace la teologia e per me è vitale trattare con persone colte. Non prendo le direttive da una persona che ne sa meno di me, nemmeno sul lavoro. Termino qui. Contigua a mandarmi del materiale, lo trovo utilissimo. A presto... {21 aprile 2009}

 

 

9. {Volto Di Gennaro}

 

Caro fratello Martella, Dio ci benedica e ci guardi. Grazie per la tua e-mail. Devi dirti che ho amici valdesi che temono Dio e che sono dei veri testimoni del Vangelo. I valdesi, che io sappia, non hanno una dottrina stabilita, insomma degli argini entro i quali scorre il fiume della Verità. So bene che questi argini a volte sono stretti. Ma tra i loro pastori c’é una sorta di «libero pensiero»; il problema è che il pensiero è libero al punto da andare «oltre ciò che è scritto».

     Se tale persona si dimettesse da «candidato pastore», renderebbe un servizio al Vangelo. Non voglio dire altro; il suo pensiero è «trito e ritrito», «minestra arciriscaldata», indigesta e tossica! Un saluto nel Signore. {21 aprile 2009}

 

 

10. {Davide Donisi}

 

Contributo: Gentilissimo Nicola Martella, pace. Guardi rimango sbalordito da questo «dato di fatto». Secondo la mia modestissima opinione fare una distinzione tra un Gesù storico e un Cristo della fede non è molto giusto, perché cosi si scredita la parola di Dio. Non trovo giusto, appunto, prendere alcune parti del Vangelo dicendo questo sì è questo no, questo e storico e questo non lo è, questo è reale e questo fa parte della fede dei suoi discepoli. Secondo il metodo critico, se ce un Gesù della fede, allora egli non era il figlio di Dio, non è resuscitato (e quindi non è vivo, oggi), i miracoli sono delle invenzioni dei suoi discepoli ed egli non era nient’altro che un giovane rabbino ebreo. Bisogna stare attenti ad adottare certi metodi con la Parola di Dio, perché ce il rischio d’andare fuori strada e non saper tornare in carreggiata. È per fede che crediamo e confessiamo il nostro credo; per noi ogni singola frase del Vangelo è storica altrimenti non avrebbe seno. Sembra difficile credere che degli uomini s’inventino un Gesù figlio di Dio e lo predichino fino a farsi uccidere, morendo per una bugia. Non mi sorprenderei se fra poco si discutesse del Mosè storico e del Mosè della fede, delle profezie che parlano di Gesù (anche quelle sono invenzioni della fede?) e cosi via.

     La verità è che Dio si è fatto uomo (il Logos incarnato) ed è entrato nella storia umana, e quindi ogni sua parola e ogni suo miracolo fanno parte della storia, non si possono sradicare i suoi miracoli e le sue affermazioni dal contesto storico, perché è quello il vero Gesù storico, quello in cui crediamo. Lasciamo fuori le interpretazioni e i pregiudizi e affidiamoci solo alla sacra Parola di Dio. La ringrazio per la pazienza, distinti saluti e pace nel nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. {22 aprile 2009}

 

Risposta: È evidente che tale distinzione fra un «Gesù storico» e un «Cristo della fede» è una costruzione filosofica e ideologica del metodo storico-critico e della teologia liberale; sono cose che io non condivido, prendendo sul serio tutta la sacra Scrittura e in tutte le sue parti. Le conseguenze di tale pensiero liberale le hai giustamente elencate; ma la schizofrenia teologica è una costante di questi pronipoti dei sadducei ellenizzati e del loro razionalismo ideologizzato e idolatrato. Essi sono in pratica dei deisti cristianizzati. Al tempo di Gesù erano i sadducei a negare la risurrezione (Lc 20,27), come per altro molti filosofi greci (At 17,32); alcuni sadducei o i loro seguaci ellenisti entrarono nelle chiese, tanto che anche al tempo di Paolo c’erano di tali razionalisti che negavano la risurrezione (1 Cor 15,12-19). Non vi è quindi nulla di nuovo.

     Già al tempo di Gesù, i Giudei vollero ucciderlo per il fatto, come avevano ben compreso, che si faceva «uguale a Dio», quando affermò la sua provenienza celeste, di essere Messia e Figlio di Dio, di fare le opere di suo Padre e di essere il giudice universale (Gv 5,18-23; 8). Tali Giudei vollero credere a un «Gesù storico» soltanto, a un pio rabbino senza altre pretese; e siccome affermò d’essere il Messia, il Figlio di Dio o del Benedetto, venne condannato a morte per bestemmia (Mt 26,63-66). Da tempo i seguaci del metodo storico-critico e i teologi liberali processano nuovamente Gesù e, se potessero, lo condannerebbero nuovamente per essersi fatto «uguale a Dio». {Nicola Martella}

 

 

11. {Ariele Carbone}

 

Leggendo tale articolo sul conduttore antitrinitario, mi prende una grande sofferenza per le cose che leggo. Non mi riferisco solo a questo articolo ma anche ad altri, in cui mi sembra che l’uomo «credente» stia perdendo, per vari motivi, la meta. Non sono un filosofo, un teologo o uno scienziato, ma solo un semplice uomo che ha scoperto Dio, Gesù e lo Spirito Santo a 40 anni. Rimasto nel travaglio per non aver capito molte cose e per le mie pretese davanti al Signore, sono arrivato, quasi 20 anni dopo, a capire che il mio «io» era la fonte dei miei problemi. Mi sono arreso alla grazia e oggi l’unica cosa che mi viene in mente non è una risposta filosofica o teologica o relativista ma, usando le parole di Gesù scrivo quanto segue.

    ■ «Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti» (Matteo 24,11).

    ■ «Io vi dico che renderà giustizia con prontezza. Ma quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?» (Luca 18,8). Qualcuno, come già è successo, mi ribatterà che questa frase è stata scritta da un uomo con tutte le sue elucubrazioni. [N.d.R.: Noi crediamo invece che si tratta della Parola di Dio che non passerà, «sapendo prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura procede da vedute particolari; poiché non è dalla volontà dell’uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo» (2 Pt 1,20s).]

 

E aggiungo dalla Parola di Dio quanto segue:

    ■ «Io mi sono applicato in cuor mio a riflettere, a investigare, a cercare la saggezza e il perché delle cose, e a riconoscere che l’empietà è una follia e la stoltezza una pazzia» (Ecclesiaste 7,25).

    ■ «Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio» (1 Corinzi 1,18).

    ■ «La sapienza di questo mondo è pazzia davanti a Dio. Infatti è scritto: “Egli prende i sapienti nella loro astuzia”» (1 Corinzi 3,19).

    Che Dio abbia pietà di tutti noi! {21 aprile 2009}

 

Per quello che riguarda la Trinità, non riesco a scindere Dio da Gesù o dallo Spirito Santo. Credo a quanto segue, per quello che a me dice la Parola, riguardo allo Spirito Santo promesso da Gesù:

    ■ «E io pregherò il Padre, e Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi per sempre» (Giovanni 14,16).

    ■ «Il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto» (Giovanni 14,26).

    ■ «Quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me» (Giovanni 15,26).

    ■ «Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò» (Giovanni 16,7).

 

Senza credere a ciò, la mia esperienza di fede sarebbe nulla. Pertanto credo nella Trinità. {23 aprile 2009}

 

Nota redazionale: Si noti che ho evidenziato sopra le diverse persone della Trinità. In tali brani il termine italiano «consolatore» è una trasposizione del termine greco parakletos che significava «avvocato, difensore». Come Gesù era il Logos o Parakletos rispetto al Padre (1 Gv 2,1 «un Parakletos presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto»), lo Spirito Santo lo era rispetto a Gesù (Gv 14,16 «un altro Parakletos»).

 

 

12. {Franco D’Amico}

 

Nota redazionale: Questo lettore è il webmaster del sito della chiesa valdese di Trapani.

 

Contributo: Certo siete animati da profondo zelo nella difesa dei principi cristiani, ma purtroppo non vedo alcuno sforzo di capire il pensiero d’Alessandro, il candidato pastore valdese. Io lo conosco bene e posso assicurarvi che non risponde al vero quello che voi riportate. Dire che i vangeli sinottici ignorano il concetto trinitario non è eresia, ma la pura costatazione. Alessandro è consapevole che Gesù è il Verbo incarnato, uno con Dio. La Chiesa Valdese non potrebbe accettarlo fra i suoi pastori, se notasse deviazioni dal suo «credo», che poi è comune a tutte le confessioni cristiane. Lo stesso Alessandro ha chiarito bene la sua posizione, ma voi questo volutamente lo ignorate. Fate uno sforzo intellettuale e cristiano: Siate obiettivi e cercate l’unità. Fraternamente… {17 maggio 2009}

 

Risposta: È necessario mettersi d’accordo, poiché Alessandro Esposito mi scrive in un modo (lodi) e Franco D’Amico in un altro (rimproveri). Io personalmente rispondo solo a ciò che ho scritto io stesso, per gli altri contributi risponde ogni singolo lettore.

    Non si può ridurre la questione trinitaria ai soli «vangeli sinottici» (perché mai?), perché sarebbe come chiedere a un ragno di servirsi di soli tre occhi da un lato, mentre ne ha a disposizione molti di più; chi cerca la verità di un fatto storico accaduto o di una certa questione, chiede a tutti i testimoni presenti. In questioni così importanti non ci si può limitare ai soli Sinottici, visto che «ogni Scrittura ispirata da Dio, è utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia» (2 Tm 3,16), e «sapendo prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura procede da vedute particolari; poiché non è dalla volontà dell’uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo» (2 Pt 1,20s).

    Prendo per vero che Alessandro sia «consapevole che Gesù è il Verbo incarnato, uno con Dio». La questione è questa: crede egli che Gesù è il Logos di Dio, Dio presso Dio, Creatore d’ogni cosa (Gv 1,1ss), divenuto carne (v. 14) e, quale unigenito Figlio (o Dio), unico vero conoscitore del Padre a tu per tu e, perciò, unico suo vero ermeneuta (v. 18)?

    Che «lo stesso Alessandro» abbia «chiarito bene la sua posizione», io non lo ignoro affatto, anzi ho fatto un non piccolo «sforzo intellettuale» per capirlo, analizzando a fondo i suoi articoli. Avendo io studiato a fondo e da lungo tempo i metodi storici-critici e la teologia liberale, è probabile che io abbia capito la genesi teologica di Alessandro Esposito più quanto Franco D’Amico crede di sapere, e quindi io abbia più competenza teologica di lui per valutare le cose e abbia più obiettività di quanto egli stesso pensi.

 

Per non dover ripetere qui le tesi del metodo storico-critico e mostrare le sue alternative storico-bibliche, per l'approfondimento si veda in Nicola Martella, Manuale Teologico dell’Antico Testamento (Punto°A°Croce, Roma 2002), gli articoli: «Le posizioni teologiche più ricorrenti», pp. 21-30; «Criticismo storico», pp. 127-130; «Sistemi teologici», pp. 332ss; «Teologia biblica», pp. 353s.

    Si veda pure Nicola Martella, «La Bibbia fra criticismo e modernismo», Radici 5-6 (Punto°A°Croce, Roma 1995), pp. 187.195.

 

Inoltre uno sforzo cristiano, come viene richiesto, è innanzitutto quello di amare la verità biblica rivelata in tutta la sacra Scrittura, rispettosi di essa e del suo Ispiratore. Solo aderendo a tutta la verità del nuovo patto, si può cercare l’unità richiesta fra i cristiani. {Nicola Martella} [ Altro contributo]

 

Correlazione fra Padre e Figlio nella Deità {Nicola Martella} (D)

Deità di Gesù e autorità del Nuovo Testamento {Alessandro Esposito - Nicola Martella} (T/A)

Deità di Gesù e autorità del NT? Parliamone 1 {Nicola Martella} (T)

Deità di Gesù e autorità del NT? Parliamone 2 {Nicola Martella} (T)

 

► URL:

http://puntoacroce.altervista.org/_Dot/T1-AEsposito_anti3_valdesi_parla_Avv.htm

13-04-2009; Aggiornamento: 20-05-2009

 

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