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Il seguente scritto
è una risposta all’articolo «Daniele
4,24 e la discrepanza nelle traduzioni», originato da una questione
da lui sollevata. Le tesi dell’autore sono interessanti. Le proponiamo alla
lettura, al vaglio dei lettori e alla discussione, sperando che il confronto in
merito possa illuminare e arricchire tutti.
L’autore considera soltanto gli approcci dei Geovisti e del Romanesimo.
Ci sarebbe da aggiungere gli approcci di coloro che proiettano nella Scrittura
la loro mitologia gnostica, come
W.M. Branham e i suoi seguaci ed
Eliseo Bonanno. Ad essi si
aggiungono gli speculatori, che usano lo spiritualismo allegorico per
reinterpretare la Scrittura, e coloro che farciscono la Bibbia e la storpiano
mediante le loro sedicenti rivelazioni trascendentali. [►
Logos e rhema;
►
Profeti e visionari]
Nel suo originale l’autore parlava di «eresia» e di «eretico», termini che però ho reso rispettivamente con «falsa dottrina» ed «eterodosso». {Nicola Martella} |
1. ENTRIAMO IN TEMA: Vorrei per
prima cosa dire che sono felice del fatto che l’argomento da me
sollevato, abbia dato origine a un articolo, che ha edificato dei fratelli.
Quando ho posto la questione Nicola Martella, pensavo di occuparmi di una cosa
di poco conto, invece mi riempie di gioia sapere che l’articolo del fratello ha
condito con altro sale il nostro parlare. Ringrazio Dio per questa possibilità
di edificazione fraterna! Dal canto mio, cercherò di ampliare ciò, che è già
stato detto da Nicola, ma soprattutto un punto focalizzato da Pietro Calenzo,
ovvero quello che lui ha chiamato «dogmatismo ereticale». [►
Daniele 4,24 e la discrepanza nelle traduzioni? Parliamone]
2. APPROCCIO DEGLI ETERODOSSI ALLA SCRITTURA:
Come sicuramente sapete, in molti si ritrovano a traviare le Scritture, a
causa della loro ignoranza e instabilità (cfr. 2 Pt 3,16) e purtroppo molto
spesso tirano dietro di sé masse di persone ignare del triste destino, che le
aspetta. Si possono distinguere questi travisatori in due tipi, che voglio
chiamare, ironicamente, quelli dal «ventre stretto» e quelli dal «ventre
largo».
I primi
sono in buona fede, ma, volendo fare il passo più lungo della gamba, si mettono
a discutere di cose, che non stanno inventando di sana pianta (ma in esse hanno
delle lacune) e creando così, a loro perdizione, un altro vangelo.
Questi, in molti casi, non ricercano fonti di guadagno dalla loro «fede ad
personam»; addirittura in taluni casi arrivano a isolarsi dagli altri
e a infliggersi delle punizioni nella ricerca di una presunta santità (ad es.
gli ordini monacali).
Poi vi sono
quelli del secondo tipo. Il loro dio è il ventre (Fil 3,19) e
cercano in ogni modo di farlo diventare sempre più grasso. Sono pronti a
sfruttare il nome del Signore, a modificare la sua Parola, a dir male dei
suoi figli, pur di raggiungere questo loro scopo infame. Questo tipo di persone
è molto pericoloso, perché non si fa nessun scrupolo e non ha alcun
principio etico riguardo ai mezzi da utilizzare per raggiungere tale fine,
ovvero impinguire il proprio corpo e le proprie tasche.
Comprenderete
sicuramente l’orrore, che mi fa chi manipola la Parola a suo piacimento:
usano lo strumento, che Dio ci ha dato per venire a conoscenza della salvezza,
come uno strumento per portare a perdizione le masse; usando un esempio,
è come se uccidessero i bambini, strozzandoli con i loro lecca-lecca!
Qualunque sia
il fine degli eterodossi, o il perché lo siano, il loro metodo di approccio
alle Scritture è sempre lo stesso. Quando si va ad aggiungere o a togliere
qualcosa alla sana dottrina biblica, si ci ritrova a darsi la proverbiale zappa
sui piedi, perché la Parola è così perfetta che se una sola iota viene tolta
o aggiunta, nascono migliaia di contraddizioni; pensate cosa succede se
vengono inseriti dei libri interi! Una volta data la zappa sui piedi,
questi travisatori provvedono a medicare le ferire. Ma come?
Semplicemente utilizzando una dottrina, che ha una sua logica che, a volte, è
addirittura convincente. Il tutto viene impastato con quattro passi biblici
e la falsa dottrina è servita! A volte questo «impasto» non basta a fornire una
dottrina convincente ai propri proseliti più perspicaci e, quindi, si possono
fare delle altre aggiunte, principalmente i dogmi (che non sono
nient’altro che dei versetti imprigionati in concetti umani), e modificare
parzialmente la Scrittura; queste due cose abominevoli spesso vengono
combinate insieme in modo che la dottrina sia inattaccabile.
3. DUE ESEMPI SIGNIFICATIVI:
Prendiamo, ad esempio, i seguaci della Torre di Guardia e il cattolicesimo.
Entrambi offrono delle soluzioni palliative per la redenzione dell’uomo,
invece di presentare l’unico vero antidoto per la malattia del peccato, cioè il
vero Evangelo di Cristo
3.1.
TESTIMONI DI GEOVA: I Geovisti fanno parte dei «ventre largo» e
negano la Trinità e la deità di Cristo, in poche parole annunciano un altro
vangelo. Naturalmente sia la Trinità che la deità di Cristo sono facilmente
riscontrabili nelle Scritture e, quindi, l’unico modo per negare questa porzione
della sana dottrina è andare a modificare la Parola. Vediamo qualche
versetto chiave.
■ «Badate a
voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha
costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il
proprio sangue» (At 20, 28 Nuova Riveduta)
■ «Prestate
attenzione a voi stessi e a tutto il gregge, fra il quale lo spirito santo vi ha
costituiti sorveglianti, per pascere la congregazione di Dio, che egli acquistò
con il sangue del suo proprio [Figlio]» (At 20, 28 Traduzione del Nuovo
Mondo)
■ «Sappiamo
pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere colui
che è il Vero; e noi siamo in colui che è il Vero, cioè, nel suo Figlio Gesù
Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna» (1 Gv 5, 20 Nuova
Riveduta)
■ «Ma
sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato la capacità intellettuale
per acquistare la conoscenza del Vero, per mezzo del Figlio suo Gesù Cristo.
Questi è il vero Dio e la vita eterna» (1 Gv 5, 20 Traduzione del Nuovo
Mondo)
■ «…e
c’insegna a rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo
mondo moderatamente, giustamente e in modo santo,
13 aspettando
la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e
Salvatore, Cristo Gesù. « (Ti 2, 13-14 Nuova Riveduta)
■ «…insegnandoci
a ripudiare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in sanità di mente e
giustizia e santa devozione in questo presente sistema di cose, mentre
aspettiamo la felice speranza e la gloriosa manifestazione del grande Dio e del
Salvatore Cristo Gesù» (Ti 2, 13-14 Traduzione del Nuovo Mondo)
■ «Nel
principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.»
( Gv 1, 1 Nuova Riveduta)
■ «In
principio era la Parola e la Parola era con Dio e la Parola era un dio» (Gv
1, 1 Traduzione del Nuovo Mondo)
Come si può ben
vedere la traduzione geovista è stata adulterata per poter sostenere
determinate false dottrine. C’è anche da dire che i Geovisti presentano vari
dogmi, ad esempio pretendono di essere gli unici portatori della verità. Uno di
loro venne a casa mia e, dopo avergli esposto le verità bibliche per circa
un’ora, mi disse che anche Satana utilizzava bene le Scritture per tentare Gesù,
ma quella non era la Verità; insomma il bue dice cornuto all’asino!
3.2.
CATTOLICESIMO: I cattolici hanno usato, nel corso dei secoli, così tanto
la dogmatica fino ad arrivare al punto di mettere la Bibbia all’indice dei
libri proibiti. Naturalmente la dogmatica ha avuto, e ha, un influsso anche
sulle loro traduzioni. Certamente possiamo dire che l’una influenza
l’altra: una traduzione errata dà inizio a un dogma; il dogma origina un altro
strafalcione nella traduzione. Ma i soli errori di traduzione non bastano
a giustificare una dottrina, che propone delle pratiche cultuali e degli
insegnamenti riguardo alla salvezza non biblici; per questo motivo sono stati
aggiunti i libri apocrifi, in cui si trovava la giustificazione per la
salvezza per fede e opere, il purgatorio, la penitenza, ecc., ecc. Su questo
argomento Nicola Martella è stato già abbastanza esaustivo nel suo
articolo, e io non saprei fare di meglio.
4. ASPETTI CONCLUSIVI:
Ricapitolando possiamo dire che qualunque gruppo pseudo cristiano utilizza lo
stesso approccio con le Scritture. Inizia a insegnare e praticare qualcosa di
non biblico, poi, nel momento in cui viene scoperta l’incongruenza con le
Scritture, fa tacere la Parola modificandola (aggiungendo / togliendo
qualcosa, traducendola male, ecc.), aggiungendo dogmi oppure combinando
le due cose insieme.
► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_BB/A2-Approc_eterodos_BB_OiG.htm
17-02-2010; Aggiornamento:
18-02-2010 |