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In seguito agli articoli
►
Benny
Hinn è un «uomo di Dio» o un imbroglione? {Yves. A.
Brault}
e ►
Benny Hinn:
un uomo di Dio? {Antonio Morlino}, avevamo
cominciato il tema di discussione
►
Un
«unto» controverso: Benny Hinn.
Intanto su questo sito sono presenti molti altri
articoli
sul tema. Poiché sono arrivate alla redazione obiezioni e domande
specifiche, indirizzate particolarmente ad
Antonio Morlino, abbiamo pensato bene di presentare qui
dapprima le osservazioni e le obiezioni, e poi
sistematicamente le risposte specialmente di Antonio Morlino.
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
Partecipate alla discussione inviando
i vostri contributi al Webmaster
(E-mail)
I
contributi sul tema
▲
(I contributi rispecchiano le opinioni
personali degli autori.
I contributi attivi hanno uno
sfondo
bianco)
Clicca sul lemma
desiderato per raggiungere la rubrica sottostante
Primo
{Stefano
Ferrero} ▲
Nota di redazione:
Ho condensato qui di seguito i vari messaggi che Stefano ha
mandato a me, pur intendendo Antonio Morlino. {Nicola
Martella}
Sono un cristiano
evangelico pentecostale laureando in scienze sociali, e
considero la Bibbia vera Parola di Dio e fondamento assoluto
della fede.
Riguardo alle
riflessioni su Hinn. A chiunque si può fare dire quasi di
tutto citandolo fuori dal contesto e senza considerare ciò
che sta intorno a quelle frasi che sono state dette. Usando
questa metodica si può fare dire alla Bibbia che Dio non
esiste, citando malamente il Salmo 14 per esempio...
L’autore di
quell’articolo vanta di avere approfondito molto gli
insegnamenti di Hinn, ma si capisce invece che dice solo
cose superficiali che derivano da una lettura veloce e non
approfondita dei siti critici contro lo stesso Hinn in
inglese.
Riguardo alle profezie errate, si legga Paolo in 1 Cor 14,29:
«Anche i profeti parlino in due o tre e gli altri
giudichino». Questo è segno che anche i profeti della
chiesa primitiva, riconosciuti ispirati e veri servi di Dio
da Paolo, potessero errare quando profetizzavano; ogni
profezia va vagliata.
In 1
Ts 5,19ss Paolo dice: «Non spegnete lo Spirito. Non
disprezzate le profezie; ma esaminate ogni cosa e ritenete
il bene».
Benny
fa tante baggianate, ma il suo ministero fa tantissimo bene
a tantissime persone. Del resto ognuno di noi ha tanti «lati
oscuri» non conformi alla volontà di Cristo che, se messi
alla ribalta in TV e nei mass-media a scala globale,
potrebbero dire di noi stessi che siamo «falsi profeti».
■
L’autore afferma: «Hinn
è arrivato ad affermare che ciascuna Persona della Trinità
avrebbe uno spirito, un’anima e un corpo. “Ce ne sono nove
di loro”, affermò, rimangiandosi poi tutto e buttandola
sullo scherzo qualche anno dopo». ● Faccio notare che si
tratta di una affermazione presa del tutto fuori dal suo
contesto. Certamente non ci sono 9 persone nella Trinità, ma
è vero che nel Padre vi è anche il Figlio e lo Spirito, nel
Figlio vi sono anche il Padre e lo Spirito, nello Spirito vi
sono il Padre e il Figlio. Le tre persone sono del tutto
comunicanti e interconnesse. Certamente non sono 9 ma 3.
Perché volere vedere il male in una affermazione mal
compresa?
■
L’autore afferma:
«[Secondo Hinn] Cristo fu fatto diventare peccato
andando alla croce (cfr. 2 Corinzi 5,21), divenne un essere
satanico avendo assunto la natura di Satana ed essendo
diventato una sola cosa con lui! Questo è blasfemo!» ●
Faccio notare che non si tratta di blasfemia, ma di
non-comprensione da parte di chi commenta. Gesù è morto
sulla croce prendendo su di sé il peccato di tutti gli
uomini e quindi è diventato maledizione per noi. La natura
di Satana è ovviamente una natura di peccato, quindi non è
temerario dire che Gesù in quel momento fu peccato come è
peccato Satana. Si tenga conto che Gesù stesso venne
prefigurato con un serpente (segno di maledizione e di
peccato!) di bronzo posto su un palo nel libro dei Numeri.
Come pure la verga di legno di Mosè, che diventò un serpente
e ingoiò i serpenti-bastoni del faraone, divenne simbolo
della croce di legno in cui Gesù divenne maledizione
(serpente) per sconfiggere i demoni (serpenti-bastoni) del
faraone (Satana).
■
L’autore afferma: «Sì,
perché Hinn si reca spesso presso la tomba di questa signora
defunta, pregandola, e presso la tomba di un’altra grande
predicatrice del passato, Aimee Semple McPherson, entrambe
donne di dubbia reputazione quanto alla vita privata e al
ministero pubblico». ● Faccio notare che è perfettamente
biblico che presso la tomba di un servo di Dio ci possa
essere ancora una potente unzione. Basti leggere 2 Re 13,21
dove un morto a contatto col corpo di Eliseo, su cui
dimorava ancora una potente unzione, sia risuscitato! Hinn
inoltre quando si reca presso queste tombe non prega le
serve di Dio morte, ma il Signore Gesù stesso.
■
L’autore afferma: «E
non si tratta delle uniche predizioni fasulle, giacché
questo signore ha anche affermato che Gesù apparirà ai
musulmani, prima del suo ritorno». ● Faccio notare che sono
numerose le testimonianze di musulmani che affermano di
avere visto Gesù in sogno e di essersi convertiti a Lui.
■
L’autore afferma:
«[Secondo Hinn] Gesù non ci avrebbe salvato sulla
croce del Calvario, ma scendendo all’inferno». ● Faccio
notare che Gesù è sceso nel soggiorno dei morti (At 2,25).
Infatti Davide disse di lui (Gesù): «Io ho avuto il
Signore continuamente davanti agli occhi, perché egli è alla
mia destra, affinché io non sia smosso. 26Per
questo si è rallegrato il mio cuore, la mia lingua ha
giubilato e anche la mia carne riposerà nella speranza;
27perché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non
permetterai che il tuo Santo [= Gesù] subisca la
decomposizione» (vv. 25ss). Gesù infatti fu tratto
fuori dall’Ades o soggiorno del morti con la risurrezione!
■ P.S. 1:
Non sono affatto un «Benny Hinn fans club», ci sono molte
cose nel suo modo di fare che ritengo andrebbero decisamente
riviste alla luce della Scrittura e della serietà, ma lo
ritengo comunque un vero servo del Signore.
■ P.S. 2:
Approfitto della e-mail per farti un’altra
osservazione riguardo alle presunte cose false dette da Hinn.
In 1 Re 13 si può vedere la prova chiara che è possibile che
una persona menta e che dopo venga usata dal Signore per
parlare a Suo Nome.
Secondo
{Antonio Morlino} ▲
Nota di redazione:
L'autore risponde qui in linea generale a Stefano. Egli
tratterà in modo dettagliato le sue osservazione in
approfondimenti a sé stanti. Si vedano al riguardo gli
articoli di Antonio Morlino disponibili sotto:
►
Carismaticismo.
Le tue e-mail, Stefano, che
mi hanno davvero rallegrato. Questo perché, nonostante tu te
la sia presa per quanto ho scritto nel mio articolo,
accusandomi di essere stato superficiale e di aver citato
fuori contesto le frasi di Benny Hinn, facendogli dire
tutt’altro (come si è soliti fare in un certo tipo di
giornalismo sensazionalistico e scandalistico per pettegole)
— io ritengo che le tue considerazioni siano del tutto
comprensibili e, in un certo senso, giustificabili. Anzi:
per certi versi, sono stato io stesso a provocare
volutamente la tua reazione, visto che non potevo in un
primo articolo approfondire tutte le tematiche trattate,
essendomi limitato a sfiorarle solo per far venire
l’acquolina in bocca ai lettori, cercando di scuoterli dal
torpore generale in cui versano le nostre chiese evangeliche
italiane, sempre pronte, però, a issare le vele a
qualunque nuovo «vento di dottrina», che spesso conduce le
loro fragili barchette — talvolta di carta, molto spesso
prive d’un solido ancoraggio alla Parola e quasi sempre
caratterizzate da un’esile ossatura teologica e dottrinale —
a fare «naufragio quanto alla fede» (1 Timoteo 1,19).
Hai proprio ragione a
dire che sono stato «superficiale», ma in modo onesto e per
nobili scopi: lo sono stato intenzionalmente, perché nessuno
avrebbe letto un articolo-trattato di 10 pagine o più; per
questo ho lambito appena la «superficie» del «caso Benny
Hinn». Egli ha fatto scorrere fiumi di inchiostro, ed io lo
osservo da almeno dieci anni, come dico nell’articolo, anni
in cui non ho visitato appena qualche sito critico del
telepredicatore arcimiliardario, ma ho letto parecchi libri
e articoli in cui l’oggetto era lui come anche il «Movimento
della Fede» e il «Vangelo della prosperità», da cui sono
stato coinvolto per diverso tempo assimilandone le dottrine,
approfondendone le implicazioni teologiche e giungendo a
respingerle come vere e proprie eresie.
Inoltre, ribadisco
quanto ho già dichiarato all’inizio dell’articolo: riguardo
alla pneumatologia (le varie dottrine relative allo Spirito
Santo), sono in linea di massima «pentecostale-carismatico»,
come te, sebbene non ami definirmi tale, ma preferisca
rispondere a chi mi domanda che sono semplicemente un
«cristiano».
Perché, allora, le tue
e-mail mi hanno messo di buonumore? Perché tu hai reagito
esattamente come avrei voluto che reagissero tutti i miei
lettori, o almeno quelli che certi problemi non se li sono
mai posti, lasciandosi trascinare dalla corrente… Grazie per
aver reagito! In questo modo, mi dai l’opportunità di
approfondire qualche tematica a cui tu alludi ripetendo
alcuni ritornelli che conosco benissimo e che rivelano
quanto siano diffusi nella nostra nazione certi insegnamenti
che non hanno nulla a che fare con il cristianesimo storico,
sebbene vengano spacciati per «dottrine evangeliche».
A me piace dire di
essere un pesce «anàdromo», che nuota controcorrente
(proprio come il sito che mi ha dato molto gentilmente
ospitalità), e una voce fuori dal coro, ma che canta
unicamente — spero — per la gloria di Dio.
Nei prossimi giorni,
inserirò nei «temi di discussione» alcune
risposte-approfondimenti ai quesiti che hai posto e che
riutilizzerò per rivolgermi a un pubblico più ampio di
lettori. Cercherò, però, di approfondire maggiormente certe
questioni. Almeno ci proverò.
Sperando così di poter
contribuire a un arricchimento della tua fede cristiana, ti
saluto umilmente nella grazia del nostro Signore Gesù
Cristo.
Per concludere, un
consiglio fraterno a chiunque scrive a me o alla redazione:
non avere mai paura di esporti troppo, firmandoti, ma abbi
il coraggio delle tue idee, sempre e comunque, costi quel
che costi.
Terzo
{Nicola
Martella} ▲
Le risposte
specifiche
di
Antonio Morlino si trovano
in articoli separati che egli ha sviluppato a mano a mano.
Per questi motivi, presento qui di seguito alcune osservazioni di
carattere generale che investono solo alcuni aspetti di
carattere basilare.
■
L’uomo di Dio:
Paolo chiamò Timoteo «uomo
di Dio» (1 Tm 6,11), un appellativo raro nel NT e che era
usato specialmente per Mosè (Dt 33,1) e Davide (2 Cr 2,14).
È interessante che l’apostolo usò questa espressione subito
dopo aver parlato del fatto che «l’amore del danaro è
radice d’ogni sorta di mali», dello sviamento dalla fede
e di molti dolori (v. 10), oltre ad esporsi alla tentazione,
alla trappola e alle funeste concupiscenze, le quali sono
alla base della distruzione (v. 9). Paolo, chiamando Timoteo
«uomo di Dio», gli ingiunse di fuggire «queste cose»
(l’amore del danaro) e di procacciare invece «giustizia,
devozione, fede, amore, costanza, dolcezza». Per molti servi
di Dio Mammona è stato lo scoglio su cui si è sfracellata la
loro fede e la loro vocazione. Facendo riferimento a Davide,
si può dire che un «uomo di Dio» è «un uomo secondo il
mio cuore, che eseguirà ogni mio volere» (At 13,22).
Infatti un altro aspetto è connesso proprio alla Scrittura
ispirata da Dio: l’uomo di Dio, per diventare completo ed
equipaggiato per ogni «opera buona», accetta da essa
l’insegnamento, la riprensione, la correzione e l’educazione
alla giustizia (2 Tm 3,16s).
■
Le qualità dell’uomo di Dio: Le qualità necessarie
perché un credente diventi conduttore e sorvegliante nel
gregge di Dio sono elencate in 1 Tm 3 e in Tt 1. Anche qui
ricorrono oltre al non essere amante del danaro (1 Tm 3,3) e
ad altri aspetti, l’essere irreprensibile (v. 2) e avere
«una buona testimonianza da quelli di fuori» (v. 7). Qui
nessuno, che si creda un servo di Dio, può escludersi! Chi
non ha queste peculiarità, non può rivestire un ministero di
guida. L’irreprensibilità non è un optional! Dei «servitori»
(gr. diakonoi non erano semplicemente dei «diaconi»,
ma dei servitori nell’opera di Dio!) Paolo diede queste
istruzioni: «Anche
questi siano prima provati, poi assumano l’ufficio di
servitori, se sono
irreprensibili» (v. 10). ● Da Tito 1 evidenzio
solo, oltre all’essere «irreprensibile, come economo di
Dio» (v. 7), questo aspetto: dev’essere «attaccato
alla fedele Parola» e «capace d’esortare nella sana
dottrina e di convincere i contraddittori» (v. 9). Chi
non aderisce strettamente alla Parola di Dio e non s’attiene
alla «sana dottrina», strumentalizzerà ambedue, attingerà da
altre fonti e propagherà eresie; ma così farà bancarotta e
naufragherà quanto a ministero, alla fede e all’esistenza (1
Tm 1,19). Non possiamo giustificare i conduttori e i
servitori, facendo riferimento alle proprie debolezze o ai
proprie «lati oscuri», se Dio li vuole irreprensibili!
■
La profezia: Nel NT il termine greco tradotto con
«profezia» non intende «annuncio fatto in anticipo (alla
realizzazione), predizione», ma «discorso fatto davanti,
proclamazione». Infatti «chi profetizza [= proclama], …
parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di
esortazione e di consolazione… edifica la chiesa» (1 Cor
14,3s). L’ultimo dei profeti dell’AT, quindi all’interno
della teocrazia d’Israele, fu Giovanni Battista (Mt 11,13).
Per cui la raccomandazione di Paolo in 1 Cor 14,29 — «Parlino
due o tre profeti [= proclamatori, e gli altri giudichino»
— si riferiva a quanto detto ai versi 3s: era la normale
prassi nelle «chiese in casa», in cui non c’era il
predicatore classico d’oggi, ma 2-3 fratelli davano i loro
pensieri estemporanei riguardo a un testo biblico per le
finalità sopra dette. ● Per le altre cose, il NT (come l’AT)
ben conosceva i «falsi profeti [= proclamatori», esortava a
metterli alla prova (1 Gv 4,1), li bandiva dal suo mezzo (1
Gv 2,19; v. 18 pseudo-messia) e metteva in guardia da loro
(Mt 7,15 apparenza ingannevole; Fil 3,2 cattivi operai).
Paolo li stigmatizzò come «super apostoli» (2 Cor 11,5;
12,11). Gesù lodò il conduttore della chiesa di Efeso, tra
altre cose, evidenziando: «Hai messo alla prova quelli
che si chiamano
apostoli e non lo sono, e li hai trovati mendaci»
(Ap 2,2). Perciò, chiunque ha fatto una precisa predizione
da parte del Signore ed essa non si è avverata, questi è
biblicamente un «falso profeta» da affrontare (Dt 18,22). Lo
stesso vale per quel profeta (= proclamatore) che dirà
eresie in nome di Dio (Dt 18,20; 13,1ss). Proclamare la
Parola di Dio è una grande responsabilità. Chi fa
affermazioni predizionali da parte del Signore, ne deve
rendere assolutamente conto! Altrimenti scatta anche
«l’anatema» dell’apostolo Paolo (Gal 1).
■
Cristo e il peccato: L’analogia fra il Messia che è
stato fatto peccato e Satana, è allarmante, ma si basa sulla
non conoscenza delle lingue della Bibbia. Il verso in
questione è il seguente: «Colui, che non conobbe peccato,
Egli l’ha reso peccato per noi, affinché noi diventassimo
giustizia di Dio in lui» (2 Cor 5,21). Il termine
«peccato» in ebraico e nel testo greco della Settanta era il
termine tecnico per «sacrificio per il peccato»; infatti nel
Levitico ebraico il termine «sacrificio» non c’è. [Si veda
al riguardo Nicola Martella, Levitico: Traduzione
letterale (Punto°A°Croce, Roma 1998); qui il termine
«sacrificio» è posto fra parentesi, quando non compare in
ebraico. Per l’approfondimento cfr. Nicola Martella,
«Sacrificio», Manuale teologico dell’AT
(Punto°A°Croce, Roma 2002), pp. 310s.] Come farebbe poi una
persona a diventare «peccato»? Gesù divenne «sacrificio di
peccato» o espiatorio (Rm 3,25; 1 Gv 2,2; 4,10). ● Tutta la
presunta analogia fra il Messia e la natura di Satana sono
solo costruzioni che non hanno niente a che fare col la
Bibbia. Gesù disse: «Il principe di questo mondo… non ha
nulla in me»(Gv 14,30).
■
Che cos’è l’unzione?: Alcuni pensano all’«unzione» come
a una specie di fluido. Questa è però una concezione
magico-esoterica che si trova nell’esoterismo, nello
sciamanesimo, nelle religioni orientali e nei fautori delle
medicine alternative. [Per l’approfondimento cfr. Nicola
Martella, «Fluidi terapeutici»,
Dizionario delle
medicine alternative,
Malattia e guarigione 2 (Punto°A°Croce, Roma
2003), pp. 197-200.] Nella Bibbia «l’unzione» è la
consacrazione di uno degli organi dell’alleanza (sacerdote,
re, profeta) al suo ministero, a cui era connesso un
potenziamento mediante lo Spirito di Dio. L’idea che un
fluido o un magnetismo possa emanare da oggetti è tipica
dell’animismo e del pensiero magico. Nella Bibbia alla tomba
è connessa l’idea dell’impurità e della contaminazione (era
proibito addirittura toccare morti e tombe), che è il
contrario dell’energia positiva. Il caso di Eliseo (2 Re
13,21) non si può prendere per formulare una dottrina e non
stava nella volontà di questo profeta, ma fu un miracolo
particolare di Dio per onorare il suo servo. Guai però a
partire da fatti ed esperienze per statuire un principio!
■
Dio e i ministri bugiardi: In 1 Re 13 è scritto che un
«vecchio profeta» (v. 11) mentì riguardo alla parola
ricevuta da un angelo di Dio (v. 18), contraria a quella che
Egli aveva data all’«uomo di Dio» (vv. 1.9.16s). Poi il
vecchio profeta ricevette la Parola di rimprovero e di
giudizio per «l’’uomo di Dio» (v. 20ss). Così quest’ultimo
fu sbranato da un leone per strada (v. 24). Ancora nel v. 27
si parla di lui come di un «ribelle alla Parola
dell’Eterno». ● Questo era certamente un fatto oscuro
della buia storia d’Israele di quel periodo di confusione
religiosa ed etica. Bisogna guardarsi dal trarre qui una
giustificazione o una dottrina! Mostra la disubbidienza
dell’«uomo di Dio» e la scorrettezza del «vecchio profeta».
Una buona regola ermeneutica afferma che bisogna partire
sempre dai brani chiari ed evidenti e mai da quelli oscuri!
Dio si è servito per i suoi scopi di un’asina (Nu 22), di
uno spirito bugiardo (1 Re 22,21ss), di un profeta che mentì
(1 Re 13), di re pagani, ecc. Ma ciò non è una scusante o
una regola per coloro che vogliono essere servi di Dio!
(cfr. Gcm 3,14; Col 3,9). ● Nel NT si parla
dell’irreprensibilità dei servi di Dio e della necessità che
i credenti dicano la verità. «Bandita la menzogna, ognuno
dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni
degli altri» (Ef 4,25). «Tutto quel ch’è menzogna non
ha a che fare con la verità» (1 Gv 2,21). «L’unzione
sua… è verace e non è menzogna» (1 Gv 2,27). Nella bocca
dei servi di Dio dell’Apocalisse «non è stata trovata
menzogna: sono irreprensibili» (Ap 14,5).
Quarto
{Alessandro
Alise} ▲
Nota redazionale:
Questo contributo rappresenta l’assemblaggio di due
successivi messaggi dell’autore, che ho redatto rispettando
il suo pensiero. Il primo messaggio era anonimo, il secondo
firmato. {Nicola Martella}
Prendi come fonte solo la
Parola di Dio e non negare l’evidenza nelle crociate di
Benny Hinn: Dio opera miracoli, persone vanno alla salvezza
e l’Evangelo è predicato; questo è l’importante.
Chiedi a Dio sensibilità e
ricevi il suo pensiero, non farti ragionamenti
insignificanti.
In ogni modo la mia
sentenza è rivolta alla fonte della tua informazione che
accusa in modo grave e diretto un servo di Dio il cui
operato e il cui obiettivo e unicamente innalzare il nome di
Gesù e, quando questo viene fatto, avvengono miracoli e
persone vengono alla salvezza.
Nella bibbia non è scritto
il modo preciso in cui questo deve essere fatto ne il
vestito che deve essere usato o meno; questi sono futili
dettagli, l’importante è raggiungere lo scopo che Bibbia ci
chiama a raggiungere.
Voglio dire una cosa a te e
chi per te sia: l’albero — come disse Gesù — lo si riconosce
dal frutto; e a tutt’oggi il frutto visibile di Benny Hinn e
del suo ministero sono doni dello Spirito Santo, guarigioni,
e sopratutto salvezza.
Quinto
{Antonio Morlino} ▲
Nota redazionale:
L’autore risponde qui all’e-mail di Alessandro Alise,
tenendo presente che, mentre lo faceva, è arrivata (su mia
sollecitazione) un secondo messaggio dell'autore del
contributo precedente. Ma la sua risposta coglie bene il
tutto. {Nicola Martella}
Caro fratello, è proprio
attingendo all’unica fonte della Parola di Dio, e non alle
supposte «rivelazioni» extrabibliche, a cui si abbevera
sistematicamente Benny Hinn, che metto in dubbio
l’«evidenza» delle sue crociate, in cui mi sembra che
non sia Dio a operare, ma lui stesso quale abile showman
e manipolatore delle coscienze. A ciò si aggiunga che in
tali campagne mi pare che siano offerte vane speranze
di salvezza perché viene predicato «un altro vangelo», non
quello autentico.
È proprio perché ho
chiesto a Dio sensibilità e luce che in questi anni ho
approfondito il Suo pensiero, chiaramente già espresso nella
Sua infallibile Parola, smascherando i vani ragionamenti di
Hinn e dei suoi simili e demolendo «i ragionamenti e
tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza
di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo
ubbidiente a Cristo» (2 Corinzi 10,4s).
Sesto
{Gaetano
Nunnari} ▲
Mi piacerebbe sapere da
tutti questi ammiratori di Benny Hinn cosa pensano
veramente delle parole di Gesù Cristo il Signore.
Come credenti cristiani,
ossia seguaci di Cristo, dobbiamo farci impressionare più
dagli avvertimenti del nostro maestro, oppure dagli show di
questi eloquenti personaggi che utilizzano il nome di Gesù,
e di cui lo stesso Gesù ha detto di guardarcene?
Siamo tutti d’accordo
sull’affermare che andando avanti col tempo, ci avviciniamo
sempre più alla fine dei tempi. Gesù ci ha avvisato (cfr.
Marco 13,21-24; Matteo 24,4) che molti «falsi cristi» (=
unti) e molti «falsi profeti» (N.B. molti, non pochi)
sarebbero apparsi e avrebbero predicato nel suo nome (Mt
24,4), cioè nel nome di Gesù, e non nel nome di qualche
altro personaggio, ma proprio nel nome di Gesù! Purtroppo
però, molti credenti appena sentono nominare il nome di
Gesù, come per incanto evitano accuratamente di mettere in
discussione il personaggio, bollandolo direttamente come
intoccabile «unto» di Dio. Ecco che allora, pur non
ammettendolo, questi credenti fanno passare la Parola di Dio
scritta in secondo piano perché si lasciano così facilmente
impressionare dall’apparente successo di questi individui,
eppure... Gesù, il nostro Maestro, ha affermato che molti in
quel giorno gli avrebbero detto: «Abbiamo profetizzato
nel tuo nome» (guarda un po’ nel nome di Gesù), «nel
tuo nome abbiamo cacciato demoni» (sempre nel nome di
Gesù) e «nel tuo nome abbiamo fatto molte opere potenti»
(quindi anche impressionanti), eppure Gesù risponderà loro
che non li ha mai conosciuti! (Mt 7,21).
Ecco che dobbiamo sempre
più vegliare per non cadere, vegliare con la sua Parola! Non
a caso un salmo recita: «La tua parola è una lampada al
mio piede, una luce sul mio cammino». Chi si basa sulla
Parola di Dio, e la mette in pratica nella sua vita, è un
uomo di Dio. Tutto questo dovrebbe portarci a riflettere.
Cosa crediamo che nell’ambiente evangelico l’avversario
cerchi di sedurre servendosi di idoli e statue che fanno
miracoli? Oppure i presunti miracoli sono infallibili
garanzie di veridicità? (cfr. Deuteronomio 18,22).
Non credo che ci si può
permettere di essere così ingenui e creduloni. Gli Evangeli
e le epistole (particolarmente 2 Pietro e Giuda) non solo
hanno predetto l’avvento di questi profanatori, ma hanno
anche predetto le eresie che avrebbero predicato, e guarda
caso Benny Hinn ha il privilegio di soddisfare tutti i
requisiti.
Adesso vorrei
domandarvi: egli predica certo Gesù, ma quale Gesù? (2
Corinzi 11,4). Vegliamo affinché nessuno ci seduca!
Settimo
{Stefano
Ferrero} ▲
Caro Nicola, spero di non
averti disturbato con la mole di materiale inviato.
Mi permetto di concludere il
tutto con una citazione che in un certo senso riassume in
una riga tutto quanto ti ho sottoposto all’attenzione nelle
scorse e-mail: «La storia è
piena di innumerevoli santi che hanno propagato un infinità
di eresie» (Watchman Nee, L’Uomo Spirituale [Ediz.
EUN], pag. 351) L’autore nelle pagine precedenti e
successive tratta molti temi edificanti che rischiarano
molte questioni oggi dibattute.
Ottavo
{Nicola Martella} ▲
Caro Stefano, mi viene da
dire: «Bella consolazione!». Bisogna proprio arrampicarsi
sugli specchi e scomodare questo predicatore orientale, che
prendi come grande autorità! Che una cosa del genere la dica
mister Watchman Nee, non mi consola di più. Questo maestro
di «filosofia dottrinale» non brilla certo per particolare
acume esegetico nei suoi scritti, avendo un approccio
dogmatico alla Scrittura. Per tutto rispetto, non bisogna
perciò necessariamente condividere tutto ciò che gli è
passato per la mente. Se vivesse ancora e fosse qui, gli
chiederei: «Mister Nee, potrebbe dirmi dov’è scritto ciò
nella Bibbia?».
Caro Stefano, dopo l’ondata
di messaggi che mi hai mandato, nell’ultima e-mail ti
assicurai che io non ce l’ho indiscriminatamente con i
carismatici, ma con coloro che mischiano la spiritualità
gnostico-esoterica con le dottrine bibliche (come tu stesso
hai citato delle esperienze di Toronto). Ti avevo scritto
pure che ho un’allergia endemica contro «unti» e «apostoli»
autonominati che, poi, hanno una teologia terra-terra,
assunti dottrinali pieni di ingenuità e commisti a
spiritualismo sciamanico o gnostico. Tu stesso ne hai
nominati alcuni, di cui sei stato deluso, dopo aver
partecipato alla loro conferenze.
Ti scrissi precedentemente
che in 1 Tm 3 e in Tt 1 Paolo raccomandò ai conduttori di
essere irreprensibili e uomini radicati nella Parola. Come
si fa a pretendere d’essere «unti» e «apostoli» (!) ed
essere così ignoranti rispetto alla Parola!? Il conduttore
dev’essere «atto a insegnare» (1 Tm 3,1; cfr. Tt 1,9).
Nell’ultima e-mail ti dissi
che io sono uno studioso e un esegeta e tutte le
versettologie dottrinarie, tutte le sovrastrutture
ideologiche e dogmatiche e tutte le teologie dell’esperienza
soggettiva mi sono, per dir poco, sospette.
Ciò che convince, trasforma
e dà fondamento è, alla lunga, lo studio corretto della
Parola di Dio e il suo insegnamento. Essa illumina e rende
perfetti. Le esperienze particolari, i sensazionalismi e
quant’altro non danno vera radice, durano per un po’ e non
«vaccinano» poi contro la carne e contro il peccato.
Caro Stefano, ora ti ripeto,
come già ti ho scritto, che il NT raccomanda ben altro
rispetto alle parole di Watchman Nee: ogni conduttori o
servitore deve essere «irreprensibile» (1 Tm 3,2.10; 6,14;
Tt 1,6s; 2,8), «attaccato alla fedele Parola» (Tt
1,9) — «parola della verità» che l’operaio del Signore, per
non essere confuso, deve tagliare rettamente (2 Tm 2,15) — e
«capace d’esortare nella sana dottrina e di convincere i
contraddittori» (Tt 1,9)! Non sarà un predicatore
orientale a farmi cambiare idea in merito! Né lo sarai tu
che citi lui per scusare gli «operai confusi», di cui Paolo
parla a Tito, dandogli l’antidoto.
Dio fece scrivere
all’apostolo Giovanni: «Quanto ai codardi, agli
increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori,
agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la
loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo,
che è la morte seconda» (Ap 21,8). E il Signore Gesù
disse nella sua ultima parola registrata nella Bibbia: «Fuori
i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli
idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna»
(Ap 22,15). Quando un «operaio» del Signore «ama e pratica
la menzogna», si squalifica e dev’essere squalificato. Tu
però a tutti i costi cerchi di giustificare persone del
genere! Altrimenti perché insisti così tanto con me e sul
sito che tu gestisci con altri?
Paolo raccomandò a Timoteo:
«Non ricevere accusa contro un anziano, se non sulla
deposizione di due o tre testimoni. Quelli che peccano,
riprendili in presenza di tutti, affinché anche gli
altri abbiano timore» (1 Tm 5,19). Di testimoni oculari
delle menzogne proferite da certi «unti» c’è ne sono a
bizzeffe e ci sono riprese video eloquenti! Dopo aver letto
quanto tu mi hai mandato, mi sembra che tu sia così sotto il
«fascino» di tali personaggi, da non avere più il senso
della realtà riguardo al bene e al male e a ciò che la
Scrittura ci comanda) («riprendili in presenza di tutti»).
Essere «santi» e
«propagatori di eresie» (quindi bugiardi)? Che idea malsana!
Preferisco pensare al «gran nuvolo di testimoni» che
ci circondano e «correre con perseveranza all’arringo che
ci sta dinanzi, guardando a Gesù, iniziatore e compitore
della fede» (Eb 12,1s).
Qui penso che possiamo dire
concluso quest'argomento. Volentieri dialogherò con te su
altri temi.
Nono
{Ferrero - Martella} ▲
■ Aspetti introduttivi:
Ho ricevuto l’ennesima e-mail di Stefano sul tema dei
carismatici dal titolo «Guarigioni sempre criticabili?».
Qui di seguito metto a confronto le sue parole con le
mie risposte, sperando che in tal modo
—
vista ormai la ciclicità degli argomenti —
siamo giunti a un punto
finale della questione e di non doverci tornare più
sopra. {Nicola Martella}
■ Stefano afferma: Da un fratello ho avuto modo
di vedere brevemente il tuo libro sulla guarigione, nel
volume 1 a pag. 104 dici pressappoco (non ricordo bene le
parole): Ogni tipo di guarigione è sempre criticabile, anche
se questo significa agli occhi di alcuni mancare di amore
fraterno o «peccare contro lo Spirito Santo».
■ Io rispondo: Questo
è pressapochismo! Vatti a rileggere il
tale punto, perché non dice proprio quanto tu mi affibbi.
Nicola Martella, La
salute fra scienza, religioni e ideologie,
Malattia e guarigione 1 (Punto°A°Croce, Roma
2003). L’articolo s’intitola: «Commistione fra guarigione
ecclesiale e paranormale», pp. 92-104. I due volumi trattano
delle cosiddette «medicine alternative». Nel libro «Entrare
nella breccia» (1996) nell'articolo
«Il discernimento degli spiriti I: I criteri generali» due
titoli a pp. 47s ti dovrebbero far pensare: «I miracoli
possono avvenire» e «Non tutti i miracoli "cristiani" sono
di Cristo»
■ Stefano afferma: Quindi anche le guarigioni
fatte da Gesù e dagli apostoli dovrebbero essere criticate?
■ Io rispondo: Che ha questo a che fare col tema
dell’articolo «Commistioni fra guarigione ecclesiale e
paranormale»? Non c'entra nulla. Se ragioni così, allora è inutile continuare a discutere. Non è questo il
tema qui in discussione.
■ Stefano afferma: Se oggi ci fosse qualcuno che
guarisse le persone come faceva Gesù in incontri pubblici
con liberazioni da demoni fatte in pubblico tu lo riterresti
un servo del Signore oppure (nei tuoi scritti ricorrente in
modo ossessivo) un medium spiritualistico (termine che
attribuisce di fatto a tutti i pastori pentecostali che
hanno il dono delle guarigioni) neognostico che adempie Mt
24,24?
■ Io rispondo: Dove l’hai cavato questo? Vedi,
stai sempre a insinuare. Se attribuisci il male al tuo
interlocutore, come farà egli ad ascoltarti ancora? Facendo
tutt’erba un fascio, non si discerne la verità. Mi
preoccupi. Se tu avessi letto il mio libro «Entrare
nella breccia», capiresti meglio come stanno le cose, quale
sia la mia esperienza fattiva in tali campi e quale siano le
mie convinzioni su guarigioni e liberazioni, ma tu sembra
che giudichi a scatola chiusa... sono preoccupato per te. Gcm 5 parla della
normale prassi di cura pastorale dei conduttori nelle loro chiese e io la
sostengo come prassi biblica per ristabilire chi è infermo. Le fonti di segni, sogni,
guarigioni, predizioni e quant’altro sono tre:
● Il Dio vivente e sovrano (vedi «Guarigione e
Bibbia» in Nicola Martella,
Dizionario delle
medicine alternative,
Malattia e guarigione 2 (Punto°A°Croce, Roma
2003), pp. 213-217 e articoli paralleli);
● Il diavolo (vedi «Guarigioni trascendentali» 1-3
in
Dizionario delle medicine alternative, pp. 218-228 e articoli
paralleli);
● La mente umana (vedi «guarigioni spontanee» in
Dizionario delle medicine alternative, pp. 217s e articoli
paralleli).
■ Stefano afferma: Come mai i veri guru
spiritualistici, vedi ad esempio Sai Baba non portano mai
nessuno alla certezza della salvezza in Cristo e invece
questi «falsi unti» hanno al loto attivo migliaia di persone
in tutto il mondo che affermano di avere ricevuto la
certezza della salvezza in Cristo durante le loro riunioni?
■ Io rispondo: Vedi di nuovo, porti una falsa
argomentazione, per non affrontare il vero problema. Ti
faccio notare che da sempre gli
ideologi non sono mai capaci di discernere il
bene dal male e di ricercare la verità, poiché si
ossessionano contro «avversari» che si costruiscono. Quindi,
per non assomigliare a loro, non estremizzare le questioni,
ma attieniti al merito, prendendo distanza dall'oggetto in
esame, come farebbe un buon studioso. Quello
che fa Sai Baba è una cosa, quello che fanno i cristiani è
un’altra. Provare gli spiriti (1 Gv 4,1) non è però un optional,
ma un comando biblico. Di falsi apostoli e falsi profeti la
Bibbia non ne parla solo per quelli di fuori (pagani), ma
anche di quelli che agiscono all’interno!
●«Questo a motivo dei falsi fratelli,
introdottisi di soppiatto, i quali s’erano insinuati fra
noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù,
col fine di ridurci in servitù» (Gal 2,4).
● «Ma sorsero anche falsi profeti fra il
popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che
introdurranno di soppiatto eresie di perdizione...»
(2 Pt 2,1).
■ Stefano afferma: Prima di vedere medium dove
si predica la salvezza non è semplicemente pensabile che un
credente possa avere dei doni da Dio e usarli male?
■ Io rispondo: Chi usa male i carismi di Dio, si
squalifica, fa bancarotta, e non deve continuare a essere un
leader nell’opera di Dio. Lo Spirito di Dio non si fa
beffare. L’uomo di Dio dev’essere «irreprensibile» in ogni
cosa (1 Tm 3,2; 6,14; Tt 1,6s; Tt 2,8). Qualunque servitore
del Signore, prima di svolgere il suo ministero, dev’essere
messo alla prova, per poi assumere l’incarico se è
irreprensibile (1 Tm 3,10; cfr. Ap 2,2).
Inoltre, c’è un grande avvertimento che il Signore Gesù
ha dato, e cioè che ci possono essere persone all’interno
del cristianesimo che fanno segni, miracoli, profezie e
quant’altro nel suo nome, ma che non appartengono a
Lui, sebbene siano convinte di esserlo: «Molti
mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo
noi profetizzato
in nome tuo, e
in nome tuo
cacciato demoni, e fatte in
nome tuo
molte opere
potenti?”. E allora dichiarerò loro: “Io non vi conobbi
mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d’iniquità”»
(Mt 7,22s). Tutto ciò non è quindi di per sé garanzia
di genuinità e di salvezza. Non dovrebbe questo far pensare?
■ Stefano afferma: Ci va in fondo piuttosto poco
(chiunque saprebbe farlo!) o a dire (non in questi termini,
ma con lunghi giri di parole) che qualunque cristiano non
segua la dottrina biblica e la prassi ecclesiale delle
riunioni della chiesa dei fratelli è un «falso - unto - medium - neognostico».
■ Io rispondo: Ritorni sempre sullo stesso tasto
della «chiesa dei fratelli (e delle sorelle)». A me
personalmente preme più la corretta esegesi della Parola che
quello che afferma una denominazione, qualunque essa sia. La
«chiesa dei fratelli» è, come qualunque altra chiesa, solo
una «famiglia spirituale» all’interno del vasto corpo di
Cristo, è solo uno strumento di servizio tra altri, non la
«vera e unica chiesa» né un oggetto di fede.
■ Aspetti conclusivi:
Bisogna essere sereni nel
trattare queste cose. Chi vuol essere uno «studioso della
Bibbia», deve usare metodi corretti e trasparenti; ciò vale
certamente per chiunque. Chi attribuisce
qualcosa di non vero a chi si ritiene un «avversario», fa in
genere una
mossa politica, questo è ciò che in genere avviene nel
«mondo». Per chiunque voglia essere un
«servo di Dio», non è certo una cosa onorevole. Egli deve
argomentare correttamente, riproducendo il reale
pensiero dell'altro, a cui egli riporta obiezioni. Io cerco di non basarmi mai sulle
chiacchiere e sul «si dice», ma su prove documentarie, ossia
cito dalle opere di chi afferma qualcosa, rispettando il
pensiero di costui, anche quando non lo condivido; i miei
libri sono pieni di bibliografia. Una cosa può essere ciò che
si attribuisce a qualcuno, altra cosa è ciò che ha veramente scritto;
le semplificazioni e le attribuzioni indebite possono
diventare maldicenza, se non addirittura calunnie.
Mischiare le carte a proprio piacimento, non fa onore a tale
persona. Quando una persona si
accanisce verso qualcuno, si può nutrire qualche sospetto,
quando non riporta correttamente l'altrui pensiero. Spesso
si mette costui in un cassetto preconfezionato della propria
mente o, come si dice, si fa di tutta l'erba un fascio. Ma
ciò rivela solo una grande pigrizia mentale di capire
veramente il pensiero dell'altro e di dialogare
correttamente con lui. Quindi qui metto un punto fine a
questa discussione. Di là dalle cose dette per argomentare,
esprimo la stima per Stefano e l'augurio di un eventuale
confronto su questioni meno spinose.
Aggiornamento: 06-04-07
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