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Esegeticamente
parlando, chi sarebbe «il servo fedele e
prudente che il padrone ha costituito sui domestici per dare loro il vitto a suo
tempo?». A chi si stava riferendo Gesù? Il testo lascia intendere che
un servo stia sopra agli altri e debba dare loro il cibo a suo tempo. Perché non
ha usato un altro esempio più chiaro visto che non mancavano?
Certo è
assurda l’idea che Gesù parlasse qui del capo di un’organizzazione, come
suggeriscono i Geovisti. Tuttavia non riesco a capire tale verso. Non ne capisco
il senso nel contesto. Perché effettivamente c’è un servo sopra altri servi che
lui deve curare... in più queste cose le stava dicendo ai suoi apostoli, e così
sembra rafforzare l’esortazione alle «guide». Non ti sembra?
{Gaio Rannuni 18-12-2007}
Entriamo in tema
In Mt 24,45
non si trattava proprio di nessuno in particolare! Era una similitudine che
veniva dall’esperienza comune di quei tempi (vv. 43-51). Gesù, partendo da tale
illustrazione, intendeva dare come lezione morale questa esortazione: «Vegliate,
dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore stia per venire»
(v. 42). Infatti c’erano molti schiavi allora e alcuni di loro più capaci (p.es.
come Giuseppe in Egitto) erano preposti ad altri come capi ed economi su
specifici settori della proprietà del padrone e addirittura come supervisori su
tutta l’economia domestica. Il tutto era però solo un’illustrazione per
evidenziare la necessità di vegliare e operare saggiamente in vista del ritorno
del Signore, il cui momento non si sa.
I Geovisti quali
moderni speculatori
È singolare
che l’oggetto d’una parabola sia stato assurto a fonte d’una dottrina così
centrale presso i Geovisti, tanto da identificare con il «servitore fedele e
prudente» (o simili) il loro «papa» (più nel passato) o il loro concistoro di
«cardinali» (più oggigiorno)! Tale persona o organo direttivo sta a capo di una
«multinazionale teocratica» e, dal suo «vaticano» statunitense, guida con le sue
direttive, le sue «encicliche», i suoi messaggi, i suoi libri e le sue riviste —
il tutto a pagamento — il pensiero e il destino di centinaia di migliaia di
seguaci! In tal modo si ripromette di allargare ulteriormente il «mercato
globale». E la giustificazione di ciò viene tratta dal dettaglio di una
parabola, che aveva come obiettivo ben altro!
Approfondimento
del testo nel contesto
Il testo non
porrebbe nessun problema, se non ci fosse la «tara speculativa» dei Geovisti.
All’interno del discorso di Gesù sulla fine dei tempi, Gesù esortò infine i suoi
seguaci a rimanere attivamente vigili (vv. 42s), e cioè ognuno nel compito che
gli era dato a fare (vv. 44ss). Per illustrare ciò, Gesù portò dapprima
l’illustrazione dell’imprevedibilità (v. 43): un ladro viene quando meno ce lo
s’aspetti, quindi non bisogna mai abbassare la guardia, se si vuole evitare il
danno; allo stesso modo devono fare i suoi seguaci. Per mostrare che non si
trattava d’un vegliare ozioso ma operoso, Gesù portò l’illustrazione d’un
padrone partito in viaggio e che lasciò le sue proprietà e la gestione delle sue
cose in mano al suo economo (vv. 44ss): al ritorno del suo padrone, il suo
comportamento positivo, operoso e responsabile verrà premiato; ma se si comporta
in modo negativo, crudele e irresponsabile, la sua pena sarà inevitabile. Anche
qui c’è l’incognita del momento dell’arrivo del padrone (v. 50) come nel caso
del ladro (v. 43).
Nella sua
applicazione questo testo non vale per persone particolari, ma per
ogni seguace di Gesù, che Egli vuole che sia
un «servitore fedele e prudente». In questo testo non c’è né di più né di meno.
Tale vigile operosità è evidenziata anche nella parabola delle dieci spose che
dovevano attendere il loro sposo (Mt 25,1ss); qui s’aggiunge anche l’elemento
dell’avvedutezza. Nella successiva parabola dei talenti (Mt 25,14ss) viene
mostrato che la responsabilità è data secondo la capacità personale e il premio
sarà secondo la fedeltà personale mostrata. Infine, la predizione del giudizio
mostra che chi ha ricevuto misericordia da Dio (il giusto), usa misericordia
nella sua vita verso i miseri; mentre gli ingiusti, avendo rifiutato la grazia
di Dio, non usano misericordia per il loro prossimo (Mt 25,31-46). Perciò il
loro destino sarà diverso (v. 46).
Mt 24s
riguarda specialmente la situazione dei Giudei alla fine dei tempi e l’avvento
del Messia, che deciderà chi degli allora viventi entrerà nel regno e chi no
(cfr. pecore e capri). In ogni modo ha un carattere globale e interessa tutti i
Giudei, senza nessuno escluso, che sarà presente durante la grande tribolazione.
Tutto ciò avrà un valore particolare in prossimità dell’avvento del Messia e
dell’inizio del regno messianico. Bisogna quindi guardarsi da applicazioni
indebite sia da parte dei Geovisti, sia da parte d’altri.
I Geovisti quali
moderni Farisei
Come i
Farisei d’allora, anche quelli odierni colano moscerini e inghiottono
cammelli (Mt 23,24). I Geovisti fanno del nome «Geova» il punto centrale della
dottrina, sebbene non compaia in nessun manoscritto del Nuovo Testamento; questo
è il moscerino colato. Trascurano di vedere che «Gesù Cristo» è quale
Logos da sempre «Dio presso Dio», il nome di fatto più rilevante e importante
della predicazione del NT, la persona che garantisce la salvezza nel tempo e
nell’eternità e che chi lo onora, onora Dio Padre; questo è il cammello
inghiottito. Si veda nel contesto di Mt 23 come Gesù apostrofò gente del
genere, che colava moscerini e inghiottiva cammelli.
È scritto per
i Giudei che riconoscono solo l’AT: «Le loro menti furono rese ottuse;
infatti, fino al dì d’oggi, quando fanno la lettura dell’antico patto, lo
stesso velo rimane, senza essere rimosso, perché è in Cristo che esso è
abolito. 15Ma fino ad oggi, quando si legge Mosè, un velo rimane
steso sul cuore loro; 16quando però si saranno convertiti al
Signore, il velo sarà rimosso» (2 Cor 3,14ss). Lo stesso meccanismo vale
anche per i Geovisti che il NT ce l’hanno (sebbene fresato a loro immagine e
somiglianza!).
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In «Escatologia
2» tratto chi ha parlato a sproposito dell’escatologia negli ultimi
due millenni di storia. Sui Geovisti si vedano i seguenti articoli:
«Dall’avventismo al geovismo», pp. 108-113; «Testimoni di Geova quali compagni
di via?», pp. 118-122; «Panorama de’attività predizionale dei Testimoni di
Geova», pp. 123s. |
►
Deità, pluralità e unità: Risposta a un Testimone di Geova
{Nicola Martella} (D)
►
Deità, pluralità e unità? Parliamone
{Nicola Martella} (T)
►
URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/_Den/A1-Geovisti_direttorio_Esc.htm
23-12-2007;
Aggiornamento: 14-10-2008
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