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Qui riprende una
discussione, iniziata anni or sono, e che è stata rinfocolata da un nuovo
contributo. [►
1.]
Si tratta della discussione dell’articolo «La
«riforma strutturale» di Corrado Salmé:
Strutture ed etichette ci salveranno?», in cui ho analizzato un suo libretto dal
titolo «Restaurare la visione apostolica nella chiesa».
La prima parte della
discussione di trova
qui. I lettori, che
vogliono intervenire, per essere efficaci nelle loro asserzioni, fanno bene a
leggersi l’articolo e i contributi presenti nella prima parte della discussione.
Che cosa ne pensate? Quali sono al riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
Partecipate alla discussione inviando i vostri contributi al Webmaster (E-mail)
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I contributi sul tema ▲
(I contributi rispecchiano le opinioni personali degli autori.
I contributi attivi hanno uno sfondo bianco)
Clicca sul lemma desiderato per raggiungere la rubrica sottostante
1. {Claudio Sabatino} ▲
■ Contributo:
Caro fratello, ho letto l’articolo «La
“riforma strutturale” di Corrado Salmé:
Strutture ed etichette ci salveranno?», che è la tua analisi critica dello
scritto «Restaurare la visione apostolica nella chiesa» di Corrado Salmé.
Sono contento
che voci chiare s’innalzino su questo problema. È vero molti «cristiani» sono
sedotti da questo falso spirito, che vorrebbe la chiesa di Gesù Cristo
rifondata strutturalmente e gerarchizzata, usando in modo scorretto i
termini di apostoli, profeti, pastori, dottori, evangelisti, snaturandone il
vero significato «funzionale» e «edificante» in posizioni strutturate e
gerarchiche, per mettere «ordine» al «caos», in cui versa la chiesa...
ovviamente secondo loro.
Quello che si
prospetta in realtà all’orizzonte, attraverso concetti altisonanti come
«nuova riforma», «risveglio mondiale», ecc., purtroppo non è altro che una
replica di ciò, che il cattolicesimo ha già ampiamente manifestato storicamente.
Sembra proprio che si vada verso una forma di cattolicesimo evangelico
gerarchizzato, in cui nuovamente forme di potere ecclesiastico si delineano
altrettanto, se non maggiormente, pericolose e devianti col rischio di
ripetere ciò, che la storia ha già ampiamente dimostrato, compreso il
compromesso col potere politico.
Sono, quindi,
compiaciuto dell’articolo da te scritto e lo condivido. Vorrei, a titolo di
scambio fraterno e discernimento spirituale, invitarti a leggere un articolo
[N.d.R.: «La copertura spirituale del cristiano» di Henri Viaud-Murat], che
allego e che parla proprio di argomenti del genere. È stato scritto in
collaborazione con altri fratelli consapevoli di questo grande inganno,
che va delineandosi sempre più. Io stesso ne ho fatto parte, ma ne sono uscito
diverso tempo fa, ricercando il Signore perché sentivo il bisogno di una sua
rinfrescata e chiarificazione su concetti, che non vedevo conformi alla
Scrittura. Tuo fratello in Cristo… {04-05-2011}
▬
Risposta (Nicola
Martella): Ho letto con piacere l’analisi di Claudio Sabatino e vedo che
ha capito di che cosa si tratta in tale presunta «riforma strutturale», che
proviene dal «fuoco estraneo» di Toronto e da Peter Wagner, ideologo ispiratore
di tale dottrina e sommo sacerdote di tale «alto luogo».
Ho letto per
sommi capi l’articolo segnalatomi e, sebbene esso sia a tratti singolare
(essendo la trascrizione di una registrazione), concordo con la maggior parte
delle analisi e delle conclusioni. Per chi lo voglia leggere, allego il
link, che ho trovato in rete. Nel suo articolo Henri Viaud-Murat mostra a
sufficienza che la
«copertura spirituale del cristiano» mediante un conduttore
monocratico sia una dottrina sbagliata, visto che Cristo dà sufficiente
copertura e garanzia mediante lo Spirito Santo, con cui il credente è stato
suggellato per il giorno della redenzione (Ef 4,30).
2. {Gianni Siena} ▲
Strutture ed
etichette salveranno la chiesa? Credo di no. Ho letto un po’ tutto e, in
particolare, la risposta di Gaetano Nunnari: tagliente, efficace e obiettiva! [►
Qui]
Per conto mio
aggiungo che il tentativo di «riformare» la sola struttura ecclesiale, non ha
mai dato risultati: abbiamo fallito un po’ tutti su questa china impervia e
scivolosa!
Nel 1974 me ne
andai dalla chiesa dei Fratelli; ero io ad aver sbagliato, ma un anziano, che
voleva richiamarmi all’ordine, aveva un concetto alquanto dispotico della
sua autorevolezza. Il governo congregazionalista è quello più vicino al
NT, ma è l’uomo il «problema». Se non si ravvede, secondo Dio, tutto è inutile.
Dal 1975
frequento le adunanze pentecostali (ADI). Nel 1960, la mia attuale chiesa fece
un compromesso tra la forma presbiterale e congregazionalista per la
conduzione delle assemblee. Se il pastore e gli anziani (= consiglieri),
consapevoli del significato «onorifico» e fiduciario della carica ricevuta,
servono il Signore come una squadra, ognuno nel suo ruolo e con pari
dignità (= secondo lo spirito del NT), tutto procede alla gloria di Dio e
a beneficio della chiesa locale. Diversamente, se il pastore s’innalza
sui conservi di consiglio, se chiede alla chiesa di eleggere persone a lui
gradite (spazzando via così credenti seri e di buona testimonianza, per avere
accanto i meno qualificati... sovente!), la rovina dell’assemblea è
questione di tempo.
Le parole di
Gaetano, pur tristi, riflettono lotte, che qualche volta ho visto, e ne ho
sentite di tutti i colori.
Per
l’informazione in mio possesso, queste realtà locali non costituiscono la
maggioranza delle comunità o dei casi (non superano il 10%) ma, come un potente
impianto audio a tutto volume, fanno molto chiasso e la relativa negativa
etichetta finisce con il denigrare la maggioranza. {20-05-2011}
3. {Giuseppe Sicuro} ▲
Caro Nicola, ho
letto la «riforma strutturale» dell’amico Corrado Salmé e francamente sono
convinto che sia completamente in netto contrasto con ciò, che la Bibbia
c’insegna con estrema chiarezza. Perciò, mi sembra addirittura inopportuno
confrontare certe ideologie con la fede insegnata ai santi, basta solo leggere
uno dei tanti riferimenti biblici per bocciare in modo netto tale eresie
(Efesini 4,11-16). Del resto sono profondamente convinto che le ideologie non
portano da nessuna parte; anzi chi lavora per sé stesso, è un settario. Un
abbraccio, e che Dio ti benedica. {20-05-2011}
4. {Nicola Martella} ▲
■
Contributo:
Ho trovato in rete la seguente immagine, che ho modificato, adattato
e reinterpretato secondo il
tema attuale. In origine, tale immagine era usata per le gerarchie sociali
d'ogni specie, ma mi sembra adatta per descrivere anche
particolarmente le gerarchie religiose. Tale immagine originaria era
accompagnata in francese da una didascalia riguardo alle gerarchie autoritarie,
che all'incirca recitava così: «Quando i superiori guardano giù, vedono solo
merda.
Quando gli inferiori guardano su, vedono solo stronzi».
▬
Osservazioni
(Salvatore Paone): È molto interessante l’osservazione di Claudio Sabatino. Bella anche la foto, complimenti. {19-05-2011}
▬
Osservazioni
(Antonio Capasso): Bellissima foto, da sola dice già molto sull’argomento.
Il sito
La trompette è dei fratelli francesi di fede pentecostale. {19-05-2011}
▬
Osservazioni
(Pierluigi Prozzo): Io mi prenoto per il posto in cima. {19-05-2011}
▬
Risposta (Nicola Martella): Solo se sei l’apostolo Eusebio Depulpitis o uno dei suoi colleghi!{20-05-2011}
5.
{Sergio Napolitano} ▲
Ciao, Nicola, pace.
Ho letto attentamente ciò, che hai scritto su Corrado Salmé. Devo dire che
hai perfettamente ragione, anche se soffro terribilmente, perché mi piace la
sua musica e spesso viene a trovarci a Bologna ed è molto tenero. Odio
questo avvicendarsi di eventi; la sofferenza del destino della Chiesa apre
purtroppo a tutto questo, è una reazione a catena... l’ansia e lo sforzo, che
prodighiamo per migliorare le cose, finisce per distruggere ciò, che è stato
edificato con sangue e potenza di Dio. La facilità, con cui seguiamo queste
novità è incredibile... Alcuni agiscono in campo spirituale come quella
coppia sposata che, per noia, si dà a giochi pericolosi. E, se tutto questo
accade, è perché ci stiamo allontanando dalla vera via; trasformati come
farisei, esaltiamo l’apparenza e uccidiamo il legame con lo Spirito
Santo. Ci sfidiamo a chi prega con la voce più alta, come se l’altezza
del volume corrispondesse alla potenza. E pensare che basterebbe solo un pochino
di umiltà per sistemare le cose, perché l’umiltà è come l’acqua: ti dà
vita, ma ti devi abbassare per berla. Per tutte queste cose viaggio ai confini
di questa ipotetica chiesa umana; non aspiro a fare parte di una casta.
Sono cristiano, quindi sono creta nelle mani di Dio, eppure sono
perennemente reso malleabile, senza sosta, perché devo poter diventare tutto
all’occorrenza per il bisogno altrui e per la gloria di Dio.
Ti voglio
bene, Nicola. T’impegni sempre senza badare a critiche e senza cadere nella
presunzione o vanità. Ti benedico tantissimo fratello, nel nome di Gesù, amen!
{20-05-2011}
6. {Stefano
Ferrero} ▲
■
Contributo: Non va
sottovalutato il rischio esattamente opposto: la chiesa di «tutti
uguali», dove a nessuno si riconosce alcuna autorità e pertanto i credenti non
fanno altro che litigare, con il rischio che prevale quello che «alza la voce» o
il più «simpatico». Chi ha partecipato a questi «gruppi indipendenti», dove ci
si «ruba la parola a vicenda», sa davvero molto bene cosa intendo. La Bibbia
parla chiaramente di figure di riferimento nelle chiese, credenti maturi:
«Gli anziani che tengono bene la presidenza siano reputati degni di doppio
onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e
nell’insegnamento» (1Tim 5,17). {27-05-2011}
▬
Risposta
(Nicola Martella): Giusto, Stefano Ferrero, il rimedio alla gerarchia
sovra-ecclesiale non è un’arbitraria democrazia (che presto sfocia nella
carnale demoncrazia), ma la pratica delle ingiunzioni bibliche del nuovo patto.
Dal NT traspare il seguente ordinamento: ▪ 1. Sono chiese locali autonome
e autocrate, ossia non dipendenti da altre e che si amministrano da sé. ▪ 2.
Ogni singola chiesa locale è retta da conduttori, che corrispondono ai
prerequisiti biblici (1 Tm 3; Tt 1), senza «conduttori di paglia». ▪ 3. Sono
chiese locali, che sono unite ad altre da legami di comunione, senza
prevaricazione. ▪ 4. Sono chiese locali, che hanno una visione missionaria e
hanno a cuore l’opera in tutto il mondo. E così via...
▬
Osservazioni
(Pietro Calenzo): Senza dubbio ci sono o ci sono state assemblee, che
hanno scantonato, anche se biblicamente fondate e formate (sacerdozio
universale, anzianato, presidenza, diaconi). Tuttavia, ciò non ci esime dal
sottolineare che la nuova prospettiva profetica fideistica, recentemente
dichiarata da Salmè sulla TBNE, si rivela altamente sperimentale ed
esperienziale, e coniugandosi con le pericolose dottrine carismofile di Peter
Wagner, è a dir poco allarmante. {27-05-2011}
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12. {Autori
vari} ▲
■
Pietro Calenzo:
Conoscevo meno il pensiero di Corrado Salmé; conosco meglio quello di Peter Wagner,
carismatico evangelico fra la seconda e la terza ondata. Ho avuto recentemente
modo di ascoltare anche sulla TBNE la nuova visione profetica di Corrado
Salmé. Tutto è molto preoccupante. Allorquando la sana dottrina e il buon
deposito della fede, cui Paolo si riferisce, viene distorto in tal modo, tutto
diventa molto preoccupante. {21-05-2011}
■
Donity Mistero, ps.: Purtroppo non c’è solo Corrado Salmè. Negli
ultimi tempi non vedo altro che profeti, apostoli, addirittura profetesse...
pastori. Tutti devono per forza avere dei titoli. Sono diventati tutti fanatici
e vanagloriosi, e si sono dimenticati dell’amore di Dio e dei suoi insegnamenti.
Grazie per questo articolo, Nicola; spero che molti leggeranno questo messaggio
per poter capire. Che dio ti benedica, pace. {21-05-2011}
► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_TP/T1-Strutture_etichette_salv2_EdF.htm
19-05-2011;
Aggiornamento: 28-05-2011
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