Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

La fede che pensa — Accettare la sfida nel nostro tempo

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico

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Le diversità possono essere una risorsa oppure diventano un problema.
 Ecco le parti principali:
■ Entriamo in tema (il problema)
■ Uniti nella verità
■ Le diversità quale risorsa
■ Le diversità e le divisioni
■ Aspetti connessi.
 
Il libro è adatto primariamente per conduttori di chiesa, per diaconi e per collaboratori attivi; si presta pure per il confronto fra leader e per la formazione dei collaboratori. È un libro utile per le «menti pensanti» che vogliano rinnovare la propria chiesa, mettendo a fuoco le cose essenziali dichiarate dal NT.

 

Vedi al riguardo la recensione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IL TATUAGGIO: FREGIO O PEGGIO?

 

 di Nicola Martella

 

1.Entriamo in tema

2. Il reperto biblico

3. Aspetti culturali etnologici

4.Aspetti culturali attuali

5. Valutazioni bibliche derivate

6. Aspetti razionali

7. Aspetti conclusivi

 

Clicca sul lemma desiderato per raggiungere la rubrica sottostante

 

 

1.  ENTRIAMO IN TEMA: Lo scrittore Norman Vincent Peale ha raccontato: «In una via torta di Kowloon, passai davanti a un negozio, in cui ci si poteva far fare tatuaggi. Nella vetrina erano esposti alcuni soggetti: una sirena, una bandiera e il motto: “Born to lose” (nato per perdere). L’ultima cosa mi stupì al punto che entrai nel negozio e chiesi all’uomo, se qualcuno si sia mai fatto tatuare veramente queste parole nella pelle. “Diversi”, replicò. E poi aggiunse, con un inglese stentato, un saggio principio: “Prima del tatuaggio sul corpo, tatuaggio nella testa”».

     Il tatuaggio è una pittura corporale che consiste nell’introdurre sostanze coloranti nelle ferite prodotte da uno strumento incisorio o pungente.

     Useremo questa problematica per approfondire alcuni principi d’interpretazione della sacra Scrittura e di valutazione razionale, che possono essere usati in altre questioni etiche. Quando un cristiano affronta un tema delicato come questo, si deve chiedere dapprima che cosa dica la Bibbia al riguardo e se ciò valga per il giorno d’oggi. Dopo di ciò, sia che essa dica qualcosa di direttamente esplicito o meno, il credente può approfondire gli aspetti culturali etnologici, in cui il dato fenomeno è sorto. Può darsi che il determinato problema, sebbene sorto in un contesto specifico, abbia degli aspetti culturali attuali, che prescindano dalla loro origine. Laddove per una data questione la Bibbia non abbia una risposta diretta, bisogna approfondire le valutazioni bibliche derivate. Infine, si possono apportare valutazioni di tipo razionale perché sia lecito fare o non fare una certa cosa (pericoli, conseguenze ecc.). Infine, per determinate questioni, bisogna ammettere che esistono valutazioni differenti, a cui sono associate responsabilità personali (cfr. Rm 14).

 

 

2.   IL REPERTO BIBLICO: Valutando gli aspetti biblici d’una questione, si può correre il rischio di evidenziarne solo una parte o di prescindere dal contesto originario, in cui venne fatta una certa affermazione. Può darsi pure che si parta già da una concezione specifica o da una convenzione su tale cosa, e che si vada alla Bibbia solo per confermare tale opinione (uso strumentale). Bisogna tener presente che il contrario di una falsità, che si intende combattere, non è per forza la verità, ma può essere una menzogna di senso contrario. Nei seguenti brani riportiamo una traduzione vicina al testo ebraico, e il lettore la può confrontare con quella che usa abitualmente.

 

2.1.  LA CONTESTUALIZZAZIONE: Il primo brano aveva a che fare con un costume funebre: «Non vi farete nella carne un’incisione per una [buon]anima, e non vi farete addosso una scritta cauterizzata» (Lv 19,28). Si noti che l’incisione o la cauterizzazione (oggi branding) avveniva in onore d’un morto, di cui s’intendeva conservare la memoria.

     Il secondo brano aveva a che fare coi sacerdoti: «Essi non raderanno una tonsura sul loro capo, non taglieranno il contorno della loro barba, e non faranno incisioni nella loro carne» (Lv 21,5). Si noti che il contesto (vv. 1-6) parla del contegno che essi dovevano tenere durante il lutto. Alle incisioni, si aggiungevano la rasura del capo e il taglio della barba.

     Il terzo brano aveva a che fare con tutto il popolo: «Voi siete figli per Jahwè, il vostro Dio. Non vi produrrete tagli a causa d’un morto e non vi radete una tonsura tra i vostri occhi» (Dt 14,1). Quest’ultima espressione intendeva una tonsura sulla parte frontale del capo.

     L’incisione della carne era un costume funereo, che era usuale presso i Cananei. Questi elementi entrarono in Israele, e a essi se ne aggiunsero altri (cfr. Gr 16,6s). Come si vede, il contesto particolare era quello funebre, e si trattava perlopiù di tagli nella carne in onore del defunto e per prodursi afflizione durante il lutto.

     Un altro ambito delle incisioni era, nella religione cananea, quello rituale. Durante la sfida di Elia contro i sacerdoti di Ba`al, avvenne quanto segue: «Ed essi gridarono a gran voce, e si incisero, secondo il loro costume, con coltelli e picche, finché il sangue grondava da loro» (1 Re 18,28). Questo costume ricorreva anche in alcuni movimenti penitenziali del cattolicesimo, ed è praticato ancora, ad esempio, nell’islam. In genere ci si taglia la cute della testa o ci si flagella, credendo d’attirare l’attenzione della deità di riferimento, oltre che procurarsi la considerazione della gente.

 

2.2.  ALCUNI BRANI DA PONDERARE: Chi è a favore dei tatuaggi, fa spesso riferimento al fatto che Dio «mise un segno su Caino», cosa che viene interpretata in tale senso. Bisogna notare, però, che Gn 4,15 recita letteralmente così: «E l’Eterno stabilì un segno per Caino, affinché non l’uccidesse chicchessia lo incontrasse» (Gn 4,15).

     Due brani interessanti riguardano il fatto che Dio fa suggellare i giusti, appena prima che giunga il giudizio storico. In Ez 9,4 Dio ingiunse a un personaggio celeste, munito degli arnesi d’uno scriba, di passare in mezzo a Gerusalemme e di segnare «un contrassegno sulla fronte degli uomini» giusti. In Ap 7,3 un essere celeste ingiunge ai suoi colleghi di trattenersi col giudizio, «finché abbiamo suggellato in fronte i servitori del nostro Dio».

     I seguaci della «bestia» porteranno il suo «marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome» (Ap 13,17). Mentre essi prenderanno il «marchio del suo nome» (Ap 14,11), i 144.000 porteranno «il suo nome [= dell’Agnello] e il nome di suo Padre scritto sulle loro fronti» (Ap 14,1). In ambedue i casi si tratta d’un contrassegno ben visibile e identificabile. Similmente si parla di «Babilonia» e del nome esecrando che avrà scritto sulla fronte (Ap 17,5). Anche Cristo, quando ritornerà, porterà scritto sulla veste e sulla coscia il nome della sua autorità (Ap 19,12s.16).

     Al conduttore della chiesa di Filadelfia Cristo scrisse che scriverà su chi vince, quasi fosse simbolicamente una colonna del tempio, il nome di Dio, quello della nuova Gerusalemme e il suo nuovo nome (Ap 3,12; cfr. però 21,22). Infine, i suoi servitori staranno alla sua presenza e avranno in fronte il suo nome (Ap 22,4). Per capire ciò, bisogna sapere che nell’impero romano gli schiavi venivano caratterizzati, in riferimento al loro padrone, con un segno nella carne, con una specie di tatuaggio.

 

 

3.   ASPETTI CULTURALI ETNOLOGICI: I tatuaggi sono esistiti, fin dalle epoche più remote, fra quasi tutti i popoli della terra. Essi hanno, secondo i casi, in genere le seguenti funzioni: ▪ 1) Sono un distintivo di clan familiari e tribù; ▪ 2) Sono un fregio, un abbellimento; ▪ 3) Marcano una distinzione sociale; ▪ 4) Esprimono una devozione religiosa particolare; ▪ 5) Nel contesto magico-religioso hanno un carattere superstizioso e servono da talismano, nell’intento di propiziarsi gli spiriti e di proteggersi dalle malie.

 

 

4.   ASPETTI CULTURALI ATTUALI: In Occidente, i tatuaggi sono diventati un fenomeno variegato, in cui significato e mercato s’intrecciano. Accanto a vari aspetti culturali antropologici, se ne trovano altri dovuti alla commistione interculturale. Oggigiorno, i tatuaggi hanno in Occidente, secondo i casi, le seguenti funzioni: ▪ 1) I giovani si fanno tatuare perché va di moda, fa tendenza, è in trend. È una forma di «maschera sociale» per non apparire diverso. È altresì un modo per appagare il proprio narcisismo. ▪ 2) I tatuaggi sono stati decontestualizzati rispetto al loro significato d’origine [→ sopra] e sono stati ricontestualizzati secondo i bisogni odierni o l’ideologia d’appartenenza. Si pensi alle «SS» che portavano un tatuaggio sotto l’ascella (come una specie d’iniziazione d’elite) e alla serie numerica tatuata sul braccio dei deportati nei lager. ▪ 3) Alcuni si fanno tatuare senza un motivo ideologico, ma solo come fregio o abbellimento. ▪ 4) I tatuaggi sono usati come segno peculiare di clan e di tribù metropolitane: chi li porta, appartiene a tale «famiglia», che si abbandona solo con la morte. Questo vale anche per certi gruppi politici estremisti. ▪ 5) I tatuaggi sono usati anche in ambito magico-religioso, per esprimere la devozione a un «santo», a una corrente religiosa, a una setta esoterica, o semplicemente per motivi superstiziosi. ▪ 6) Esistono anche aspetti patogeni, paragonabili a una dipendenza. Certe persone si fanno tatuare pressoché tutto il corpo, chi in modo casuale e chi secondo un progetto specifico (p.es. rettile, supereroe, mito). Alcuni passano poi ad altre forme più invasive (p.es. abbondanza di piercing, branding, implantati sottocutanei).

 

 

5.   VALUTAZIONI BIBLICHE DERIVATE: Abbiamo visto che il contesto immediato, in cui nell’AT furono proibite incisioni nella carne e cose simili, era quello funebre. Esse furono menzionate pure nel contesto rituale dei Cananei. Per il futuro si parla dei giusti che porteranno scritto sulla fronte il nome di Dio, di Cristo e della nuova Gerusalemme. Sebbene in epoca apostolica i tatuaggi fossero praticati fra molti popoli, gli scrittori del NT non affrontarono direttamente questo tema.

     Al riguardo, come per tutte le questioni bibliche derivate, bisogna mettere l’enfasi su quella che chiamo «etica della libertà e della responsabilità». Come ti devi comportare, se ti viene proposto di farti un tatuaggio, magari piccolo e grazioso? Che cosa devi rispondere a chi ti chiede un consiglio al riguardo? ▪ 1) Per prima cosa, si fa bene ad avere la massima chiarezza sull’argomento. Ciò avviene, oltre che informandosi, chiedendo a Dio la guida del suo Spirito, studiando la sua Parola. Si fa anche bene a chiedere consiglio a persone spiritualmente mature. ▪ 2) Bisogna esercitare una libertà responsabile. Sebbene tutto m’è lecito (ossia di ciò che non è espressamente proibito dalla Scrittura), non ogni cosa risulta essere poi veramente utile, anzi può creare in me uno stato di dipendenza tale che mi renderà meno libero (1 Cor 6,12). A ciò s’aggiunga che ciò che m’è lecito, non contribuisce sempre all’utile comune e all’edificazione (1 Cor 10,23). ▪ 3) Nel NT il corpo è presentato come un tempio che bisogna mantenere puro: il contesto parla della fornicazione (1 Cor 6,18s). È scritto che bisogna «possedere il proprio corpo in santità e onore»: anche qui il contesto è quello della fornicazione (1 Ts 4,3ss). Far riferimento al corpo quale tempio, non deve valere solo per la questione dei tatuaggi: chi strumentalizza questo aspetto, analizzi prima la sua vita (dipendenze p.es. alimentari, vizi ecc.). ▪ 4) L’uso del corpo è importante: esso è assolutamente lo strumento strategico per esprimere un «culto razionale» (Rm 12,1s) e la santificazione: «l’intero essere» in tutte le sue funzioni dev’essere «conservato irreprensibile» in vista della «venuta del Signor nostro Gesù Cristo» (1 Ts 5,23). ▪ 5) In questa questione, come in altre simili, bisogna cercare il discernimento biblico, chiedendolo al Signore. ▪ 6) Non bisogna neppure dimenticare i messaggi d’onore o di disonore che si possono dare del Signore mediante i tatuaggi (oltre che in altri modi). Bisogna chiedersi se essi contribuiscano a una buona o a una cattiva testimonianza, di cui bisognerà poi rendere conto.

 

 

6.   ASPETTI RAZIONALI: Riguardo ai tatuaggi e ad altre questioni simili non bisogna dimenticare, ai fini d’una maturazione, d’affrontare anche argomenti di tipo razionale. Non bisogna solo stigmatizzare, ma anche convincere. I tabù incutono timore, ma affascinano proprio perché proibiti. Chi elabora una questione con criterio, diventa maturo e libero. ▪ 1) Un tatuaggio non è esente da malattie. Nelle direttive del Ministero della salute e negli studi scientifici internazionali i tatuaggi, il piercing e altre tecniche simili sono menzionate ai primi posti come fonte di trasmissione di varie forme d’epatite, dell’Aids e d’altre malattie contagiose. Non poche persone, ritenendo ciò una tecnica innocua, hanno pagato con serie conseguenze per la salute. Oltre al contagio dovuto ad attrezzi non sterili, bisogna far conto delle eventuali reazioni allergiche dell’organismo alle sostanze coloranti, che possono risultare a volte anche tossiche. ▪ 2) Bisogna tener conto che le mode passano, ma i tatuaggi restano. Ciò che oggi si fa per goliardia o seguendo un trend, domani può essere fonte di vergogna. ▪ 3) I tatuaggi sono in genere irreversibili o difficilmente reversibili. È vero che esistono tecniche per eliminarli, ma dove non sono dolorose (p.es. il laser), sono costose. I risultati sono discutibili e spesso al posto del tatuaggio rimane una brutta cicatrice. ▪ 4) I tatuaggi col tempo diventano più scuri e, quindi, si abbruttiscono. Può succedere che, dopo anni, rimanga solo una macchia indistinta. Visto che l’unico rimedio efficace sarebbe l’eliminazione chirurgica, l’alternativa resta quella di tatuarci sopra un’immagine con colori ancora più scuri. ▪ 5) I tatuaggi si fanno spesso per dinamica di gruppo e non sempre si bada ai messaggi che trasmettono. Non pochi segni, presenti nei cataloghi dei tatuaggi, sono derivate dal mondo esoterico, occulto, pagano o mitologico. Anche immagini sacre sono chiaramente in contrasto col Decalogo. Poi ci sono anche immagini erotiche. Diventa più difficile evangelizzare e testimoniare con tali stampi posti in evidenza sul corpo.

 

 

7.   ASPETTI CONCLUSIVI: Comunque s’interpreteranno i dati biblici evidenti e le valutazioni bibliche derivate, la Bibbia ci esorta alla moderazione (Gal 5,22; Tt 2,12) e alla sobrietà (1 Ts 5,6ss) in ogni cosa, quindi anche in questa materia, a essere prudenti e semplici (Mt 10,16) e a praticare solo le cose accertatamene nobili e buone (Fil 4,8). Sebbene su alcune cose ci saranno risposte diversificate, dovute alla cultura in cui si vive (cfr. Rm 14), la Scrittura ci esorta a camminare «in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio» (Col 1,10). Qualunque siano le convinzioni su alcuni punti controversi, bisogna studiarsi di conservare una «buona coscienza» e di condursi onestamente in ogni cosa (Eb 13,18). Per il resto, sul piano sia spirituale sia razionale, valga la massima: «Quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà» (Gal 6,7s).

     Ah, dimenticavo, vi lascio qualcosa per l’approfondimento: Che significa «Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio» (Cc 8,6)?

 

Per una prima versione cfr. Nicola Martella, «Il tatuaggio: fregio o peggio?», Oltre (Epamedia, Aversa giugno 2006), pp. 8s.

 

► URL: http://puntoacroce.altervista.org/_TP/A1-Tatuaggio_fregio_UnV.htm

01-06-2006; Aggiornamento: 24-02-2010

 

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