Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

La fede che pensa — Accettare la sfida nel nostro tempo

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico

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Sesso & affini 1

 

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Sesso & affini

Sessualità e contestiSesso & affini 1: Qui è trattata la sessualità nella società e nella Bibbia. Ecco le parti principali:
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■ Società e sesso
■ Sessualità e Bibbia
■ Etica e Bibbia
■ Fra etica ed estetica
■ Sessualità e istruzione
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Tenerezza e fedeltàSesso & affini 2: Qui sono presentati alcuni consigli per vivere una sessualità matrimoniale felice. Ecco le parti principali:
■ Fra rinuncia e attesa
■ Prima del matrimonio
■ Il matrimonio
■ Matrimonio e sesso
■ Questioni di sessualità coniugale
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Disturbi e abusiSesso & affini 3: Qui sono trattati i problemi del sesso e le sue deviazioni. Ecco le parti principali:
■ Aspetti della consulenza
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■ Casi ed esempi
■ Dizionarietto dei termini
■ Una lettura del Cantico dei Cantici
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Sesso & affini 2

 

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PREDICATORI NELL’IMMORALITÀ 1

Dialogo con una lettrice

 

di Nicola Martella

 

1.  ALCUNE PREMESSE: Diversi mesi fa, un credente mi scrisse, chiedendomi consiglio su che cosa fare riguardo a una persona conosciuta che, secondo quanto da lui appurato, è caduta nell’adulterio, ha abbandonato la sua famiglia, si è trasferito altrove e continua a predicare, a suonare, a fare conferenze e a presenziare culti di chiesa, per così dire, come se nulla fosse. Alla fine mi rivelò il nome di tale persona. Rimasi sorpreso. Qui di seguito noi chiameremo tale persona «Arturo», per non rivelarne la vera identità; infatti, vogliamo parlare del problema, abbastanza ricorrente fra «leader di successo», e non tanto della persona specifica. Perciò, essendo un fatto che ha toccato più di un «predicatore di successo» negli ultimi anni, invito i lettori, che interverranno, a non fare nomi né congetture.

     Qui di seguito riporto il dialogo con tale lettrice; in un prossimo articolo riporterò il mio tentativo di dialogare con «Arturo».

 

2.  IL DIALOGO CON UNA LETTRICE: Il seguente dialogo è avvenuto con una lettrice, che mi ha scritto. La chiameremo Linda Tedeschi. Ho eliminato tutti i riferimenti riguardo a persone specifiche e a luoghi.

 

Linda Tedeschi: Caro Nicola, vorrei chiederti una cosa. Può un uomo continuare a predicare, cantare, pur vivendo in adulterio? La chiesa non deve prendere provvedimenti? E questo non deve accadere anche nel caso, in cui la persona in questione non ascolta nessuno? È una persona molto nota nel mondo evangelico. Tra poco scoppierà il finimondo. Comunque non sta a me rendere pubblica la cosa, anche se nel mio piccolo sto avvertendo personalmente gli altri, poiché questa persona continua a ingannare, uscendo fuori dottrina. Ovviamente non voglio essere menzionata. Sono persone in autorità, che dovrebbero fare ciò. In tanti lo stanno lasciando, ma molti giovani lo seguono, non avendo fondamento. Non faccio il nome con te, essendo di un’altra denominazione. Sono sconcertata! Si abusa della grazia! {30-06-2016}

 

Linda Tedeschi: Vedo, caro Nicola, che hai pubblicato un bel discorso dal titolo «I panni sporchi e Internet». Diciamo che io lo condivido pienamente, tranne in casi dove non c’è ravvedimento. Non so se ti riferivi pure a me, per ciò che ti ho scritto precedentemente. Chiedevo un consiglio, visto che ormai c’è un vero manicomio all’interno delle chiese. Comunque meno male che non mi sono pronunciata molto. Grazie tante, starò molto attenta; alla prossima. {02-07-2016}

 

Nicola Martella: Linda, solo ora ho letto la tua prima missiva, quindi non potevo riferirmi a te col mio articolo.

     La Parola di Dio afferma che il conduttore (o ogni servitore del Signore) dev’essere irreprensibile (1 Tm 3; Tt 1). Se non lo è più, deve abbandonare il ministero pubblico (conduzione, predicazione, insegnamento, ecc.). L’adulterio e la fornicazione squalificano.

Paolo pretese che il fornicatore e l’adultero impenitenti fossero messi fuori della chiesa locale (1 Cor 5,1ss.11ss). È una cosa grave per la chiesa e la testimonianza, quando si tollerano conduttori con macchie morali così vistose. Tale mio articolo, a cui hai fatto riferimento, non intendeva cose del genere, ma battibecchi di vario genere fra credenti.

            Per cui, se vorrai narrarmi di più della questione, fallo pure liberamente, perché io capisca meglio. Che dice lui? Che dicono i membri della sua chiesa d’origine e i credenti fra cui si trova ora? Che ne pensano coloro, con cui collabora nei concerti e nelle conferenze, di cui tu parli? Bisogna proprio avvertire le chiese dai pericoli di conduttori e servitori, che vivono nella carne, ma continuano il loro ministero.

 

Linda Tedeschi: Non è che questo uomo viene tollerato dai pastori, anzi molti lo hanno lasciato. Ero restia a parlartene, sia per la denominazione diversa e sia perché, in passato, anche tu hai avuto delle divergenze di opinioni sul piano dottrinale con questa persona.

     Conosco personalmente la persona in questione, e ti posso assicurare che aveva veramente un buon ministero, ma poi lui è andato oltre a ciò, che Dio gli aveva affidato. Infatti, si è messo pure a predicare e a stare sempre più fuori casa; e così è caduto più di una volta nell’immoralità. Egli ha fondato organizzazioni in nome di un Dio, che non gli aveva dato nessuna approvazione; ci sono state sorelle, che hanno affidato risparmi notevoli, per poi vedersi sfumare tutto.

     Il problema sta nel fatto che lui non appartiene più a nessuna chiesa, anzi predica di uscire fuori dalle chiese, poiché afferma che ne entri sano e ne esci indemoniato. Delle sue eresie ne potrei elencare tante, ma non ne vale la pena. Purtroppo riesce ad attirare tanta gioventù con un vangelo contorto. Dice ai giovani: «Fatevi i tatuaggi! Ora pure io me ne faccio uno».

     Comunque mi spiace, perché lui era cresciuto con un vero uomo di Dio, stimato da tutti e da tutte le denominazioni evangeliche. Adesso, in ogni caso, si è separato dalla moglie, dalla quale ha dei figli, e ha pure una piccola figlia con un’altra donna. Semina bene il caro fratello!

     Certamente, si può cadere nel peccato. Tuttavia, si deve avere il timore di Dio e l’umiltà di ritirarsi, almeno per un certo tempo. Pare che nessuno riesca riprenderlo pubblicamente, per il fatto che è un battitore libero; anche se credo che qualcuno abbia tentato di farlo. Io da parte mia sto avvisando gli altri in privato, cosa che non avrei mai fatto, se lui avrebbe ammesso i suoi errori. Per lui, però, tutti noi evangelici siamo dei bigotti.

     Spero, tu capisca il motivo, per il quale ti dico di non voler essere menzionata, non per vigliaccheria, ma perché non mi compete; ci sono persone più in alto di me, che dovrebbero farlo. Non so se lo hanno già fatto in privato, però sicuramente non stanno avvertendo le anime, preferiscono tacere, per non creare scandalo, visto la notorietà della persona.

     Essendo suo padre pure lui pastore, mi chiedo che posizione prenda. Il padre è di vecchio stampo e, in passato, si vantava di come aveva ripreso altri pastori, che si erano prese certe libertà morali; e adesso cosa fa con il figlio? Voglio aggiungere che la moglie è un angelo come persona, mamma e donna; simpatizzo completamente con lei.

     Tale uomo, di cui parlo, continua a postare scritti, che pubblicizzano nuovi incontri, che ha organizzato. Sono molto disgustata.

     L’unico punto, che io vorrei chiarito da te, è il seguente. Quando un fratello sbaglia, sta predicando eresie e vive in adulterio, va ripreso in privato; ma se non ascolta nessuno e continua nei suoi programmi? In quel caso non dev’essere ripreso pubblicamente? Non si dovrebbero avere più a cuore le anime che lo scandalo?

     A me qualcuno ha detto: «Non voglio essere io a giudicarlo, anche se non lo giustifico». E io ho risposto che si deve valutare un peccato persistente e prendere provvedimenti del caso. Non si può continuare a fargli girare il mondo intorno, a predicare in vari luoghi. Non si può permettergli di comparire nelle televisioni; o questi non sanno, o sono più corrotti di lui. Che vergogna, vedere Cristo oltraggiato in questa maniera. {03-07-2016}

 

Nicola Martella: Linda, di persone, che mi hanno avversato, ne ho avute parecchie, specialmente dal campo carismaticista. Quindi, è per me difficile risalire a tale persona particolare. Se devo affrontare tale questione, dovrei sapere di chi si tratta, per non farmi film sbagliati in testa verso coloro, che qui non c’entrano.

     Dinanzi ai pericoli bisogna mettere in guardia gli incauti. Il «non giudicate» di Gesù e degli apostoli valeva per l’ambito privato fra fratelli e riguardava lo stile di vita generale, non la condotta peccaminosa. [► Apologetica e giudizio] In tali casi denunciare è un dovere meritevole, che Dio ci chiede. Paolo stesso mise in guardia Timoteo dinanzi ad Alessandro il ramaio; questo servitore del Signore aveva ricevuto tanto male da costui (2 Tm 4,14).

     Gesù disse: «Guardatevi dai falsi proclamatori, i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti» (Mt 7,15s). Egli continuò dicendo che, se non si pratica la volontà di Dio, pur facendo proclamazioni, opere potenti ed esorcismi nel nome di Gesù, si viene da lui qualificati come «operatori d’iniquità», che Egli scaccerà dalla sua presenza (vv. 21ss).

     Paolo non solo mise in guardia contro i lupi rapaci esterni, ma disse pure che «anche tra voi stessi sorgeranno uomini, che insegneranno cose perverse, per trascinarsi dietro i discepoli. Perciò, vegliate!» (At 20, 29ss). E anche Pietro mise in guardia i suoi connazionali come segue: «Ma sorsero anche falsi proclamatori fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi insegnanti, che introdurranno di nascosto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina» (2 Pt 2,1).

     Chi ferma il malvagio, piace al Signore. E Paolo stesso disse: «Alle imposizioni di costoro noi non cedemmo neppure per un momento, affinché la verità dell’Evangelo rimanesse ferma tra voi» (Gal 2,5). Al contrario, tollerare i falsi proclamatori, maschi o femmine che siano, è un demerito dinanzi al Signore. Gesù scrisse al conduttore della chiesa di Tiatiri: «Ma ho questo contro di te: che tu tolleri Iezabel, quella donna che si dice proclamatrice e insegna e induce i miei servi a commettere fornicazione, e a mangiare carni sacrificate agli idoli» (Ap 2,20).

     Padri credenti, specialmente se hanno il ministero, se tollerano ciò, che fanno i loro figli scellerati, probabilmente porteranno la stessa condanna di un antico esempio biblico: il sacerdote Eli. La storia potrebbe ripetersi.

 

Linda Tedeschi: Infatti! Mi rincuora sapere che il mio pensiero non è sbagliato. Riguardo al giudicare io ho sempre saputo che riguarda la persona e mai l’operato, ossia non posso certo dire che tale uomo sia perduto e non ci sia più speranza per lui, ma il peccato dev’essere esposto, sopratutto dove non c’è pentimento.

     Confesso che io stesso, in passato, l’ho difeso, anche se allora era diverso; infatti pare che lui ultimamente stia dando proprio i numeri. Si tratta di *** [N.d.R.: qui di seguito lo chiamiamo semplicemente «Arturo»].

     Sta veramente impazzendo. Se vai in Internet, vedrai che lui afferma che l’AT parlerebbe di un Dio cattivo, pari agli dèi di quei tempi; questo Dio non sarebbe il Padre di Gesù del NT. E quindi, siccome Dio non è schizofrenico, nemmeno Mosè sarebbe affidabile. Va’ a documentarti e poi fammi sapere, se sono io che capisco male.

     Io sono rimasta turbata da ciò. Mio marito, quando ha visto un suo video recente, mi disse di lasciarlo perdere. E questo mi preoccupa: se io dopo decenni di fede rimango spesso turbata, pur avendo un sano fondamento, che cosa ne sarà dei giovani? Eppure «Arturo è cresciuto col caro fratello *** [N.d.R.: omettiamo il nome di questo missionario]. Questi era un uomo serio, scrupoloso, che ha saputo predicare tutti gli oracoli di Dio ed era sano in famiglia. E questo tanto più che sua moglie ha affermato: «Mio marito mi ha amata, come Cristo ha amato la Chiesa»; solo poche donne dicono ciò. Era un uomo come pochi; pensa che al suo funerale c’erano evangelici da tutta l’Italia. Era un vero missionario; e ha saputo bilanciare il ministero con la famiglia. Eppure questo suo discepolo, di cui parliamo, si è rivoltato contro i suoi insegnamenti. Pare che non ci fosse nemmeno al suo funerale; forse non aveva tempo.

     Anche *** [N.d.R.: ne omettiamo il nome], suo compagno di via, pare sia scivolato sulla stessa buccia di banana, e potrei menzionarne altri come loro. Tuttavia, questi almeno hanno lasciato il ministero: chi poi è tornato con la moglie, chi invece vive lontano; ma almeno non prendono in giro il Signore.

     Comunque, vedi tu come vuoi comportarti. «Arturo» non può continuare a ingannare i giovani. Io da parte mia cerco di avvisare gli altri. È vergognoso che si possa così abusare della grazia.

     Un mio parente è andato a sentire una sua conferenza nella città, dove abita adesso, e ne è rimasto sconvolto. Al ritorno, mi ha detto: «Linda, Arturo ha predicato eresie, e i giovani lo hanno applaudito; invece i vecchi ne prendevano le distanze. Te lo chiedo in nome di questi ragazzi, predichiamo un Vangelo sano». {03-07-2016}

 

Nicola Martella: Grazie, delle informazioni. «Arturo» si è purtroppo infiammato col «fuoco estraneo» di Toronto, acceso da falsi spiriti. Si proponeva di riformare l’intera chiesa, considerandosi come un nuovo Lutero e gettando da bordo tutto ciò, che c’era nelle chiese. Ora, è lui da riformare, visto che ha distrutto la sua famiglia e sta avvelenando schiere di giovani. Per lui e quelli come lui vale questa parola di Paolo: «Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi» (1 Cor 3,17).

 

Linda Tedeschi: Ho qualche timore. E non vorrei che di riflesso arrivassero a identificare me. Anche perché non è mia competenza; non voglio problemi. {26-09-2016}

 

Nicola Martella: Un fratello impegnato nell’opera di chiesa mi ha detto che hanno ricevuto una lettera con molti particolari (p.es. adulterio con più di una donna negli ultimi anni, nascita di una figlia, ecc.). E tu mi scrivevi che tu stai avvertendo i credenti. Tu ne sai qualcosa di tale lettera? Che ti ha risposto il padre di «Arturo»?

 

Linda Tedeschi: Di questa lettera non ne so nulla. Comunque la cosa è verissima; io non mi sarei mai permessa di calunniare qualcuno. I pastori qui, che lo conoscono, lo sanno tutti. Nessuno prende, però, posizione, perlomeno in pubblico; in privato non lo saprei. D’altra parte, li capisco, perché «Arturo» è ormai autonomo da tutti, non è sottomesso a nessuno ed è un senza chiesa; quindi, poveretti, non possono fare granché. So di un altro suo adulterio, quando stava aprendo un centro, da lui chiamato «***» [N.d.R.: ne omettiamo il nome]. Ci sono tante cose che si potrebbero dire di lui, ma sinceramente a me non interessa più, se la vede lui. Io certamente avviserò chi me lo chiederà; ma cosa posso fare?

     Mi stupisce il padre, che in campeggi e conferenze riprendeva altri, per varie cose; a me e a qualcun altro diceva in privato: «Hai visto quel tizio e ti ricordi di quella cosa, che non andava? Ebbene, io l’ho ripreso!». E adesso che fa? Capisco che un figlio rimane tale, ma la giustizia e ben altra cosa e prescinde dall’amore. Comunque se la vedono loro. Mi spiace per la moglie, una carissima donna, di cui ho un buon ricordo. {27-09-2016}

 

► URL: http://puntoacroce.altervista.org/_TP/A1-Predic_immor1_S&A.htm

11-10-2016; Aggiornamento:

 

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