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Qui di
seguito discutiamo l’articolo «Dalla luce di Cristo alle tenebre del giudaismo».
Ricordo che
nelle liste della MIE (Missione italiana per l’Evangelo) Andrea Viel compare col titolo di «pastore» (!?) nel
Lazio con tanto di «Stazione Missionaria» di tale missione presso il suo
indirizzo (cfr.
sito). Inoltre discutiamo qui anche al confronto avuto da me con Andrea Viel
all'interno del tema di discussione
dal titolo «Il fariseo e il pubblicano (Lc
18,9-14)», a cui sono stato invitato a partecipare da chi lo ha aperto;
esso si trova qui: «Andrea
Viel ha rigettato Gesù quale Messia».
Che Andrea Viel abbia abbracciato il giudaismo, ciò sta nella sua libertà. Egli
non crede (più) che Gesù sia il Messia promesso, che il NT sia Parola di Dio
come l'AT, che Gesù sia il Logos (Dio presso Dio) incarnato, che Dio salvi
l'uomo per grazia mediante la fede in Gesù Messia, senza le opere della legge
mosaica, e così via. È libero come i suoi compagni di via di mettersi il velo
sulla faccia. Gli consigliamo di vivere la sua devozione e di lasciare in pace i
cristiani biblici, di smettere di intrufolarsi come un «falso fratello» (o
addirittura come «pastore» evangelico!) fra di loro, per creare confusione e
scompiglio. Dove lo troveremo a fare ciò, non mancheremo di avvertire seriamente
coloro che egli intende tirare dietro a sé come ignare pecore destinate al
macello. Questo è la responsabilità che ci viene dalla nostra chiamata
apologetica e dal nostro ministero di sorveglianti del gregge (At 20,28-31).
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni? Partecipate alla discussione inviando
i vostri contributi al Webmaster (E-mail) Attenzione! Non si
accettano contributi anonimi o con nickname, ma solo quelli firmati con nome e cognome! In casi particolari e delicati il gestore del sito può dare uno pseudonimo, se richiesto. I contributi sul tema ▲ (I contributi rispecchiano le opinioni
personali degli autori. I contributi attivi hanno uno
sfondo bianco)
Clicca sul lemma
desiderato per raggiungere la rubrica sottostante 1.
{MIE e A. Viel} ▲
■ Contributo:
Sono andata a visitare il sito della MIE (Missione Italiana per l’Evangelo) e
alla voce «Credo» sono
scritti tutti i punti dottrinali sui quali tali credenti affermano
d’essere intransigenti; dunque, metterne in discussione anche
solo uno, significa non essere accettati come membri o aderenti al
gruppo. Quindi avrebbero dovuto porre la massima attenzione alle
segnalazioni inviate su questi giudeo-messianici. Il fatto
che non vogliano però ascoltarle, dimostra che non hanno
applicato quell’intransigenza da loro descritta. {Claudia Falzone; 15-02-2010}
▬
Risposta:
Ci tengo a precisare alcuni punti.
■ 1. La MIE ha una
dichiarazione puntuale dei punti di fede e
tutti coloro, che vogliono
farne parte, l’accettano integralmente.
■ 2. La MIE ha un
proprio regolamento, che è abbastanza severo nei confronti di chi non
s’attiene ai punti di fede.
■ 3. La MIE
non è una denominazione, ma
un’opera missionaria di servizio e ogni chiesa è
libera, autonoma e indipendente.
Questa libertà non va confusa con
l’anarchia; se vi sono questioni dottrinali, queste vengono
affrontate dal comitato che, per cose molto meno gravi di quelle
esposte, prende provvedimenti.
■ 4. Non è
responsabilità della MIE se delle persone
dichiarano d’aderire ai
punti fede per ottenere dei vantaggi e poi fanno il contrario. Basta
farlo sapere alla MIE.
■ 5. Molti responsabili
della MIE non sanno nemmeno cosa sia internet e non frequentano «social
network», ma sull’indirizzario è ben visibile il numero del presidente,
Mosè Baldari; sono certo che lui ascolterà e prenderà tutti i
provvedimenti del caso.
Io, personalmente, mi faccio
carico di portare all’evidenza del fratello Mosè quanto oculatamente
evidenziato dal fratello Nicola, al quale va il mio personale
ringraziamento per la grande opera apologetica e di riflessione che sta
portando avanti con grande sacrificio e difficoltà. {Luciano Leoni; 15-02-2010}
▬
Osservazioni:
Qui ci andrebbero mie osservazioni, in cui potrei mostrare di aver fatto tutto
il mio dovere nell'avvertire ripetutamente
Luigi Capuozzo, coordinatore del gruppo MIE di Facebook e del sito della MIE,
riguardo ad Andrea Viel e al suo status di «pastore» associato a tale
missione e riguardo ai
contributi di Vincenzo Ramondetta e di Paul Emile Okoka, seguaci
per la dottrina del loro defunto «santone» antitrinitario, presenti sul Facebook
della MIE. Per ora, rinuncio a farlo, sebbene una pagina in merito sia
già pronta; ciò è motivato dalla disponibilità di Luciano Leoni di
farsi carico di portare all’evidenza del fratello Mosè Baldari tutto ciò.
2.
{Angela Morana} ▲
«Mi
meraviglio che da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo,
passiate così presto a un altro evangelo, il quale non è un altro
evangelo; ma vi sono alcuni che vi turbano e vogliono pervertire
l’evangelo di Cristo. Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi
predicasse un evangelo diverso da quello che v’abbiamo annunziato, sia
maledetto. Come abbiamo già detto, ora lo dico di nuovo: Se qualcuno vi
predica un evangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia maledetto»
(Galati 1,6-9).
A proposito del «sia maledetto!», si noti che Paolo lo ripete per
ben due volte come a puntualizzarlo, precisarlo; come dire, per chi non
l’avesse capito... E segnala il fatto che non si tratta veramente di un
«altro evangelo», ma... [«ci
sono alcuni che… vogliono sovvertire l’Evangelo di Cristo», N.d.R.].
E spiega: «Quand’anche noi o un
angelo dal cielo»! Sembra molto deciso! Facciamo anche noi lo stesso??? {14-02-2010}
3.
{Pietro Calenzo} ▲
Caro
Nicola, ho letto e meditato con molta attenzione il tuo ampio
contributo, esauriente, come sempre, sul tuo sito sul giudaismo
cristianizzato, i vari movimenti che si contraddicono tra loro, il
noachismo (incredibile!), il Talmud e le sue assurde antiscritturali
pretese, l’elezione a salvezza per natali ebraici (!).
Ritengo comunque utile sottolineare che forme legalistiche antibibliche
sono già presenti nel mondo protestante, con le diverse giudaizzazioni
della presunta profetessa Hellen G. Harmon Whithe della settaria
chiesa avventista del 7° giorno. Quest’ultima, con le assurde e
fantasiose pretese, ha influenzato H.W. Armstrong e la sua setta
cristiano-giudaizzante antitrinitaria. E non dimentichiamo anche che la
fantasiosa dottrina dell’anglo-israelismo, propria dell’armstronghianesimo,
nel 1901 è stata sposata anche dal fondatore del movimento Pentecostale,
Charles Fox Parham. [N.d.R.: Si tratta della tesi di H.W.
Armstrong, fondatore della Chiesa universale di Dio, secondo cui gli
Inglesi sarebbero una delle (o le) tribù disperse d’Israele.] Tuttavia,
in seguito, tale favola pseudo storica è stata di fatto respinta dalla
mainline di grandissima parte del nascente denominazionalismo dei grandi
movimenti pentecostali della prima ondata o «visitazione». Anche un
culto apostata come il mormonismo è pieno di simbologia
giudaizzante. Ciò, che più mi sorprende, è che alcuni noti autori
protestanti, collocano la sopracitata setta avventista e il mormonismo
tra movimenti di risveglio evangelici.... misteri della (non) fede.
Comunque non dimentichiamo il ruolo d’Israele, e che la sua
conversione a Gesù Cristo, sarà un evento gioioso e focale dell’eterno e
sovrano piano di Dio, e noi tutti gioiremo con loro e in primo luogo con
il santo Messia Gesù. Shalom. {15-02-2010}
■ All'interno del
già sunnominato tema di discussione
dal titolo «Il fariseo e il pubblicano (Lc
18,9-14)», Pietro Calenzo è intervenuto, dopo aver letto il
confronto fra me e Andrea Viel. Egli chiama quest'ultimo erroneamente
«pastore», visto che è un titolo usato prettamente da certi conduttori
evangelici, ma probabilmente intendeva esprimete una sottile ironia.
Egli ha scritto quanto segue.
Egregio
pastor Andrea Viel, piuttosto che commentare la fede cristocentrica,
bibliocentrica e neotestamentaria non giudaizzante di cristiani biblici,
sarebbe più utile che pensasse alle sue particolari credenze. Egregio
pastor Viel, le riporto anche che, al contrario di quanto lei pensa, il
dottore della Chiesa e fratello Nicola Martella gode del dialogo e della
stima di tutto il mondo cristiano evangelico e riformato. Cordiali
saluti in Gesù Cristo, il grande Dio e Salvatore (Tito 2,13).
{15-02-2010}
4.
{Vari} ▲
■ Queste
sono cose gravissime e da denunciare. {Lina Johnson; 15-02-2010}
■ Condivido
pienamente quanto Gesù ha detto sulla croce: «Tutto
è compiuto!». Che Dio ti benedica. {Mario Marchiò; 15-02-2010}
■
Più di una volta ho avuto «battibecchi» con
Andrea Viel... irrecuperabile! {Massimo Galante; 16-02-2010}
■
Molti non credono in Gesù come Messia. […] È
una libera scelta dell’uomo credere o non credere, dopo si prenderà le proprie
responsabilità. […] Andrea si prende le sue responsabilità… si arrangia.
{Martina Meloncelli; 16-02-2010}
■
Infatti, io lo avevo
bloccato tra i miei amici su Facebook. Che Dio lo perdoni... {Salvatore Moro;
16-02-2010}
5.
{Giovanni M. Caltana} ▲
1. In realtà, tali giudei messianici sono
molto chiari, sono ebrei a tutti gli effetti con in più una
particolare considerazione di Gesù, uomo di grandi qualità ma nulla di
più. Il nome li fa confondere con i veri giudei messianici (di
fatto eredi di Giacomo, il fratello del Signore), ma in alcune parti del
sito si dice chiaramente che sono piuttosto definibili come Ebioniti o
Nazareni o giudeo-cristiani. Tale ennesimo revival non sorprende tanto
dopo quello dello gnosticismo da parte del Codice da Vinci,
l’antitrinitarismo e il legalismo di molti gruppi ai margini
dell’evangelismo (TdG, Gesù Solo, Zaccardiani, Avventisti) e il
cripto-montanismo dei carismatici. Sorprende che la MIE abbia
abboccato e ci si domanda per quali motivi... {15-02-2010}
2. I ragionamenti filologico-esegetici che fa il sito di Viel sul Nuovo
Testamento sono quelli stessi degli ebrei che, a loro volta, riprendono quelli
degli studiosi atei nella loro comune avversione nei confronti di Gesù,
vero Dio e vero Uomo. Dai rabbini farisei, Celso e Porfirio fino a Dan Brown,
Elaine Pagels e Robert Eisenman essenzialmente è sempre la stessa storia,
compresi gli emuli di casa nostra come Cascini, Augias, Pesce e Donnini, la
ragione combatte contro la Croce, ma invano poiché «la pazzia di Dio è
più saggia degli uomini» (1 Cor 1,25). La prima lettera di Giovanni (2,22)
mi sembra molto appropriata: «Chi è il bugiardo se non colui che nega che
Gesù è il Cristo? Egli è l’anticristo, che nega il Padre e il Figlio».
{17-02-2010}
6.
{Vincenzo Russillo} ▲
Conosco
abbastanza bene il modo d’agire di questi giudaico-messianici,
s’intrufolano dove non trovano «ostacoli»: insinuando il dubbio e
indottrinando secondo le loro credenze. Li ho trovati spesso in forum
cristiani abbastanza conosciuti a parlare sulla Trinità,
avversandone la dottrina cristiana. Quindi Andrea Viel e accoliti hanno
un solo obiettivo infangare il messaggio del Vangelo.
Essi credono esclusivamente alla
Tanakh (ovvero solo ai libri del VT). Essi cercano di
osservare la legge, quando fu lo stesso Paolo a dire che non è
sottoposto più alla legge dei giudei (1 Cor 1,20).
Il messaggio del nuovo patto è
chiaro: per grazia siete salvati, perché solo attraverso questa possiamo
fare il volere di Dio e ciò che è buono agli occhi suoi: «Infatti è
Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno
benevolo» (Filippesi 2,13). Anche Noè, Enoch, Abramo, Isacco e
Giuseppe non furono salvati per le leggi, ma per la fede riposta
nell’Eterno (Ebrei 11,4-30). La legge aveva un ruolo preciso: «Perché
dunque la legge? Essa fu aggiunta
a causa delle trasgressioni,
finché venisse la progenie alla quale era stata fatta la
promessa; e fu promulgata per mezzo d’angeli, per mano d’un mediatore»
(Gal. 3,19). La legge doveva portarci a Cristo, adesso è Lui che ci ha
riscattati (Gal 3,24-25). Tutte queste loro «false dottrine», ben
ampiamente analizzate nello scritto, portano a screditare il
nuovo patto e la salvezza in Gesù Messia: «Voi che volete essere
giustificati dalla legge, siete
separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia» (Galati 5,4).
{15-02-2010}
7.
{Pietro Calenzo} ▲
Dopo aver
approfondito ulteriormente l’argomento e aver attinto nuove notizie sul
messianismo cristiano, è mio dovere di credente aggiungere qualche altro spunto,
che non si basa su mie tesi, ma su fonti e argomentazioni fattive. Il variegato
mondo del cristianesimo (meglio in molti casi sarebbe definirlo giudaismo)
messianico, è molto articolato. Tutti siamo felici che degli Ebrei si siano
convertiti al cristianesimo, ma non è tutto oro quel che sembra brillare. Ci
sono varie e pericolose tendenze ereticali e in alcuni casi apostate nel
moderno cristianesimo giudaizzato. Ci sono coloro che riconoscono in Gesù di
Nazareth solo un inviato dalla forte personalità carismatica (i moderni
Ebioniti, setta dalla quale, venne fuori Maometto con la sua nuova religione
anticristiana — infatti il nonno del cosiddetto «profeta» era un vescovo
ebionita). Ci sono altri Ebrei messianici, che affermano che il Nuovo
Testamento debba essere inteso non come Parola di Dio e che la vera
perfezione è contenuta nella Torah e non nel NT. Ci sono altri messianici
(meglio definirli giudaizzanti) che proclamano che i credenti, per salvarsi,
debbano osservare i precetti della Legge (scordandosi che chi sbaglia su un
punto della Legge, sbaglia su tutta la legge e si pone sotto la maledizione di
Dio); essi affermano che, in fondo in fondo, il cristianesimo primitivo cadde
ben presto sotto l’influenze di culture esterne e si sia adulterato e che solo
arricchendo il cristianesimo neotestamentario delle sua primigenia derivazione
giudaica, possa dirsi un cristianesimo veramente biblico (veteropattismo). Vi
sono altri Ebrei messianici che non credono nella Trinità. La tendenza
apostata più pericolosa (oltre quell’appena descritta) e la cosiddetta
relativizzazione del Nuovo Testamento, di Gesù e degli apostoli. Questo, mi
sia consentito, è un’autentica apostasia.
Il povero
apostolo Pietro, poiché stavo simulando con dei Gentili, affermando che una
pratica giudaica era necessaria per la salvezza, fu fermamente ripreso
faccia a faccia da Paolo (altro che «papato» di Pietro — piccola nota al
margine). Che cosa direbbe oggi Paolo ai moderni cristiani giudaizzanti
messianici che addirittura vorrebbero aggiungere covoni di pratiche della Torah
per essere salvati!? Altri aggiungono che probabilmente Gesù era Fariseo
(!); altri aggiungono che la vera fede cristiana si debba fondare sulle massime
saggistiche del Talmud (raccolta di massime sapienziali rabbiniche, la
cui stesura finale è medioevale) e d’altri scritti ebraici. Voglio ricordare una
frase del Signore Gesù che rivolse ai Farisei del suo tempo: «Perché non
comprendete il mio parlare? Perché non
potete dare ascolto alle mie parole. Voi siete progenie del diavolo, che
è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro» (Gv 8,43-44).
Che dire
ancora. Durante la Conferenza di Gerusalemme, la chiesa apostolica,
essendo sotto la guida dello Spirito Santo, non impose altro peso ai Gentili
convertiti, se non d’astenersi dagli idoli, dalla fornicazione, [dalle cose
soffocate, N.d.R.] e dal sangue (Atti 15,19-20). Codesta «sofia» di diversi
ex-cristiani ora giudaizzanti (che non credono nell’ispirazione divina del Nuovo
Testamento), non fa che imporre ulteriori osservanze giudaiche, suggerendo che
così si possa essere dei veri credenti. Questa si chiama giudaizzazione,
non messianismo. Lo stesso Paolo ci avverte di non dare alcun peso alle
favole giudaiche, e dico questo con grande rispetto e amore per i tanti veri
credenti ebraici che si sono convertiti al Signore Gesù Cristo, secondo l’intero
contesto dell’amore per l’Antico Testamento e per il Nuovo, come Parola di Dio.
Gesù pianse con dolore e con grande amore su Gerusalemme che lo andava a
rifiutare come Messia. Paolo si disse addirittura pronto a essere egli
stesso anatema, per la salvezza dei suoi parenti secondo la carne e del popolo
ebraico. Non dovremmo noi amare e pregare per Gerusalemme e per la
conversione del popolo, che è stato scelto da Dio medesimo, per essere stato
il suo tesoro particolare fra tutti i popoli della terra? Certamente sì, e lo
affermo con grande forza e vigore per questo meraviglioso popolo; e salutiamo i
credenti ebraici, che sono stati salvati per grazia per mezzo della fede in Gesù
come Messia, Unto Re. Tuttavia attenzione alla giudaizzazione della fede
cristiana, poiché è per grazia che siamo stati salvati, non per opere, affinché
nessuno si vanti; e ciò non viene dall’osservanza della Legge (che pure è santa
e perfetta) ma e un dono di Dio, per la grazia che ci è stata elargita, nel
nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo. {16-02-2010}
8.
{Gianni Siena} ▲
Andrea Viel e i
suoi consenzienti affermano. «Noi crediamo che il Creatore dell’universo è il
Dio d’Israele, che Egli è uno solo e che non ha in sé alcuna molteplicità
(Deuteronomio 6,4; Isaia 37,16). Crediamo anche che la Torah è la Legge
perfetta ed eternamente valida che Dio stesso donò al popolo ebraico quando fu
stipulata l’alleanza del Sinai (Esodo 19,5; Salmi 19,7). Consideriamo gli
scritti del Nuovo Testamento importanti per comprendere l’insegnamento di
Yeshua (Gesù) e lo sviluppo della prima comunità Cristiana, ma non li
riteniamo Parola di Dio come la Torah, vincolante e ispirata in ogni suo punto».
Ecco qui di
seguito il mio commento. Dopo aver copiato queste parole dal sito «giudaico-messianici»,
sono rimasto senza parole. Non contesto il fatto che il Dio d’Israele sia il
Creatore, che la Legge sia perfetta (per Israele); ma che il Nuovo Testamento
sia «utile» solo per comprendere l’insegnamento di Gesù e che «non» sia Parola
di Dio, a pari dignità d’ispirazione con il Tanak (AT), questo qualifica questi
«messianici» come non cristiani. Cosa da essi riconosciuta. La dignità
ispirazionale, piena e letterale, del Nuovo Testamento è sostenuta positivamente
dai suoi scrittori umani (2 Pt 3,16).
Inoltre vorrei
dire, sulla base della mia esperienza personale di credente, che
l’antigiudaismo non è una prerogativa del cattolicesimo ma un sentimento
d’odio quasi «naturale» nei non-ebrei: la distruzione di Gerusalemme nel 70
d.C., le persecuzioni romane prima di Teodosio e i precedenti tentativi dei
pagani d’eliminare Israele ne sono la prova. Ma Cristo è venuto a fare dei
due popoli uno solo mediante la sua morte. Se oggi amo Israele, lo devo alla
Scrittura che mi ha salutarmente istruito fin dalla mia infanzia. Di fronte agli
ebrei provo molta compassione e capisco la sofferenza dei primi
cristiani, ebrei essi stessi, nel veder rifiutata la salvezza dai loro
connazionali.
Ebrei
«maledetti»? Sì, pagano le conseguenze del rigetto del Messia loro
destinato. Non si deve parlare di «deicidio»: la responsabilità dell’assassinio
di Gesù appartiene al giudaismo palestinese del 1° secolo. Ebrei «sostituiti»?
Sì, da convertiti pagani che, imperfettamente, fanno la volontà di Dio. Ebrei
«rigettati» per sempre? No, ma devono convertirsi dalla loro cecità
spirituale; è scritto che avverrà anche questo. Ad essi appartengono le cose
spirituali che noi godiamo, avendo ricevuto — per la fede in Cristo — il diritto
di fregiarci del titolo di «popolo di Dio».
La chiesa e
Israele sono due realtà distinte e chiaramente evidenziate:
■ Israele
durerà [storicamente, N.d.R.] fintantoché vigeranno «le leggi del sole e della
luna» del mondo attuale: sino alla fine del millennio messianico.
■ La chiesa
erediterà «nuovi cieli e nuova terra». In essi non s’entra perché «israeliti»,
ma perché nati di nuovo: le cose di prima saranno dimenticate. {16-02-2010}
9.
{Claudia Falzone} ▲
È vergognoso tutto
ciò che scrive questo Andrea Viel, perché nel suo spazio su
Facebook scrive che Gesù non ha mai detto di
essere Figlio di Dio, è solo una deduzione errata della cultura cristiana
(affermazione facilissima da smentire anche solo con pochissimi versetti).
Questo ovviamente lo può dire solo negli spazi, in cui la maggior parte di loro
non conosce la Bibbia, e magari queste persone ci credono pure. Bisognerebbe
dirgli che, se lui non vuole credere al Nuovo Testamento, è liberissimo
di farlo; ma almeno non vada a raccontare falsità sul suo contenuto, sparando a
zero su di esso tra persone, che magari non hanno neanche mai letto una pagina
del Vangelo e non sono in grado di trovare la frode nei suoi discorsi assurdi.
{16-02-2010}
10.
{Pietro Calenzo} ▲
1. Qui di
seguito mostro alcune caratteristiche essenziali del pensiero del signor Viel.
Egli afferma insieme ai suoi adepti che tutte le lettere di Paolo sono
state contaminate, poiché Paolo ha amato farsi una chiesa cristiana per conto
proprio, togliendole ogni forma di giudaizzazione. Il signor Andrea Viel afferma
che gli Evangeli di Giovanni e Matteo non sono stati scritti dagli autori
che noi cristiani biblici riteniamo Parola di Dio, ma da altri posteriori e
ignoti personaggi. Il signor Andrea Viel afferma che Gesù non era il Messia,
anzi continua nelle sue immaginarie teorie affermando che lo stesso Gesù
aspettava un altro Messia. Il Signor Andrea Viel afferma che noi possiamo essere
salvati, cito le sue parole «indipendentemente dalla morte d’un uomo» che
sottintende essere Gesù Messia. Il Signor Andrea Viel afferma che Gesù era un
appartenente alla setta dei farisei; nelle Scritture, invece, Gesù
dichiara ai farisei che sono progenie del diavolo al pari dei gentili, se non
credono in lui.
L’apostolo
Paolo esplicitamente afferma che noi siamo morti alla Legge, e resi
viventi in Gesù di Nazareth, il Messia. La legge è santa ed è stata il nostro
pedagogo in Cristo, ma non andiamo oltre ciò che è scritto. Infatti, a disdetta
del signor Andrea Viel, ricordo l’ordine biblico, secondo cui chi sbaglia su un
solo punto della Legge, cade sotto maledizione; mai nessun uomo si è
salvato per mezzo della Legge, altrimenti il sacrificio espiatorio del nostro
amato Signore Gesù Cristo sarebbe stato vano, come afferma Paolo apostolo.
Salutiamo con
gioia il popolo ebraico, che amiamo tutti svisceratamente. Abbracciamo i veri
fratelli ebraici che hanno sperimentato la nuova nascita. Preghiamo per
Gerusalemme. Tuttavia non lasciamoci ingannare da coloro (e ce ne sono
altri, di pseudo-ebrei messianici) che affermano, che dobbiamo osservare
pratiche giudaiche, che Paolo definisce favole o ombre di cose passate.
Ricordiamo che l’apostolo Pietro fu ripreso pubblicamente da Paolo perché
voleva imporre una pratica giudaica ai convertiti gentili (Lettera ai Galati).
Atteniamoci fermamente al libro degli Atti e alla Conferenza di Gerusalemme, e
non lasciamoci porre altri pesi da falsi maestri o negazionisti della
piena messianicità di Gesù Cristo (= Messia, Unto Re), eterno e vivente.
Riteniamo fermamente la confessione della nostra fede, e non diamo alcun
ascolto a questi pseudo-credenti, che altro non sono, se non falsi maestri.
{17-02-2010}
*°*°*°*°*°*°
2. Carissimo Nicola, avendo partecipato
seppure solamente nella parte finale, al dialogo sul tema «del pubblicano e del
fariseo nel tempio», devo confessarti che non avevo colto forse l’affermazione
più pesante del signor Viel quando, riferendosi a Gesù Messia, affermò che la
salvezza è possibile «indipendentemente dalla morte d’un uomo». Questa
affermazione è di per se apostasia esplicita.
Giova
ricordare, che il mondo delle eresie è un moto perpetuo, che in minime varianti
si ripete. Infatti subito dopo il periodo apostolico, sorse la setta ebionita,
che riconosceva in Gesù di Nazareth solo una persona dalla forte influenza
carismatica, ma non il Messia. Infatti, qualche secolo dopo, essendosi tale
setta espansa e radicata sin in Arabia, diede un forte impulso alla nascita
dell’Islam; difatti il nonno di Maometto era un vescovo ebionita, e molti
studiosi affermano che lo era anche la prima moglie.
Ritornando al
signor Viel, i suoi contributi hanno chiaramente dichiarato che egli non crede
nella ispirazione divina dei Vangeli, arrivando al punto d’affermare che
quello di Matteo e di Giovanni non siano stati scritti dagli stessi, ma da non
meglio identificati autori che volevano de-giudaizzare il nascente culto
cristiano. Che dire ancora dell’altra assurda tesi, prospettata dal signor
Andrea Viel, seconda la quale l’apostolo Paolo s’era creata una chiesa
per conto proprio, togliendo ogni riferimento giudaico al primigenio culto
cristiano. Delegittimando queste porzioni del nuovo Testamento, che
probabilmente non si confanno alle sue idee ereticali giudaizzanti, rivela tutta
la sua concezione non messianica e anticristiana della fede predicata da lui e
dai suoi seguaci. Allorquando s’arriva ad asserire che Gesù era un fariseo,
in quanto rabbi, probabilmente il signor Viel dimentica che il Signore stesso e
l’apostolo Paolo affermarono chiaramente che i farisei al pari dei gentili
rimanevano sotto la progenie di Satana, se non avessero accettato, l’espiazione
che si ha per mezzo della fede nella morte sostitutiva di Gesù Messia nel nuovo
Patto (Gesù in Matteo 8,12; Luca 22,5ss; e Paolo in Atti 26,26).
Il Signor
Andrea Viel s’appella alle tesi d’alcuni studiosi protestanti che pensano
come lui e i suoi discepoli, che il Nuovo Testamento sia stato adulterato in
senso antigiudaico, però non cita i nomi di tali «esimi» studiosi. Penso
probabilmente che si riferisca a studiosi protestanti della nomea di Lohse,
Bultman, ecc. Esponenti del cosiddetto «metodo storico-critico» (o Alta
Critica liberale), che hanno descritto le Scritture come un insieme d’iperboli e
poca storicità (cito solo di rimando una tesi di Lohse, il quale affermava che i
discepoli di Gesù, onde avvalorare la resurrezione di Gesù, seppellirono il suo
corpo). Probabilmente il signor Andrea Viel dimentica le decine di
manoscritti o codici che confermano in ogni sua parte l’attendibilità
storica delle intere Scritture, dimentica i migliaia di manoscritti o parti
delle Scritture neotestamentarie che sono a disposizione d’ogni serio studioso
che voglia fare una esegesi testuale del
Testo Sacro. Eppure il signor Andrea Viel asserirebbe che tutta questa
miriade documentale sia stata de-giudaizzata da una decina di autori diversi, di
diversa provenienza, cultura e i cui scritti sono temporalmente distanti tra
loro nell’epoca apostolica! Dichiarava il dott. Hamilton, apologeta delle
esegetica testuale, che nessun libro antico può vantare l’accuratezza del testo
sacro, nemmeno il «De Bello Gallico» di Cesare o scritti di personaggi storici
più recenti. Ma evidentemente al signor Andrea Viel piace affabulare i suoi
seguaci con tali fantasiose teorie.
Ancora
l’apostolo Paolo dichiara che se «Cristo non è risorto dai morti, vana è la
nostra fede». Al contrario, come dichiarato nel prologo di questi brevi
pensieri, il Signor Viel Andrea afferma che noi possiamo essere salvati
mediante l’osservanza della Legge, perché perfetta, e indipendentemente
dalla morte di Gesù. Mi sorge un dubbio, che il signor Viel si creda più
ispirato dell’apostolo Paolo, quando espose la soteriologia! Queste insidiose
eresie e apostasie, proclamate dal signor Andrea Viel ne fanno un falso profeta,
un falso maestro, un surrogato di Cristo (anticristo). Perciò è molto
preoccupante come s’insinui nei dialoghi o nei commenti dei cristiani biblici,
onde carpirne la buona fede, e farne dei suoi adepti. Paolo l’apostolo ci
avverte: «Siate sobri e vigilate». Non imitate Andrea Viel poiché chi,
dopo aver gustato la grazia, si rivolge indietro, rimane in uno spaventevole
attesa di giudizio.
Concludo
ribadendo ancora una volta che per il signor Andrea Viel Gesù non era il
Messia, ma ne aspettava un altro. «Siate sobri e vigilate». Dio vi
benedica in Gesù Cristo, nostro grande Dio e Salvatore, e benedica gli autentici
ebrei cristiani, che hanno sperimentato la nuova nascita. Amen. Shalom.
{17-02-2010}
11.
{Salvatore Paone} ▲
È triste e spiacevole sapere che dalle stelle
si passa alle stalle, come nel caso d’Andrea Viel. In molte occasioni è venuto a
commentare i miei post e anche quello degli altri, sostenendo tesi
giudaizzanti; a volte ha strumentalizzato discorsi, usando
addirittura le lettere del nuovo patto, dando delle provocazioni poco
costruttive. Molte volte verso di lui ho mostrato pazienza (e forse pure
troppa), ma in questi casi sarebbe opportuno cancellarlo dai contatti, non l’ho
fatto fino a oggi solo per i mostrargli carità e buona creanza; come noi
sappiamo la verità prevale su ogni cosa con la carità, non possono che essere
tutt’uno, e questo mi fa riflettere! Lui spesso non agisce con arroganza, ma
questa sua sottile furbizia sta in un certo senso infastidendo molti, e
spero che si possa ravvedere e sopratutto rendersi conto del male che fa
a se stesso. {17-02-2010}
12.
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{Nicola Martella} (A)
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Falsi maestri fra i giudeo-messianici odierni
{Nicola Martella} (A)
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Falsi maestri fra i giudeo-messianici odierni? Parliamone
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Giudaico-messianici ed etero-cristiani
{Giampaolo Natale - Nicola Martella} (A)
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I Giudaico-Messianici non sono cristiani giudei
{Luigi Esposito - Nicola Martella} (T/A)
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URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/_Rel/T1-Lux_tenebre-giudais_Sh.htm
15-02-2010; Aggiornamento:
18-02-2010 |