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Il
pressapochismo dottrinale, basato sulla cosiddetta «teologia
dell’esperienza», crea incredibili confusioni nella pressi devozionale dei
cristiani. Si fa la seguente invocazione: «Vieni, Spirito Santo», sebbene
Egli sia venuto alla Pentecoste storica (At 2), abbia preso dimora nella chiesa
come sua casa e tempio e svolga, d’allora in poi, il suo mandato di glorificare Cristo e
di guidare i credenti in tutta la verità, quella che Egli ha rivelato nella
sacra Scrittura. È incredibile come si confondano le tre Persone della Deità e
li si rendano interscambiabili nei loro ruoli storici.
È altresì
incredibile che proprio coloro che hanno messo lo Spirito Santo al centro della
loro dottrina e devozione, conoscano così poco di Lui e facciano così grossolani
errori dottrinali. E tutto ciò deriva dal fatto che ci si basa sui propri
sentimenti devozionali, invece di accertare che cosa «sta scritto».
È interessante notare che quello, che alcuni presentano qui di seguito, non è la
Deità biblica, ma una specie di «modalismo funzionale»: sono, sì, tre
persone, ma le loro funzioni sono pensate in modo così interscambiabili come i
ruoli degli attori di teatro. In tal senso, anche Dio Padre avrebbe potuto
nascere a Betlemme, anche lo Spirito Santo avrebbe potuto essere battezzato da
Giovanni, Gesù avrebbe potuto essere ripieno anche del Padre, anche lo Spirito
di Dio potuto morire sul Golgota, anche Dio Padre avrebbe potuto ascendere al
cielo, a Pentecoste avrebbe potuto essere manifestato anche Gesù, e così via.
Farebbe poca differenza, se a essere Mediatore fra Dio e gli uomini, fosse
Cristo o lo Spirito. Che la chiesa sia il tempio dello Spirito o di Cristo, poco
cambierebbe per alcuni. Ci mancherebbe solo che sia il sangue dello Spirito
Santo a lavarci dai nostri peccati!
Abbiamo mostrato che l'invocazione «Vieni, Spirito
Santo!» non è, biblicamente parlando,
sensata e legittima, perché lo Spirito Santo è già venuto storicamente
nella chiesa e perché l’unico, che deve venire ancora, è solo Gesù, il Messia! (Ap 22,17.20).
Qui di seguito discutiamo l’articolo «Vieni,
Spirito Santo?».
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I contributi sul tema ▲
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1. {Roberto Riscaio} ▲
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Contributo: Caro Nicola non bisogna
pensare che il Signore l’ultima volta che si è donato, attraverso lo Spirito sia
2.000 anni fa! Certamente pregare lo Spirito, invocarlo, significa ottenere
nuovamente la sua divina presenza in mezzo a noi. Ricordiamo che Dio è uno
ma è trino e oggi si fa presente solo attraverso il suo Spirito nelle
nostre deboli vite, rinnovandole e rendendoci suoi testimoni. Crediamo in nuove
effusioni e battesimo nello Spirito, chiedendo a Lui nuovi doni e carismi per la
Chiesa. La Chiesa e Gesù sono cose vive, e il Signore è lo stesso di 2.000 anni
fa! Grazie delle tue considerazioni, ma solo con la fede e con la certezza che
oggi ci sia una nuova effusione di Spirito a chi lo chiede attraverso la
preghiera, ci rende «vivi». Ma ti assicuro che la Pentecoste può essere ogni
giorno che apriamo il nostro cuore a Lui! Amen. {12-06-2011}
▬
Risposta (Nicola
Martella): Roberto Riscaio, vedo che come seguace del cattolico
«cammino nel Movimento Ecclesiale del Rinnovamento nello Spirito», come tu ti
definisci, hai le stesse concezioni dei carismatici tradizionali: la «teologia
dell’esperienza». Chi ha quest’ultima, in genere usa la Scrittura per
spiegare (o rendere plausibili) le proprie esperienze mistiche.
Puoi
menzionarmi un solo caso in tutto il NT, in cui lo Spirito Santo è stato
pregato, invocato, ecc.? Se non siamo concreti con la Scrittura, ci baseremo sui
nostri sentimenti e sulle nostre preferenze; ma questo non significa che ciò,
che desideriamo, sia anche la realtà scritturale. Se usciamo dai confini della
sacra Scrittura, inganneremo dapprima noi stessi e diverremo poi strumento
d’inganno anche per gli altri.
L’immersione
della chiesa nello Spirito è avvenuta a Pentecoste, allorquando lo
Spirito Santo è stato manifestato storicamente e ha preso dimora nella chiesa
come sua casa e tempio. Pentecoste è un evento storico irripetibile come la
natività, il Golgota o l’ascensione di Cristo. Non bisogna confondere la
devozione misticheggiante con i fatti storici.
2. {Pietro Calenzo} ▲
1. Il fratello Watchman Nee, raccontava: C’era un cristiano che non conosceva certo tante
verità spirituali, poiché mal istruito nelle cose celesti. Il fratello Nee gli
disse: «Fai conto di essere un thermos, ora mettiti in preghiera davanti
al Signore e digli che ti faccia diventare un thermos». Rispose l’altro
credente: «Ma questa preghiera non ha senso, sono già un thermos!». «Appunto»,
gli rispose Nee, «Se Cristo ci ha arricchito di ogni benedizione celeste, come
puoi ridomandargiele una seconda volta?». Il credente annuì.
Ciò premesso,
la persona e l’opera dello Spirito Santo non sono rettamente intese
proprio da coloro, che lo vorrebbero esaltare. Da Pentecoste a oggi, ogni
vero credente è il tempio dello Spirito Santo ed è suggellato dallo Spirito
Santo per il giorno della redenzione.
Convengo Scritturalmente con tutti i passi da te citati. Riguardo alla festa
della Pentecoste, così come intesa e festeggiata nella quasi completa
ignoranza da buona parte del popolo, che si rispecchia (a volte molto
metaforicamente) nella religione ufficiale, ci sarebbe da scoraggiarsi. Ma anche
noi, un di, eravamo sballottati da ogni vento di dottrina, poi è intervenuto lo
Spirito Santo, appunto, che ci ha convinti di peccato, di giudizio e poi
(gloria al Signore) di giustizia. Infatti, la fede viene dall’udire la Parola di
Dio, e lo stesso Spirito ci ha dato di nascere di nuovo. Benedizioni in
Cristo Gesù. {12-06-2011}
2. Sia ogni credente, sia il Corpo di Cristo nella sua unità, sono
il tempio dello Spirito Santo; e tutti i credenti sono stati
suggellati dallo Spirito Santo per il giorno della redenzione. Lo Spirito
Santo non ha bisogno di essere invocato, circa la sua presenza, lo è di
fatto nel Corpo di Cristo fin dal giorno della Pentecoste; è venuto ed è
presente una volta per sempre dentro il popolo di Dio. È importante sottolineare
anche che lo Spirito Santo è Colui, che ci conduce a Gesù, convincendoci
prima di peccato, poi di giudizio e poi di giustizia. È un po’ preoccupante
osservare come coloro che invocano lo Spirito Santo, o coloro che pensano di
saltarlo più degli altri fratelli, spesso confondano le peculiarità, che
sono specifiche funzioni di Gesù il Messia o del Padre Santo; questo accade
forse per la forte natura sperimentale e sperimentalista del loro porsi
con Dio. La Parola di Dio ci autorizza a invocare solo il secondo avvento, o la
Parusia del Signore Gesù Cristo. {16-06-2011}
3. {Rosita
Scaduto} ▲
■
Contributo: Perdonami Nicola, per me Padre,
Figlio e Spirito Santo sono uno e trino; e quindi parlo anche con Lui, tanto
è lo stesso. Poi solo Dio conosce i cuori e lo ritiene lui se realizzare le
richieste. È spontaneo per un credente parlare con tutti e tre. {12-06-2011}
▬
Risposta (Nicola Martella): Le tre persone
della Deità non sono la stessa cosa, ma hanno la sostanza e natura divine
in comune. Sono tre Persone distinte con tre compiti ben differenti. Quando
Gesù era sulla terra, riconosceva l’autorità di Dio e agiva secondo la
volontà del Padre, talché non faceva nulla che non gli fosse mostrato da Lui (Gv
5,19; 8,38). Quando Cristo è asceso al cielo, mandò da parte del Padre lo
Spirito Santo (Gv 14,26; 15,26; 16,7). Ora, il compito di Cristo è d’essere
Mediatore presso Dio Padre; il compito dello Spirito è di glorificare Cristo
nella chiesa e nel mondo. Quindi, una Persona non vale l’altra. Cristo è
stato mandato da Dio (Gv 3,24) ed è sottomesso al Padre, poiché «il capo di
Cristo è Dio» (1 Cor 11,3). Il compito attuale dello Spirito Santo è
di guidare i credenti in tutta la verità e di glorificare Cristo, non quello di
essere destinatario delle preghiere dei credenti.
4. {Danilo
Ristagno} ▲
■
Contributo: Di solito i credenti quando
chiedono allo Spirito Santo di scendere, almeno per quella che è la mia
esperienza personale, lo fanno per le persone che ancora non hanno ricevuto
la nuova nascita e non hanno accettato il Signore. Non che sia necessario
pregare in questo modo, infatti sono d’accordo con te sul tuo discorso
giustamente biblico, ma non poniamo freni alle ispirazioni e alle cose,
che lo Spirito mette in cuore ai credenti.
Ad
Ezechiele fu comandato da Dio per esempio di profetizzare allo Spirito Santo
di venire su delle ossa secca affinché rivivessero... Ezechiele 37,9-10 «Allora
egli mi disse: “Profetizza allo Spirito, profetizza figlio d’uomo, e dì
allo Spirito: Così parla Dio, il Signore: Vieni dai quattro venti, o
Spirito, soffia su questi uccisi, e fa che rivivano!”. Io profetizzai, come egli
mi aveva comandato, e lo Spirito entrò in essi: tornarono alla vita e si
alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo». Ovviamente il tuo
discorso ha un filo logico... e lo condivido. {12-06-2011}
▬
Risposta 1 (Nicola Martella): Nelle chiese
storiche e in ambienti carismatici, lo Spirito viene invocato dai cristiani
per i cristiani, non sui non credenti. Nel cattolicesimo la cresima
viene impartita a chi già ha fatto il battesimo e la prima comunione. I
carismatici invocano lo Spirito continuamente su di sé, sebbene si
considerino già rigenerati.
Lo Spirito,
per essere di Dio, non si rivela di là da quanto Egli stesso ha rivelato
nella sacra Scrittura, né in contrasto con essa.
In
Ezechiele 37,9-10 non c'è una supplica di Ezechiele allo Spirito, ma un
comando di Dio alla rûach «vento, spirito, alito». [►
Lo Spirito Santo in Ezechiele 37?] Per cui
tale brano è fuori luogo. E non ne esiste un altro, in cui qualcuno si rivolge
allo Spirito!
▬
Replica 1 (Danilo Ristagno): Nell’ordine
biblico lo Spirito di Dio ha un suo proprio ruolo, nonostante esso sia
Dio, ma Dio è uno, sebbene noi preghiamo il Padre e il Signore Gesù e
chiediamo al Padre nel nome di Gesù tutte quelle cose, di cui sentiamo la
necessità di chiedere. Tuttavia, nulla in verità ci vieterebbe di amare lo
Spirito di Dio alla medesima maniera, in cui amiamo Colui, a cui ci
rivolgiamo secondo l’ordine delle Scritture. Noi seguiamo un ordine biblico
ed è bene che sia così, perché non c’è nulla di extra-biblico, che possa
essere ritenuto veritiero. Facciamo questo perché la Bibbia ci dà un ordine
preciso, ma nulla può escludere che (per esempio) chi si rivolge allo Spirito,
non sia in assoluto errore, in quanto Egli stesso è Dio nonostante il fatto che
nella Bibbia lo Spirito di Dio (come abbiamo già detto e come altresì sappiamo)
ha un suo vero e proprio ruolo, alla medesima maniera come anche il Padre e il
Figlio hanno un loro proprio ruolo.
Come dice la
sorella Rosita e come è scritto anche nella Bibbia, Dio conosce i cuori ed è
naturale al credente parlare con tutti e tre, in quanto sono Dio...
l’unico Dio. Chi ha un rapporto profondo con il Signore, non può trascurare
lo Spirito ed evitare di parlare a Lui, in quanto Egli è anche Cristo; e,
se amiamo Cristo tanto da lodarlo, gioire in sua presenza, dargli la gloria,
l’onore e tutto il nostro ringraziamento, non vedo come mai non ci si possa
rivolgere alla stessa maniera allo Spirito suo Santo, che è sempre e
comunque l’unico Dio. O vogliamo forse affermare che lo Spirito è nostro
servitore soltanto e che quindi debba stare chiuso nel suo unico ruolo,
tanto da non essere considerato nell’adorazione e nelle preghiere, che noi
rivolgiamo a Dio? «Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c’è lo Spirito del
Signore, lì c’è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno
specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di
gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito» (2
Corinzi 3,17-18).
Posso io che
amo tanto il Signore, non rivolgermi allo Spirito suo Santo, che è sempre
Colui, che ce lo ha mandato? Nel mio rapporto personale con il Signore, io
amo tutti e tre indistintamente e come tale la mia preghiera, che rivolgo al
Padre, è come se la rivolgessi al Figlio e allo Spirito. Quindi se
ringrazio Gesù per la sua presenza, posso ringraziare anche lo Spirito Santo
per la sua presenza, che è in me, come lo è in tutti coloro, che lo hanno
ricevuto.
Ovviamente
questo post parla d’altro e io sono d’accordo nel dire che la preghiera che cita
tali parole: «Vieni, Spirito Santo» è errata, perché lo Spirito è stato
già dato, proprio come dici tu, fratello Nicola. Tuttavia io ritengo che Dio sia
uno e che tre sono sì «distinti», ma non separati e non formano molteplici
deità, ma in essi è racchiuso l’armonia del solo unico e meraviglio Dio, che noi
tutti i redenti serviamo. Ignorare lo Spirito Santo, o non adorarlo, non
rivolgersi a Lui equivale a sminuire il suo ruolo o la sua importanza.
Nessun figlio, che ami tanto il proprio padre, può considerare il ruolo del
padre come una legge, che lo confina nel suo unico impegno presso di lui
(figlio). Oltre alle leggi e agli impegni, che Dio ci ha promesso, c’è di più,
perché Dio non è solo lettera, ma lettera vivificata dallo Spirito...
ovvero c’è quell’amore profondo di una relazione personale che non sconfina
aldilà della volontà del Padre, ma che ci permette di amarlo senza vederlo
vincolato nel suo ruolo, come se il nostro debba essere un rapporto
matematico. Shalom. Dio ti benedica. {13-06-2011}
▬
Risposta 2 (Nicola Martella): Ammetto che
raramente si trovano così condensate contraddizioni e una grande confusione
della concezione teologica di Dio! Qui si confonde la natura comune delle tre
Persone della Deità con le Persone stesse. Lo Spirito Santo non è Cristo, come
essi non sono il Padre e viceversa. Dio Padre non si è incarnato né è morto in
croce, né lo ha fatto lo Spirito Santo. A Pentecoste non si solo manifestati
storicamente il Padre e Cristo. Sul trono celeste Giovanni vide l’Onnipotente,
l’Agnello vi viene associato per i suoi meriti e lo Spirito viene visto dinanzi
al trono e poi mandato su tutta la terra. Tale confusione dottrinale porta poi
alla confusione devozionale, che si basa sul pressapochismo e sulla
mancanza di conoscenza biblica. Lo Spirito Santo non è nostro servitore,
ma neppure oggetto di invocazioni e preghiere. Lo Spirito Santo non è «Colui,
che ce lo ha mandato», e viceversa. L’amore per tutte e tre le Persone della
Deità sono una cosa, la prassi devozionale sono un’altra cosa; lo Spirito Santo
vuole che preghiamo Lui, ma solo: «Abba, Padre» (Rm 8,15; Gal
4,6).
2 Corinzi
3,17s non vuole incoraggiare all’arbitrio devozionale, ma riguarda la
libertà dalla legge mosaica; nel nuovo patto non abbiamo a che fare con
precetti, ma con l’azione trasformatrice dello Spirito Santo. Non bisogna
proiettare in tali versi una falsa tesi devozionale; Paolo non l’aveva in mente.
Se mettiamo al
primo posto i nostri sentimenti e ciò che ci pare giusto, faremo noi un
solco dritto o taglieremo così rettamente la Parola della verità o saremo operai
confusi? (2 Tm 2,15).
È solo
l’esegesi rigorosa e contestuale quella, che ci deve mostrare la verità
biblica, e nient’altro, se volgiamo rimanere sul terreno della legittimità
biblica.
Se nel NT non
c’è nessun caso di una preghiera o invocazione rivolta allo Spirito
Santo, perché dovremmo farlo noi? Essi erano più vicini di noi alla fonte.
Nessun apostolo si rivolse allo Spirito Santo in preghiera, né lo fece
nessun scrittore del NT. La fedeltà alla Scrittura m’impone di pregare il
Dio Padre nel nome di Gesù Messia per mezzo dello Spirito. Dio Padre è il
Ricevente e l’Istanza superiore, a cui invio le mie richieste. Gesù Cristo
è il Garante presso il trono di Dio e mediante la sua autorità e i suoi meriti
le mie richieste arrivano all’Onnipotente. Lo Spirito Santo è presso di
me ed è il Mezzo divino perché le mie richieste possano arrivare in modo degno e
confacente al cielo. Lo Spirito Santo non può essere perciò il
Destinatario delle mie richiese. né l’Oggetto stesso.
Quindi,
preferisco agire secondo il chiaro insegnamento biblico che essere un giorno
rimproverato da Dio per essere andato oltre a ciò che è scritto (1 Cor 4,6)
e per aver aggiunto o tolto alla suprema rivelazione di Dio (Ap 22,18s).
L’arbitrio dottrinale permette al diavolo e ai falsi maestri di
defraudare i credenti del loro premio (Col 2,18). Io ci tengo non solo alla
salvezza per grazia, ma anche al premio per la fedeltà mostrata. Chi si vuol
basare sui propri sentimenti, lo faccia; ma senza di me.
▬
Replica 2 (Danilo Ristagno): Dello Spirito
Santo viene detto quanto segue: Giobbe 33,4 Egli crea; ▪ Isaia 48,16; At. 13,2,
20,28 Egli nomina e ordina ministri; ▪ Atti 8,29; 10,19,20 Egli guida i ministri
su cosa predicare; ▪ Atti 16,6-7 Egli guida i ministri su osa non predicare; ▪ 1
Corinzi 2,13 Egli istruisce i ministri su cosa predicare; ▪ Atti 1,6; 1 Pietro
1,11 Egli parlava in mezzo ai profeti e per mezzo loro; ▪ Giovanni 16,8 Egli
convince; ▪ Atti 9,31 Egli consola; ▪ Romani 8,26 Egli sovviene e intercede; ▪
Giovanni 14,26 Egli insegna e fa ricordare le parole del Signore; ▪ Giovanni
16,13 Egli guida; ▪ Romani 15,16; 1 Corinzi 6,11 Egli santifica; ▪ Giovanni
15,26 Egli testimonia di Cristo; ▪ Giovanni 16,14 Egli glorifica Cristo; ▪ 1
Corinzi 2,10,11 Egli investiga ogni cosa; ▪ 1 Corinzi 12,11 Egli opera secondo
la sua volontà; ▪ Efesini 4,30 Egli può essere rattristato. {13-06-2011}
▬
Risposta 3 (Nicola Martella): È
meraviglioso quante cose faccia lo Spirito di Dio nel «corpo di Cristo»,
la chiesa! Senza lo Spirito Santo non sarebbe possibile costruire continuamente
la casa del Signore. Qui la Bibbia è molto chiara.
Eppure l’unica
cosa, che lo Spirito Santo non chiede mai nella Bibbia e che gli
scrittori non insegnano mai, è proprio che s’invochi lo Spirito e lo si
preghi. Non è neppure detto che lo Spirito esaudisca preghiere. Possibile
che, se ciò fosse consentito e richiesto da Dio, Egli non ce lo avrebbe detto
in modo esplicito e chiaro mediante gli insegnamenti di Gesù e degli
apostoli? Le cose, a cui ubbidire nella Bibbia, sono formulate in modo chiaro ed
esplicito. Eppure non c’è nessun caso nella Bibbia, in cui lo Spirito
Santo sia stato pregato o invocato. A questo dato di fatto io voglio attenermi
con molto scrupolo. Il compito dello Spirito Santo è di mettere al centro
Cristo; quando mette al centro se stesso, non si tratta certo dello Spirito di
Dio!
5. {Eleonora Parisi} ▲
■
Contributo: Credo che si tratti di una
maggiore unzione, magari quando veniamo presi in potenza, sospinti...
Comunque oggi, a volte, viene menzionata forse riguardo al battesimo col
parlare in altre lingue... {13-06-2011}
▬
Risposta 1 (Nicola Martella): Il NT non
conosce la locuzione «maggiore unzione». La «unzione» dei cristiani è
menzionata solo in 1 Giovanni 2,20.27 e cioè come qualcosa che tutti i cristiani
(= unti) già posseggono fin dalla conversione; per essa non c’è una
maggiore misura, ma o la si ha (= suggellati con lo Spirito per il giorno della
redenzione; Ef 4,30) o non la si possiede e si è perduti. Qui la questione del
cosiddetto «battesimo di Spirito» e la glossolalia sono fuori tema;
quindi, chiedo di desistere su tale soggetto.
▬
Replica 1 (Eleonora Parisi): Ho compreso
perfettamente ciò, che dici, e non voglio dissentire, non essendo un esegeta.
Come spieghi però il fatto che ci sono credenti più zelanti, ripieni, e
altri più tiepidi? Esistono anche i credenti che vivono ancora nella carne
e coloro che invece camminano per lo Spirito. {13-06-2011}
▬
Risposta 2 (Nicola Martella): Tale
perdita di sostanza e zelo è dovuta al fatto se ci si spoglia del vecchio
uomo e si riveste quello nuovo, se si cammina secondo lo Spirito e non secondo
la carne, se si ubbidisce alla Parola di Dio o alle proprie preferenze e ai
propri gusti. Essere ripieno di Spirito non è una qualità mistica, ma
etica, e si realizza sempre laddove si è sottomessi a Cristo e si fa la sua
volontà.
Tuttavia, ciò
non ha nulla a che fare con una presunta «maggiore unzione» che,
come evidenziato, è una locuzione modernista, che non si trova nel NT in tale
senso. Il NT parla di santificazione (o consacrazione), cosa che si
ottiene soltanto con l’ubbidienza alla sacra Scrittura.
Faccio notare
che tutto ciò, essendo oggetto della «cristianologia» (o dottrina dell’essere
cristiani), non ha nulla a che vedere con una sedicente invocazione allo
Spirito Santo, perché venga. A Pentecoste, Egli è già venuto nella sua casa (la
chiesa), dove d’allora in poi dimora, e perciò non necessita di venire
dal cielo di nuovo.
▬
Replica 2 (Eleonora Parisi): Concordo sul
fatto che dobbiamo spogliarci dell’uomo vecchio e dare sempre più spazio al
nuovo. Man mano che il vecchio muore, lo Spirito si muove in noi con maggiore
misura. Ma spiegami il significato di questo brano? «Negli ultimi tempi io
spanderò il mio Spirito sopra ogni carne ed essi profetizzeranno, i vostri figli
avranno delle visioni...» (Gioele 2,28). Certo parla dell’ultima
pioggia, prima del gran giorno; ma è anche vero che anche gli apostoli
credevano che erano gli ultimi tempi. Come spiegò un pastore, dalla
venuta di Cristo in poi è iniziata la fine dei tempi; insomma, da Cristo in poi
si fa il conto alla rovescia. {14-06-2011}
▬
Risposta 3 (Nicola Martella): Nei libri
profetici dell’AT la «fine dei tempi» doveva coincidere con l’avvento di
Cristo, ma i Giudei rifiutarono Gesù come Messia; nelle epistole il tempo della
fine coincide con l’ultima fase della storia, prima del secondo avvento di Gesù
per regnare.
Quando si cita
la Scrittura, bisogna farlo correttamente, evitando approssimazioni: «E, dopo
questo, avverrà che io spanderò il mio spirito sopra ogni carne, e i vostri
figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi avranno
dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni» (Gle 2,28). Tale
verso di Gioele non c’entra nulla col nostro tema. In ogni modo, non ha a che
fare con i Gentili, ma solo con i Giudei; «vostri» è riferito nel contesto
solo agli Israeliti e per i Giudei era impensabile altrimenti. A Pentecoste
c’erano solo Ebrei, che Pietro chiamò fratelli, e viceversa; i Giudei non
avrebbero mai chiamato i Gentili così. E Pietro vide adempiuta in tale occasione
la promessa di Dio per loro Giudei. Tale brano (in tutto il contesto) si
realizzerà completamente durante la tribolazione per i soli Giudei,
quando lo Spirito di Dio permetterà loro di riconoscere che Gesù è il loro
Messia (cfr. Ap 1,7). Come detto, tutto ciò è un altro tema, e lo terminiamo
qui.
6. {Angela Baldini} ▲
■
Contributo: Ma quando si prega, si dice
anche: «…nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo», o no?
Alleluia, gloria a Dio, cioè meglio dire: «...al Padre, al Figlio e allo
Spirito Santo». Amen? Amen! {14-06-2011}
▬
Osservazioni (Danilo Ristagno): Si è
battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. È diverso,
comunque. Fratello Nicola ha ragione, ma credo che Dio non si offenderà se
ritengo lo Spirito di Dio tanto importante quanto lo sono il Padre e il
Figlio. E credo anche che non mi punirà, se ringrazio lo Spirito Santo
per avermi fatto sperimentare la nuova nascita da quando mi è stata data dal
Signore. Alla stessa maniera credo che Dio non si offenderà, se dico: «Uno
solo è il Signore», che quindi lo Spirito Santo è Dio e che, se io
adoro Dio, non commetto alcun peccato contro il Signore. Io amo Dio e non sto
ringraziando chissà chi, o chissà che cosa, ma sempre Lui. {14-06-2011}
▬
Risposta (Nicola Martella): Ho già risposto
a Danilo Ristagno, ma egli non vuole capire la differenza fra natura
delle tre Persone della Deità (ciò le rende ugualmente importanti) e le loro
funzioni ministeriali nella storia. Egli continua a metterla sul piano dei
sentimenti e delle preferenze, invece di porsi la questione della sana
dottrina e della legittimità biblica.
Ad Angela
Baldini faccio solo presente che in nessuna preghiera del NT si legge mai
«nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo»; qui ci manca solo il
segno della croce e il rosario. Il 99,9 % delle preghiere del NT sono
rivolte a Dio Padre, nel nome di Gesù Cristo mediante lo
Spirito Santo. Sembra però che la verità biblica interessi solo secondariamente
a chi si basa primariamente sulla «dottrina dei propri gusti».
7.
{Enzo D’Avanzo} ▲
■
Contributo: Caro fratello Martella, senza
smentita di sorta, credo che hai qualche problema di comprendere, quando fai
certe considerazioni. Sono io Enzo D’Avanzo, che scrivo. Se ci vieni a trovare a
Palermo, vedrai con i tuoi occhi, quando sei poco accorto. Non hai mai
realizzata l’estasi nello Spirito Santo? Io sempre, ogni volta che vado ai piedi
della croce. Sei mai salito al terzo cielo? Io sì! Hai mai visto i zoppi guariti
mentre preghi per loro? Io sì. Hai mai visto i paralitici saltare come molle
quando imponi le mani? Io sì, e più spesso di quello che immagini. Hai mai visto
i sordi sentire? Io sì. I bracci di paralitici e le spalle paralizzate muoversi
e sanarsi? Io sì. Che devo dirti di più? Convertiti alla fede... potente.
Noi invochiamo
lo Spirito Santo, perche è Dio stesso, è lo stesso d’invocare Gesù. Mediante lo
Spirito Santo noi realizziamo la potente unzione dei miracoli... vieni e
smentisci con i fatti non con le parole… noi offriamo i fatti, tu le parole
teologiche. {Ministero Cristiano Evangelico Ad, 16-06-2011}
▬
Risposta (Nicola Martella): Enzo D’Avanzo,
quella che presenti è la solita «teologia dell’esperienza» basata sui
sentimenti e sul misticismo, ma non su un’esegesi contestuale della Parola di
Dio. Poi non ho capito a che cosa serve presentarla qui, dove affrontiamo una
sola e specifica questione. In ogni modo, ho già risposto nell’articolo «Vieni,
Spirito Santo?» e alle obiezioni fattemi in questo tema. Non ho molto altro da
aggiungere.
Rispetto il
tuo convincimento, ma non lo condivido. Le deduzioni lasciano il tempo che
trovano. Dovrei convertirmi alla «fede potente»? Mi sono convertito già
all’Evangelo di Cristo e alla «parola della croce», che è la potenza di Dio (Rm
1,16; 1 Cor 1,18). Non necessito di surrogati misticheggianti, basati sulla
«dottrina dell’esperienza», che mette se stesso al centro («io sì»), e su una
sedicente «fede potente»; ho cercato in tutto il NT tale locuzione, ma non l’ho
trovata, come non ho trovato neppure l’altro neologismo «unzione dei miracoli».
L’unica «unzione» i cristiani tutti l’hanno ricevuta alla conversione, quando
sono stati suggellati con lo Spirito Santo per il giorno della redenzione; per
questo si chiamano «unti» (= cristiani; 1 Gv 2,20.27), perciò non necessitano di
altre presunte «unzioni».
Mostrami un
solo brano chiaro e incontrovertibile del NT, in cui lo Spirito Santo è stato
invocato o pregato dagli apostoli o dai primitivi cristiani. A me interessa
la chiara esegesi contestuale, non le esperienze estatiche. Ragiona su questo
piano, se vuoi dialogare; il resto non m’interessa, essendo frutto di
convenzioni carismaticiste.
▬
Osservazioni (Salvatore Paone): Questi
uomini, che scrivono, sembrano dei medium: «estasi nello spirito»
L’unico, che salì fino al terzo cielo, fu l’apostolo Paolo, ma parliamo
di Paolo, uomo scelto da Gesù sulla via di Damasco, quando gli apparve; e,
infatti, quella luce gli folgorò la vista, talché rimase cieco per tre giorni.
Egli fu l’apostolo dei Gentili, operò potenti prodigi, fece addirittura
risuscitare i morti, insomma parliamo di Paolo apostolo, colui che ha fondato
tante chiese, ha Scritto più di 10 lettere, che troviamo nella potente Parola di
Dio, insomma un uomo ripieno di Spirito Santo, un uomo che introdusse il
cristianesimo nel mondo pagano, un uomo che non sapeva fermarsi dinnanzi a
niente e a nessuno, un uomo che reputava la sua conoscenza (e ne aveva da
vendere) tutta spazzatura, un uomo che diceva: «Non sono più io che vivo, ma
è Cristo che vive in me!». Paolo era un uomo che ne vide di cotte e di
crude, un uomo che pregava incessantemente, un uomo che possedeva tanti carismi
dello Spirito, un uomo anche sofferente di alcuni mali fisici, un uomo
che morì per Cristo.
Enzo
D’Avanzo sarà forse il nuovo Paolo? Dobbiamo aspettarci nella nostra attuale
economia della chiesa uomini che vanno in trans? Dobbiamo aspettarci
uomini che programmano delle riunioni particolari, promettendo di fare
prodigi?
O forse
aspettiamo uomini che si consacrano e si santificano, per portare anime a Cristo
con la potenza della Parola predicata?! Lo Spirito Santo, caro Enzo
D’avanzo, hai detto bene è uguale a Dio, e Dio fa ciò che vuole, come vuole e
quando vuole; noi non siamo nessuno per telecomandare Dio.
Lo Spirito
Santo non va invocato, essendo che Egli vive già nei cuori dei redenti, come
sigillo e caparra. {17-06-2011}
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Osservazioni (Donatella Brancato): Grazie,
Nicola, ci voleva questo studio. La gente è confusa da tutti questi
cosiddetti pastori, che danno appuntamento alle persone, perché dicono c’è
il rinnovamento dello Spirito o addirittura chiedono allo Spirito Santo di
venire. Ma dove l’hanno letto mai? Io credo proprio che siamo in piena
apostasia, come dice la Scrittura: molti apostateranno dalla fede, dando retta a
venti di dottrina. Spero solo che molti si accorgano dell’errore,
che stanno facendo, e che tornino indietro.
Certo che a
Palermo, parlando di miracoli, non li supera nessuno, eh!? Mi ricordano
tanto maghi e ciarlatani, che invitano la gente ad andarli a trovare; gli
mancano solo le pozioni magiche.
Enzo
D’Avanzo, è vergognoso quello che hai urlato! Ora, veniamo tutti a Palermo,
così saremo tutti salvati e miracolati. Non c’è più bisogno che Gesù torni,
visto che abbiamo Enzo D’Avanzo & company! {18-06-2011}
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Vieni, Spirito Santo? Parliamone 2
{Nicola Martella} (T)
► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_Dot/T1-Vieni_SpiritoS_UnV.htm
16-06-2011; Aggiornamento:
18-06-2011 |