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Il seguente tema di
discussione si basa sia sull'articolo «Deità, pluralità e unità: Risposta a un Testimone di Geova»
sia sul rispettivo tema di discussione «Deità, pluralità e unità? Parliamone».
In quest'ultimo avevo affermato che nella «matematica divina» 1 + 1+ 1 = 1, ossia
le tre Persone della Deità (distinte quanto a personalità, individualità e
autonomia) hanno in comune una sola sostanza divina, esse sono una categoria
unica. Come famiglia, tribù, popolo e altre simili, pur essendo singolari,
rappresentano una «unità composita»; ad esempio esiste un solo «popolo
italiano», sebbene composto da milioni d’individui. Allo stesso modo, esiste un
«solo Dio», sebbene composto in modo esclusivo da solo tre Persone che hanno in
comune la stessa sostanza divina.
Avevo anche portato come illustrazione di una
«unità composita» il fatto che, ad esempio, nel
matrimonio 1 + 1 = 1. L’uomo che si unisce a
sua moglie diventa «uno» con lei; sono due, ma diventano uno (Gn 2,24). Gesù
menzionando tale verso, lo interpretò così: «Di modo che essi non sono più
due, ma una [sola] carne» (Mt 19,5s). Due individui, che tali rimangono,
diventano una specie di «personalità collettiva», essendo accomunati da
intimità, obiettivi e destino comuni.
Qui di seguito diamo occasione per suggerire altre immagini che illustrano la
Trinità quale «unità composita». Chiaramente tutto ciò che possiamo dire di Dio
rimane solo metafora. Anche per questo assoggetteremo tali illustrazioni a una
critica costruttiva.
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
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1.
{Matematica}
▲
■
Contributo:
Caro fratello
Nicola, mi è molto piaciuto il tuo modo per argomentare la deità trinitaria
nella logica matematica supportata dagli esempi biblici. Il mio talento
matematico però (purtroppo non sfruttato) ha cominciato a cercare un’operazione
più semplice (visto che il messaggio evangelico è per i semplici), ed è venuto
fuori il seguente risultato. Rimanendo sempre nella logica matematica (basta
avere la licenza media), addizioniamo i seguenti dati:
|
Padre |
+ |
Figlio |
+ |
Spirito Santo |
|
Dio |
|
Dio |
|
Dio |
Allora abbiamo come
minimo comune multiplo «Dio», cioè la Deità (il denominatore), e 3 distinte
unità, cioè le 3 persone (il numeratore). Quindi se Dio = Trinità = 3, il quadro
risultante è il seguente:
|
1 |
+ |
1 |
+ |
1 |
= |
3 |
= |
1 |
|
3 |
|
3 |
|
3 |
|
3 |
|
|
Quindi i conti
tornano ugualmente. Spero che gli amici della Torre della guardia sappiano fare
i conti. {Sandro Carini; 09-10-2008}
▬
Osservazioni 1:
Permettetemi una battuta. Chiamarla «un’operazione più semplice» destinata ai
«semplici» è un’ironia in sé, visto che non tutti possiedono un «talento
matematico» sprecato. In ogni modo, il risultato è apprezzabile, sebbene
non privo di aspetti criticabili. La prossima
volta usa, per favore la matematica quantistica! Forse può aiutare la teoria
degli insiemi? È chiaro che tutti gli esempi possono fare acqua da qualche
parte, poiché Dio sfuggirà comunque alle spiegazioni logiche. Nessuna delle tre
Persone della Deità è effettivamente un terzo di Dio, ma «Dio» è la categoria
esclusiva, a cui Padre, Figlio e Spirito Santo appartengono, e la loro «sostanza» comune.
Come fa un essere bidimensionale a capire qualcosa di tridimensionale? E come
possiamo capire noi esseri tridimensionali che esiste una «quarta dimensione», in
cui le cose sono distinte e parimenti l'una nell'altra? Ecco qui di seguito un esempio: «Ora
com’io stavo guardando gli esseri viventi, ecco una
ruota in terra, presso a ciascun d’essi,
verso le loro quattro facce... il loro aspetto e la loro forma erano quelli di
una ruota che fosse attraversata da
un’altra ruota... Quando gli esseri viventi camminavano,
le ruote si movevano allato a loro...
lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote» (Ez 1,15s.19.21).
Quindi i nostri esempi, anche logici o matematici, possono essere tutt'al più
solo delle metafore. {Nicola Martella}
▬
Osservazioni
2:
Mi spiace, ma Sandro Carini la fa un po’ troppo semplice. Stando alla sua «equazione
divina», ciascun membro della trinità sarebbe 1/3 della totalità (1/3 + 1/3 +
1/3 = 1 = Dio). Ma le cose non stanno certamente così, perché sia il Padre, sia
il Figlio e sia lo Spirito Santo sono ciascuno Dio totalmente, e non una
sua parte. Gli amici della Torre di Guardia hanno certamente dei problemi
dottrinali, ma la matematica non li aiuterebbe più di tanto. {Nicola Berretta;
10-10-2008}
▬
Replica:
Cari fratelli, è chiaro (forse solo per me) che
ho volutamente forzato l’ipotesi: «Dio = Trinità = 3», in modo che il risultato
fosse «1» (era un modo ironico e provocatorio con il solo scopo di far
riflettere gli amici della «Torre della guardia»). Noi esseri umani, miseri
rispetto alla grandezza di Dio, anche se dotati di talenti matematici «sprecati»
(battuta: i geni sono sempre incompresi), non possiamo pretendere di spiegare di
più di quanto Dio ci ha rivelato nella sua Parola. Però la «semplice» operazione
aritmetica «divina», prima della trasformazione (il Signore mi perdoni) in
numeri primi, era reale, perché rivelata nella Parola di Dio:
|
Padre |
+ |
Figlio |
+ |
Spirito Santo |
= |
Padre + Figlio + Spirito Santo |
|
Dio |
|
Dio |
|
Dio |
|
Dio |
Ci sono perciò «3» distinte Persone (unità) e
«1» natura divina in comune. Per il momento io m’accontento così. Chiedo perdono
a tutti coloro che mi hanno frainteso. {Sandro Carini;
11-10-2008}
2.
{Fisica e chimica}
▲
■
Contributo:
Certamente la Divinità di
Cristo è un argomento affascinante e allo stesso tempo complesso, perché tratta
una verità che va oltre la ragione umana. Coloro che sono avversi di tale verità
biblica che definiamo col termine «trinità», dicono che questa dottrina va
contro la ragione. Dicono che non è possibile che tre persone possano formare un
unico Dio. Certamente di primo acchito può sembrare vero e anche logico per
coloro che non hanno una buona conoscenza biblica, ma approfondendo questo
soggetto, il credente oltre a comprendere, per poi difendere questa grande
verità, non potrà che rafforzare la sua riconoscenza verso il proprio Salvatore,
Cristo Gesù, il Signore.
Ho trovato davvero
interessante scoprire come il dogma trinitario formulato dalla chiesa romana,
inquinato da un compromesso politico, abbia tentato di salvare «capre e cavoli»,
a discapito della dignità della persona del nostro grande Dio e salvatore Gesù
Cristo, definendo il Verbo di Dio con la frase «generato ma non creato». Spero
che questo contributo possa motivare tutti coloro che si trovino a servire Dio,
così come è nostro dovere fare, proclamando senza timori questa meravigliosa
verità che è poi il fondamento della nostra fede.
L’unica cosa che del Logos è
stato generato, è la sua nascita come uomo perfetto su questa terra. Per il
resto il Verbo di Dio è sempre stato presente con Dio da tutta l’eternità. Il
Logos non è eternamente generato dal Padre, ma è da sempre esistente presso Dio.
La stessa cosa vale per lo Spirito Santo. Quello che voglio sviluppare non è il
sostegno biblico di questo concetto attraverso dei passi biblici, ma limitandomi
alla logica, perché molte volte chi afferma che la Trinità è una menzogna, si
rifà erroneamente alla logica. Pur essendo conscio che nulla potrà mai essere
esauriente per spiegare Dio, sono convinto che sarà utile illustrare con la
logica che la presenza di tre persone nella Deità, non è un qualcosa
d’irragionevole.
Coloro che vogliono ridurre
Cristo a una semplice creatura, affermano che non può essere possibile che il
Logos sia Dio e allo stesso tempo sia con Dio. Basandosi dunque su questo errato
preconcetto, il passo di Giovanni 1,1 viene tradotto: «Nel principio era la
Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio». Qualcuno potrebbe
effettivamente dare ragione a tale idea (e purtroppo molti lo hanno fatto), ma
vorrei dimostrare con una «equazione» come questa traduzione, oltre a
contrastare con il messaggio biblico, non può essere ritenuta valida. Noi
cristiani sappiamo che le tre persone della Deità sono della stessa sostanza, ma
sono ben distinte l’una dall’altra.
Presento dunque una
possibile soluzione logico-matematica a quest’apparente paradosso, utilizzando
l’esempio dell’acqua che, come tutti sappiamo, permette la vita e quindi credo
che più s’addica al nostro Creatore:
|
Persone |
Stato dell’acqua |
|
|
|
■
Dio Padre
■
Dio Figlio
■
Dio Spirito Santo |
Liquido
Ghiaccio
Vapore |
→ |
Deità = H2O |
Applichiamo questi dati al
verso di Giovanni 1,1: «Nel principio era il Ghiaccio, il Ghiaccio era presso
l’Acqua, e Acqua era il Ghiaccio».
Qui vediamo che non c’è
assolutamente nulla che vada contro la ragione. Possiamo benissimo notare che
nonostante che il ghiaccio (stato solido) e l’acqua (stato liquido) siano due
cose diverse nella loro apparenza, tuttavia entrambi sono H2O
nella sostanza, esattamente come il Padre celeste e Gesù Cristo sono Dio. La
stessa cosa è perfettamente applicabile allo Spirito Santo.
Tutti e tre gli stati
dell’acqua sono H2O.
Parimenti le tre persone della Deità hanno in comune la stessa sostanza. Così in
molti passi dell’Antico Testamento si parla semplicemente di Dio (Elohim) o
dell’Eterno (Jahwè), poi però tali brani vengono riferiti nel NT a una delle tre
persone della Deità.
Dio Padre diventa tale,
generando in terra Gesù Cristo. Gesù, il Figlio di Dio, è tale perché ha
volontariamente svuotato se stesso d’ogni prerogativa divina, e si è incarnato
per amore della sua creatura, per riscattarla. Jahwè stesso il nostro Creatore è
venuto a salvarci.
Credo dunque d’avere
dimostrato che questo concetto non è poi così incomprensibile. Né tanto meno
illogico e impossibile. Anche se comunque va oltre la nostra possibilità di
comprensione umana, sappiamo che un giorno lo capiremo appieno, quando saremo
con Lui per l’eternità. {Gaetano Nunnari; 09-10-2008}
▬
Osservazioni 1:
Anche questo esempio è apprezzabile, sebbene abbia
aspetti criticabili. Tale esempio ha senso solo se se liquido, ghiaccio e
vapore sono coesistenti, senza trasformarsi l'uno nell'altro. Altrimenti si
sfocia nel modalismo, che è una dottrina che nega proprio la Trinità quale
coesistenza di Padre, Figlio e Spirito Santo. Ci sono territori vulcanici nelle zone
artiche, in cui si vede effettivamente l'acqua nei suoi tre stati: ghiaccio,
liquido e vapore, e cioè come
coesistenti. Tutti gli esempi comunque, anche quelli presi dalla fisica, possono essere solo
una metafora. «Ora vediamo come in uno specchio [= rame levigato], in modo
oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte, ma allora
conoscerò appieno» (1 Cor 13,12). {Nicola Martella}
▬
Osservazioni
2:
Ho letto anche l’equazione di Gaetano Nunnari. Anche questo esempio secondo me...
fa acqua, perché presta facilmente il fianco alla dottrina modalista,
secondo cui il Padre, il Figlio e lo Spirito siano manifestazioni esteriori
diverse della Deità, esattamente come l’acqua, il ghiaccio e il vapore sono
modalità diverse in cui l’H2O può manifestarsi, trasformandosi
nell’una o nell’altra indistintamente. La dottrina della Trinità prevede una
netta distinzione individuale degli elementi. Il Padre non potrà mai diventare
il Figlio, e viceversa. {Nicola Berretta; 10-10-2008}
▬
Replica:
Ho letto le tue osservazioni e quelle di Berretta, purtroppo sia tu che lui non
avete capito il senso del mio esempio. Quando ho scritto l’illustrazione
dell’acqua, ho anche specificato che era semplicemente per far capire che il
passo di Giovanni 1,1 non è contro la ragione. Il modalismo qui non c’entra
nulla. Anzi il modalismo lo ritengo una dottrina blasfema ancor di più
dell’arianesimo. In ogni modo, se prendi un contenitore e lo riempi d’acqua, a
una temperatura di 0°C e a una determinata pressione, l’acqua contenuta al suo
interno diventa contemporaneamente vapore nella parte superiore, liquida al
centro, e solida nel fondo.
Quando in
passato ebbi un incontro con dei T.d.G. proposi loro questo esempio per
dimostrare che il passo di Gv 1,1 non andava contro la ragione. Non poterono
obiettare. Perché il ghiaccio non è liquido ed entrambi però sono H2O.
È solo una spiegazione umana che è lungi dal poter spiegare Dio. I modalisti,
prima di fare certe affermazioni, le dovrebbero dimostrare con la Bibbia, e non
rifarsi a degli imperfetti esempi umani.
Solo chi è fazioso, non riconosce nella Bibbia la netta distinzione delle tre
persone della Trinità. {Gaetano Nunnari; 11-10-2008}
3.
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4.
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5.
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6.
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7.
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8.
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9.
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10.
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11.
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12.
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URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/_Dot/T1-Immagini_trinitarie_Ori.htm
13-10-2008;
Aggiornamento:
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