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Per
chi inizia a leggere e studiare la sacra Scrittura non sempre è chiara la
distinzione dei luoghi dell’aldilà. Ci si chiede se «regno dei Cieli», «Cielo» e
«Paradiso» siano la stessa cosa; lo stesso vale per «Ades» e «Inferno». Quando
leggo articoli di persone da lungo tempo credenti, prendo atto che non tutti
sanno distinguere correttamente fra questi luoghi. Ci sono begli inni che
parlano di «andare in Cielo». Anche sui foglietti del calendario gli autori
prendono bonariamente per scontato che i credenti, alla morte, vadano «in
Cielo», ossia presso il trono di Dio, per servirlo fin da subito. Questo è un
quadro che non s’accorda con un’analisi contestuale e oggettiva della Bibbia.
Non è un caso che ho intitolato una sezione del mio libro
Escatologia biblica essenziale
(Escatologia
1) come «Il cielo è diverso» (pp. 350-372),
ossia diverso da come la cultura religiosa corrente spesso lo dipinge. |
La questione del lettore
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Non ho ben chiaro,
il passaggio dai vari luoghi. O meglio l’anima dopo la morte, per i credenti va
in Paradiso (la Sheol ebraica) invece l’anima dei non credenti nell’Ades
(diverso dall’inferno). Invece il Regno dei Cieli, che è un luogo distinto dal
Paradiso, è la «dimora» di Dio. Dopo il ritorno di Gesù, i credenti saranno al
cospetto di Dio e i non credenti gettati negli inferi. Quindi, dopo il Regno
Millenario, verranno creati nuovi Cieli e nuova Terra. Ho cercato d’essere più
coinciso possibile, ma non so se il ragionamento seguito è giusto. {Vincenzo ;
5-10-2008}
La risposta ▲
Il «Regno di Dio»
non è un luogo metafisico, ma è la signoria di Dio. Tale concetto esprime, in
particolar modo, la signoria di Dio sulla terra mediante il regno politico del
Messia (regno millenario). Si tratta del «già qui e non ancora»: attualmente il
regno di Dio è presente in modo spirituale fra i credenti, ma solo un giorno
abbraccerà l’intero mondo senza eccezioni, dove abiterà finalmente la giustizia
che produrrà la pace mediante il governo del Messia.
La še’ol
ebraica indica in modo indistinto gli «inferi» (luogo inferiore rispetto alla
«terra dei viventi»), intesa sia come tomba sia, per estensione, il luogo in cui
vanno le «ombre» (gli spiriti dei morti). Fu Gesù che portò una distinzione
netta fra il Paradiso e l’Ades. Il Paradiso (era nell’antichità «giardino
[privato del re]») è il luogo d’attesa dei giusti in vista del premio finale;
esso fu chiamato anche «seno d’Abramo» (Lc 16,22s) o «terzo cielo» (2 Cor 12,2).
L’Ades («invisibile») è luogo d’attesa e di punizione preventiva degli
empi in vista del giudizio finale (Lc 16,23.25).
Tali luoghi
attuali dei defunti sono una cosa differente dal «Cielo», dove risiede il
santuario celeste e il trono di Dio. Qui i morti, essendo impuri a motivo del
loro stato, non possono attualmente accedere presso il trono di Dio, ma lo
faranno solo dopo la risurrezione.
Ecco il
caso esemplare di Gesù stesso. Gesù poté salire al Padre solo dopo la sua
risurrezione. Appena prima della sua morte, Gesù non promise al ladrone
penitente: «Oggi tu sarai con me in Cielo», ma «Oggi tu sarai con me in
Paradiso» (Lc 23,43). Gesù disse a Maria Maddalena: «Non mi toccare,
perché non sono ancora salito al Padre» (Gv 20,17). Pietro evidenziò a
Pentecoste che Davide «parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che non
sarebbe stato lasciato nell’Ades, e che la sua carne non avrebbe veduto la
corruzione» (At 2,31ss). Infatti, dopo la sua morte, Cristo nello spirito «andò
anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere» (1 Pt 18s). Solo dopo la
risurrezione, Gesù poté ascendere al padre (At 2,32s). Ciò vale anche per tutti
i redenti.
Quello che
viene chiamato comunemente Inferno (stagno di fuoco o stagno ardente di
fuoco e di zolfo), sarà il luogo di destinazione finale degli empi (Ap 20,15;
21,8) e di tutti gli avversari di Dio (Ap 19,20), compresi il diavolo e i suoi
demoni (Ap 20,10); in esso finiranno la morte stessa e l’Ades (Ap 20,14). È
evidente che attualmente nell’Inferno non ci sia nessuno, ma i suoi primi
inquilini saranno la «bestia» (il dittatore escatologico ostile a Dio) e il
«falso profeta» (il suo portavoce seduttore delle genti; Ap 19,20). Poi seguirà
il diavolo (Ap 20,10) come terzo inquilino; egli sta per sé e per i suoi demoni,
e tutti loro non saranno i tormentatori (come insegna la cultura religiosa
popolare) ma i tormentati.
Dopo la
risurrezione dei credenti di tutti i tempi, essi ascenderanno al Cielo col
Messia, dove come «sposa dell’Agnello» celebreranno con Lui le «nozze», ossia
rinnoveranno con Lui il patto eterno di pace (Ap 19,7ss. Subito dopo il «Logos
di Dio» (difensore e rivelatore di Dio; Ap 19,13) tornerà in terra con la sua
«sposa» per stabilire qui il suo diritto di essere il «Re dei re» e il «Signore
dei signori» (Ap 19,16), sconfiggendo i suoi nemici e istaurando il suo regno di
giustizia e pace (Ap 19,19ss; 20,4ss).
Al termine del
regno, avverrà il giudizio universale degli empi e l’esecuzione della
loro pena: saranno gettati nello stagno di fuoco e di zolfo (Ap 20,11ss). Infine
Dio creerà nuovi Cieli e nuova Terra (Ap 21,1ss), dove non ci saranno
empi o ingiustizie. La Nuova Gerusalemme sarà la capitale mondiale (Ap
21,2.10-27) e i redenti si estenderanno sull’intera faccia del
nuovo globo, dove costituiranno popoli e
nazioni (Ap 21,3.24.26). Periodicamente si recheranno nella capitale per avere
comunione con l’Onnipotente e con l’Agnello (Ap 21,27; 22,4).
È chiaro che nella
Bibbia non si parla di presunti luoghi come un «Limbo» e un «Purgatorio»,
essendo questi invenzioni della religiosità popolare (si veda la «[Divina]
Commedia» di Dante Alighieri). Si parla invece della «Geenna [del fuoco]»
(da Ghe Hinnom «valle di Hinnom»), che era un eufemismo per l’Inferno (Mt
5,22.29s; 10,28; 18,9; 23,15.33; Gcm 3,6); infatti in tale valle venivano
bruciate le immondizie della città di Gerusalemme e tale espressione divenne
proverbiale e simbolica per lo «stagno di fuoco» metafisico.
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Questa sintesi si può approfondire maggiormente nella seguente opera
dell’autore: Nicola Martella (a cura di), Escatologia biblica essenziale.
Escatologia 1 (Punto°A°Croce, Roma 2007). Si vedano qui specialmente i
seguenti articoli: «Le grandi
linee dell’escatologia dell’AT», pp. 122-128; «Linee rilevanti di un’escatologia del NT», pp.
136-155; «Le due fasi del regno di Dio», pp. 160-169; «Il mondo dei morti», pp.
190ss; «Lo stato personale dopo la morte», pp. 193-196; «La risurrezione», pp.
220-223; «Il regno messianico», pp. 273-283; «Il giudizio universale», pp. 313s;
«L’inferno», pp. 315-321; «Nuovi cieli e nuova terra», pp. 329-338; «Il
cielo è diverso», pp. 350-372. Varie questioni controverse vengono
discusse in Nicola Martella (a cura di), Escatologia fra legittimità e abuso.
Escatologia 2 (Punto°A°Croce, Roma 2007). Si vedano qui gli articoli «Dante
e l’aldilà», pp. 297-312; «Visioni
dell’aldilà», pp. 313-328. |
►
L’aldilà e i suoi luoghi? Parliamone
{Nicola Martella} (T)
►
Discutendo sullo «stato intermedio»
{Nicola Martella} (T)
►
I credenti morti possono pregare nell’aldilà?
{Nicola Martella} (A)
►
L'inferno
{Argentino Quintavalle} (A)
►
Oggi tu sarai con me in Paradiso (Luca 23,43)
{Nicola Martella} (D)
►
Pensieri a voce alta sull’Inferno
{Nicola Martella} (T)
►
Stato intermedio e sonno dell’anima
{Nicola Martella - Argentino Quintavalle} (A)
►
Uso improprio della Bibbia nell’escatologia speculativa
{Nicola Martella} (D)
►
Voci infernali dalle viscere della terra?
{Nicola Martella} (A)
►
URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_Dot/A1-Aldila_luoghi_Esc.htm
09-11-2008;
Aggiornamento: 13-11-2008
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