Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

La fede che pensa — Accettare la sfida nel nostro tempo

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico

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Escatologia 1

 

Carismaticismo

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Norme di fair-play

 

 

Questa opera contiene senz’altro alcune novità. Leggendo i brani escatologici della Bibbia sorgono vari interrogativi, ad esempio i seguenti:
■ I credenti, quando muoiono, vanno in cielo o in paradiso?
■ I morti nell’aldilà sono solo inattivi o anche incoscienti?
■ I bimbi morti dove vanno?
■ Se nessuno sa il giorno e l’ora dell’avvento del Messia, perché diversi cristiani hanno fatto predizioni circostanziate per il loro futuro imminente?
■ Qual è la differenza fra escatologia e utopia?
■ In che cosa si differenzia la speranza biblica dalla speranza secolarizzata di alcuni marxisti?
■ Il «rapimento» precederà o seguirà la tribolazione finale?
■ Quando risusciteranno i credenti dell’AT?
■ Il regno millenario è concreto o solo spirituale?
■ Durante il suo regno futuro col Messia regnerà sono Israele o anche la chiesa?
■ Nella nuova creazione i credenti abiteranno in cielo o sulla nuova terra?
■ Lo stagno di fuoco esisterà per sempre?
■ I morti si riconoscono nell’aldilà?
■ Non sarà noioso vivere nel nuovo mondo?
■ Ci sarà il tempo nel nuovo mondo?
■ Ci sarà il matrimonio nel nuovo mondo?
■ Eccetera...

 

► Vedi al riguardo le recensioni.

 

Escatologia 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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VIENI A PRENDERE IL TUO MIRACOLO? PARLIAMONE

 

 a cura di Nicola Martella

 

«Vieni a prendere il tuo miracolo!»: questo è stato lo slogan, che abbiamo affrontato in un articolo.

     Il nostro motto rimane questo: «Non partecipare a tale mercato dei prodigi a bacchetta!». Infatti, la Scrittura parla del Dio sovrano, che agisce secondo il suo segreto consiglio e a proprio arbitrio. Gesù stesso insegnò ai suoi apostoli di pregare così: «Padre nostro… venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra, com'è fatta nel cielo» (Mt 6,9s). Gesù stesso pregò nell’ora estrema: «Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi» (Mt 26,39.42). Il Signore rifiutò preghiere insistenti di suoi servi eccellenti, che erano nel bisogno, rispondendo loro: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza» (2 Cor 12,9).

     Al contrario, oggigiorno i miracoli sono presentati da certi taumaturghi cristiani come articoli da fastfood o da supermercato, che basta andare a ritirare alla cassa. Essi promettono in anticipo ciò, che credono Dio sia obbligato a fare a loro comando. Propagano così una falsa immagine del Signore: non il Dio vivente e sovrano, ma una proiezione mentale carismaticista, un «zio buono», che non può fare diversamente, un «Dio» al servizio del guaritore di turno.

     Come si pongono le chiese bibliche rispetto a proclami miracolistici del genere da «mercato dei prodigi», in cui taumaturghi cristiani promettono miracoli, che basta venire a prendere, come se fossero pacchi regalo? Anche i membri e le chiese bibliche devono prendere posizione su cose del genere! Qual è la vostra esperienza in merito?

     È immancabile che alcuni pongano anche qui la questione se carismi e miracoli siano cessati o meno. Tuttavia, non essendo qui il luogo di confronto fra «continuazionisti» e «cessazionisti», chiedo a tutti i lettori, che partecipano al dibattito, di evitare di trasformare questo tema in un sondaggio su «miracoli sì» e «miracoli no» (più glossolalia, ecc.). Questo snaturerebbe il tema attuale. Di tali cose ne abbiamo discusso altrove e non mancherà occasione per farlo nuovamente. Per altro io non sono un «continuazionista» (ciò, che fecero gli apostoli, può essere fatto anche oggi) né un «cessazionista» (i carismi sono cessati), ma un «diversificazionista» (Dio agisce in modo diversificato in ogni periodo della storia della salvezza; questo magari lo spiegherò altrove all’occasione).

 

     Che cosa ne pensate? Quali sono al riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?

Partecipate alla discussione inviando i vostri contributi al Webmaster (E-mail)

Attenzione! Non si accettano contributi anonimi o con nickname, ma solo quelli firmati con nome e cognome! In casi particolari e delicati il gestore del sito può dare uno pseudonimo, se richiesto.

I contributi sul tema 

(I contributi rispecchiano le opinioni personali degli autori.

I contributi attivi hanno uno sfondo bianco)

 

1. Fortuna Fico

2. Luca Sini

3. Edoardo Piacentini

4. Mario Mennella

5. Gianpirro Venturini

6. Stefano Carta

7. Gianni Siena

8. Liliane Vitanza

9. Salvatore Romano

10. Franco Cicala

11.

12. Autori vari

 

Clicca sul lemma desiderato per raggiungere la rubrica sottostante

 

 

1. {Fortuna Fico}

 

1. Purtroppo molte persone si avvicinano al Signore, poiché fraintendono i messaggi o la Parola, quando sentono parlare di benedizioni o di miracoli, non pensano mai che si riferiscano al lato spirituale, in modo particolare, ma pensano di usare Dio, come un distributore di miracoli; e quando non hanno ciò che chiedono, rimangono delusi! Una volta, un simpatizzante lasciò l’assemblea, che frequentava, perché aveva chiesto come segno, che non morisse sua suocera, che era affetta da una malattia seria e dalla quale percepiva una congrua pensione. Quando la poveretta morì, lui non andò più in chiesa, perché Dio non l’aveva guarita! C’è un piccolo particolare tralasciato: la signora in questione aveva 100 anni! Certo, Dio può ogni cosa, ma Lui legge i nostri cuori, e sa dove sono i nostri tesori! {18-11-2012}

 

2. Beh, far diventare Dio come un distributore automatico di miracoli, mi era del tutto nuovo! Ma di sicuro con questo non si vuole esaltare il nome di Dio, ma quello di chi si definisce «guaritore»! Un po’ come Simon Mago, che voleva acquistare la possibilità di poter operare miracoli, per la propria gloria! Il Signore ha il potere di operare miracoli sicuramente, ma secondo la sua santa volontà, non quella del richiedente! {18-11-2012}

 

 

2. {Luca Sini}

 

Eh, beh, ormai la chiesa è un porta fortuna. «Vieni in chiesa da noi e ti porteremo fortuna in tutto». Ogni volta che do il benvenuto a un nuovo arrivato in chiesa, gli dico solo: qui troverai Gesù, non lavoro, né fidanzate, né soldi, o salute. (Dio può dare queste cose, ma nessuno deve avvicinarsi alla chiesa, se non per ricercare la salvezza in Gesù).

     Comunque, dare speranze del genere fa molti più adepti e rende tutto più «facile». Anche dimenticarsi di parlare del peccato. Dio non ha più problemi col peccato, dicono. «Vuole solo farti ricco e famoso».

     Alla fine, ci si ritrova in una chiesa dove ci sono 20.000 membri e 5 salvati. Per lo meno è l’idea che mi sono fatto in questi anni.

     Sono pienamente d’accordo con l’articolo. {18-11-2012}

 

 

3. {Edoardo Piacentini}

 

Contributo: Lo slogan è sicuramente accattivante. Chi si trova in condizioni disperate di salute, è invitato a confidare nella potenza del guaritore, che promette con sicurezza guarigioni a buon mercato.

     Il problema non è che Dio non possa guarire, perché malgrado quello che ritengono alcuni evangelici, che definiamo cessazionisti, l’epoca dei miracoli, e in particolare quello della glossolalia e degli altri doni dello Spirito Santo, non è cessata con la dispensazione dei primi apostoli. Tale idea non ha alcun fondamento biblico, in quanto scaturisce dall’errata interpretazione di 1 Corinzi 13,8-10, dove per perfezione deve intendersi non il completamento del canone dei Nuovo Testamento, ma la seconda venuta di Cristo, perché solo allora gli uomini avranno una conoscenza completa, non si ammaleranno più, le profezie saranno tutte adempiute e Dio sarà tutto in tutti! L’autore dell’epistola agli Ebrei afferma: «Gesù Cristo è lo stesso, ieri oggi e in eterno!».

     Tuttavia il grande mandato, che Gesù ha dato ai suoi discepoli, è questo: «Andate per tutto il mondo e predicate l’Evangelo a ogni creatura» (Marco 16,15). Chi accetta questo «lieto messaggio» riceve la giustificazione per grazia mediante la fede e inizia un cammino di santificazione, attraverso il quale lo Spirito Santo cambia e trasforma i nostri cuori, sempre che ci disponiamo a fare la sua volontà. Chi davvero ama il Signore e desidera ardentemente servirlo e piacere a Lui, sperimenta in prima persona la rigenerazione spirituale, di cui parla il Nuovo Testamento. E il credente nato di nuovo influenza con il suo zelo e il suo entusiasmo nel servire il Signore sia la fratellanza, sia tutti coloro che entrano in contatto con lui, i quali vengono conquistati dall’amore di Dio attraverso la sua predicazione e la sua testimonianza. L’Evangelo del ravvedimento dalle opere morte e della fede nel sacrificio espiatorio compiuto da Gesù sul duro legno della croce deve avere la priorità nella nostra predicazione agli inconvertiti, i quali sono chiamati dalla Scrittura a riconoscersi peccatori dinanzi a Dio e ad accettare Gesù quale personale Salvatore e a riceverlo nel cuore quale Signore della loro vita, impegnandosi, anche attraverso il battesimo per immersione, a servirlo tutti i giorni della loro vita.

     La guarigione fisica, che è solo per un tempo, di fronte alla salvezza eterna che Gesù dona a chi crede in Lui, è ben poca cosa. Per cui, a mio avviso, è errato sottolineare i miracoli, che pure avvengono tra di noi, a discapito del dono della salvezza in Cristo Gesù, benedetto in eterno! Amen! {18-11-2012}

 

Nicola Martella: Apprezzo la maggior parte delle cose espresse qui da Edoardo Piacentini. Chiaramente essendo egli un pastore pentecostale, sono note le sue convinzioni, secondo cui tutto ciò che fecero gli apostoli di Gesù, sarebbero possibili parimenti in tutto e per tutto anche oggigiorno. Di ciò ne abbiamo già discusso insieme; non c’è che da rispettare le opinioni altrui, mantenendo le proprie. Tralasciamo, quindi, di intervenire in merito, non essendo questo loggetto di questo tema.

     Faccio soltanto notare che Ebrei 13,8 non si trova in un contesto di carismi e miracoli, per cui è scorretto citarlo in merito; inoltre, la corretta traduzione in conformità con l’epistola dovrebbe essere questa: «Gesù è lo stesso Cristo, ieri oggi e in perpetuo!». L’autore ci teneva a evidenziare che Gesù è il Messia (= unto a re) e non smette di essere, da quando ha iniziato il suo ministero terrestre!

     Ho premesso che io credo nel Dio sovrano, il quale è libero di agire come vuole e senza costrizioni umane. Quindi, qui non sono in discussione i miracoli veraci di Dio, ma il miracolismo degli uomini, che spostano gli accenti del messaggio biblico. È meglio credere nel Dio sovrano, che fa miracoli a suo arbitrio, che credere nei prodigi in se stessi o nei taumaturghi cristianizzati, che credono di comandare Dio a bacchetta. Il più grande dei miracoli è certamente la rigenerazione degli uomini morti nei loro falli e nei loro peccati! Similmente a come è stato ricordato da Edoardo Piacentini, affermo che ogni guarigione fisica o psichica è per un breve tempo, la guarigione dalla ribellione e dall’incredulità, che fa accedere alla salvezza, ha un valore per tutta l’eternità. È per questa «perla preziosa» e per questo «tesoro nascosto» che vale la pena investire ogni cosa della propria vita (Mt 13,44ss).

 

 

4. {Mario Mennella}

 

Il vero e più grande miracolo nella nostra vita è senz’altro avere accettato la Signoria di Dio in noi, attraverso la grazia, che ci è stata offerta nell’opera unica e irripetibile, ricca di pietà, che Cristo Gesù ha compiuto alla croce in nostra sostituzione. Presentare il Signore Cristo Gesù come la condizione di soluzione alle ansietà e alle afflizioni, che attanaglia questo mondo, è in sé un fatto improprio, quando è visto come una condizione di accesso all’esaudimento del proprio essere. È vero l’inverso: «Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più» (Matteo 6,33). Se non si realizza la propria condizione naturale, cioè di essere nemici davanti a Dio, e non si confessa la condizione di separazione e il bisogno di essere giustificati da Dio (Romani 3,23-26), la preghiera non arriva neanche al tetto della propria casa. Gesù venne invocato da un cieco come «Gesù, figlio di Davide». Gesù rispose: «Che vuoi che io ti faccia?». L’uomo disse: «Signore, che io ricuperi la vista». E Gesù gli rispose: «Ricupera la vista; la tua fede ti ha salvato». L’accento, che spesso (molto spesso) si pone, è la propria appartenenza a una tale denominazione religiosa; c’è sempre un parteggiare, un dividere. Il fatto certo è che nessuna religione salva. Tagliare rettamente la Parola di Dio, è questa la grande responsabilità, che ha in cuore ogni fedele e sincero operaio nel campo di Dio. La condizione vincolante e la pretesa di esaudimento, che si pone per credere in Colui che è, in sé è fuorviante. La preghiera del giusto ha esaudimento davanti al trono della grazia; e la nostra giustizia è giustificante nel Signore Cristo Gesù, il grande Pastore delle anime nostre. Solo a Dio la gloria! {18-11-2012}

 

 

5. {Gianpirro Venturini}

 

Che Dio faccia miracoli, è vero, ieri come oggi; coloro, non li vedono, sono le persone che non si affidano a Lui o sono troppo occupate a «cercare il demonio», autore dei misfatti! Ma la Parola di Dio ci esorta a cercare «solo Dio». Va detto inoltre che l’operare miracoli o potenti operazioni non è una opzione della fede e tantomeno di qualche «aggregazione religiosa», che pretende di avere un diritto di prelazione presso l’Eterno; quando questo avviene, è fin troppo evidente l’aspetto strumentale e sovente utilitaristico, che si nasconde dietro certe iniziative «iper-spirituali». Va detto che, già al tempo di Gesù, questo avveniva; infatti Gesù reagì con decisione e determinazione, mettendo in guardia anche i discepoli e fornendo loro il discernimento necessario: «Mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demoni e fatto in nome tuo molte opere potenti?”. Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti, allontanatevi da me malfattori» (Matteo 7,22s). Meditate bene queste parole! {18-11-2012}

 

 

6. {Stefano Carta}

 

Tutti cercano «segni e prodigi». Ciò, che mi meraviglia negativamente, è vedere come sempre più, anche in quelle chiese, che sono sempre state convinte che la Parola di Dio sia il metro di giudizio, sul quale ogni esperienza, persino quelle miracolose, deve essere vagliata, invece stanno cambiando registro. Oggi, ormai la Parola viene interpretata e insegnata in base alle proprie esperienze, e non più in base alla sua verità oggettiva, che è superiore alle esperienze; quando le esperienze diventano il «magistero, che interpreta la Scrittura», automaticamente si sta dicendo che la Scrittura non è sufficiente, ma che c’è bisogno di altro: segni! Era così anche nei Vangeli. Io credo che Dio interviene ancora oggi con dei miracoli, in risposta alle preghiere e come sua sovrana decisione (anche se certi doni a mio avviso sono cessati); e questo posso trovarlo anche nelle Scritture. Ma che Dio intervenga a comando, non ne trovo alcun cenno. In ogni caso, come credenti dovremmo ritrovare, se mai l’avessimo perso, il centro della nostra vita e della nostra esperienza cristiana solamente nel mettere in pratica la Parola di Dio. È solo camminando nella luce, che sperimentiamo Dio, il quale è luce, e in Lui non ci sono tenebre (1 Gv 1,5-7). Tutti coloro, che accettano senza batter ciglio ogni «operatore di miracoli», sono facilmente sviabili, perché dimostrano di non aver fondato la propria fede sulla Parola di Dio, di non possedere la fede di Ebrei 11,1, poiché in realtà sono increduli. {18-11-2012}

 

 

7. {Gianni Siena}

 

Mi viene in mente la battuta ironica di Pino Caruso, un comico siciliano, che impersonando un detenuto «eccellente», diceva: «Venga a prendere un caffè da noi… all’Ucciardone». Così lasciava immaginare cosa poteva succedere.

     Oggi, in certi ambiti «cristiani», non esiste più la dignità del servo di Dio che, annunciando l’Evangelo, aggiunge al messaggio di ravvedimento la frase un po’ «trita» (anche in ambito pentecostale), ma sempre efficace: «Dio può / vuole prendersi cura dei tuoi problemi, anche personali e/o di salute, ma prima devi metterti a posto con Lui. E se glielo chiedi, il Signore può guarirti». Poi si lascia a Dio la responsabilità del che cosa fare.

     Chi chiama le anime al ravvedimento e alla nuova nascita, se ha fede, conosce risposte del genere alla sua preghiera e, soprattutto, alla fede del neocredente: questo è in definitiva colui, che dovrà relazionarsi con Dio.

     Lo scopo d’incoraggiare la fede negli esaudimenti di Dio sta nell’accentuare un aspetto esistente nella Scrittura: Dio promette di guarire singoli individui o un intero paese, se vede il pentimento del suo popolo,

     Questo avviene sempre nella massima umiltà da parte di chi espone l’Evangelo della grazia, sapendo che tutto proviene dalla sovrana volontà di Dio. Alcuni servitori del Signore hanno ricevuto speciale consapevolezza dell’opera, che il Signore stava per fare, ma altri hanno pregato domandando e affidandosi alla misericordia divina… in ogni caso, tutti sapevano che non dipendeva da loro guarire le persone.

     Ma dove Iddio è stato trasformato in un sorta di «Babbo Natale», buono per 365 giorni, colà non si conosce più la preghiera modello di Gesù: «Padre nostro, che sei nei cieli, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà in terra, come è fatta nel cielo…»

     Temo che certi predicatori abbiano fatto del Dio che fa miracoli (lo ha predetto) uno specchio per le allodole, che serve a catturare anime, legarle ai banchi dei loro locali di riunione e poi a «tosarle» (non soltanto del denaro…) e dominarle.

     Non conosco la chiesa di Marcianise, ma se essa è scaduta a questo livello, c’è poco da stare allegri. {19-11-2012}

 

 

8. {Liliane Vitanza}

 

Sapete, quando si soffre, si è vulnerabile e ci si aggrappa alla speranza di non soffrire più! Ci sono, quindi, quelli che approfittano di questa debolezza e fragilità, per fare credere una volta in più a questo miracolo. E poi ci sono quelli che ti dicono: «È perché non hai fede, che non sei guarito». Tutto questo provoca ferite e delusioni. Quindi, chi soffre, deve avere il discernimento di chi è vero amico, imparare a difendersi dagli altri e rifiutare queste persone.

     Ho vissuto sulla mia pelle quel, che scrivo, anche le promesse non realizzate; ma è una battaglia ogni volta, per rifiutare questi miracoli. Perché io so che Dio non guarisce sempre sulla terra, ma che un giorno sarò guarita, quando vedrò il mio Signore. Questa è la promessa in Apocalisse. {20-11-2012}

 

 

9. {}

 

Si rende la fede in Gesù una specie di «supermercato di offerte speciali»: salute, lavoro famiglia, amore, denaro, ecc., da prendere prima che scadano (cfr. invece Giovanni 15,18ss odio e persecuzioni dal mondo).

     Poi c’è l’appartenenza a una congregazione come a un «club di benessere e relax» (cfr. invece Matteo 16,24: «Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se uno vuole venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»).

     Tutto ciò non solo è deleterio per chi vede, dal di fuori, un cristianesimo dai frutti avariati, con credenti che non credono più se non vedono e toccano (cfr. Gv 20,29). Essi si stressano, se il culto dura 5 minuti più del solito; o se il fratello, ispirato dallo Spirito, porta un sermone per riprendere la comunità (cfr. Pr 12,1), pensano avrà litigato con la moglie o si è svegliato male.

     Tempo fa, frequentavo una chiesa, che aveva questo modo di evangelizzare, sopra descritto. Un caso particolare, che mi è rimasto impresso, è stato di un ragazzo, che dopo essersi lasciato con la ragazza cadde in depressione. Un fratello itinerante lo avvicinò, promettendogli che, «se lui avesse dato il cuore al Signore, Dio gli avrebbe fatto riavere la ragazza», prendendo senza senso e contesto vari versi (tipo Pr 3,5s), usati da lui come un imbonitore all’asta. Il giorno, che si battezzò, diede con mio dispiacere la seguente testimonianza: «Mi sono battezzato, perché Dio mi deve restituire ciò, che è stato tolto al mio cuore». Come prevedibile, dopo neanche mezzo anno, lasciò la comunità amareggiato con Dio, «che non aveva mantenuto la promessa»; e non solo questo, ma con chiunque cominciò a parlare male della comunità e a diffamare il cristianesimo.

     Per me, fresco nella fede, fu un grande monito a predicare, dicendo esattamente le Parole della Bibbia e in armonia con il contesto. Purtroppo per altri nella comunità, quel ragazzo era come Simon Mago; e questo mi addolorò, perché non vollero riconoscere l’errore di una evangelizzazione basata sulla menzogna.

     Il Signore Gesù «disse a quei Giudei, che avevano creduto in lui: “Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”» (Gv 8,31s).

     Paolo avvisò i Galati che alcuni annunziavano un altro evangelo e la sua condanna fu dura: «Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunciasse un evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema» (Gal 1,8). È vero che Paolo parlava qui dei giudaizzanti e di quelli della circoncisione, ma un annunzio dell’evangelo mischiato con menzogna è un «altro evangelo». Dio ci doni saggezza e un santo timore. {20-11-2012}

 

 

10. {Franco Cicala}

 

Di quale miracolo l’uomo ha bisogno oggi: di vivere altri anni sulla terra senza speranza o di accedere alla presenza di Dio?

     Gesù mandò i discepoli ad annunciare «il regno dei cieli è vicino» con il potere di fare miracoli di guarigioni; Gesù stesso annunciava il ravvedimento e allo stesso tempo faceva miracoli; agli apostoli fu dato il mandato di annunziare l’Evangelo e di operare miracoli. Ecco lo scopo dei miracoli, che sbalordivano la gente: indirizzare la mente di chi ascoltava la Parola, affinché avesse la certezza che fosse Parola di Dio e non parola di uomini. In Atti 14,3 è scritto che il Signore stesso attestava con i miracoli che quella predicazione veniva dal cielo ed era diretta al cuore dell’uomo per la sua salvezza.

     A tutti i lettori, che vedono quelle scene scabrose nel filmato ponessero la mente che oggi non c’è più bisogno dei miracoli del tempo apostolico, perché l’altro più grande miracolo, oltre a quello della salvezza, è avere la Parola di Dio a nostra portata: «Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori» (2 Pt 1,19). «Trofimo l’ho lasciato ammalato a Mileto» (2 Tm 4,20); è strano che Paolo avesse esaurito i bonus delle guarigioni o forse non era più in grado di usare il Signore per guarire!? Paolo applica a sé e a quanti amano il Signore l’assoluta sovranità di Dio di gestire come meglio crede la vita di chi gli è figlio.

     Joe Ferreyra, questo mistificatore, di cui ho visto il filmato, non può essere considerato guaritore, ma un lestofante a scopo di lucro. {21-11-2012}

 

 

11. {}

 

 

12. {Autori vari}

 

Claudio Bagno: Chissà per quanto ancora Dio sopporterà queste mistificazioni. «Icabod» (non più gloria di Dio) è l’unica parola che mi viene in mente! {18-11-2012}

 

Nicola Martella: Riguardo alla nuora del sacerdote Eli è scritto: «E al suo bambino pose nome “Ikabod”, dicendo: “La gloria ha esulato da Israele”, perché l’arca di Dio era stata presa, e a motivo del suo suocero e del suo marito. E disse: “La gloria ha esulato da Israele, perché l’arca di Dio è stata presa”» (1 Sm 4,21s; 14,3). Il termine ebraico ’î-kābôd significa «no-possanza (o gloria, o onore)» ed era usato per dire qualcosa come: malfamato, famigerato, infamato, diffamato, disonorato. Effettivamente così fanno alcuni taumaturghi odierni con l’Evangelo, perseguendo fini strumentali, se non utilitaristici.

 

Leonardo Bernardi: È veramente da restare sgomenti come tante pseudo-chiese sono supermarket del miracolo; e hanno trasformato Dio in un istrione, che «tira conigli dal cilindro», come certi maghi da avanspettacolo, distruggendo il vero senso dei segni dati da Dio. Purtroppo non lo fanno del tutto disinteressatamente, spesso questi piazzisti del miracolo sono a caccia di denaro. Il guaio è che riescono a trascinare grandi folle. Stranamente gli scettici italiani stanno recependo con entusiasmo certi messaggi {20-11-2012}

 

Adolfo Monnanni: Quanti ne saranno abbagliati e confusi da questo evento! Il problema è che questi avvisi sono più apprezzati degli avvisi di pericolo, che si possano dare, nessuno vuole che c’intromettiamo nelle scelte personali; ognuno vuol fare come vuole. Prepariamoci a raccogliere i pezzi di quelli che saranno coerenti e vorranno ammettere che si sono lasciati ingannare. E comunque continuiamo ad avvisare i semplici e i ribelli. {18-11-2012}

 

Antonio Capasso: Pur credendo che ancora oggi Dio guarisca e faccia miracoli, usandosi di chi vuole e quando vuole, essendo i carismi patrimonio spirituale della chiesa di ogni tempo, tutto ciò che dici, caro Martella Nicola, lo condivido appieno. {18-11-2012}

 

Stefano Frascaro: Mi rispecchio in quello, che ha affermato anche Antonio Capasso. Dio può, anche oggi e secondo la sua volontà, fare miracoli e manifestarsi in vari modi. Ma questi tizi vogliono costringere Dio a essere un semplice burattino nelle loro mani di pseudo burattinai. Occhi aperti su questi falsi profeti! Grazie anche al prezioso servizio che fai, caro Martella Nicola, per mettere in guardia i giovani nella fede e/o sprovveduti. E sì che Giovanni ha avvertito che «sarebbero usciti da noi...». {19-11-2012}

 

Alfonso Pesce: Sono mercanti di favole, guide cieche, per chi aspira a un possibile evento, emanano fumo senza arrosto... Si corre, corre, dove le folle si ammassano; e le aquile sono pronte a mietere morte, satollandosi dei loro corpi... Il Signore conosce i suoi santi. {18-11-2012}

 

Gaetano Nunnari: 1. «Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni» [1 Tm 4,1, N.d.R.]. 2. «Perciò Dio manda loro una potenza d’errore, perché credano alla menzogna; affinché tutti quelli, che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nell’iniquità, siano giudicati» [2 Ts 2,11s, N.d.R.]. {18-11-2012}

 

Sandro Carini: Quanti pesciolini saranno presi in questa rete «colorata»? Spero che questo tuo articolo ne salvi almeno una parte, grazie Nicola. {18-11-2012}

 

Luigi Gravina: Condivido pienamente. Dobbiamo finirla con queste pagliacciate. Il popolo perisce per mancanza di conoscenza. {18-11-2012}

 

Samuele Maodda: Sono disgustato! {18-11-2012}

 

Cristian Careddu: «Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo» (1 Gv 4,1). {20-11-2012}

 

► URL: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/T1-Tuo_miracolo_Esc.htm

20-11-2012; Aggiornamento: 22-11-2012

 

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