Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

La fede che pensa — Accettare la sfida nel nostro tempo

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico

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VOGLIA DI PROFETI E VEGGENTI? PARLIAMONE (1)

 

 a cura di Nicola Martella

 

L’articolo «Voglia di profeti e veggenti» ha suscitato alcune reazioni nei lettori. Diamo loro quindi la parola. Sarà l'occasione per approfondire maggiormente questo tema di discussione.

    Intanto sono consultabili anche i seguenti articoli, scritti a due mani:

Bob Hazlett: due tesi a confronto {Andrea Merli - Nicola Martella} (T/A)

Bob Hazlett: testimonianza e riflessioni {Emiliano Musso - Nicola Martella}

 

     Che cosa ne pensate? Quali sono al riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?

Partecipate alla discussione inviando i vostri contributi al Webmaster (E-mail)

I contributi sul tema

(I contributi rispecchiano le opinioni personali degli autori.

I contributi attivi hanno uno sfondo bianco)

 

1. Georg Walter

2. Claudia Guiati

3. Stefano Ferrero

4. Nicola Martella

5. Gaetano Nunnari

6. Andrea Viel

7.Willy Tschopp

8. Ferruccio Parrinello

9. Nicola Martella

10. Amedeo Bruno

11. Nicola Martella

12.

 

Clicca sul lemma desiderato per raggiungere la rubrica sottostante

 

 

1. {Georg Walter}

 

Nota redazionale: Egli è stato per lungo tempo carismaticista, ma ha lasciato questo movimento alcuni anni fa. Oggigiorno è diventato uno dei massimi oppositori del movimento carismaticista in Germania.

 

Bob Hazlett è musicista, profeta e guaritore. È stato ordinato pastore e dopo 13 anni di servizio ecclesiale è passato al ministero evangelistico itinerante. Appartiene al movimento apostolico-profetico sotto C.P. Wagner. Egli sostiene le dottrine carismatiche estreme come «l’evangelizzazione profetica» e il «ministero di liberazione». Egli abita con moglie e due figlie in Conneticut. Chi vuole saperne di più su di lui, trova la suo homepage sotto www.touchoffire.org (in lingua inglese). {24-10-2007}

 

Su C. Peter Wagner cfr. in Nicola Martella, Carismosofia (Punto°A°Croce, Roma 1995), pp. 9 (influenzato dalla spiritualista esoterica Agnes Sanford). 19-22. 27s. 49. 104. 116 (mariologia misticamente carismatica). 179 (guerra contro i demoni territoriali). 220.223 (spiriti territoriali). 238.240. Si notino anche gli intrecci, tra altri, con Paul Yonggi Cho e John Wimber.

     Sul «ministero di liberazione» si veda gli articoli sulla «pastorale esorcistica», pp. 205-219. .

 

 

2. {Claudia Guiati}

 

Carissimo fratello, la ringrazio vivamente per l’articolo che ho letto su Bob Hazlett. L’ho archiviato nel mio PC, in attesa che possa essere utile a qualcuno.

     Ho letto anni fa «Carismosofia» e l’ho utilizzata regolarmente per dare informazioni utili alle sorelle della nostra chiesa che entravano in contatto con il mondo carismatico. Si tratta di un libro estremamente utile, come quelli che l’hanno seguito e che ho letto (o che sto leggendo).

     Il Signore benedica il suo ministero: continui a diffondere la verità, in questa nostra Chiesa sempre più invasa dalla menzogna.

     Non tema gli attacchi di coloro, che non apprezzano, e continui a essere il «vero profeta» del Signore. {24-10-2007; www.donnecristianenelweb.it}

 

 

3. {Stefano Ferrero}

 

Caro Nicola, mi spiace che tu consideri i profeti di Dio di questi tempi dei medium. T’informo solo del fatto che Bob Hazlett va dove i medium fanno i convegni e parla loro della loro vita, predica il vangelo, dice loro che sono perduti e li invita alla conversione, molti di loro si convertono a Cristo. Come può satana scacciare satana?

     «La donna gli disse: “Signore, dammi di quest’acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad attingere”. 16Gesù le disse: “Va’ a chiamar tuo marito e vieni qua”. 17La donna gli rispose: “Non ho marito”. E Gesù: “Hai detto bene: <Non ho marito>; 18perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto la verità». 19La donna gli disse: “Signore, vedo che tu sei un profeta» (Gv 4,15).

     E se anche Gesù fosse stato un medium neo-gnostico?

     Devi considerare quest’ipotesi, perché Bob vive questa stessa realtà, analoga a quella descritta nella Scrittura su Gesù.

     Mi fa quasi ridere scusa la franchezza, l’ingenuità che hai e quella del signor Seibel... dovreste ben sapere che ci sono i doni di Dio e i medium diabolici che li imitano.

     Ma come accidenti fate a essere così ignoranti della Scrittura?

     A questo punto perché non pensate che anche il profeta Agabo era un medium? {24-10-2007; groups.msn.com/cristianievangelici)

 

 

4.. {Nicola Martella}

 

Stefano ha il diritto di credere quello che vuole. Altri hanno il diritto di dissentire da lui. Io non prendo mai le cose alla leggera, ma cerco di risalire sempre alle loro radici mediante una severa analisi scritturale. Perciò la seguente analisi mostrerà chi sono gli «ingenui» e gli «ignoranti della Scrittura», come suggerisce Stefano Ferrero. Poi giudichino i lettori.

 

1.  Profeti nel nuovo patto

     Considero io «i profeti di Dio di questi tempi dei medium»? Qui trattiamo dapprima che cosa sono i «profeti» nel NT.

     ■ Per prima cosa, il concetto «profeta /i di Dio» non esiste in tutto il NT e neppure «profeta /i del Signore», ma semplicemente «profeta /i». Il termine greco prophētēs significa soltanto «proclamatore», ossia «parlatore in pubblico» e non, come falsamente si afferma e si ripete, chi predice il futuro. Quindi nessuno è autorizzato a fregiarsi in modo particolare con questo titolo!

     ■ Che cosa sono quindi i «profeti» nel NT? Un «profeta» nel NT è un cristiano che parla pubblicamente in modo estemporaneo «agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione» (1 Cor 14,3). Un parlare in pubblico in modo sistematico e autorevole è invece quello dell’insegnante.

     «Profetare» nel NT significa parlare pubblicamente in una situazione specifica per convincere con la Parola, ad esempio, il non-credente e il principiante che viene al raduno, applicando la sacra Scrittura alla sua situazione particolare; qui non ci vuole un dono di chiaroveggenza o divinazione, come falsamente suggeriscono i carismaticisti con la loro «evangelizzazione profetica», ma un dono di sensibilità umana e di conoscenza della Parola. Paolo, ponendo la profezia in contrasto con la glossolalia, affermò: «Se tutti profetano [= parlano in modo intellegibile], ed entra qualche non credente o principiante, egli è persuaso da tutti, è da tutti giudicato, l’intimo del suo cuore viene messo a nudo» (1 Cor 14,24s). Qui risulta che tutti profetano (= parlano pubblicamente), non solo persone particolari («unti»), sebbene ciò accade secondo un ordine. Le loro spiegazioni della Parola agiscono sull’animo di chi ascolta, mettendo a nudo il suo stato e il suo peccato. In una chiesa, dove c’è la «predicazione partecipata» (così da noi), questa è un’esperienza che si può sperimentare: l’intervento dell’altro edifica, esorta e consola me (come da 1 Cor 14,3), e viceversa. Questo è «profetare» nel senso del NT!

     ■ Ciò che afferma un «profeta» è allora coercitivo per la chiesa? Assolutamente no. Ai fini dell’ordine e del decoro, Paolo ingiunse quanto segue: «Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino» (1 Cor 14,29); poi aggiunse: «E gli spiriti dei profeti son sottoposti ai profeti, perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace» (vv. 32s). Ossia, mentre l’insegnamento del dottore della Parola dev’essere autorevole e questo lo obbliga assolutamente a tagliare rettamente la Parola di verità (2 Tm 2,15), la parola dei «profeti» nella chiesa locale dev’essere giudicata dagli altri «profeti»!

     ■ Sorge allora la domanda: I profeti nel NT erano una categoria particolare? Assolutamente no, poiché l’apostolo insegnò: «Tutti, uno ad uno, potete profetare», aggiungendo subito lo scopo di tale «parlare in pubblico»: «Affinché tutti imparino e tutti siano consolati» (1 Cor 14,31). Per evitare il parlare a vanvera senza contenuti, aggiunse anche: «E se una rivelazione è data a uno di quelli che stanno seduti, il precedente si taccia» (v. 30). Si tratta quindi di un linguaggio «ispirato», ossia che abbia le caratteristiche di 1 Cor 14,3 (edificare, esortare e consolare); alcune persone invece parlano per «profilarsi», perché amano ascoltarsi.

     Quindi nel NT non esiste una particolare casta chiamata «profeti di Dio (o del Signore)».

 

2.  Profeti e medium

     Considero io quindi «i profeti di Dio di questi tempi dei medium»? Abbiamo visto che non esistono nel NT particolari «profeti di Dio (o del Signore)». Detto questo, sono tutti i «profeti» d’oggi dei medium? Come potrebbero esserlo, visto che tutti possono «profetare» (proclamare o parlare pubblicamente) secondo il NT!

     ■ L’altra questione connessa è questa: Può un cristiano essere un «medium» circostanziato, pur parlando in certe occasioni agli occultisti e pur predicando l’Evangelo, come fa, ad esempio Bob Hazlett? La risposta è sì. Di questo ne abbiamo già parlato altrove. [► Glossolalia e demonizzazione?] Al riguardo si pensa subito a una demonizzazione completa (erroneamente chiamata «possessione») per chi si rende «canale» o «medium» per entità demoniache, ma le cose non stanno così. Anche nel mondo magico-esoterico ci sono medium che non sono «posseduti». Un cristiano diventa «medium» nel momento che presta le sue «membra come strumenti d’iniquità al peccatoal servizio della impurità e della iniquità per commettere l’iniquità» (Rm 6,13.19) e fa così «posto al diavolo» (Ef 4,27). Questo mostra perché persone che si sono contaminate con il «fuoco di Toronto» o anche Benny Hinn possano predicare l’Evangelo, chiamare al ravvedimento e compiere momenti dopo atti e opere che sono tipici del mondo magico-esoterico e che inducono negli altri atti e opere coercitive, poi furbescamente e falsamente attribuiti allo Spirito Santo. Come già ricordato altrove Paul Cain era considerato il profeta-modello del «movimento profetico di Kansas City»; poi si venne a sapere che era alcolista e omosessuale. È quindi possibile fare il «profeta» e predicare dal pulpito pur avendo una vita immorale! Ma può essere veramente Dio a parlare mediante chi commette un abominio? Chi parla allora attraverso un tale «canale»? E se Cain è un «medium» di spiriti impuri, come fa a predicare la Parola? Lo fanno anche coloro che sono diventati pastori, dopo aver studiato in università liberali, pur non credendo che Gesù è il Figlio di Dio (e quindi Dio in natura), ma solo il Gesù storico, il profeta giudeo! Per loro è un mestiere, un lavoro sociale.

     ■ «Come può Satana scacciare Satana?», si chiede. Le semplificazioni sono cattive maestre! Nell’aldilà diabolico non c’è solo Satana, ma una gerarchia ben nutrita di demoni e spiriti impuri! Lì vale la legge del branco, come per altro tra gli occultisti: ognuno difende la propria posizione di forza e cerca di salire nella gerarchia! In tutto il mondo ci sono esoteristi e sciamani che cacciano demoni: tutto sta ad avere più potere degli spiriti in questione. Nel campo cattolico gli esorcisti (cfr. padre Amorth) usano formule esorcistiche pregne di mariologia.

     Quello che fa oggi Bob Hazlett e gli altri pronipoti di C.P. Wagner, lo faceva già Padre Pio: quando la gente andava da lui a confessarsi, era lui a dire loro i loro peccati inconfessati e inconfessabili! E altri lo hanno fatto similmente come lui, prima e dopo di lui. Chi esercita con successo la «magia bianca» in nome di Dio o dello Spirito, spesso non lo sa, non se ne rende conto, non lo vuol ammettere, trova una «sovrastruttura dogmatica» che lo tranquillizza o l’incoraggia, o ha un seguito che lo osanna come «unto», «profeta» e «uomo di Dio»; oppure crede che si possa mettere tale «carisma (naturale)» al servizio di Dio. Io stesso ho incontrato persone che prima della conversione praticavano il Reiki o altre pratiche guaritorie; dopo la conversione volevano convincersi (e convincermi) che Dio poteva servirsi di tale «dono» per il suo regno!

 

3.  Gesù e la Samaritana

     Quanto a Gesù e alla Samaritana c’è da dire subito: Chi vorrebbe misurarsi con Gesù Cristo!? Poi bisogna aggiungere: Da Pentecoste in poi trovami un paio di esempi concreti nel NT, in cui un cristiano qualsiasi (quindi non uno dei Dodici) ha svelato a un’altra persona questioni della vita attuale di quest’ultima, di cui il primo non era al corrente! E allora come si può dire che «Bob vive questa stessa realtà, analoga a quella descritta nella Scrittura su Gesù», se la storia della chiesa nel NT non riporta nulla di tutto ciò? Paragonare «Bob» e la sua «realtà» a Gesù è semplicemente blasfemo! Gesù era il «Messia», Figlio dell’Altissimo! Non ci saranno mai paragoni fra ciò che Egli era e faceva con qualunque altro! Ma per il «movimento apostolico-profetico» e per i pronipoti di C.P. Wagner, quel che facevano Gesù e i dodici apostoli, lo possono fare tutti oggigiorno! Similmente afferma l’esoterismo, affermando che Gesù di Nazaret aveva solo scoperto il «divino» in se stesso e le sue potenzialità; ognuno potrebbe scoprire similmente di essere «divino», di avere «Dio in sé», per fare le stesse cose!

     Precedo qualche eventuale obiezione e critica. Quando Pietro disse a Simone il mago: «Io ti vedo in fiele amaro e in legami di iniquità» (At 8,23), concludeva così la sua pesante ammonizione verso di lui (v. 22), che si basava sui fatti successi (vv. 8,18-21). Quello che disse Paolo a Elima (At 13,10), si basava su ciò che era accaduto: «Elima, il mago… resisteva loro, cercando di distogliere il proconsole dalla fede» (v. 8; il v. 11 rientra nella potestà di «sciogliere o legare»). L’unico caso controverso può essere At 5,3, in cui Pietro si rivolse così ad Anania: «Anania, perché ha Satana così riempito il cuore tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener parte del prezzo del podere?». Luca però non aggiunse altro, non usò una formula tipo «Dio (o lo Spirito) parlo a Pietro…» (cfr. invece At 10,10ss); la domanda, che rimane aperta, è se Pietro l’abbia saputo da qualcuno. Comunque sia, Pietro era uno dei dodici apostoli e non penso che qualcuno voglia paragonarsi a loro, che erano una categoria speciale e irripetibile; questo caso come le guarigioni e l’interdetto di morte di Anania e Saffira servivano per accreditarlo appunto come apostolo del Signore. L’autore dell’epistola agli Ebrei guardava a quel periodo particolare come a un tempo ormai passato, in cui Dio confermava la Parola con dei suoi interventi sovrannaturali (Eb 2,3s retrospezione; Mc 16,17s, sebbene non contenuto nei migliori manoscritti e perciò debba essere considerato come una possibile glossa di un copista, guardava ancora in avanti all’era apostolica).

 

4.  Ingenuità e ignoranza biblica

     È proprio vero che chi non ha argomenti, comincia con gli insulti. Ciò è spesso uno specchio del proprio essere e del proprio stato.

     ■ Io e Alexander Seibel saremmo ingenui per non sapere che i medium imitano i doni di Dio? Si commenta tutto da solo! Aggiungo solo che pressoché in tutte le dominazioni ci sono cristiani che praticano «magia bianca» cristianizzata, spesso senza neppure rendersene conto. Alcuni hanno «doni» medianici o esoterici prima della conversione (di là se li usano o meno), che mai hanno confessato e mai abbandonato (non sempre per colpa loro) una volta diventati cristiani, e che poi fanno le stesse cose sotto un pio manto cristiano, a volte senza rendersene neppure conto! (A ciò si aggiunga che in alcune denominazioni si diventa «cristiano» per pedobattesimo e la «conversione» è solo «pentimento», un ritorno in chiesa e all’eucarestia!) Se la conversione avviene in alcuni ambienti carismaticisti, tali «doni medianici o esoterici» si trasformano (sotto la spinta della sovrastruttura dogmatica) in «carismi» attribuiti falsamente allo Spirito Santo! Solo l’inesperienza può far dire diversamente. Migliaia di persone uscite dal carismaticismo lo possono confessare.

     ■ Io e Alexander Seibel saremmo così «ignoranti della Scrittura»? Anche questo si commenta tutto da solo! Potrei rispondere: È come se il ciuccio dice «asino» al bove. Ma preferisco fare mie le parole di Gesù: «Ma la sapienza è stata giustificata dalle opere sue» (Mt 11,19); oppure: «Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli» (Lc 7,35). Giudichino quindi i lettori.

 

5.  Agabo un esempio pertinente?

     Rimane la questione se il profeta Agabo fosse un medium. Esso mostrerà da che parte risiede l’ingenuità e l’ignoranza biblica.

     Si noti che Agabo è una figura singolare e difficile da inquadrare. Era un profeta del cristianesimo o del giudaismo? È difficile dirlo. A quel tempo il cristianesimo era a maggioranza giudaica e tra il giudaismo cristiano e quello storico era tutto fluido.

     ■ La prima volta che Agabo comparve, fu ad Antiochia, quando scese insieme ad altri profeti da Gerusalemme (At 11). Qui su quanto egli «predisse per lo Spirito», ossia una «gran carestia per tutta la terra», Luca confermò che «essa ci fu sotto Claudio» (At 11,27s). In quel tempo di estrema fluidità religiosa all’interno del giudaismo globale (cristiano e non), predire non era riservato solo ai cristiani e neppure farlo mediante lo Spirito (o appellarsi a Lui per predire); Giovanni, ad esempio, attribuì al sommo sacerdote una facoltà profetica e addirittura proditoria, legata al suo ufficio particolare e non limitata solo a Caiafa (Gv 11,49-52).

     Si noti comunque come Luca tiene tutto indistinto — «alcuni profeti… e uno di loro, chiamato per nome Agabo» — come se non fosse poi così conosciuto ai lettori. Solo un’altra volta c’è negli Atti l’espressione «(un certo…) chiamato per nome» e si riferisce al rabbino Gamaliele, che mai divenne cristiano e che era perciò sconosciuto alla maggioranza dei cristiani, sebbene in Gerusalemme fosse «onorato da tutto il popolo» (At 5,34). Agabo era quindi un profeta del giudaismo cristiano o del giudaismo storico? La bilancia sembra pendere per la seconda possibilità.

     ■ Tutto ciò si rafforza in At 21, in cui molte delle cose che Agabo predisse non si avverarono nel modo che egli le annunziò. Infatti, di lui è scritto che a Cesarea (sulla costa della Palestina) «scese dalla Giudea un certo profeta, di nome Agabo, il quale, venuto da noi» (At 21,10s). Luca usando «un certo» (come per Gamaliele in At 5,34) e «da noi», rimarcò certamente una qualche distanza! Si noti pure che la sua predizione spettacolare con richiamo allo Spirito Santo e con legamento di mani e piedi non si avverò nei termini da lui predetti! È vero che Paolo fu catturato dai Giudei in Gerusalemme, tuttavia non lo legarono mani e piedi, ma «gli misero le mani addosso» (v. 27) e lo buttarono fuori del tempio (v. 30). Quindi non solo non lo legarono mani e piedi, ma neppure lo misero «nelle mani dei Gentili»; successe al contrario che come i Giudei cercavano d’ucciderlo (v. 31) e comparvero il tribuno con soldati e centurioni, i primi «cessarono di percuotere Paolo» (v. 32). Fu solo allora che i soldati (non i Giudei) su ordine del tribuno legarono Paolo con «due catene» (v. 33), quindi neppure con corde, come aveva detto invece Agabo.

     ■ Che cos’era Agabo? Dio lo sa. A quel tempo era tutto estremamente in flusso nel giudaismo (cfr. lettera agli Ebrei) e i confini erano tenui. Anche altri Giudei che non appartenevano ai seguaci di Cristo, facevano opere simili nel nome di Gesù (Mc 9,38; Lc 9,49) e Gesù disse ai discepoli che non era il loro compito di vietarlo (Mc 8,39; Lc 9,50). Questo non significa che ciò non fosse senza conseguenze (At 19,13-16).

     Agabo quindi non si può certo dire un esempio eloquente di predizione biblica!!! E non si può neppure addurre come chiaro esempio di predizione all’interno della chiesa! A ciò si aggiunga anche che, come detto, profezia e predizione o profetare e predire nel NT non si equivalgono nella maggior parte dei casi.

 

6.  Concludendo, abbiamo preso atto che cosa succede a semplificare. Io partendo dalla ingenuità e scarsa conoscenza della Scrittura, che mi sono state attribuite, ho interrogato in profondità la Bibbia, per vedere come stanno le cose. Mi augurerei che così facessero anche i carismaticisti, senza strumentalizzare ideologicamente la Scrittura. A volte la superficialità della ricerca e le convenzioni all’interno di una certa sovrastruttura dogmatica portano a ripetere certe cose, intorno a cui si può anche avere un certo consenso di gruppo, ma non per questo sono realmente vere.

 

 

5. {Gaetano Nunnari}

 

Nota redazionale: L’autore reagisce qui a quanto Corrado Maggia ha scritto nel prospetto in cui annunciava in toni entusiastici gli incontri con Bob Hazlett. [► Voglia di profeti e veggenti] Egli reagisce anche a quanto ha affermato Stefano Ferrero, uno dei responsabili del gruppo di discussione «Cristianievangelici», nello stesso articolo e nell'attuale tema di discussione; egli accusava in quest’ultimo di «ingenuità» e «ignoranza biblica» sia Alexander Seibel, sia Nicola Martella.

 

Quando sento parlare di questi «super-unti» carismaticisti, dato che io stesso sono fuoriuscito da quest’ambiente, non posso non dire la mia. Purtroppo molte persone facenti parte dei circoli carismaticisti perdono il buon senso (senso critico) o meglio, se c’è lo nascondono, e lo mettono a tacere per paura di giudicare «l’unto di Dio», per timore delle possibili conseguenze personali nel commettere un tale peccato. Questi «unti» (medium, guru e super apostoli [= lupi travestiti]) sono sempre abili ed eloquenti (come il serpente [antico] in Eden), riescono a trascinare le folle (Nicolaiti; Ap 2), e predicano tutto ciò che la carne brama (2 Timoteo 4,3-5).

 

Corrado Maggia

     Ho sorriso quando ho letto il nome di Corrado Maggia, quale promotore di Bob Hazlett, questo «profeta moderno». Ho sorriso perché ho avuto modo di conoscere Corrado Maggia personalmente, quando è stato invitato dalla comunità carismaticista che frequentavo io. Quando l’ho sentito predicare e dire dal pulpito che padre Amorth (capo degli esorcisti cattolico-romani) era un uomo di Dio, ho sgranato gli occhi. Perciò a fine riunione m’avvicinai a lui per chiedere spiegazioni. E quando nel discorso feci le mie rimostranze su Amorth e Milingo, dicendo di quest’ultimo senza dubbio attingeva a forze demoniache, lui mi disse infastidito che non si può condividere tutto, ma che comunque il Signore s’usa di loro. Troncando così il discorso, mi voltò le spalle e se ne andò. Adesso mi domando, come si può considerare Amorth un «canale di Dio», invocando egli «Maria» durante i suoi esorcismi? Inoltre, come si fa a considerare un «uomo di Dio» una persona che afferma che, dopo aver scacciato i demoni da una persona morta (!!!), ha sentito l’anima di quest’ultima ringraziarlo per la liberazione ottenuta? [N.d.R.: Ricordiamo che l’arcivescovo africano Milingo, santone intriso di spiritualismo animista africano, esorcista e guaritore, è andato a finire nella «chiesa di Moon», un leader coreano che ha fatto una commistione fra taoismo e cristianesimo, fra spiritualismo orientale e dottrina biblica, e che si crede la reincarnazione di Gesù Cristo. Come accade in tale movimento a base di spiritualismo esoterico, Milingo sposò la donna che Moon — dittatore indiscusso — destinò a lui!]

     Mi domando davvero che cosa ci sia di veramente evangelico negli insegnamenti di Corrado Maggia, e sorvolo su tutte le eterodossie che promuove. Noi cristiani siamo messi in guardia dalle Scritture e siamo responsabili di discernere se tali uomini siano da accettare o meno. Ovviamente chi pranza alla mensa di Dio e a quella dei demoni non può essere da Dio, perché l’albero lo si riconosce dai frutti, e non si raccoglie uva dai rovi.

 

Stefano Ferrero

     Adesso mi rivolgo a Stefano Ferrero. Anch’io mi domando come caspita fate voi a essere così ignoranti (usando le tue stesse parole). Mesi fa avevo cercato di dialogare con te, ma tu dopo qualche contatto hai rinunciato a continuare, nonostante non siamo mai entrati in contesa. Il fratello Alexander Seibel è un ex-carismaticista, proprio come lo ero io. T’invito a leggere la sua testimonianza. E t’invito a leggere anche la mia!

     Voi purtroppo andate dietro solo al sensazionalismo e al miracoloso, come i Samaritani facevano con Simon Mago. Basta che arrivi qualcuno dotato di poteri medianici e voi tutti in coro esclamate come i Samaritani: «Questi è la potenza di Dio, quella che è chiamata la grande» (At 8,10).

     Queste cose non devono succedere! Gesù ha detto che sarebbero venuti nel suo nome. Questi lupi avrebbero operato segni e prodigi nel nome di Gesù! Gesù però dirà loro nel giorno del giudizio che lui non li ha mai conosciuti. Vorrei rendere attenti tutti i carismaticisti che leggeranno questi articoli su un dettaglio importante. Voi tutti andate alla ricerca di vita, dite che volete la chiesa viva, e già questo mi fa pensare che in fondo dentro di voi non avete quella fonte d’acqua viva che scaturisce in vita eterna, ma mi fa piuttosto pensare che siete ancora assetati.

 

Conduttori e chiese (dis)approvati da Gesù

     I carismaticisti fanno bene a ragionare su cosa dice la Bibbia, su cosa dice Gesù! Tra le sette chiese dell’Apocalisse c’è una chiesa in particolare quella di Sardi, al cui conduttore Gesù scrisse: «Queste cose dice colui che ha i sette spiriti di Dio e le sette stelle: “Io conosco le tue opere: tu hai fama di vivere ma sei morto! Sii vigilante e rafforza il resto che sta per morire; perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio. Ricordati dunque come hai ricevuto e ascoltato [il vangelo], continua a serbarlo e ravvediti”» (Apocalisse 3,1ss). Grazie a Dio comunque in Sardi ci sono ancora coloro (un residuo) che non si è contaminato!

     Sono davvero sorpreso su come non si considerino esortazioni così esplicite. Molte volte ascolto le predicazioni del leader carismaticista del circolo che frequentano i miei genitori. Quanto sarcasmo usa nei confronti delle chiese evangeliche bibliche, quando ci definisce, con tanta arroganza e maleducazione, degli handicappati, delle chiese morte che si trascinano; e battute su battute, la platea ride divertita e non si rende conto invece che pecore ricolme d’ignoranza biblica sono ingrassate per lupi e pronte per essere divorate.

     Eppure noi credenti che vogliamo essere fedeli alla Bibbia, vogliamo fare nostre queste parole del Signore Cristo Gesù, destinate al conduttore di Smirne: «Io conosco la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono d’essere giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. Non temere quello che avrai da soffrire... si fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita» (Ap 2,9ss).

     Termino nella speranza che lo Spirito Santo possa lavorare nei cuori di coloro che davvero vogliono servire il Signore in verità, e che in verità entrino a far parte della chiesa di Filadelfia, al cui conduttore Gesù scrisse: «Ecco ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché pur avendo poca forza, hai serbato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome» (Ap 3,8).

     Notate amici carismaticisti che tutte le caratteristiche delle chiese approvate da Gesù, sono le stesse che voi rifiutate! E viceversa, quelle a cui anelate, sono quelle che Gesù rigetta.

     Che Dio ci preservi!

 

«Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori» (2 Pietro 1,19).

 

 

6. {Andrea Viel}

 

La cosa che mi rende sempre un po’ scettico su certi ministeri profetici, è quel «ti guarda dentro». Al di là che una persona sia sincera o no, sia uno strumento di Dio o meno, ci sono poche cose che credo di aver capito.

     Una è che tutto il mio passato, è stato lavato via, come nuova creatura, e il mio passato posteriore alla nuova nascita, specie se riguarda fallimenti, situazioni di disagio o peggio, nel momento che l’ho confessato a Dio, è perdonato, che vuol dire, dimenticato, annegato nel lago della dimenticanza. Un luogo dove Dio non guarda e non permette a nessuno di farlo, né alla stessa persona, né al profeta, né al diavolo. Come faranno a guardare indietro? Boh!

     Riguardo il mio presente, in parte visibile da pochi o molti che siano, è pienamente visibile dal mondo spirituale, per cui chiunque da quel mondo può sussurrare il mio stato attuale a un orecchio pronto ad ascoltarlo.

     Riguardo a indicare o «profetizzare» il futuro, se Dio proprio mi vuole dire qualcosa, non ha bisogno d’intermediari, ma ha tutta la mia attenzione; che io sia disposto o meno a seguire le sue indicazioni, non cambia se mi viene detto personalmente da Lui o per terza persona. Anzi penso che sia più decisiva la Sua azione in me, perché molte volte quando Dio parla al cuore, Lui rivela e penetra, rendendo la Sua volontà comunicata, vivente.

     Mi lascia alquanto indifferente un ministero profetico alla Hazlett. Chissà perché la gente attraversa il mondo per sentirsi dire da un uomo, quello che Dio ogni giorno ci rivela dalla Sua Parola. Basta volerLo ascoltare. {26-10-2007}

 

Per la lenta involuzione giudaizzante, avvenuta in Andrea Viel, e per la sua successiva conversione al giudaismo storico, rimandiamo ai seguenti articoli (si vedano anche i temi connessi): ► Andrea Viel ha rigettato Gesù quale Messia; ► Dalla luce di Cristo alle tenebre del giudaismo; ► Falsi maestri fra i giudeo-messianici odierni.

 

 

7. {Willy Tschopp}

 

Caro Nicola, 2 Tessalonicesi 2,9-12 è la risposta giusta a questi impostori e falsi profeti. «La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi; 10e con ogni sorta d’inganno d’iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all’amore della verità per esser salvati. 11E perciò Dio manda loro efficacia d’errore affinché credano alla menzogna; 12affinché tutti quelli che non han creduto alla verità, ma si son compiaciuti nell’iniquità, siano giudicati».

     Purtroppo il tema «profeti» nel Nuovo Testamento non viene mai trattato con le basi effettivamente bibliche. Nel Nuovo Testamento troviamo un solo profeta (Agabo) che ha profetizzato delle cose molto materiali (una carestia e la cattività di Paolo a Gerusalemme) e temporali di nessuna importanza per i credenti o per la Chiesa di Dio. È assurdo credere — stando alle profezie del Signore e degli apostoli circa i falsi profeti alla fine dei tempi — che, dopo due mila anni quasi di pausa profetica, Dio faccia riapparire questo ministero.

     Ma visto il «boom mistico» nella chiesa romana sotto gli ultimi due papi non c’è da meravigliarsi che un Bob Hazlett trovi ingresso in Italia. Peccato per tutte le anime mal guidate. {29-10-2007}

 

Nota redazionale: Riguardo ad Agabo (profeta giudaico o cristiano?) e al tipo di predizione di At 21 (s’è avverata ma non nei modi da lui annunziati), si veda il seguente articolo: ► Agabo.

 

 

8. {Ferruccio Parrinello}

 

Non ritengo giusto screditare a priori qualsiasi movimento carismatico! Se è vero che possano esserci «falsi profeti», non è quest’una buona ragione per screditare ogni movimento che abbia a che fare con l’unzione! È un po’ come impedire a un figlio di crescere e farlo restare eterno bambino per paura che faccia esperienze sbagliate: questo non è pedagogico!!!

     Non possiamo continuare a non vedere come genuini i doni che Dio ha fatto alla chiesa e ne testimonia la Scrittura! È assurdo vanificare ciò che Dio fa solo perché la reazione dell’uomo alla presenza di Dio non è come noi la vorremmo. Nemmeno io quando parlo in lingue ruggisco come un leone, né tantomeno salto per la sala: il mio carattere non me lo permette. Ciò nondimeno non posso screditare ciò che c’è di carismatico nella «Chiesa» solo perché l’uomo ha reazioni emotive incontrollate! Io amo mia moglie a modo mio e nella mia intimità posso anche ballare sul letto... Altri non lo fanno! In nessuno dei due casi si tratta d’amore falso o poco genuino... Si tratta solo di reazioni soggettive differenti! Non scambiate la presenza di Dio nei credenti con le loro reazioni emotive personali! E se voi foste tra quelli che stanno bestemmiando lo Spirito Santo? Meditate gente, meditate...

     «E a chiunque parli contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quell’a venire» (Matteo 12,32). {27-10-2007 }

 

 

9. {Nicola Martella}

 

Per buona creanza e per spirito cristiano, si fa sempre bene a presentarsi, usando nome e cognome e dicendo chi si è (è insufficiente un «parrinels» dell'indirizzo e-mail);  infatti bisogna mostrare d’essere «irreprensibili e schietti, figli di Dio senza biasimo» (Fil 2,15). All'inizio la lettera non era firmata, ora dall'ulteriore corrispondenza so che si tratta di Ferruccio Parrinello.

     Poi se il lettore avesse letto l’articolo «Pentecostali e carismaticisti: distingui necessari», avrebbe capito differenze sostanziali fra il movimento pentecostale classico, perlopiù moderato, e i carismaticisti della «terza ondata».

     Quanto alla «unzione», la Scrittura afferma che tutti i credenti l’anno ricevuta, e cioè nel momento che sono stati suggellati con lo Spirito Santo (Ef 4,30), ossia laddove è avvenuta una vera rigenerazione (Tt 3,5; 1 Pt 1,23). Il nome stesso christianos «cristiano» ha a che fare con l'unzione! (cfr. At 11,26; 26,28; 1 Pt 4,16).

     L’apostolo Giovanni, facendo un gioco di parole, comprensibile solo in greco o traducendo letteralmente, affermò: «Figlioli, è l’ultima ora; e come avete udito che l’anticristo [= falso unto] deve venire, fin da ora sono sorti molti anticristi [= falsi unti]; affinché conosciamo che è l’ultima ora. 19Sono usciti di fra noi… […] 20Quanto a voi, avete l’unzione dal Santo, e conoscete ogni cosa. […] 22Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è l’Unto? Egli è l’anticristo [= falso unto], che nega il Padre e il Figlio» (1 Gv 2,18ss.22). Poi, dopo aver parlato di seduzione, continuò: «Ma quant’è a voi, l’unzione che avete ricevuta da lui dimora in voi, e non avete bisogno che alcuno v’insegni; ma siccome l’unzione sua v’insegna ogni cosa, ed è verace, e non è menzogna, dimorate in lui, come essa vi ha insegnato» (v. 27).

     Si noti che l’unzione era qualcosa che i credenti avevano ricevuto nel passato dall’Unto Gesù, il Santo. Nel presente essa distingueva dai «falsi unti». Quindi tutti i veri credenti in Gesù l’Unto, hanno ricevuto l’unzione, che non è qualcosa di particolare, ma che riguarda tutto il corpo di Gesù l’Unto. Se il Capo è santo, tutto è il corpo è santo. Tutti i credenti nel NT sono chiamati «santi» (cfr. Rm 1,7), poiché sono «unti», ossia santificati o consacrati a Dio (cfr. Col 1,22; 1 Ts 5,23; Eb 10,10).

     Sinceramente non ho capito che cosa abbia a che fare i «falsi profeti» e le esperienze carismaticiste con la pedagogia. La Parola ci esorta a non contaminarci con cose che egli dichiara abominevoli (cfr. Tt 1,16): dobbiamo ubbidire alla Parola o dobbiamo fare le nostre esperienze, a rischio di bruciarci? «Uno si metterà forse del fuoco nel grembo senza che i suoi abiti si brucino?» (Pr 6,27).

     I genuini «doni che Dio ha fatto alla chiesa» sono una cosa, attingere al «fuoco estraneo» del misticismo e dello gnosticismo, è altra cosa.

     Ho già mostrato altrove la differenza fra «carismatico» (ciò che è prodotto dalla charis «grazia» di Dio) e ciò che è «carismaticista» (ciò che è prodotto «fuoco estraneo» del misticismo e dello gnosticismo). Tutti i veri cristiani rigenerati sono «carismatici», possedendo almeno un «carisma», un’azione della charis «grazia». Il carismaticismo è invece un’ideologia dogmatica abbastanza recente che attinge al misticismo religioso e alla religiosità gnostico-esoterica.

     Quanto alle «reazioni emotive incontrollate», di là da una certa «coreografia» culturale, come si conciliano esse con le raccomandazioni apostoliche al riguardo, ad esempio: pregando con lo spirito, non bisogna lasciare infruttuosa la propria intelligenza (1 Cor 14,15ss), ossia non bisogna perdere l’autocontrollo né la chiara comunicazione che permette di dire «amen»; non bisogna apparire come «pazzi» a quelli di fuori (v. 23); «ogni cosa sia fatta con decoro e con ordine» (v. 40).

     Paragonare la vita di gruppo con quella sessuale di coppia è veramente sconcio oltre ogni rima! La chiesa non è certamente un luogo di orge collettive! Mi meraviglio come si possano confondere le espressioni private (intimità coniugale) con quelle pubbliche quanto alle «reazioni emotive incontrollate»! Nella chiesa locale tutto deve mirare al pari consentimento e all’edificazione reciproca. Solo negli «alti luoghi» avvenivano «reazioni emotive incontrollate», che portavano a ogni sorta d’abominio (Gr 32,35; Ez 22,10s; 43,7). Il paragone sessuale fa acqua da tutte le parti.

     Si afferma: «Non scambiate la presenza di Dio nei credenti con le loro reazioni emotive personali!». Abbiamo già ricordato sopra l’ingiunzione: «Ogni cosa sia fatta con decoro e con ordine» (1 Cor 14,40). Come può lo Spirito Santo produrre «reazioni emotive incontrollate», quando il «frutto dello Spirito» è, tra altre cose, pace (= armonia), dolcezza e autocontrollo? (Gal 5,22).

     Poi il finale è scontato: minacciare chi non la pensa così di stare a bestemmiare lo Spirito Santo! Al riguardo, per semplicità, rimando all’articolo «Peccato imperdonabile».

 

 

10. {Amedeo Bruno}

 

Io non conosco Bob Hazlett, non so se è un profeta. Ma non è affatto vero che nel Nuovo testamento non sia presente la parola profeta (o profeta di Dio, questo non cambia nulla), perché ad esempio, il libro degli Atti parla d’un profeta di nome Agabo (Atti 11,28; 21,10); è ovvio che era un profeta di Dio, non credo fosse un profeta del diavolo, dato che ciò che predisse s’avverò. Non solo, ma come possiamo considerare uomini come Giovanni che Dio incaricò di scrivere un libro profetico senza pari, l’Apocalisse, oppure l’Apostolo Paolo, che ricevette da Dio grandi rivelazioni, visioni, parola di sapienza, di conoscenza, ecc. Non credi che questi grandi uomini di Dio fossero anche dei Profeti? Io lo credo. {26-10-2007}

 

 

11. {Nicola Martella}

 

Per dire o meno alcune cose, dobbiamo fare un’analisi seria e rigorosa della Scrittura, prendendola sul serio. In questo caso constateremo quanto segue.

     ■ L’espressione «profeta di Dio (o del Signore)» nel NT non esiste. Allora si fa bene a non chiamare nessuno in specifico con questo titolo; e neppure bisogna che qualcuno lo faccia. Come già detto altrove, nel NT troviamo l’espressione, ad esempio, «Paolo, apostolo di Gesù Cristo» (2 Cor 1,1; Ef 1,1; Col 1,1; 1 Tm 1,1; 2 Tm 1,1), ma mai «Paolo, profeta di Gesù Cristo»! Deve pur significare qualcosa!?

     ■ Quanto ad Agabo, neppure lui fu chiamato espressamente «profeta di Dio». Non si tratta di essere «profeta del diavolo», come si afferma con una brutta espressione; infatti, anche il giudaismo a quel tempo aveva i suoi profeti specialmente fra gli Zeloti (Farisei estremisti; cfr. At 5,36s), oltre ai suoi esorcisti e taumaturghi (Mt 9,38; At 19,13s), e anche Caiàfa profetò in quanto sommo sacerdote (Gv 11,49s). Agabo crea inoltre più domande che risposte: era un profeta del giudaismo storico o è un giudeo-cristiano? Riguardo al tipo di predizione di At 21, faccio notare che si avverò, sì, ma non nei modi da lui annunziati. È stato fatto notare che ha predetto cose abbastanza materiali — una carestia e la l’imprigionamento di Paolo a Gerusalemme (qui i dettagli non corrispondono a quanto predetto) e circostanziate nel tempo, che in fin dei conti non avevano alcuna importanza dottrinale per i credenti d’allora e d’oggi. Rimando per l’approfondimento all’articolo: ► Agabo.

     ■ L’apostolo Giovanni non si titolò mai personalmente come «apostolo», sebbene abbia avuto la visione del tempo della fine (Ap 1,9ss). Infatti, nella teologia nessun studioso definirebbe l’Apocalisse come un «libro profetico senza pari», poiché tecnicamente tale opera appartiene al genere apocalittico, non al genere profetico. Infatti per «profezia» s’intende tecnicamente la proclamazione morale dei profeti (nebi’im) dell’antico Israele nel loro tempo. Perciò, ad esempio, Geremia era un profeta, poiché indirizzava quotidianamente messaggi al popolo, ma non Daniele che era un «apocalittico» e faceva il funzionario di imperatori stranieri.

     ■ Paolo, pur avendo ricevuto da Dio grandi rivelazioni, visioni, parola di sapienza e di conoscenza (2 Cor 12,2ss), non si definì personalmente mai un «profeta» né tanto meno «profeta di Dio», poiché non erano questi gli elementi che costituivano un profetes «proclamatore». È la poca conoscenza tecnica tra i cristiani che fa credere il contrario! Egli insistette sul suo apostolato (Rm 1,5), che era il suo ministero di missionario fondatore e che difese ad oltranza (1 Cor 9,1s). Egli difese il suo apostolato contro i superapostoli gnostici che si erano intrufolati nella chiesa di Corinto e ne avevano preso il comando, denigrandolo per di più (2 Cor 11,4s; 12,11s). Paolo li definì «falsi apostoli, operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo» (2 Cor 11,13ss).

     ■ Oggigiorno noi abbiamo giustamente una grande considerazione dei brani predizionali dei nebi'îm o «proclamatori» teocratici d’Israele. Se rapportati alla lunghezza del loro ministero (e dei loro libri; cfr. Is; Gr; Ez), l’incidenza dei brani predizionali è minima rispetto ai brani predicativi nel loro presente. A ciò si aggiunga che un profeta legittimo per le sue predizioni ricalcava di per sé «l’impianto predizionale dell’AT» (Dt 30), aggiungendo solo un'attualizzazione nel suo presente. [Per l’approfondimento cfr. «Impianto predizionale dell’AT», Manuale Teologico dell’Antico Testamento, pp. 184s, e temi connessi).

    ■ Nel NT il concetto di profeta era cambiato per molti versi. Per prima cosa il profetismo dell’AT era un ministero teocratico d’Israele; come tale era cessato con Malachia. Per 400 lunghi anni Israele non ebbe più profeti, finché venne come «fanalino di coda» dell’era dei profeti d’Israele Giovanni Battista, che fu definito da Gesù l’Elia che doveva venire (Mt 11,14; Mal 4,5). Gesù rese chiaro che «tutti i profeti e la legge hanno profetato fino a Giovanni» (Mt 11,13). Quindi con il Battista si concluse per sempre la sequenza dei profeti d’Israele. In Lc 16,16 Gesù aggiunse la novità rispetto all’era dei profeti d’Israele: «La legge ed i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona novella del regno di Dio».

     ■ Da Malachia non erano solo passati 400 anni senza profeti teocratici, ma era cambiata anche la lingua. Infatti anche nella Palestina si parlava perlopiù il greco e l’aramaico e l’ebraico erano solo dialetti della Giudea. In greco il termine profetes «proclamatore, interprete» ha uno spettro di significati molto più vasto di nabi’ «proclamatore», il portavoce di Dio nell’AT. Persone che mai nell’AT sarebbero stati chiamati «profeti», ma che avrebbero avuto bisogno essi stessi di un «veggente» per consultare Dio, nel NT sono chiamati in modo onorifico profetes, ad esempio: Daniele (Mt 24,15), che in effetti era un uomo di stato, e i poeti, addirittura quelli dei pagani (Tt 1,12). Il verbo profetein «proclamare» fu attribuito a Zaccaria (Lc 1,67) e addirittura al sommo sacerdote Caiàfa (Gv 11,51), che profeti non erano nel senso tecnico.

     ■ Nel mondo greco, il profetes non era chi riceveva la rivelazione (ad esempio il medium o la Pizia nei templi pagani), ma chi ne dava l’interpretazione e la proclamava. Perciò nella cultura e nella lingua maggioritaria dell’ellenismo, in cui il cristianesimo si muoveva, non solo il termine profetes aveva uno spettro di significati più ampio rispetto a quello ebraico nabi’, ma cambiò del tutto la funzione nella chiesa. Ho trattato diverse volte il fatto che, al tempo del NT, profetes non indicasse chi prediceva, rivelando cose nuove, ma chi proclamava annunziando ciò che era stato già rivelato (AT). Il fine era l’edificazione, l’esortazione e la consolazione nella chiesa (1 Cor 14,3s).

     Non esistevano più i profeti teocratici del vecchio patto, ossia quelli d'Israele, e non c’erano neppure persone particolari nella chiesa che potessero rivestire tale ministero in particolare. Per questo nel NT non si troverà mai scritto: «Il profeta Giovanni venne e disse». Infatti, nella chiesa la regola è questa: «Tutti, uno ad uno, potete profetare [= proclamare]; affinché tutti imparino e tutti siano consolati» (1 Cor 14,31); è una predicazione partecipata. Per mantenere l’ordine, Paolo ingiunse che per ogni riunione parlassero solo «due o tre profeti [= proclamatori]» (v. 29). Ma ciò che dicevano tali proclamatori non era ingiuntivo, poiché aggiunse: «E gli altri giudichino», ribadendo subito dopo: «E gli spiriti dei profeti [= proclamatori] sono sottoposti ai profeti [= proclamatori]» (v. 32).

     ■ È da qui che bisogna intendere anche i brani ministeriali. Purtroppo la mancata traduzione dei termini greci, che sono stati solo adattati in italiano, ha portato a molti equivoci. Ecco che cosa appare, se traduciamo radicalmente: «Ed è lui che ha dato gli uni, come missionari; gli altri, come proclamatori; gli altri, come araldi; gli altri, come pastori e insegnanti, 12per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero, per la edificazione del corpo di Cristo» (Ef 4,11s). Similmente 1 Cor 12,28: «E gli uni Dio li ha insediati nella chiesa in primo luogo come missionari; [gli altri] in secondo luogo come proclamatori; in terzo luogo come insegnanti; poi, forze; poi carismi di guarigione, assistenze, governi, specie delle lingue».

     Per «missionari» s’intende quelli fondatori di chiese. Per «proclamatori» s’intende coloro che edificano la chiesa, parlando in modo estemporaneo, perché «ispirati» dalla Scrittura o dalle parole di altri fratelli. Infatti, «chi proclama, edifica la chiesa» (1 Cor 14,4). Gli «annunciatori» (o araldi) predicano l’Evangelo fuori della chiesa. I «pastori» non sono coloro che dirigono la chiesa, ma coloro che pascono la chiesa con la cura d’anime, quindi coloro che esercitano la cura pastorale. Gli «insegnanti» istruivano in modo sistematico nella sacra Scrittura (allora era l’AT), presentando la sana dottrina e tagliando rettamente la Parola di verità (cfr. le raccomandazioni di Paolo a Timoteo e a Tito sull’insegnamento). A differenza degli insegnanti, i proclamatori parlavano sotto l’ispirazione del momento all’interno del processo di edificazione reciproca.

     In tutto ciò c’è una logica e una strategia missionaria. I «missionari» fondano le chiese; i «proclamatori» (spesso fanno parte della squadra del missionario come nel caso di Paolo e del suo seguito) la edificano con discorsi spirituali tratti dalla Parola, parlando «agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione» (1 Cor 14,3); gli «annunciatori» (o araldi) portano l’Evangelo alle anime perdute; i «pastori» curano le anime dei discepoli; gli «insegnanti» istruiscono i discepoli in modo profondo e sistematico nella sacra Scrittura. Non era un caso che ad Antiochia, la cui chiesa fu fondata da credenti arrivati sul posto in seguito a una persecuzione, fu mandato dapprima Barnaba, il «figlio di consolazione», per edificare i nuovi credenti, e lui poi andò a prendere Saulo, che era un insegnante. Qui maturò il progetto di mandare «missionari» in altre zone e di fungere come chiesa mandante (At 13).

     ■ C’è da dire che un insegnante poteva essere anche un profetes «proclamatore», ma non viceversa. Per questo è scritto che nella chiesa d’Antiochia v’erano cinque fratelli che erano allo stesso tempo «proclamatori e insegnanti» (At 13,1). Nel caso negativo, i «falsi proclamatori» sono identificati con i «falsi insegnanti» (2 Pt 2,1).

     Similmente anche gli apostoloi «missionari» possono essere profetoi «proclamatori» (Ef 2,20; gr. un solo articolo per ambedue!), ma non viceversa. I credenti gentili sono «concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, essendo stati edificati sul fondamento degli apostoloi e dei profetoi, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare» (Ef 2,19s). I dodici rappresentanti di Gesù erano «missionari» fondatori del cristianesimo e «proclamatori» della sacra Scrittura ai fini dell’edificazione.

 

 

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La discussione continua qui: ► Voglia di profeti e veggenti? Parliamone (2) {Nicola Martella} (T).

 

► URL: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/T1-Profeti_veggenti_parla_MeG.htm

24-10-2007; Aggiornamento: 03-07-2010

 

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