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L'articolo «Voglia di profeti e veggenti»
ha suscitato alcune reazioni nei lettori. Diamo loro quindi la parola. Sarà
l'occasione per approfondire maggiormente questo tema di discussione.
Intanto sono consultabili anche i seguenti articoli, scritti a due mani:
►
Bob Hazlett: due tesi a confronto
{Andrea Merli - Nicola Martella}
(T/A)
►
Bob Hazlett: testimonianza e riflessioni
{Emiliano Musso - Nicola Martella}.
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
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I
contributi sul tema ▲
(I contributi rispecchiano le opinioni
personali degli autori.
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1.
{Georg Walter}
▲
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Nota redazionale:
Egli è stato per lungo tempo carismaticista, ma ha lasciato questo movimento
alcuni anni fa. Oggigiorno è diventato uno dei massimi oppositori del
movimento carismaticista in Germania.
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Bob Hazlett è musicista, profeta e guaritore. È stato ordinato pastore e dopo 13 anni di
servizio ecclesiale è passato al ministero evangelistico itinerante. Appartiene
al movimento apostolico-profetico sotto C.P. Wagner. Egli sostiene le
dottrine carismatiche estreme come «l’evangelizzazione profetica» e il
«ministero di liberazione». Egli abita con moglie e due figlie in Conneticut.
Chi vuole saperne di più su di lui, trova la suo homepage sotto
www.touchoffire.org (in
lingua inglese). {24-10-2007}
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Su C. Peter Wagner cfr. in Nicola Martella,
Carismosofia
(Punto°A°Croce, Roma 1995), pp. 9 (influenzato dalla spiritualista esoterica
Agnes Sanford). 19-22. 27s. 49. 104. 116 (mariologia misticamente
carismatica). 179 (guerra contro i demoni territoriali). 220.223 (spiriti
territoriali). 238.240. Si notino anche gli intrecci, tra altri, con Paul
Yonggi Cho e John Wimber.
Sul «ministero di liberazione» si veda gli articoli sulla «pastorale
esorcistica», pp. 205-219.
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2. {Claudia Guiati}
▲
Carissimo fratello, la ringrazio vivamente per l’articolo che ho letto su Bob
Hazlett. L’ho archiviato nel mio PC, in attesa che possa essere utile a
qualcuno.
Ho letto anni fa «Carismosofia» e l’ho utilizzata regolarmente per dare
informazioni utili alle sorelle della nostra chiesa che entravano in contatto
con il mondo carismatico. Si tratta di un libro estremamente utile, come quelli
che l’hanno seguito e che ho letto (o che sto leggendo).
Il Signore benedica il suo ministero: continui a diffondere la verità, in
questa nostra Chiesa sempre più invasa dalla menzogna.
Non tema gli attacchi di coloro, che non apprezzano, e continui a essere il
«vero profeta» del Signore.
{24-10-2007; www.donnecristianenelweb.it}
3.
{Stefano Ferrero}
▲
Caro Nicola, mi spiace che tu consideri i profeti di Dio di
questi tempi dei medium. T’informo solo del fatto che Bob Hazlett va dove i
medium fanno i convegni e parla loro della loro vita, predica il vangelo, dice
loro che sono perduti e li invita alla conversione, molti di loro si convertono
a Cristo. Come può satana scacciare satana?
«La donna gli disse: “Signore, dammi di
quest’acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad
attingere”.
16Gesù le disse: “Va’ a
chiamar tuo marito e vieni qua”.
17La donna gli rispose:
“Non ho marito”. E Gesù: “Hai
detto bene: <Non ho marito>; 18perché
hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai
detto la verità».
19La donna gli disse:
“Signore,
vedo che tu sei un profeta”»
(Gv 4,15).
E se anche Gesù fosse stato un medium neo-gnostico?
Devi considerare quest’ipotesi, perché Bob vive questa
stessa realtà, analoga a quella descritta nella Scrittura su Gesù.
Mi fa quasi ridere scusa la franchezza, l’ingenuità
che hai e quella del signor Seibel...
dovreste ben sapere che ci sono i doni di Dio e i medium diabolici che li
imitano.
Ma come accidenti fate a essere così ignoranti della
Scrittura?
A questo punto perché non pensate che anche il profeta
Agabo era un medium?
{24-10-2007; groups.msn.com/cristianievangelici)
4..
{Nicola Martella}
▲
Stefano ha il diritto di credere quello che vuole. Altri hanno il diritto di
dissentire da lui. Io non prendo mai le cose alla leggera, ma cerco di risalire
sempre alle loro radici mediante una severa analisi scritturale. Perciò la
seguente analisi mostrerà chi sono gli «ingenui» e gli «ignoranti della
Scrittura», come suggerisce Stefano Ferrero. Poi giudichino i lettori.
1. Profeti nel nuovo patto
Considero io «i profeti di Dio di questi tempi dei medium»? Qui trattiamo
dapprima che cosa sono i «profeti» nel NT.
■ Per prima cosa, il concetto «profeta /i di Dio» non esiste in
tutto il NT e neppure «profeta /i del Signore», ma semplicemente «profeta /i».
Il termine greco prophētēs significa soltanto «proclamatore»,
ossia «parlatore in pubblico» e non, come falsamente si afferma e si ripete, chi
predice il futuro. Quindi nessuno è autorizzato a fregiarsi in modo particolare
con questo titolo!
■ Che cosa sono quindi i «profeti» nel NT? Un «profeta» nel NT è un
cristiano che parla pubblicamente in modo estemporaneo «agli uomini un
linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione» (1 Cor 14,3).
Un parlare in pubblico in modo sistematico e autorevole è invece quello
dell’insegnante.
«Profetare» nel NT significa parlare pubblicamente in una situazione
specifica per convincere con la Parola, ad esempio, il non-credente e il
principiante che viene al raduno, applicando la sacra Scrittura alla sua
situazione particolare; qui non ci vuole un dono di chiaroveggenza o
divinazione, come falsamente suggeriscono i carismaticisti con la loro
«evangelizzazione profetica», ma un dono di sensibilità umana e di conoscenza
della Parola. Paolo, ponendo la profezia in contrasto con la glossolalia,
affermò: «Se tutti profetano [= parlano in modo intellegibile], ed entra
qualche non credente o principiante, egli è persuaso da tutti, è da tutti
giudicato, l’intimo del suo cuore viene messo a nudo» (1 Cor 14,24s). Qui
risulta che tutti profetano (= parlano pubblicamente), non solo persone
particolari («unti»), sebbene ciò accade secondo un ordine. Le loro spiegazioni
della Parola agiscono sull’animo di chi ascolta, mettendo a nudo il suo stato e
il suo peccato. In una chiesa, dove c’è la «predicazione partecipata» (così da
noi), questa è un’esperienza che si può sperimentare: l’intervento dell’altro
edifica, esorta e consola me (come da 1 Cor 14,3), e viceversa. Questo è
«profetare» nel senso del NT!
■ Ciò che afferma un «profeta» è allora coercitivo per la chiesa?
Assolutamente no. Ai fini dell’ordine e del decoro, Paolo ingiunse quanto segue:
«Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino» (1 Cor 14,29); poi
aggiunse: «E gli spiriti dei profeti son sottoposti ai profeti, perché Dio
non è un Dio di confusione, ma di pace» (vv. 32s). Ossia, mentre
l’insegnamento del dottore della Parola dev’essere autorevole e questo lo
obbliga assolutamente a tagliare rettamente la Parola di verità (2 Tm 2,15), la
parola dei «profeti» nella chiesa locale dev’essere giudicata dagli altri
«profeti»!
■ Sorge allora la domanda: I profeti nel NT erano una categoria
particolare? Assolutamente no, poiché l’apostolo insegnò: «Tutti, uno ad
uno, potete profetare», aggiungendo subito lo scopo di tale «parlare in
pubblico»: «Affinché tutti imparino e tutti siano consolati» (1 Cor
14,31). Per evitare il parlare a vanvera senza contenuti, aggiunse anche: «E
se una rivelazione è data a uno di quelli che stanno seduti, il precedente si
taccia» (v. 30). Si tratta quindi di un linguaggio «ispirato», ossia che
abbia le caratteristiche di 1 Cor 14,3 (edificare, esortare e consolare); alcune
persone invece parlano per «profilarsi», perché amano ascoltarsi.
Quindi nel NT non esiste una particolare casta chiamata «profeti di Dio (o
del Signore)».
2. Profeti e medium
Considero io quindi «i profeti di Dio di questi tempi dei medium»? Abbiamo
visto che non esistono nel NT particolari «profeti di Dio (o del Signore)».
Detto questo, sono tutti i «profeti» d’oggi dei medium? Come potrebbero
esserlo, visto che tutti possono «profetare» (proclamare o parlare
pubblicamente) secondo il NT!
■ L’altra questione connessa è questa: Può un cristiano essere un
«medium» circostanziato, pur parlando in certe occasioni agli occultisti e
pur predicando l’Evangelo, come fa, ad esempio Bob Hazlett? La risposta è sì. Di
questo ne abbiamo già parlato altrove. [►
Glossolalia e demonizzazione?]
Al riguardo si pensa subito a una demonizzazione completa (erroneamente chiamata
«possessione») per chi si rende «canale» o «medium» per entità demoniache, ma le
cose non stanno così. Anche nel mondo magico-esoterico ci sono medium che non
sono «posseduti». Un cristiano diventa «medium» nel momento che presta le sue «membra
come strumenti d’iniquità al peccato… al servizio della impurità e della
iniquità per commettere l’iniquità» (Rm 6,13.19) e fa così «posto al
diavolo» (Ef 4,27). Questo mostra perché persone che si sono contaminate con
il «fuoco di Toronto» o anche Benny Hinn possano predicare l’Evangelo, chiamare
al ravvedimento e compiere momenti dopo atti e opere che sono tipici del mondo
magico-esoterico e che inducono negli altri atti e opere coercitive, poi
furbescamente e falsamente attribuiti allo Spirito Santo. Come già ricordato
altrove Paul Cain era considerato il profeta-modello del «movimento profetico di
Kansas City»; poi si venne a sapere che era alcolista e omosessuale. È quindi
possibile fare il «profeta» e predicare dal pulpito pur avendo una vita
immorale! Ma può essere veramente Dio a parlare mediante chi commette un
abominio? Chi parla allora attraverso un tale «canale»? E se Cain è un «medium»
di spiriti impuri, come fa a predicare la Parola? Lo fanno anche coloro che sono
diventati pastori, dopo aver studiato in università liberali, pur non credendo
che Gesù è il Figlio di Dio (e quindi Dio in natura), ma solo il Gesù storico,
il profeta giudeo! Per loro è un mestiere, un lavoro sociale.
■ «Come può Satana scacciare Satana?», si chiede. Le semplificazioni
sono cattive maestre! Nell’aldilà diabolico non c’è solo Satana, ma una
gerarchia ben nutrita di demoni e spiriti impuri! Lì vale la legge del branco,
come per altro tra gli occultisti: ognuno difende la propria posizione di forza
e cerca di salire nella gerarchia! In tutto il mondo ci sono esoteristi e
sciamani che cacciano demoni: tutto sta ad avere più potere degli spiriti in
questione. Nel campo cattolico gli esorcisti (cfr. padre Amorth) usano formule
esorcistiche pregne di mariologia.
Quello che fa oggi Bob Hazlett e gli altri pronipoti di C.P. Wagner, lo
faceva già Padre Pio: quando la gente andava da lui a confessarsi, era lui a
dire loro i loro peccati inconfessati e inconfessabili! E altri lo hanno fatto
similmente come lui, prima e dopo di lui. Chi esercita con successo la «magia
bianca» in nome di Dio o dello Spirito, spesso non lo sa, non se ne rende conto,
non lo vuol ammettere, trova una «sovrastruttura dogmatica» che lo tranquillizza
o l’incoraggia, o ha un seguito che lo osanna come «unto», «profeta» e «uomo di
Dio»; oppure crede che si possa mettere tale «carisma (naturale)» al servizio di
Dio. Io stesso ho incontrato persone che prima della conversione praticavano il
Reiki o altre pratiche guaritorie; dopo la conversione volevano convincersi (e
convincermi) che Dio poteva servirsi di tale «dono» per il suo regno!
3. Gesù e la Samaritana
Quanto a Gesù e alla Samaritana c’è da dire subito: Chi vorrebbe misurarsi
con Gesù Cristo!? Poi bisogna aggiungere: Da Pentecoste in poi trovami un paio
di esempi concreti nel NT, in cui un cristiano qualsiasi (quindi non uno dei
Dodici) ha svelato a un’altra persona questioni della vita attuale di
quest’ultima, di cui il primo non era al corrente! E allora come si può dire che
«Bob vive questa stessa realtà, analoga a quella descritta nella Scrittura su
Gesù», se la storia della chiesa nel NT non riporta nulla di tutto ciò?
Paragonare «Bob» e la sua «realtà» a Gesù è semplicemente blasfemo! Gesù era il
«Messia», Figlio dell’Altissimo! Non ci saranno mai paragoni fra ciò che Egli
era e faceva con qualunque altro! Ma per il «movimento apostolico-profetico» e
per i pronipoti di C.P. Wagner, quel che facevano Gesù e i dodici apostoli, lo
possono fare tutti oggigiorno! Similmente afferma l’esoterismo, affermando che
Gesù di Nazaret aveva solo scoperto il «divino» in se stesso e le sue
potenzialità; ognuno potrebbe scoprire similmente di essere «divino», di avere
«Dio in sé», per fare le stesse cose!
Precedo qualche eventuale obiezione e critica. Quando Pietro disse a
Simone il mago: «Io ti vedo in fiele amaro e in legami di iniquità» (At
8,23), concludeva così la sua pesante ammonizione verso di lui (v. 22), che si
basava sui fatti successi (vv. 8,18-21). Quello che disse Paolo a Elima (At
13,10), si basava su ciò che era accaduto: «Elima, il mago… resisteva loro,
cercando di distogliere il proconsole dalla fede» (v. 8; il v. 11 rientra
nella potestà di «sciogliere o legare»). L’unico caso controverso può essere At
5,3, in cui Pietro si rivolse così ad Anania: «Anania, perché ha Satana così
riempito il cuore tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener parte del
prezzo del podere?». Luca però non aggiunse altro, non usò una formula tipo
«Dio (o lo Spirito) parlo a Pietro…» (cfr. invece At 10,10ss); la domanda, che
rimane aperta, è se Pietro l’abbia saputo da qualcuno. Comunque sia, Pietro era
uno dei dodici apostoli e non penso che qualcuno voglia paragonarsi a loro, che
erano una categoria speciale e irripetibile; questo caso come le guarigioni e
l’interdetto di morte di Anania e Saffira servivano per accreditarlo appunto
come apostolo del Signore. L’autore dell’epistola agli Ebrei guardava a quel
periodo particolare come a un tempo ormai passato, in cui Dio confermava
la Parola con dei suoi interventi sovrannaturali (Eb 2,3s retrospezione; Mc
16,17s, sebbene non contenuto nei migliori manoscritti e perciò debba essere
considerato come una possibile glossa di un copista, guardava ancora in avanti
all’era apostolica).
4. Ingenuità e ignoranza biblica
È proprio vero che chi non ha argomenti, comincia con gli insulti. Ciò è
spesso uno specchio del proprio essere e del proprio stato.
■ Io e Alexander Seibel saremmo ingenui per non sapere che i medium
imitano i doni di Dio? Si commenta tutto da solo! Aggiungo solo che pressoché in
tutte le dominazioni ci sono cristiani che praticano «magia bianca»
cristianizzata, spesso senza neppure rendersene conto. Alcuni hanno «doni»
medianici o esoterici prima della conversione (di là se li usano o meno), che
mai hanno confessato e mai abbandonato (non sempre per colpa loro) una volta
diventati cristiani, e che poi fanno le stesse cose sotto un pio manto
cristiano, a volte senza rendersene neppure conto! (A ciò si aggiunga che in
alcune denominazioni si diventa «cristiano» per pedobattesimo e la «conversione»
è solo «pentimento», un ritorno in chiesa e all’eucarestia!) Se la conversione
avviene in alcuni ambienti carismaticisti, tali «doni medianici o esoterici» si
trasformano (sotto la spinta della sovrastruttura dogmatica) in «carismi»
attribuiti falsamente allo Spirito Santo! Solo l’inesperienza può far dire
diversamente. Migliaia di persone uscite dal carismaticismo lo possono
confessare.
■ Io e Alexander Seibel saremmo così «ignoranti della Scrittura»?
Anche questo si commenta tutto da solo! Potrei rispondere: È come se il ciuccio
dice «asino» al bove. Ma preferisco fare mie le parole di Gesù: «Ma la
sapienza è stata giustificata dalle opere sue» (Mt 11,19); oppure: «Ma
alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli» (Lc 7,35).
Giudichino quindi i lettori.
5. Agabo un esempio pertinente?
Rimane la questione se il profeta Agabo fosse un medium. Esso
mostrerà da che parte risiede l’ingenuità e l’ignoranza biblica.
Si noti che Agabo è una figura singolare e difficile da inquadrare. Era un
profeta del cristianesimo o del giudaismo? È difficile dirlo. A quel tempo il
cristianesimo era a maggioranza giudaica e tra il giudaismo cristiano e quello
storico era tutto fluido.
■ La prima volta che Agabo comparve, fu ad Antiochia, quando scese insieme
ad altri profeti da Gerusalemme (At 11). Qui su quanto egli «predisse
per lo Spirito», ossia una «gran carestia per tutta la terra», Luca
confermò che «essa ci fu sotto Claudio» (At 11,27s). In quel tempo di
estrema fluidità religiosa all’interno del giudaismo globale (cristiano e non),
predire non era riservato solo ai cristiani e neppure farlo mediante lo Spirito
(o appellarsi a Lui per predire); Giovanni, ad esempio, attribuì al sommo
sacerdote una facoltà profetica e addirittura proditoria, legata al suo ufficio
particolare e non limitata solo a Caiafa (Gv 11,49-52).
Si noti comunque come Luca tiene tutto indistinto — «alcuni profeti… e
uno di loro, chiamato per nome Agabo» — come se non fosse poi così
conosciuto ai lettori. Solo un’altra volta c’è negli Atti l’espressione «(un
certo…) chiamato per nome» e si riferisce al rabbino Gamaliele, che mai divenne
cristiano e che era perciò sconosciuto alla maggioranza dei cristiani, sebbene
in Gerusalemme fosse «onorato da tutto il popolo» (At 5,34). Agabo era
quindi un profeta del giudaismo cristiano o del giudaismo storico? La bilancia
sembra pendere per la seconda possibilità.
■ Tutto ciò si rafforza in At 21, in
cui molte delle cose che Agabo predisse non si avverarono nel modo che egli le
annunziò. Infatti, di lui è scritto che a Cesarea (sulla costa della Palestina)
«scese dalla Giudea un
certo profeta, di nome Agabo, il
quale, venuto da noi…» (At
21,10s). Luca usando «un certo» (come per Gamaliele in At 5,34) e «da
noi», rimarcò certamente una qualche distanza! Si noti pure che la sua
predizione spettacolare con richiamo allo Spirito Santo e con legamento di mani
e piedi non si avverò nei termini da lui predetti! È vero che Paolo fu
catturato dai Giudei in Gerusalemme, tuttavia non lo legarono mani e piedi, ma «gli
misero le mani addosso» (v. 27) e lo buttarono fuori del tempio (v. 30).
Quindi non solo non lo legarono mani e piedi, ma neppure lo misero «nelle
mani dei Gentili»; successe al contrario che come i Giudei cercavano
d’ucciderlo (v. 31) e comparvero il tribuno con soldati e centurioni, i primi «cessarono
di percuotere Paolo» (v. 32). Fu solo allora che i soldati (non i Giudei) su
ordine del tribuno legarono Paolo con «due catene» (v. 33), quindi neppure con
corde, come aveva detto invece Agabo.
■ Che cos’era Agabo? Dio lo sa. A quel tempo era tutto estremamente
in flusso nel giudaismo (cfr. lettera agli Ebrei) e i confini erano tenui. Anche
altri Giudei che non appartenevano ai seguaci di Cristo, facevano opere simili
nel nome di Gesù (Mc 9,38; Lc 9,49) e Gesù disse ai discepoli che non era il
loro compito di vietarlo (Mc 8,39; Lc 9,50). Questo non significa che ciò non
fosse senza conseguenze (At 19,13-16).
Agabo quindi non si può certo dire un esempio eloquente di predizione
biblica!!! E non si può neppure addurre come chiaro esempio di predizione
all’interno della chiesa! A ciò si aggiunga anche che, come detto, profezia e
predizione o profetare e predire nel NT non si equivalgono nella maggior parte
dei casi.
6. Concludendo, abbiamo preso atto che cosa succede a semplificare. Io
partendo dalla ingenuità e scarsa conoscenza della Scrittura, che mi sono state
attribuite, ho interrogato in profondità la Bibbia, per vedere come stanno le
cose. Mi augurerei che così facessero anche i carismaticisti, senza
strumentalizzare ideologicamente la Scrittura. A volte la superficialità della
ricerca e le convenzioni all’interno di una certa sovrastruttura dogmatica
portano a ripetere certe cose, intorno a cui si può anche avere un certo
consenso di gruppo, ma non per questo sono realmente vere.
5.
{Gaetano Nunnari}
▲
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Nota redazionale: L’autore reagisce qui a quanto Corrado Maggia ha
scritto nel prospetto in cui annunciava in toni entusiastici gli incontri
con Bob Hazlett. [►
Voglia di profeti e veggenti] Egli reagisce anche a quanto ha affermato Stefano Ferrero,
uno dei responsabili del gruppo di discussione «Cristianievangelici», nello
stesso articolo e nell'attuale tema di discussione; egli accusava in
quest’ultimo di «ingenuità» e «ignoranza biblica» sia Alexander Seibel, sia
Nicola Martella. |
Quando sento parlare di questi «super-unti» carismaticisti, dato che io stesso
sono fuoriuscito da quest’ambiente, non posso non dire la mia. Purtroppo molte
persone facenti parte dei circoli carismaticisti perdono il buon senso (senso
critico) o meglio, se c’è lo nascondono, e lo mettono a tacere per paura di
giudicare «l’unto di Dio», per timore delle possibili conseguenze personali nel
commettere un tale peccato. Questi «unti» (medium, guru e super apostoli [= lupi
travestiti]) sono sempre abili ed eloquenti (come il serpente [antico] in Eden),
riescono a trascinare le folle (Nicolaiti; Ap 2), e predicano tutto ciò che la
carne brama (2 Timoteo 4,3-5).
Corrado Maggia
Ho sorriso quando ho letto il nome di Corrado Maggia, quale promotore di
Bob Hazlett, questo «profeta moderno». Ho sorriso perché ho avuto modo di
conoscere Corrado Maggia personalmente, quando è stato invitato dalla comunità
carismaticista che frequentavo io. Quando l’ho sentito predicare e dire dal
pulpito che padre Amorth (capo degli esorcisti cattolico-romani) era un uomo di
Dio, ho sgranato gli occhi. Perciò a fine riunione m’avvicinai a lui per
chiedere spiegazioni. E quando nel discorso feci le mie rimostranze su Amorth e
Milingo, dicendo di quest’ultimo senza dubbio attingeva a forze demoniache, lui
mi disse infastidito che non si può condividere tutto, ma che comunque il
Signore s’usa di loro. Troncando così il discorso, mi voltò le spalle e se ne
andò. Adesso mi domando, come si può considerare Amorth un «canale di Dio»,
invocando egli «Maria» durante i suoi esorcismi? Inoltre, come si fa a
considerare un «uomo di Dio» una persona che afferma che, dopo aver scacciato i
demoni da una persona morta (!!!), ha sentito l’anima di quest’ultima
ringraziarlo per la liberazione ottenuta? [N.d.R.: Ricordiamo che
l’arcivescovo africano Milingo, santone intriso di spiritualismo animista
africano, esorcista e guaritore, è andato a finire nella «chiesa di Moon», un
leader coreano che ha fatto una commistione fra taoismo e cristianesimo, fra
spiritualismo orientale e dottrina biblica, e che si crede la reincarnazione di
Gesù Cristo. Come accade in tale movimento a base di spiritualismo esoterico,
Milingo sposò la donna che Moon — dittatore indiscusso — destinò a lui!]
Mi domando davvero che cosa ci sia di veramente evangelico negli
insegnamenti di Corrado Maggia, e sorvolo su tutte le eterodossie che promuove.
Noi cristiani siamo messi in guardia dalle Scritture e siamo responsabili di
discernere se tali uomini siano da accettare o meno. Ovviamente chi pranza alla
mensa di Dio e a quella dei demoni non può essere da Dio, perché l’albero lo si
riconosce dai frutti, e non si raccoglie uva dai rovi.
Stefano Ferrero
Adesso mi rivolgo a Stefano Ferrero. Anch’io mi domando come caspita fate
voi a essere così ignoranti (usando le tue stesse parole). Mesi fa avevo
cercato di dialogare con te, ma tu dopo qualche contatto hai rinunciato a
continuare, nonostante non siamo mai entrati in contesa. Il fratello
Alexander Seibel è un ex-carismaticista, proprio come lo ero io. T’invito a
leggere la sua testimonianza. E t’invito a leggere anche la mia!
Voi purtroppo andate dietro solo al sensazionalismo e al miracoloso, come i
Samaritani facevano con Simon Mago. Basta che arrivi qualcuno dotato di
poteri medianici e voi tutti in coro esclamate come i Samaritani: «Questi è
la potenza di Dio, quella che è chiamata la grande» (At 8,10).
Queste cose non devono succedere! Gesù ha detto che sarebbero venuti nel
suo nome. Questi lupi avrebbero operato segni e prodigi nel nome di Gesù! Gesù
però dirà loro nel giorno del giudizio che lui non li ha mai conosciuti.
Vorrei rendere attenti tutti i carismaticisti che leggeranno questi articoli su
un dettaglio importante. Voi tutti andate alla ricerca di vita, dite che volete
la chiesa viva, e già questo mi fa pensare che in fondo dentro di voi non avete
quella fonte d’acqua viva che scaturisce in vita eterna, ma mi fa piuttosto
pensare che siete ancora assetati.
Conduttori e chiese (dis)approvati da Gesù
I carismaticisti fanno bene a ragionare su cosa dice la Bibbia, su cosa
dice Gesù! Tra le sette chiese dell’Apocalisse c’è una chiesa in particolare
quella di Sardi, al cui conduttore Gesù scrisse: «Queste cose dice
colui che ha i sette spiriti di Dio e le sette stelle: “Io conosco le tue opere:
tu hai fama di vivere ma sei morto! Sii vigilante e rafforza il resto che sta
per morire; perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio.
Ricordati dunque come hai ricevuto e ascoltato [il vangelo], continua a serbarlo
e ravvediti”» (Apocalisse 3,1ss). Grazie a Dio comunque in Sardi ci sono
ancora coloro (un residuo) che non si è contaminato!
Sono davvero sorpreso su come non si considerino esortazioni così
esplicite. Molte volte ascolto le predicazioni del leader carismaticista
del circolo che frequentano i miei genitori. Quanto sarcasmo usa nei confronti
delle chiese evangeliche bibliche, quando ci definisce, con tanta arroganza e
maleducazione, degli handicappati, delle chiese morte che si trascinano; e
battute su battute, la platea ride divertita e non si rende conto invece che
pecore ricolme d’ignoranza biblica sono ingrassate per lupi e pronte per essere
divorate.
Eppure noi credenti che vogliamo essere fedeli alla Bibbia, vogliamo fare
nostre queste parole del Signore Cristo Gesù, destinate al conduttore di
Smirne: «Io conosco la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia
sei ricco) e le calunnie
lanciate da quelli che dicono d’essere giudei e non lo sono, ma sono una
sinagoga di Satana. Non temere
quello che avrai da soffrire... si fedele fino alla morte e io ti darò la corona
della vita» (Ap 2,9ss).
Termino nella speranza che lo Spirito Santo possa lavorare nei cuori di
coloro che davvero vogliono servire il Signore in verità, e che in verità
entrino a far parte della chiesa di Filadelfia, al cui conduttore Gesù
scrisse: «Ecco ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può
chiudere, perché pur avendo poca forza, hai serbato la mia parola e non hai
rinnegato il mio nome» (Ap 3,8).
Notate amici carismaticisti che tutte le caratteristiche delle chiese
approvate da Gesù, sono le stesse che voi rifiutate! E viceversa, quelle a cui
anelate, sono quelle che Gesù rigetta.
Che Dio ci preservi!
«Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle
attenzione, come a una lampada splendente
in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina
sorga nei vostri cuori» (2 Pietro 1,19).
6.
{Andrea Viel}
▲
La
cosa che mi rende sempre un po’ scettico su certi ministeri profetici, è quel
«ti guarda dentro». Al di là che una persona sia sincera o no, sia uno strumento
di Dio o meno, ci sono poche cose che credo di aver capito.
Una è che tutto il mio passato, è stato lavato via, come nuova
creatura, e il mio passato posteriore alla nuova nascita, specie se riguarda
fallimenti, situazioni di disagio o peggio, nel momento che l’ho confessato a
Dio, è perdonato, che vuol dire, dimenticato, annegato nel lago della
dimenticanza. Un luogo dove Dio non guarda e non permette a nessuno di farlo, né
alla stessa persona, né al profeta, né al diavolo. Come faranno a guardare
indietro? Boh!
Riguardo il mio presente, in parte visibile da pochi o molti che
siano, è pienamente visibile dal mondo spirituale, per cui chiunque da quel
mondo può sussurrare il mio stato attuale a un orecchio pronto ad ascoltarlo.
Riguardo a indicare o «profetizzare» il futuro, se Dio proprio mi
vuole dire qualcosa, non ha bisogno d’intermediari, ma ha tutta la mia
attenzione; che io sia disposto o meno a seguire le sue indicazioni, non cambia
se mi viene detto personalmente da Lui o per terza persona. Anzi penso che sia
più decisiva la Sua azione in me, perché molte volte quando Dio parla al cuore,
Lui rivela e penetra, rendendo la Sua volontà comunicata, vivente.
Mi lascia alquanto indifferente un ministero profetico alla Hazlett. Chissà
perché la gente attraversa il mondo per sentirsi dire da un uomo, quello che Dio
ogni giorno ci rivela dalla Sua Parola. Basta volerLo ascoltare. {26-10-2007}
7.
{Willy Tschopp}
▲
Caro Nicola, 2 Tessalonicesi 2,9-12 è la
risposta giusta a questi impostori e falsi profeti. «La venuta di quell’empio
avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di
segni e di prodigi bugiardi; 10e con ogni sorta d’inganno d’iniquità
a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all’amore della
verità per esser salvati. 11E perciò Dio manda loro efficacia
d’errore affinché credano alla menzogna; 12affinché tutti quelli che
non han creduto alla verità, ma si son compiaciuti nell’iniquità, siano
giudicati».
Purtroppo il tema «profeti» nel Nuovo
Testamento non viene mai trattato con le basi effettivamente bibliche. Nel Nuovo
Testamento troviamo un solo profeta (Agabo) che ha profetizzato delle cose molto
materiali (una carestia e la cattività di Paolo a Gerusalemme) e temporali di
nessuna importanza per i credenti o per la Chiesa di Dio. È assurdo credere —
stando alle profezie del Signore e degli apostoli circa i falsi profeti alla
fine dei tempi — che, dopo due mila anni quasi di pausa profetica, Dio faccia
riapparire questo ministero.
Ma visto il «boom mistico» nella chiesa
romana sotto gli ultimi due papi non c’è da meravigliarsi che un Bob Hazlett
trovi ingresso in Italia. Peccato per tutte le anime mal guidate. {29-10-2007}
Nota redazionale:
Riguardo ad Agabo (profeta giudaico o cristiano?) e al tipo di predizione di At
21 (s’è avverata ma non nei modi da lui annunziati), si veda il seguente
articolo: ►
Agabo.
8.
{Ferruccio Parrinello}
▲
Non
ritengo giusto screditare a priori qualsiasi movimento carismatico! Se è vero
che possano esserci «falsi profeti», non è quest’una buona ragione per
screditare ogni movimento che abbia a che fare con l’unzione! È un po’ come
impedire a un figlio di crescere e farlo restare eterno bambino per paura che
faccia esperienze sbagliate: questo non è pedagogico!!!
Non possiamo continuare a non vedere come genuini i doni che Dio ha fatto
alla chiesa e ne testimonia la Scrittura! È assurdo vanificare ciò che Dio fa
solo perché la reazione dell’uomo alla presenza di Dio non è come noi la
vorremmo. Nemmeno io quando parlo in lingue ruggisco come un leone, né tantomeno
salto per la sala: il mio carattere non me lo permette. Ciò nondimeno non posso
screditare ciò che c’è di carismatico nella «Chiesa» solo perché l’uomo ha
reazioni emotive incontrollate! Io amo mia moglie a modo mio e nella mia
intimità posso anche ballare sul letto... Altri non lo fanno! In nessuno dei due
casi si tratta d’amore falso o poco genuino... Si tratta solo di reazioni
soggettive differenti! Non scambiate la presenza di Dio nei credenti con le loro
reazioni emotive personali! E se voi foste tra quelli che stanno bestemmiando lo
Spirito Santo? Meditate gente, meditate...
«E a chiunque parli contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a
chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né
in quell’a venire» (Matteo 12,32). {27-10-2007 }
9.
{Nicola Martella}
▲
Per
buona creanza e per spirito cristiano, si fa sempre bene a presentarsi,
usando nome e cognome e dicendo chi si è (è insufficiente un «parrinels»
dell'indirizzo e-mail); infatti bisogna mostrare d’essere «irreprensibili e schietti, figli
di Dio senza biasimo» (Fil 2,15). All'inizio la lettera non era firmata, ora
dall'ulteriore corrispondenza so che si tratta di Ferruccio Parrinello.
Poi se il lettore avesse letto l’articolo «Pentecostali
e carismaticisti: distingui necessari», avrebbe capito
differenze sostanziali fra il movimento pentecostale classico, perlopiù
moderato, e i carismaticisti della «terza ondata».
Quanto alla «unzione», la Scrittura afferma che tutti i credenti
l’anno ricevuta, e cioè nel momento che sono stati suggellati con lo Spirito
Santo (Ef 4,30), ossia laddove è avvenuta una vera rigenerazione (Tt 3,5; 1 Pt
1,23). Il nome stesso christianos «cristiano» ha a che fare con
l'unzione! (cfr. At 11,26; 26,28; 1 Pt 4,16).
L’apostolo Giovanni, facendo un gioco di parole, comprensibile solo in
greco o traducendo letteralmente, affermò: «Figlioli, è l’ultima ora; e come
avete udito che l’anticristo [= falso unto] deve venire, fin da ora sono
sorti molti anticristi [= falsi unti]; affinché conosciamo che è l’ultima
ora. 19Sono usciti di fra noi… […] 20Quanto a voi, avete
l’unzione dal Santo, e conoscete ogni cosa. […] 22Chi è il
mendace se non colui che nega che Gesù è l’Unto? Egli è l’anticristo [=
falso unto], che nega il Padre e il Figlio» (1 Gv 2,18ss.22). Poi,
dopo aver parlato di seduzione, continuò: «Ma quant’è a voi, l’unzione
che avete ricevuta da lui dimora in voi, e non avete bisogno che alcuno
v’insegni; ma siccome l’unzione sua v’insegna ogni cosa, ed è verace, e
non è menzogna, dimorate in lui, come essa vi ha insegnato» (v. 27).
Si noti che l’unzione era qualcosa che i credenti avevano ricevuto nel
passato dall’Unto Gesù, il Santo. Nel presente essa distingueva dai «falsi
unti». Quindi tutti i veri credenti in Gesù l’Unto, hanno ricevuto l’unzione,
che non è qualcosa di particolare, ma che riguarda tutto il corpo di Gesù
l’Unto. Se il Capo è santo, tutto è il corpo è santo. Tutti i credenti nel NT
sono chiamati «santi» (cfr. Rm 1,7), poiché sono «unti», ossia santificati o
consacrati a Dio (cfr. Col 1,22; 1 Ts 5,23; Eb 10,10).
Sinceramente non ho capito che cosa abbia a che fare i «falsi profeti» e le
esperienze carismaticiste con la pedagogia. La Parola ci esorta a non
contaminarci con cose che egli dichiara abominevoli (cfr. Tt 1,16): dobbiamo
ubbidire alla Parola o dobbiamo fare le nostre esperienze, a rischio di
bruciarci? «Uno si metterà forse del fuoco nel grembo senza che i suoi abiti
si brucino?» (Pr 6,27).
I genuini «doni che Dio ha fatto alla chiesa» sono una cosa,
attingere al «fuoco estraneo» del misticismo e dello gnosticismo, è altra cosa.
Ho già mostrato altrove la differenza fra «carismatico» (ciò che è prodotto
dalla charis «grazia» di Dio) e ciò che è «carismaticista» (ciò che è
prodotto «fuoco estraneo» del misticismo e dello gnosticismo). Tutti i veri
cristiani rigenerati sono «carismatici», possedendo almeno un «carisma»,
un’azione della charis «grazia». Il carismaticismo è invece un’ideologia
dogmatica abbastanza recente che attinge al misticismo religioso e alla
religiosità gnostico-esoterica.
Quanto alle «reazioni emotive incontrollate», di là da una certa
«coreografia» culturale, come si conciliano esse con le raccomandazioni
apostoliche al riguardo, ad esempio: pregando con lo spirito, non bisogna
lasciare infruttuosa la propria intelligenza (1 Cor 14,15ss), ossia non bisogna
perdere l’autocontrollo né la chiara comunicazione che permette di dire «amen»;
non bisogna apparire come «pazzi» a quelli di fuori (v. 23); «ogni cosa sia
fatta con decoro e con ordine» (v. 40).
Paragonare la vita di gruppo con quella sessuale di coppia è
veramente sconcio oltre ogni rima! La chiesa non è certamente un luogo di orge
collettive! Mi meraviglio come si possano confondere le espressioni private
(intimità coniugale) con quelle pubbliche quanto alle «reazioni emotive
incontrollate»! Nella chiesa locale tutto deve mirare al pari consentimento e
all’edificazione reciproca. Solo negli «alti luoghi» avvenivano «reazioni
emotive incontrollate», che portavano a ogni sorta d’abominio (Gr 32,35; Ez
22,10s; 43,7). Il paragone sessuale fa acqua da tutte le parti.
Si afferma: «Non scambiate la presenza di Dio nei credenti con le loro
reazioni emotive personali!». Abbiamo già ricordato sopra l’ingiunzione: «Ogni
cosa sia fatta con decoro e con ordine» (1 Cor 14,40). Come può lo Spirito
Santo produrre «reazioni emotive incontrollate», quando il «frutto dello
Spirito» è, tra altre cose, pace (= armonia), dolcezza e autocontrollo? (Gal
5,22).
Poi il finale è scontato: minacciare chi non la pensa così di stare a
bestemmiare lo Spirito Santo! Al riguardo, per semplicità, rimando all’articolo
«Peccato
imperdonabile».
10.
{Amedeo Bruno}
▲
Io non conosco Bob Hazlett, non so se è un profeta. Ma non
è affatto vero che nel Nuovo testamento non sia presente la parola profeta (o
profeta di Dio, questo non cambia nulla), perché ad esempio, il libro degli Atti
parla d’un profeta di nome Agabo (Atti 11,28; 21,10); è ovvio che era un profeta
di Dio, non credo fosse un profeta del diavolo, dato che ciò che predisse
s’avverò. Non solo, ma come possiamo considerare uomini come Giovanni che Dio
incaricò di scrivere un libro profetico senza pari, l’Apocalisse, oppure
l’Apostolo Paolo, che ricevette da Dio grandi rivelazioni, visioni, parola di
sapienza, di conoscenza, ecc. Non credi che questi grandi uomini di Dio fossero
anche dei Profeti? Io lo credo. {26-10-2007}
11.
{Nicola Martella}
▲
Per dire o meno alcune cose, dobbiamo fare un’analisi seria
e rigorosa della Scrittura, prendendola sul serio. In questo caso constateremo
quanto segue.
■ L’espressione «profeta di Dio (o del Signore)» nel
NT non esiste. Allora si fa bene a non chiamare nessuno in specifico con questo
titolo; e neppure bisogna che qualcuno lo faccia. Come già detto altrove, nel NT
troviamo l’espressione, ad esempio, «Paolo, apostolo di Gesù Cristo» (2
Cor 1,1; Ef 1,1; Col 1,1; 1 Tm 1,1; 2 Tm 1,1), ma mai «Paolo, profeta di Gesù
Cristo»! Deve pur significare qualcosa!?
■ Quanto ad Agabo, neppure lui fu chiamato
espressamente «profeta di Dio». Non si tratta di essere «profeta del diavolo»,
come si afferma con una brutta espressione; infatti, anche il giudaismo a quel
tempo aveva i suoi profeti specialmente fra gli Zeloti (Farisei estremisti; cfr.
At 5,36s), oltre ai suoi esorcisti e taumaturghi (Mt 9,38; At 19,13s), e anche
Caiàfa profetò in quanto sommo sacerdote (Gv 11,49s). Agabo crea inoltre più
domande che risposte: era un profeta del giudaismo storico o è un
giudeo-cristiano? Riguardo al tipo di predizione di At 21, faccio notare che si
avverò, sì, ma non nei modi da lui annunziati. È stato fatto
notare che ha predetto cose abbastanza materiali — una carestia e la
l’imprigionamento di Paolo a Gerusalemme (qui i dettagli non corrispondono a
quanto predetto) e circostanziate nel tempo, che in fin dei conti non avevano
alcuna importanza dottrinale per i credenti d’allora e d’oggi. Rimando per
l’approfondimento all’articolo: ►
Agabo.
■ L’apostolo Giovanni
non si titolò mai personalmente come «apostolo», sebbene abbia avuto la visione
del tempo della fine (Ap 1,9ss). Infatti, nella teologia nessun studioso definirebbe
l’Apocalisse come un «libro profetico senza pari», poiché tecnicamente tale opera
appartiene al genere apocalittico, non al genere profetico. Infatti per
«profezia» s’intende tecnicamente la proclamazione morale dei profeti (nebi’im)
dell’antico Israele nel loro tempo. Perciò, ad esempio, Geremia era un profeta,
poiché indirizzava quotidianamente messaggi al popolo, ma non Daniele che era un
«apocalittico» e faceva il funzionario di imperatori stranieri.
■ Paolo, pur avendo ricevuto da Dio grandi
rivelazioni, visioni, parola di sapienza e di conoscenza (2 Cor 12,2ss), non si definì
personalmente mai un «profeta» né tanto meno «profeta di Dio», poiché non erano
questi gli elementi che costituivano un profetes «proclamatore». È la
poca conoscenza tecnica tra i cristiani che fa credere il contrario! Egli insistette
sul suo apostolato (Rm 1,5), che era il suo ministero di missionario fondatore e
che difese ad oltranza (1 Cor 9,1s). Egli difese il suo apostolato contro i
superapostoli gnostici che si erano intrufolati nella chiesa di Corinto e ne
avevano preso il comando, denigrandolo per di più (2 Cor 11,4s; 12,11s). Paolo
li definì «falsi apostoli, operai fraudolenti, che si travestono da apostoli
di Cristo» (2 Cor 11,13ss).
■ Oggigiorno noi abbiamo giustamente una grande considerazione dei brani predizionali
dei nebi'îm o «proclamatori» teocratici d’Israele. Se rapportati alla lunghezza del loro
ministero (e dei loro libri; cfr. Is; Gr; Ez), l’incidenza dei brani
predizionali è minima rispetto ai brani predicativi nel loro presente. A ciò si
aggiunga che un profeta legittimo per le sue predizioni ricalcava di per sé
«l’impianto predizionale dell’AT» (Dt 30), aggiungendo solo un'attualizzazione
nel suo presente. [Per l’approfondimento cfr. «Impianto predizionale dell’AT»,
Manuale Teologico dell’Antico
Testamento, pp. 184s, e temi connessi).
■ Nel NT il concetto di profeta era cambiato
per molti versi. Per prima cosa il profetismo dell’AT era un ministero
teocratico d’Israele; come tale era cessato con Malachia. Per 400 lunghi anni
Israele non ebbe più profeti, finché venne come «fanalino di coda» dell’era dei
profeti d’Israele Giovanni Battista, che fu definito da Gesù l’Elia che doveva
venire (Mt 11,14; Mal 4,5). Gesù rese chiaro che «tutti i profeti e la legge
hanno profetato fino a Giovanni»
(Mt 11,13). Quindi con il Battista si concluse per sempre la sequenza dei
profeti d’Israele. In Lc 16,16 Gesù aggiunse la novità rispetto all’era dei
profeti d’Israele: «La legge ed i profeti hanno durato fino a Giovanni;
da quel tempo è annunziata la buona
novella del regno di Dio».
■ Da Malachia non erano solo passati 400 anni senza
profeti teocratici, ma era cambiata anche la lingua. Infatti anche nella
Palestina si parlava perlopiù il greco e l’aramaico e l’ebraico erano solo
dialetti della Giudea. In greco il termine profetes «proclamatore,
interprete» ha uno spettro di significati molto più vasto di nabi’
«proclamatore», il portavoce di Dio nell’AT. Persone che mai nell’AT sarebbero
stati chiamati «profeti», ma che avrebbero avuto bisogno essi stessi di un
«veggente» per consultare Dio, nel NT sono chiamati in modo onorifico
profetes, ad esempio: Daniele (Mt 24,15), che in effetti era un uomo di
stato, e i poeti, addirittura quelli dei pagani (Tt 1,12). Il verbo profetein «proclamare» fu attribuito
a Zaccaria (Lc 1,67) e addirittura al sommo sacerdote Caiàfa (Gv 11,51), che
profeti non erano nel senso tecnico.
■ Nel mondo greco, il profetes non era
chi riceveva la rivelazione (ad esempio il medium o la Pizia nei templi pagani), ma chi
ne dava l’interpretazione e la proclamava. Perciò nella cultura e nella lingua
maggioritaria dell’ellenismo, in cui il cristianesimo si muoveva, non solo il
termine profetes aveva uno spettro di significati più ampio rispetto a
quello ebraico nabi’, ma cambiò del tutto la funzione nella chiesa. Ho
trattato diverse volte il fatto che, al tempo del NT, profetes non indicasse chi prediceva,
rivelando cose nuove, ma chi proclamava annunziando ciò che era stato
già rivelato (AT). Il fine era l’edificazione, l’esortazione e la consolazione nella
chiesa (1 Cor 14,3s).
Non esistevano più i profeti teocratici del vecchio
patto, ossia quelli d'Israele, e non c’erano neppure persone particolari nella chiesa che potessero
rivestire tale ministero in particolare. Per questo nel NT non si troverà mai
scritto: «Il profeta Giovanni venne e disse». Infatti, nella chiesa la regola è
questa: «Tutti, uno ad
uno, potete profetare [= proclamare]; affinché tutti imparino e tutti siano
consolati» (1 Cor 14,31); è una predicazione partecipata. Per mantenere
l’ordine, Paolo ingiunse che per ogni riunione parlassero solo «due o tre
profeti [= proclamatori]» (v. 29). Ma ciò che dicevano tali proclamatori non
era ingiuntivo, poiché aggiunse: «E gli altri giudichino»,
ribadendo subito dopo: «E gli spiriti dei profeti [= proclamatori] sono
sottoposti ai profeti [= proclamatori]» (v. 32).
■ È da qui che bisogna intendere anche i brani
ministeriali. Purtroppo la mancata traduzione dei termini greci, che sono
stati solo adattati in italiano, ha portato a molti equivoci. Ecco che cosa
appare, se traduciamo radicalmente: «Ed è lui che ha dato gli uni, come
missionari; gli altri, come proclamatori; gli altri, come araldi; gli
altri, come pastori e insegnanti, 12per il perfezionamento dei santi,
per l’opera del ministero, per la edificazione del corpo di Cristo» (Ef
4,11s). Similmente 1 Cor 12,28: «E gli uni Dio li ha insediati nella chiesa
in primo luogo come missionari; [gli altri] in secondo luogo come proclamatori;
in terzo luogo come insegnanti; poi, forze; poi carismi di guarigione,
assistenze, governi, specie delle lingue».
Per «missionari» s’intende quelli fondatori di chiese.
Per «proclamatori» s’intende coloro che edificano la chiesa, parlando in modo
estemporaneo, perché «ispirati» dalla Scrittura o dalle parole di altri
fratelli. Infatti, «chi proclama, edifica la chiesa» (1 Cor 14,4). Gli «annunciatori»
(o araldi) predicano l’Evangelo fuori della chiesa. I «pastori» non sono
coloro che dirigono la chiesa, ma coloro che pascono la chiesa con la cura d’anime, quindi
coloro che esercitano la cura pastorale. Gli «insegnanti» istruivano in modo
sistematico nella sacra Scrittura (allora era l’AT), presentando la sana dottrina e
tagliando rettamente la Parola di verità (cfr. le raccomandazioni di Paolo a
Timoteo e a Tito sull’insegnamento). A differenza degli insegnanti, i
proclamatori parlavano sotto l’ispirazione del momento all’interno del processo
di edificazione reciproca.
In tutto ciò c’è una logica e una strategia
missionaria. I «missionari» fondano le chiese; i «proclamatori» (spesso
fanno parte della squadra del missionario come nel caso di Paolo e del suo
seguito) la edificano con discorsi spirituali tratti dalla Parola, parlando «agli
uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione» (1
Cor 14,3); gli «annunciatori» (o araldi) portano l’Evangelo alle anime
perdute; i «pastori» curano le anime dei discepoli; gli «insegnanti»
istruiscono i discepoli in modo profondo e sistematico nella sacra Scrittura.
Non era un caso che ad Antiochia, la cui chiesa fu fondata da credenti arrivati
sul posto in seguito a una persecuzione, fu mandato dapprima Barnaba, il «figlio
di consolazione», per edificare i nuovi credenti, e lui poi andò a prendere
Saulo, che era un insegnante. Qui maturò il progetto di mandare «missionari» in
altre zone e di fungere come chiesa mandante (At 13).
■ C’è da dire che un insegnante poteva essere anche un
profetes «proclamatore», ma non viceversa. Per questo è scritto che nella
chiesa d’Antiochia v’erano cinque fratelli che erano allo stesso tempo
«proclamatori e insegnanti» (At 13,1). Nel caso negativo, i «falsi proclamatori»
sono identificati con i «falsi insegnanti» (2 Pt 2,1).
Similmente anche gli apostoloi «missionari»
possono essere profetoi «proclamatori» (Ef 2,20; gr. un solo articolo per
ambedue!), ma non viceversa. I credenti gentili sono «concittadini dei santi e
membri della famiglia di Dio, essendo stati edificati sul fondamento degli
apostoloi e dei profetoi, essendo Cristo Gesù stesso la pietra
angolare» (Ef 2,19s). I dodici rappresentanti di Gesù erano «missionari»
fondatori del cristianesimo e «proclamatori» della sacra Scrittura ai fini
dell’edificazione.
12..
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▲
La discussione continua qui:
►
Voglia di profeti e veggenti? Parliamone (2)
{Nicola Martella} (T).
►
URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/_Den/T1-Profeti_veggenti_parla_MeG.htm
24-10-2007; Aggiornamento:
03-07-2010
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