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Alcuni
credenti pentecostali, specialmente quando non hanno altri argomenti, mi
scrivono le cose più strane riguardo alle cose che io nutrirei sui medesimi, sia
che lo pensino essi stessi, sia che l’abbiano ascoltato da altri. Il fatto è che
essi stessi non sanno, in genere, distinguere fra «pentecostali» e
«carismaticisti». Sull’altro fronte ci sono ex carismaticisti che, a causa delle
loro esperienze traumatiche, fatte in passato, mi esortano spesso a troncare
ogni rapporto anche con i credenti pentecostali, avendo spesso anch’essi difficoltà a
distinguerli dai carismaticisti. Chi si è bruciato, vede tutto come
fuoco! Navigare a vista fra questi scogli insidiosi, a volte non è
facile. E bisogna spiegare e rispiegare le cose.
Questo tema di discussione è
uno sviluppo dell'articolo «Pentecostali e carismaticisti: distingui necessari».
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
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1.
{Patrizia Miceli}
▲
Carissimo fratello,
sappia che ha tutta la mia stima per come conduce i dibattiti contro le eresie
che ci sono in circolazione da un po’ d’anni a questa parte.
Chi le scrive
è una persona che, non conoscendo il mondo evangelico, uscendo dalla chiesa
cattolica, era capitata in una «chiesa prosperante» dove innalzavano Benny Hinn,
non nominando quasi mai Gesù e il ravvedimento. Solo potenza e miracoli e
spiriti da combattere anche la notte.
Dopo un anno,
leggendo gli interventi di fratelli validi nel forum evangelici.net (tra cui i
moderatori che chiaramente non approvavano Benny Hinn e i suoi seguaci
prosperanti), ho aperto gli occhi su quella comunità, che tanto mi stava facendo
male, impoverendomi oltre al portafoglio, anche lo spirito, e ora, grazie a Dio
frequento una comunità pentecostale libera, ma molto moderata.
Non lesino di
contraddire, Bibbia alla mano le teorie di qualunque «prosperante», che cerca di
propinare le sue eresie per fare proseliti.
Non ultimo è
stato anche aperto un topic che velatamente si rifà al «tempo di raccolta»
dell’unto di turno, un certo signor Annacondia, dove i sostenitori della sana
dottrina non stiamo tirandoci indietro per informare quelle povere anime
incastrate in queste dottrine.
Le segnalo il
link, che può leggere
tranquillamente anche da visitatore, giusto per confortarla che anche i
pentecostali siamo in disaccordo con certe dottrine carismatiche e
scaramantiche.
Ringrazio Dio
che ci sono fratelli come lei che combattono strenuamente per la sana dottrina.
Dio la benedica. {7 settembre 2009}
2.
{Nicola Martella}
▲
Cara Patrizia,
shalom. Grazie che mi hai scritto e ho preso atto del tuo percorso. Ho dato
un’occhiata alla discussione in merito su evangelici.net, soffermandomi su
quelli col tuo nickname. Ti faccio presente che molti degli articoli su Benny
Hinn presenti sul mio sito, sono stati scritti da
Antonio Morlino, un fratello
pentecostale [►
Carismaticismo] Inoltre
diversi altri pentecostali s’esprimono sui carismatici; infatti noi distinguiamo
gli uni dagli altri. [►
Pentecostali e carismaticisti: distingui
necessari] Lo stesso «Heaven» su tale topic è un
pentecostale belga, che è intervenuto spesso sul mio sito col suo vero nome e
cognome.
Sul mio sito
trovi anche Annacondia col suo «vieni a prenderti il tuo miracolo» e con i suoi
«miracoli» odontoiatrici. [►
Tempo di raccolta con Carlos Annacondia]
Anche tu puoi partecipare alla discussione sui temi aperti.
3.
{Gianni Siena}
▲
Io credo sia utile
fare questa distinzione, il pentecostale classico è un evangelico che s’è
spinto nel chiedere al Signore qualcosa in più... come al tempo della chiesa
primitiva. Non senza problemi, visto qualche strascico negativo d’esperienze e
visioni maturate strada facendo... nessuno è perfetto. Il pentecostale classico
professa che tutta / solo la Bibbia è autorità infallibile, sottopone a essa
ogni sua esperienza di fede e d’altro genere. Non disprezza l’esperienza (= la
vita) spirituale, ma non accetta la «teologia dell’esperienza», che porta
parecchio fuori strada. Accetta d’imparare dai propri errori e non rinuncia a
considerare ancora aperta la porta da dove provengono, sempre secondo la volontà
di Dio, le «distribuzioni dello Spirito Santo». Per un pentecostale classico (io
la penso così) il «dono di Dio» manifestato è soprattutto lo «spirito di grazia
e d’invocazione», profetizzato da Zaccaria sul popolo d’Israele... ma
nell’attesa è sparso sui Gentili con i segni che l’accompagnano. Un pentecostale
classico non fa fatica a dialogare con credenti d’altre provenienze,
riconoscendoli come fratelli in Cristo: pur nell’inevitabile differenza di
vedute e di percorso spirituali.
Con i
carismaticisti il problema è grosso, non nego che, talvolta, le loro
peculiari «manifestazioni» siano avvenute anche nel nostro mezzo, ma sono state
respinte come non bibliche e, sia pure con dispiacere d’alcuni, abbandonate. Il
dialogo è sempre una buona medicina per imparare a mostrare ai non credenti la
fondamentale unità della Chiesa di Cristo. Ogni tanto, credo, può essere utile
confrontarsi su qualche tema specifico... c’è sempre da insegnare agli altri ma,
soprattutto, da imparare da loro. Alla fine, siamo debitori gli degli altri e
impariamo a sopportarci con amore: Si «litiga» anche nelle migliori famiglie! {9
settembre 2009}
4.
{Gaetano Nunnari}
▲
È necessario
distinguere i pentecostali dai carismaticisti? Per amore di verità dico che sì,
vanno distinti. Tuttavia bisogna avere anche la stessa onestà nel dire
che i pentecostali sono i progenitori dei carismatici.
Io ho
conosciuto e frequentato entrambi gli ambienti. Anche se i miei articoli sono
sempre stati corretti dal redattore, ascrivendo sempre le mie esperienze alla
categoria dei più estremi, non è sempre stato così.
I
pentecostali classici
Faccio una
premessa molto importante, io credo che la maggior parte dei pentecostali
classici, come le ADI ad esempio, siano miei fratelli in Cristo. Ciò non
toglie che le divergenze d’opinione, specialmente per quanto riguarda la
manifestazione dello Spirito Santo, ci ponga su due differenti vedute, molto
distanti. I pentecostali, come ha scritto Gianni Siena, si definiscono
evangelici che si sono spinti nel chiedere al Signore qualcosa in più.
Secondo loro, noi evangelici classici, come battisti, movimento dei
Fratelli, riformati, ecc. siamo quelli che si sono fermati prima! La cosa che
poi mi fa sorridere è che i carismatici, stufi dei pentecostali non così
rispecchianti in tutto e per tutto gli atti eroici degli apostoli, dei profeti
dell’AT e di Cristo stesso, hanno deciso anche loro d’andare ancora più oltre.
Ho da dire
ancora qualcosa. Anche se Gianni Siena dice che i pentecostali valutano le
proprie esperienze con la Scrittura, ciò è fatto spesso solo a parole, e
non rigorosamente con spirito di preghiera. Infatti alcune loro esperienze che
non stanno né in cielo né in terra, se a loro ha portato una certa, chiamiamola
così, «benedizione», allora era da Dio. Anche se la Bibbia non appoggia o
contraddice certe affermazioni, riecco la solita tiritera: Dio può far tutto.
I
carismaticisti
Per quanto
riguarda i carismaticisti, personalmente credo che forse un 5% si possa
ancora considerare come cristiani nati di nuovo, e siccome sono fermamente
convinto che Lo Spirito Santo guida alla verità, e non fa perseverare nella
menzogna, tali movimenti sono dal diavolo. Tengo anche a precisare che di quel
5% che considero possibili fratelli in Cristo, non ne fanno assolutamente parte
i loro leader, pastori, profeti, essendo essi stessi causa di tali
eresie, e promulgatori di dottrine (cioè insegnamenti) di demoni ecc...
Con tutte
le dovute eccezioni, perché solo Dio conosce quelli che sono suoi, tali unti non
sono amati da Dio, e bisogna prenderne atto. Paolo disse chiaramente che Dio
indurisce i loro cuori, ottenebra le loro menti affinché non credano alla
verità. Dobbiamo lavorare per coloro che sono finiti per la loro ingenuità nella
trappola di questi distorsori della Scrittura, affinché Dio conceda loro
di ravvedersi.
Io ho
parenti che frequentano chiese ADI, a cui voglio sinceramente bene, e che credo
che siano, nonostante le divergenze d’opinioni su alcuni argomenti, e su alcune
loro esperienze, miei fratelli in Cristo. Non è così per i carismaticisti che
invece vanno di male in peggio.
Precisazioni
conclusive
Un’altra
precisazione che desidero fare, in quanto non voglio che ciò che dico possa
essere strumentalizzato dai carismaticisti, utilizzando sempre la solita
menzogna, ossia che se uno non è un loro seguace vuol dire che non crede allo
Spirito Santo, o che crede che Dio oggi non guarisce più, e le loro
solite mendaci affermazioni: mi dispiace deludervi, ma io credo nello Spirito
Santo, e ricerco la sua guida, e credo fermamente che Dio guarisce ancora oggi.
Mi
sottometto alla sua volontà, confidando nella sua misericordia. Dio non mi
deve nulla, io davanti a Dio non ho nessun diritto, e come essere macchiato dal
peccato come potrei mai esigere che qualcosa mi sia dovuto? So però che il mio
Padre celeste usa misericordia verso i suoi figli, e come suo figlio so che lui
si prenderà cura di me. Tutto è per grazia, ossia per il favore immeritato di
Dio.
I
carismaticisti hanno invece un padre molto suscettibile, legato a formule
magiche, che promette e poi si rimangia la parola data, dice che fa, e quando
non fa è perché non si è spiegato bene, un dio molto limitato, come il titolo
d’un film, sono figli d’un dio minore, che non è Jahwè, non è il Padre del mio
Signore Gesù Cristo, ma il suo antagonista. Che Dio possa avere pietà delle loro
anime!
Per quanto
riguarda invece i miei fratelli pentecostali: hanno voluto qualcosa in
più? Forse sarà meglio che facciano un passo in dietro, posando gli occhi più
sulle Scritture. Perlomeno li scongiuro di non andare ancora più oltre... {11
settembre 2009}
5.
{Nicola Martella}
▲
Le osservazioni di
Gaetano Nunnari possono senz'altro apparire pertinenti a un lettore neutrale in
materia, e questo specialmente tenendo presente il suo particolare
punto di vista di insider: egli non scrive da sprovveduto, ma ha conosciuto di prima persona tutto
lo spettro entusiastico che va dai pentecostali classici ai neopentecostali (o
carismaticisti) più estremi. Ancora attualmente ha parenti, specialmente
fra questi ultimi, i quali pretendono di aver ricevuto «profezie» circostanziate
da parte di Dio, che coinvolgono anche lo stesso Gaetano; sebbene queste poi non
si sono avverate per nulla, tali parenti, invece di ravvedersi, danno come
motivo una delle tante scuse, tipiche di tale ambiente. Inoltre alcuni di loro
affermano pubblicamente di essere stati guariti dal Signore, sebbene in privato
stiano alquanto maluccio e siano costretti a ricorrere ai medici. In tali
ambienti carismaticisti ne ha viste di tutti i colori e ancora ora ha il suo
daffare con la parentela, che lo marca da vicino e lo considera un traditore.
Faccio
comunque notare che l’ambiente pentecostale classico è molto variegato.
Sebbene abbia una certa base comune, nella pratica le credenze e le attività
entusiastiche sono molto varie da comunità a comunità. Alcune chiese
pentecostali hanno di pentecostale solo il nome, essendo a tutti gli effetti
delle chiese libere e moderate. Altre, oltre al nome, hanno una certa
«coreografia» devozionale, ma non permettono che si parli in lingue in pubblico
né mettono una particolare enfasi su una seconda esperienza. Poi ci sono altre
che mettono una enfasi più o meno grande sul cosiddetto battesimo di Spirito e
incoraggiano, con enfasi diversa, la glossolalia come particolare distintivo;
anche qui ci sono chiese, in cui si parla in lingue solo se si può tradurre, e
altre in cui tutti pregano e parlano in lingue allo stesso tempo, e pare
d’essere nella prima Babele, quando nessuno capiva l’altro (Gn 11).
Queste
ultime chiese, oltre a non praticare 1 Corinzi 14,27s, rappresentano un pericolo
per sé e per altre chiese, poiché possono rappresentare un’infezione spirituale;
infatti, se nessuno interpreta, chi verificherà che non venga bestemmiato il
nome di Dio in lingue? Ex occultisti affermano di essere andati regolarmente in
tali chiese senza «decoro e ordine» (1 Cor 14,40), per bestemmiare lì il nome di
Dio e invocare Satana in lingue.
Quindi, lo
spettro del pentecostalismo classico è molto vasto. Facciamo bene a
incoraggiarne le forme più moderate.
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12.
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Confronto fra pentecostali, ex e non 1
{G. Siena - G. Nunnari - N. Martella} (T/A)
►
Confronto fra pentecostali, ex e non 2
{A. Capasso, G. Nunnari e N. Martella} (T/A)
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URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/T1-Pentec_carismatici_parla_Mds.htm
08-09-2009; Aggiornamento:
06-10-2009
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