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La discussione sul «sionismo
cristiano» ha fatto aprire un altro filone tematico riguardo
alla storia della salvezza, al ruolo d’Israele in
quest’ultima e al rapporto fra Israele e la chiesa.
Ricordiamo che da una parte c’è Israele quale popolo storico
del passato, dall’altra c’è la terra e la nazione attuale
d’Israele e infine c’è l’Israele escatologico che, secondo
le predizioni bibliche, un giorno riconoscerà Gesù quale
Messia e, passando per la tribolazione, verrà purificato
quale «resto santo». Oggigiorno ci sono pure i Giudei
messianici, i quali formano proprie chiese e in genere
seguono la legge mosaica e le tradizioni dei loro padri. Ci
sono inoltre i Giudei cristiani in genere, i quali come
«Israele di Dio» si trovano all’interno delle chiese dei
Gentili. Infine ci sono vari atteggiamenti dei cristiani
gentili verso Israele: ▪
1) c’è l’opinione che la chiesa abbia
sostituito Israele nel piano storico-salvifico di Dio (idea
che non condividiamo); ▪
2) ci sono cristiani che hanno
simpatia per Israele come popolo storico di Dio e pregano
per la sua conversione a Gesù quale Messia;
▪ 3) ci sono
cristiani che sono affascinati da alcune convinzioni e
pratiche giudeo-cristiane; ▪
4) ci sono anche varie altre
sfumature, il cui fanalino di coda è costituito dal
«sionismo cristiano» o «sionismo cristianizzato». [►
Parlando del sionismo
cristianizzato]
Per togliere equivoci, diciamo fin
da ora che condanniamo qualsiasi tipo di antisemitismo. A
ciò si aggiunga che non crediamo che la chiesa sia Israele
né un nuovo «Israele spirituale».
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1.
{Abele Aureli} ▲
Nota editoriale: L'autore di questo contributo è
partito dalla lettura degli altri contributi sul giudaismo,
in particolare
i seguenti:
► Il sionismo cristiano;
►
I Giudei hanno rifiutato Gesù.
È assodato il fatto che «noi» (credenti in Cristo) siamo
stati fatti figli d’Abramo e non viceversa, pertanto i veri
figli d’Abramo, e cioè il vero popolo di Dio o l’Israele
spirituale, siamo noi, tutti i credenti in Cristo, inclusi
però anche tutti gli Ebrei che hanno accettato Gesù come il
Messia, come hanno fatto Pietro e gli altri Apostoli prima
di noi.
Dire il contrario sarebbe un’eresia, così come è
un’eresia dire (come asseriscono i TdG, che Dio abbia chiuso
definitivamente con il popolo Ebreo, anche se oggi come
nazione non crede ancora in Gesù come il loro Messia.
Però a questo riguardo, mi meraviglio come ci possano
essere dei cristiani che non hanno compreso il reale
significato del Capitolo 11 della lettera di Paolo ai
Romani! La stessa cosa ho detto anche ai TdG. E qui, Paolo
non sta parlando ai Giudei ma ai gentili divenuti cristiani.
Attenti a non inorgoglirci contro la radice! Io posso anche
essere un cristiano molto umile in senso generale, ma se
come ha insegnato la Chiesa Cattolica (e noi tutti ne siamo
stati contagiati), e cioè che gli Ebrei hanno ucciso il
nostro Gesù, come se Gesù fosse stato Cattolico Romano e
Italiano allo stesso tempo, e che quindi siano da odiare,
allora noi ci stiamo «inorgogliendo» contro il tronco e la
radice!
D’altronde, sia per noi che siamo Cristiani Evangelici,
e quindi dovremmo amare gli Ebrei perché Gesù era un Ebreo,
sia per i Cattolici Romani, visto che Maria era anche lei
un’Ebrea, e quindi dovrebbero amare gli Ebrei anche loro,
non capisco tutto quest’astio contro gli Ebrei, a meno che
non si spieghi con il fatto che essendo il popolo di Dio, e
quindi odiato da Satana, lui ha scagliato tutti i suoi
demoni contro questo popolo e molti cristiani, parlo degli
evangelici, sono caduti nella sua trappola.
A parte il fatto che Gesù è morto sulla croce per tutti
i peccatori, quindi per tutti noi (lo dico per qualche super
spirituale che potrebbe ricordarmelo) e anche per tutti i
cattolici che non lo sanno ancora, in realtà, a uccidere
fisicamente Gesù, non furono gli Ebrei, ma i Romani e
precisamente Pilato! È vero che i Farisei aizzarono la folla
a gridare di crocifiggere Gesù, ma chi aveva veramente
l’autorità d’uccidere o liberare Gesù, non erano i farisei,
ma Pilato. E lui non lo liberò per quieto vivere. Per
evitare una sommossa, che se fosse avvenuta e la cosa fosse
arrivata agli orecchi di Cesare, per Pilato potrebbe essere
stata la fine della propria carriera. Quindi, meglio far
morire un uomo che non tutto il popolo! La moglie di Pilato
ebbe un sogno e avverti suo marito a non sporcarsi le mani
con quel «giusto», ma lui essendo un vigliacco si lavò le
mani come per dire che era netto del suo sangue, ma non
s’era accorto che nella bacinella, invece che dell’acqua
c’era già il sangue di Cristo!
L’altra verità è che Dio non ha mai chiuso con gli
Ebrei come popolo e come nazione o razza. Lo dice Paolo nel
Capitolo 11 ai Romani, ma prima ancora lo dice Dio
attraverso il profeta Geremia 31,35ss: «Così dice
l’Eterno, che ha dato il sole per la luce di giorno e le
leggi alla luna e alle stelle per la luce di notte, che
solleva il mare e ne fa mugghiare le onde, il cui nome è
l’Eterno degli eserciti. “Se quelle leggi venissero meno
davanti a me”, dice l’Eterno, “allora anche la progenie
d’Israele cesserebbe d’essere una nazione davanti a me per
sempre”. Così dice l’Eterno: “Se si potessero misurare i
cieli in alto, o esplorare le fondamenta della terra in
basso, allora anch’io rigetterei tutta la progenie d’Israele
per tutto ciò che hanno fatto”, dice l’Eterno».
Se Dio qui non stava parlando dell’Israele naturale,
allora sono quasi certo che Gesù avrebbe scelto un’altra
nazione terrena per tornare sulla terra e stabilire il Suo
Millennio. Paolo dice che «allora» cioè, in quel tempo,
«tutto» Israele sarà salvato! E non può star a parlare
dell’Israele spirituale, cioè di noi cristiani, perché noi
siamo già salvati per la grazia mediante la fede in Cristo.
Lì, Gesù sta parlando dell’Israele come nazione. Se leggiamo
bene, attentamente e senza essere prevenuti contro Israele,
noi vediamo che Dio non solo, non ha chiuso con Israele,
così come non ha chiuso con alcun popolo, ma Egli non ha
chiuso con Israele come sua terra e come suo popolo
particolare, dove Egli ha trovato dei Profeti i quali ci
parlano ancora oggi, ma anche un popolo che anche se spesso
ribelle, pure in molti casi ha dato gloria a Dio in molte
battaglie e anche come popolo civile!
Per quanto riguarda poi il «sionismo cristianizzato»
oppure il «cristianesimo giudaizzato», secondo le Scritture
non sono da tenere in considerazione. È pur vero però che
dopo essere divenuti cristiani, e Cristo era già risorto, e
quindi anche dopo il «battesimo nello Spirito Santo», gli
Apostoli Pietro e Giovanni, salivano al Tempio all’ora nona,
l’ora della Preghiera (che non era presieduta dall’Apostolo
Pietro, e neppure da Paolo o dal Pastore Tizio o
dall’Evangelista Billy Graham), eppure v’andavano e nessuno
si chiede cosa ci andassero a fare se quelli praticavano un
rito giudaico, mentre essi erano diventati cristiani!
Paolo ha scritto che per la salvezza in Cristo non c’è
bisogno d’essere circoncisi, ma non ha detto che un
cristiano (già salvato), pecca se si facesse circoncidere.
Inoltre, i riti ebraici, non sono riti «pagani», come i
molti riti introdotti nella Chiesa Cattolica. La loro
pratica non è necessaria per la salvezza, ma non è neppure
contraria! Molti cosidetti evangelici ancora oggi celebrano
la festa della Pentecoste, che era una festa ebraica. Paolo
voleva trattenersi a Efeso fino alla Pentecoste!
Nella prima Conferenza a Gerusalemme, gli Apostoli e
tutti gli Anziani, per guida dello Spirito Santo, decisero
di non «imporre altro peso» sui nuovi credenti gentili, ma
ciò non significava che se si fossero trovati in mezzo a una
comunità o in famiglie d’Ebrei, essi non avrebbero potuto
partecipare a quei riti ebraici, pena la... scomunica! E
nessuno disse mai agli Ebrei cristiani che sarebbe stato un
peccato per loro continuare a partecipare ai loro riti
ebraici, a meno che essi non gli venissero imposti come
mezzo di salvezza o per mantenere la salvezza.
Ora, sarebbe il caso che noi evangelizzassimo tutti i
gentili, e anche i giudei, facendolo con tanto amore e con
tanto zelo da farli divenire invidiosi dell’amore che Dio ci
riversa addosso, ma che non facessimo confusione tra
l’Israele spirituale e quello naturale. A quello, ci penserà
Dio. Noi magari amiamoli come ci comanda Dio, e poi andiamo
avanti facendo la volontà di Dio, e cercare di non divenire
anche noi dei «rami troncati»!
Romani 11,17-21: «E se pure alcuni rami sono stati
troncati, e tu che sei olivastro sei stato innestato al loro
posto e fatto partecipe della radice e della grassezza
dell’olivo, non vantarti contro i rami, ma se ti vanti
contro di loro ricordati che non sei tu a portare la radice,
ma è la radice che porta te. Forse dunque dirai: “I rami
sono stati troncati, affinché io fossi innestato”. Bene;
essi sono stati troncati per l’incredulità e tu stai ritto
per la fede; non insuperbirti, ma temi. Se Dio infatti non
ha risparmiato i rami naturali, guarda che talora non
risparmi neanche te».
Altro che salvezza perpetua o... Israele spirituale
perpetuo!
2.
{Nicola Martella} ▲
Ringrazio Abele per il suo contributo; in ciò che dice ci sono tante cose buone.
Mi dispiace per il tono che traspare e per la veemenza degli argomenti nel fare
obiezioni a tesi che finora nessuno ha posto. Né io né altri hanno affermato
finora nel sito «Fede controcorrente» che la chiesa abbia sostituito Israele
come popolo storico e che Dio non avrà un giorno in cui esso si convertirà al
Signore, in concomitanza con l’avvento del Messia, alla fine dei tempi. Quindi
non si capisce verso chi è rivolta l’argomentazione, visto cha all’inizio di
ogni intervento è scritto: «Per togliere equivoci, diciamo fin da ora che
condanniamo qualsiasi tipo di antisemitismo. A ciò si aggiunga che non crediamo
che la chiesa sia Israele né un nuovo “Israele spirituale”». Per cui non
condividiamo l'uso che egli fa del termine «Israele spirituale», quando lo
applica alla chiesa (per altro tale espressione non ricorre mai così nel NT).
Non capiamo quindi chi ha mai messo in forse Rm 11, chi ha affermato che
Dio avrebbe chiuso per sempre con Israele e chi ha voluto sostituirsi a Israele
nel piano di Dio.
Quanto alla responsabilità della morte di Gesù, ho risposto a sufficienza
altrove. [►
I Giudei hanno rifiutato Gesù]
In ogni modo, in ogni omicidio bisogna distinguere fra i mandanti e gli
esecutori. Ogni legge civile punisce sia gli uni sia gli altri. Se in Mt 17,22s
Gesù parlò genericamente di «uomini» e in Mt 26,45 di «peccatori» come
esecutori, in Mt 20,18s le cose sono giuridicamente chiare: «Ecco, noi
saliamo a Gerusalemme, e il Figlio dell’uomo sarà dato nelle mani dei
capi sacerdoti e degli scribi; ed
essi lo condanneranno a morte e lo metteranno nelle mani dei Gentili per essere
schernito e flagellato e crocifisso» (cfr. Mc 10,33s). Secondo Gesù, le
autorità religiose lo avrebbero condannato a morte, i Gentili avrebbero eseguito
la pena. Anche Pilato descrisse i fatti in modo giuridicamente corretto: «La
tua nazione e i capi sacerdoti t’hanno messo nelle mie mani» (Gv 18,35).
Gesù parlò a Pilato di concorso di colpa, ma quella di quest’ultimo era
inferiore rispetto ai mandanti: «Chi m’ha dato nelle tue mani, ha maggior
colpa» (Gv 19,11). E lui lo avrebbe voluto liberare, se i Giudei non
avessero cercato subdoli cavilli e non fossero passati alle minacce (v. 12; cfr.
v. 15).
Pietro a Pentecoste non ebbe dubbi nella presentazione giuridica dei fatti
e delle responsabilità: «Uomini israeliti…
Voi, per man d’iniqui,
inchiodandolo sulla croce, lo uccideste… quel Gesù che
voi avete crocifisso» (At
2,22s.36).
Non capisco neppure perché abbia terminato introducendo un altro elemento
di polemica che in questo tema non c’entra («Altro che salvezza perpetua»).
Paolo in Rm 11 non sta parlando della salvezza individuale, ma degli Ebrei e dei
Gentili in genere, simbolizzandoli con dei «rami». Anche nella frase «guarda
che talora non risparmi neanche te» non si sta rivolgendo a una persona
specifica, ma a un «Gentile tipo», quindi ai Gentili in genere. Non si fa mai
bene a mischiare temi. Così si devia (e si fa deviare) dall’argomento in
discussione.
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URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/T1-Israele_chiesa_Sh.htm
30-01-07; Aggiornamento: 27-01-2010
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