Qui di
seguito discutiamo il confronto «Invocare il sangue e invocare l’unzione»
avuto fra
Enzo D’Avanzo e il sottoscritto.
Lui
aveva scritto sulla sua bacheca di un social network quanto segue:
«Nel Nome di Gesù c’è potenza, liberazione,
invoco il sangue di Gesù sulla Vita dei miei contatti, costantemente
prego per i miei nemici... invoco la liberazione divina l’unzione
dello Spirito Santo, prego per i terremotati di Haiti, e per i problemi
sociali della sorella Barbara... nel nome di Gesù, amen» (13-01-2010).
In un breve intervento chiedevo quanto segue: «Enzo D’Avanzo afferma: “Invoco
il sangue di Gesù”: interessante. Mi piacerebbe conoscere almeno un
brano, dove ciò è contemplato proprio in tale modo; potrebbe essermi
sfuggito. Egli afferma pure: “Invoco... l’unzione dello Spirito
Santo”: è interessante pure questo. Anche qui mi piacerebbe conoscere
almeno un brano della Scrittura, dove si trova una invocazione proprio
in tale modo; anche questo potrebbe essermi sfuggito».
Tali semplici questioni poste con pacatezza e con l'attesa di una
risposta nel merito, lo hanno indotto a scrivere una decina di
interventi sulla mia bacheca dello stesso
social network. Sebbene io abbia abbastanza presto smesso di rispondergli,
subodorando il peggio, ciò che è nato come venticello, è diventato poco alla volta una tempesta
e poi un tornado in lui, inducendolo ossessivamente a scrivere sulla mia
bacheca, a cancellare, a scrivere altro, a minacciare... facendo tutto
da solo. Infatti, avendo visto le prime avvisaglie di tempesta
carismaticista, mi ero subito ritirato e avevo smesso di rispondergli.
Il suo crescendo arrivò fino a quasi notte fonda, quando infine cancellò
tutti i suoi interventi e si ritirò.
Dovremmo invocare il sangue, quindi una cosa, come se fosse una
personificazione, quando possiamo invocare il Signore vivente? Dovremmo
invocare, allo stesso modo, l'unzione? Tutt'al più si dovrebbe invocare
il Signore per averla. Perché, però, dovremmo invocare il Signore per
qualcosa che già abbiamo (1 Gv 2,20.27), visto tutti i credenti la
ricevono con la rigenerazione?
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni? Partecipate alla discussione inviando i vostri contributi al Webmaster (E-mail) Attenzione! Non si
accettano contributi anonimi o con nickname, ma solo quelli firmati con nome e cognome! In casi particolari e delicati il gestore del sito può dare uno pseudonimo, se richiesto. I contributi sul tema ▲ (I contributi rispecchiano le opinioni
personali degli autori. I contributi attivi hanno uno
sfondo bianco) Clicca sul lemma
desiderato per raggiungere la rubrica sottostante 1. {Alessandro Nasti} ▲ ■ Contributo:
Ciao, scusa, ma ti voglio fare
una domanda, ti ringrazio comunque, ma gradirei ricevere una
risposta; la domanda è: quale è il tuo credo, in cosa credi,
quale è il tuo fondamento? {15 gennaio 2010}
▬
Risposta:
La domanda è legittima, visto che è scritto: «Abbiate nei
vostri cuori un santo timore di Cristo il Signore, sempre
pronti a rispondere
a vostra difesa a chiunque vi
domanda ragione
della speranza che è in voi» (1 Pt 3,15). Perciò
rispondo come segue:
■ Ciò che credo, si trova qui: «Il credo biblico».
■ L’approfondimento si trova qui: «Le dottrine bibliche».
■ Per un maggiore approfondimento delle singole
questioni, si veda nella mia opera «Elementi della fede: Dottrine fondamentali della fede cristiana». Per una
lunga contrapposizione con le dottrine dell'occultismo si
veda qui:
Nicola
Martella, « La
dottrina occulta e la Bibbia»,
La lieve danza delle tenebre
(Veritas, Roma 1992), pp.
389-417.
Spero che basti. {Nicola Martella}
2. {Fortuna Fico} ▲
■ Contributo:
Chi parla d’amore, di carità è il primo a non averne!
Aspettano ancora il «battesimo dello Spirito»; e invece
inveiscono contro chi afferma già d’averlo.
Un mio contatto
evangelico «carismatico» inveiva politicamente contro una
certa parte di persone; quando gli dissi che era meglio
usare Facebook per parlare del Signore piuttosto che di
politica, mi disse le seguenti testuali parole: «Attenta,
io posseggo "tutti" i doni dello Spirito [quale
spirito?], e posso
farti quello che voglio!». Poi parla d’amore, di
pace... di unzione! {15 gennaio 2010}
▬
Risposta:
Sì, è proprio strano sentire qualcuno parlare d'amore,
intanto inveisce contro di te e ti apostrofa nei modi più
incredibili! Intanto si manda in soffitta proprio «l'amore
per la verità».
Inoltre l'ignoranza
biblica domina spesso proprio tra coloro che reclamano
particolari poteri spirituali. I carismi [= azioni di
grazia] e le funzioni ministeriali sono stati dati dallo
Spirito Santo ai credenti per il bene e l'edificazione della
chiesa, non per diventare «potenti giustizieri»; questa è
magia. «Ora a ciascuno è data la manifestazione dello
Spirito per l’utile
comune» (1 Cor 12,7). «Ed è lui che ha dato
gli uni... per l’equipaggiamento dei santi riguardo
all’opera del servizio, per la
costruzione del corpo
di Cristo» (Ef 4,12). {Nicola Martella}
3. {Patrizia Miceli} ▲
■ Contributo:
Ma questi carismatici perché non li
tolgono almeno da Facebook? Non basta che ce li sopportiamo
in città con le loro «chiese» aziende? {15 gennaio 2010}
▬
Risposta:
Capisco lo sfogo di chi è rimasta molto bruciata con i
carismaticisti della «ideologia della prosperità». E capisco
pure tale esatta definizione di
«chiese aziende». Comunque, fintantoché tutti possono
accedere ai social network e ad altri servizi, si può
sperare bene per la pace e la democrazia in Italia e nel
mondo. Certo sarebbe auspicabile che si potesse discutere
insieme con pacatezza
e nel merito. Non tutti coloro, però, che si sentono
«eletti», «unti», «potenti di spirito» e quant'altro, sono
capaci di praticare il «frutto dello Spirito», che è la vera
prova del nove di una fede genuina e di una vita
trasformata. {Nicola Martella}
4.
{Salvatore Paone} ▲
■ Contributi:
Caro Nicola, non c’è affatto bisogno che ti giustifichi
riguardo allo scritto di Enzo Davanzo. È un uomo litigioso,
ama le liti, attacca senza sapere né valutare che cosa un
altro possa dire... È prevenuto. L’ha fatto anche con me. E
c’è da dire che tu sei stato molto corretto rispetto a
quanto abbia potuto fare io. Magari io avrei potuto meritare
una reazione del genere, tu proprio no! {15 gennaio 2010}
[…] È scioccante come Enzo si accanisce contro di te (!), usando un
linguaggio mistico cristianizzato, cosa che mi sono scandalizzato. Io
gli ho detto, più di una volta, che lui, invece di fare guerre o
crociate, poteva rispondere in modo scritturale delle tue domande, ma
lui è fanatico. pieno di sé. {15 gennaio 2010}
▬
Risposta: È veramente strano come aver posto pacatamente
sue semplici domande, su cui volevo avere una sua
spiegazione, abbiano fatto montare in lui un maltempo tale,
che presto è diventato una tempesta e poi un uragano. Chi mi
ha riempito di impropri, pur parlando di carità, è finito
alle minacce e poi a presentare un esposto a Facebook (!)...
pur essendo stato lui a scrivere (e cancellare), per
un giorno intero, i suoi scritti sulla mia bacheca. Chi è
affetto dal «virus» del misticismo entusiastico, non sa
probabilmente dove il realismo stia di casa. {Nicola
Martella}
5.
{Pietro Cruccas}
▲ ■ Contributo:
Ti ringrazio della segnalazione. Ci sono tanti falsi profeti in giro. Bisogna avere gli occhi aperti. Ma questa è una battaglia molto grande per combatterla da soli. Solo Dio ci può dare la forza per smascherarli. Comunque, bisogna essere vigilanti, e quello che state facendo è un’opera utile per l’edificazione cristiana. {15 gennaio 2010}
▬
Risposta:
Conosco troppo poco Enzo Davanzo per potergli dare una qualche etichetta
particolare. Certo i segni non sono incoraggianti. E se l'albero si mostra
dai frutti, la sua reazione spropositata non lo rende certo raccomandabile
come «l'uomo di Dio», unto e potente, che vorrebbe apparire. {Nicola Martella}
6.
{Gianni Siena} ▲
Molti anni
fa, durante un periodo tribolato (ero appena convertito), invocai
diverse volte il sangue di Gesù: sapevo d’essere sotto attacco
spirituale e la risposta interiore era d’un immediato sollievo... finché
poi il Signore mi liberò completamente da quell’oppressione spirituale.
Sapevo
che quest’invocazione era rivolta al Signore stesso e il sangue invocato
ricordava al nemico la sua sconfitta alla croce e a me la libertà di
figlio di Dio; da qualche parte c’è scritto: «Mediante la fede nel
sangue di Lui...»
Fin
qua nulla da dire e, senza fare del sangue fisico di Gesù un
«talismano», io credo che il Signore risponda a chi ha bisogno di
soccorso: m’era chiaro già nel 1975 la valenza redentrice del Sangue di
Gesù sparso sul Golgota.
Detto
questo, però, trovo singolare e puerile (quando lo facevo, ero appena
convertito) che un pastore (?) invochi il «sangue» e
«l’unzione»... Già dobbiamo difenderci da accuse (talvolta false) di non
essere biblicamente in «squadra», ci manca soltanto questo; ma non mi
stupisco più di niente, in ogni modo la cosa non mi tocca: ognuno deve
rendere conto delle «diverse dottrine» che insegna.
Io,
per principio ormai, non mi faccio più avanti, quando qualcuno fa
l’appello e vorrebbe impormi le mani, pregando. Credo nel valore
della preghiera fatta con certezza di fede, ritengo che sia (solo
qualche volta!!!!!!!!!!) utile imporre le mani a chi riceve la
preghiera di fede, ma di questo si è abusato abbondantemente.
Infine, occorre fare i conti con gente che non conosce limiti e sobrietà
scritturali, che ha sviluppato il talento seduttivo esercitato in
veste di «ministero» cristiano. Alle «Iene» (Italia 1) uno psicologo ha
dimostrato che con un po’ d’esercizio e suoni adeguati riesce a
ipnotizzare un bel po’ di gente e a farla cadere: le cose che uno può
indurre a far fare dipendono dalla fiducia passiva del soggetto.
Devo
concludere che le invocazioni eterodosse (anche quando sono
mutuate dalla Bibbia) non hanno una base scritturale: preferisco tenermi
la mia fede piccola e bisognosa di crescere, ma non con questo «cibo».
{15 gennaio 2010}
7. {Vincenzo Russillo} ▲
Non conosco
Enzo D’Avanzo, ma è facile capire che è poco avvezzo al confronto
fraterno e ha dei paraocchi dottrinali. Inoltre mi ha colpito la sua
affermazione: «Voi vi limitate alla sola
lettera». Non c’è scritto forse nella Bibbia: «Io lo
dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se
qualcuno v’aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli
descritti in questo libro; se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del
libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell’albero
della vita e della santa città che sono descritti in questo libro»
(Apocalisse 22,18-19)? Io credo che abbia preso un enorme abbaglio.
Paolo disse altresì: «Ma tu esponi le cose che sono conformi alla
sana dottrina» (Tito 2,1). Inoltre ci viene ingiunto: «Ma
esaminate ogni cosa e ritenete il bene» (1 Ts 5,21).
Andando a vedere nella Sacra Scrittura, non viene mai invocata
l’unzione. Anzi questo termine viene usato con due accezioni
diverse, come segue:
■
Chriô: Viene usato con il significato di strofinare con olio per la
chiamata a un ufficio o a un servizio. In questo caso, è intesa la
consacrazione di Gesù per la sua chiamata messianica; infatti c’è
scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha
unto per evangelizzare i
poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il
ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi,
per proclamare l’anno accettevole del Signore» (Lc 4,18s).
■
Aleifô: Vuol dire ungere. Ora, però, tale termine non viene mai
usato per una chiamata quasi magica di benedizione dello Spirito Santo,
questo andrebbe contro lo stesso insegnamento della Bibbia, perché
Cristo ci ha lasciato il dono dello Spirito Santo e tutti i cristiani
sono unti da Lui: «Quanto a voi,
avete ricevuto l’unzione dal Santo e
tutti avete conoscenza»
(1 Gv 2,20). Inoltre c’è scritto: «Or colui che con voi ci fortifica
in Cristo e che ci ha unti,
è Dio; egli ci ha pure segnati con
il proprio sigillo e ha messo la
caparra dello Spirito nei
nostri cuori» (2 Cor 1,21-22). Non si ha bisogno d’invocare lo
Spirito o presunte unzioni.
Quanto al
sangue, anche questa invocazione pare faccia parte più d’un
formulario magico che di una preghiera a Gesù. Infatti il sangue versato
dal nostro Signore è il pieno significato del suo sacrificio a fine
espiatorio. Esso ha un significato materiale, poiché è stato versato
sulla croce; oltre a ciò ha anche il potere d’espiare i peccati. Infatti
il sacrificio viene fatto una volta per tutte e mai viene invocato il
suo sangue. Gesù Cristo «non ha ogni giorno bisogno d’offrire
sacrifici, come gli altri sommi sacerdoti, prima per i propri peccati e
poi per quelli del popolo; poiché egli ha fatto questo
una volta per sempre,
quando ha offerto se stesso» (Ebrei 7,27).
Per
terminare questo breve excursus, aggiungo che non bisogna considerare la
preghiera come una formula magica, ma preghiamo per dare onore a
Dio come ci ha insegnato Gesù (Matteo 6,9-13). Dev’essere una preghiera
con il cuore puro e soprattutto senza nulla togliere e aggiungere a ciò
che è scritto nella Sacra Scrittura. {16-01-2010}
8.
{Ornella Rondonotti} ▲ ■ Contributo:
Comunque... devo dirti Martella che la
tua prima risposta l’ho trovata un po’ provocatoria e di conseguenza ha
trovato un campo fertile in quel momento.... Cerchiamo di andare
d’accordo, non provocandoci gli uni gli altri sottilmente, perché questo
non conduce a saggezza. Non siamo noi che ci dobbiamo difendere... ma è
Dio che prende in mano ogni situazione e conosce i cuori di ciascuno e
sopratutto le vite! Noi dobbiamo solo amarci! Non siate in molti a far
da maestri... ma con umiltà sopportatevi, cioè portate sopra!! Pace
{16-01-2010}
▬
Risposta:
Chi vuol dialogare, dà risposte pacate alle domande e spiega il
suo punto di vista. La provocazione è tale, se chi riceve una semplice
domanda, è prevenuto e la considera un affronto. Io ricevo ogni giorno
domande, richieste e quant’altro (rimproveri, affronti, impropri). Mi
esercito a rispondere a tutti nel merito, con pacatezza e con la forza
della ragione e del buon senso, riportando le questioni a ciò che
afferma la Scrittura.
Quanto
all’andare d’accordo, per prima cosa dobbiamo andare d’accordo
con la verità. Un amore senza verità, è sentimentalismo. La saggezza è
l’efflusso del timor di Dio, che viene dalla Parola di Dio; se la
consideriamo «lettera morta», c’è solo arbitrio e quindi stoltezza e
pericolo per sé e per gli altri.
Certo
che «è Dio che prende in mano ogni situazione», ma ciò non ci esime
dalle nostre responsabilità di tagliare «rettamente la parola
della verità» (2 Tm 2,15) e di «combattere strenuamente per la
fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi» (Gd
1,3).
«Noi
dobbiamo solo amarci»? No, noi dobbiamo amare «sopra tutto» Dio
(Dt 6,5; 10,12; 11,13…) e la sua verità (2 Ts 2,10). La comunione con
chi si chiama «fratello» è condizionata dalla sua dottrina (Gal 2,4; 1
Gv 2,19) o dalla sua condotta morale (1 Cor 5,11s).
Se
Paolo avesse applicato tale romantica tolleranza, che Ornella
propone, poteva risparmiarsi la lettera ai Galati (contro i giudaisti;
cfr. Gal 1,6-9), le lettere ai Corinzi (contro i super-apostoli giudaici
di stampo gnostico, appunto carismaticisti; cfr. 2 Cor 11), la lettera
ai Colossesi (mise in guardia da santoni giudaici con strane filosofie
basate su visioni, cfr. Col 2,16ss) e le epistole ai suoi collaboratori
(1-2 Tm; Tt), in cui parlò dei suoi combattimenti e delle sue
persecuzioni e mise in guardia da falsi maestri (cfr. 2 Tm 4,3; cfr.
anche Pietro in 2 Pt 2,1). Paolo poteva anche risparmiarsi di chiamare a
Mileto i conduttori della chiesa di Efeso per fare loro severe
raccomandazioni: «Io so che dopo la mia partenza, entreranno fra voi
dei lupi rapaci, i quali
non risparmieranno il gregge; e di
fra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse
per trarre i discepoli dietro a sé» (At 20,29s; cfr. Mt 7,15).
Quando
Giacomo affermava: «Fratelli miei, non siate molti a far da
maestri» (Gcm 3,1), non intendeva certo affermare che chi aveva
ricevuto carismi e responsabilità, dovesse far finta di niente verso le
questioni dottrinali e morali. Questa è colpevole tolleranza. Chi sta a
guardare, senza agire, diventa complice. Giacomo più di altri ha
giudicato varie situazioni e ha sentenziato quale sia il volere divino.
Egli intendeva l’uso sbagliato della lingua in campo interpersonale (vv.
2ss), e non l’obbligo che gli uomini di Dio hanno di difendere la verità
biblica. Altrimenti non si capisce perché Paolo raccomandò al suo
discepolo e collaboratore: «Predica la Parola, insisti a tempo e fuor
di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre
istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la
sana dottrina; ma per
prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro
proprie voglie e
distoglieranno le orecchie dalla verità e
si volgeranno alle favole»
(2 Tm 4,2ss).
Quindi, non strumentalizziamo la Parola di Dio per il
nostro tornaconto, sebbene buonista, ciò ci renderebbe colpevoli. Chi
vuol procedere così, lo faccia senza di me. Io non voglio far
ingrassare agnelli per destinarli ai lupi di turno.
{Nicola Martella}
9.
{Antonio Capasso} ▲
Fratello Nicola, pace.
Invocare il sangue o l’unzione, non è biblico, non si
sa come, ma purtroppo, queste espressioni sono entrate a far
parte del linguaggio di molti pentecostali dei primi anni,
quando avevano poca conoscenza biblica. I primi credenti
pentecostali, per lo più appartenenti a un’estrazione
sociale povera e contadina, non avevano una preparazione
teologica, né una tradizione evangelica alle spalle, venendo
quasi tutti dal cattolicesimo. Tanti sono stati purtroppo
gli errori fatti all’inizio, avendo zelo senza conoscenza.
Nei primi anni della mia conversione (32 anni
fa), vedevo credenti invocare il sangue di Gesù anche per
liberare le persone possedute da demoni, nonostante che Gesù
abbia detto: «Nel nome mio scacceranno i
demoni». Questo modo di fare è stato sempre riprovato da
quei fratelli che avevano maggiore conoscenza della Parola
di Dio. Negli ambienti pentecostali classici questo è ormai
quasi del tutto scomparso, ma continua a prosperare
nell’ambito carismaticista. [...] Fraterni saluti… {16-01-2010}
10. {Patrizia Miceli} ▲ ■ Contributo:
Una cosa non capisco: questi «unti» non dovrebbero essere mansueti,
uomini di pace, riflessivi e ponderati? Non è il primo esempio di
comportamento «isterico» di cui leggo. Ricordo quel tale che esorcizzava
le e-mail e scacciava il diavolo dall’indirizzo di posta elettronica. [►
Paranoia carismaticista? Parliamone 1]
Vedo che è un comportamento standard per questi «oliati»; l’arroganza la
fa da padrona nelle loro esternazioni. Se vedi uno agitato che inveisce
contro tutto e tutti… bene, quello è un «oliato
carismatico».
Magari, con tutto
questo «olio» non dovrebbero attaccarsi addosso, eppure... Mi chiedo:
Contro gli unti-santoni lo sgrassatore dovrebbe andare bene o no?
{17 gennaio 2010}
▬
Risposta: Per una che è uscita scottata e
traumatizzata dal «movimento della prosperità» (e da una «chiesa
azienda»), è comprensibile il sarcasmo usato; bisogna comunque tenerlo nei
limiti. In ogni modo, oltre all’esorcismo
dell’indirizzo e-mail,
non bisogna dimenticare quello del serbatoio. [►
Paranoia carismaticista? Parliamone 2]
Gli
«oliati» (!) non dovrebbero attaccarsi? Invece s’attaccano
e come (gonfiano pulci, inghiottono elefanti), t’attaccano (non
avendo validi argomenti, passano alle ingiurie) e ti fanno attaccare
(spesso altri, senza neppure conoscerti né presentarsi, scrivono le cose
più indicibili, per venire in soccorso a «unti» e «santoni»). Come si sa, l ’olio
rende viscido ciò che si vorrebbe afferrare; così è anche per gli «unti»
e i loro accoliti.
Per gli «oliati» è tutto
«power» e «prosperità» (la loro), parlano d’amore, ma non sanno dove
stia di casa il «frutto dello Spirito», visto che lo mettono ben
presto fuori servizio, credendo di avere una licenza particolare in merito, quando
ti scrivono,
ti
attaccano e
ti
minacciano. Devo
pensare a qual pastore carismaticista che un giorno mi ha telefonato,
cominciando con queste parole: «Io ti denuncio!». Tralascio il
resto; per calmarlo e portarlo alla ragione, non è stato facile.
{Nicola Martella}
11. {Guerino De Masi} ▲
E ancora una volta mi è toccato tornare
a «Fede controcorrente» per rileggermi il tutto prima
d’esprimermi.
Sai cosa ho visto Nicola?
Il
focoso «pastore D’Avanzo» si è lanciato con le sue
stilettate alle 11 e dieci e per un quarto d’ora. Poi per un
buon tre quarto d’ora ancora, dalle 12 meno venti fino alle
12 e trenta quasi. Un buon venti minuti ancora, dalle cinque
in poi. Per poi riprendere subito per altri dieci minuti
fino alle 17 e trenta. E botto finale, alle 21 e trenta.
Ma ti rendi conto? Gli hai
rovinato la giornata e l’appetito! Pensa se tu lo avessi
offeso o contraddetto (!!!), gli prendeva un infarto...
È fin troppo lampante la sua
sprovveduta e scarsa preparazione. Poveri credenti che si
devono affidare alla sua cura pastorale, visto che è
pastore.
Io t’avrei risposto così: Se devo affrontare un
caso particolarmente delicato (e mi è successo davvero),
sento tutto il bisogno d’affidarmi al Signore, riportando al
mio cuore i benefici del sangue prezioso che il Signore Gesù
ha versato alla croce per darmi la salvezza e la vittoria
sulla morte e sul nemico.
Mi sono riletto tutti quei brani,
in cui è evidenziata la vittoria di Cristo alla croce, che
diventa nostra vittoria con la sua risurrezione, la garanzia
e la certezza della nostra salvezza. Così come quei brani,
in cui è evidenziata la sconfitta e la messa alla berlina
delle potenze avversarie («sgabello dei suoi piedi»!!!).
Certamente, non mi sarei
messo in
vetrina, per una situazione così delicata. Tutt’al più avrei
chiesto (come feci a suo tempo, e parlo di trent’anni fa
circa), aiuto e consiglio a qualche fratello maturo e con
esperienza in quel dato problema.
Non ti ha dato risposta?
Non ne ha
di risposte da darti, caro Nicola. Io preferirei lasciarlo
nel suo brodo... ma non finirà per lessare? {18-01-2010}
►
Invocare il sangue e invocare l’unzione? Parliamone 2
{Nicola
Martella} (T)
►
Unzione
{Nicola
Martella} (Diz)
► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/T1-Invoca_sangue_unzione_Car.htm
15-01-2010; Aggiornamento: 07-06-2010 |