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12.
Valutazioni generali dell'indagine
Dopo aver presentato i singoli aspetti, i commenti e le
osservazione di coloro che hanno partecipato all'indagine e le analisi postume,
diamo qui di seguito occasione per esprimere eventuali valutazioni generali
sull'indagine, sulle risposte date e sulle analisi dei singoli punti. Qui
possono essere contenuti eventuali consigli, suggerimenti e prospettive.
Per rinnovare un
movimento
cristiano, non
c’è solo bisogno di «potatori», ossia di chi taglia i rami secchi e quelli
inutili, liberando la pianta dalla vecchia zavorra, per darle rinnovato vigore,
ma si necessita anche di saggi «giardinieri», che aiutino i nuovi virgulti a
crescere nella giusta direzione e a proteggerli da malattie e da
malintenzionati. Non c’è mai un rinnovamento senza un’analisi impietosa della
situazione e senza una riflessione implacabile sui veri fondamenti della fede.
Le resistenze dei contrapposti estremi (bieco tradizionalismo e cieco
misticismo) si faranno sempre sentire (cfr. At 15,1.5), ma bisogna riportare la
«barra» al centro, ossia alla Parola di Dio e alla sua esegesi contestuale.
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
Partecipate alla discussione inviando
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1.
{Pier Francesco Abortivi}
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Ho letto tutte le risposte. Questo è quello che ne ho
tratto. Spero sia utile alla discussione.
■ Aspetti
positivi:
Gli aspetti positivi ricorrenti del movimento (o percepiti come tali) sono i
seguenti: fedeltà alla Parola, importanza data all’etica personale, richiamo
alla chiesa primitiva, essere movimento congregazionalista quindi adattabile,
non avere un’autorità centrale.
■ I temi
negativi:
Gli aspetti negativi ricorrenti del movimento (o percepiti come tali) sono i
seguenti: legalismo, settarismo, ultracongregazionalismo, eccesso di disciplina
e giudizio, litigiosità, eccessiva importanza data a problemi dottrinali
secondari, chiusura verso la collaborazione con altri (comunità, denominazioni e
missioni), spirito di superiorità dottrinale e morale (orgoglio), formalismo
eccessivo e tradizionalismo, schizofrenia spirituale (vita di chiesa e vita
fuori di chiesa), carenza di discepolato e formazione, autorità non riconosciute
ma esistenti in base a giochi di potere, autorità e cura pastorale non
all’altezza, carenza d’impegno sociale, civile e missionario.
■ Alcune
riflessioni
● Prima riflessione:
Se guardiamo alla storia del movimento in Italia, in diversi hanno fatto notare
come alcuni dei fondamenti del movimento siano oggi disattesi. In
particolare il movimento si caratterizzava per una mancanza di formalismo
religioso, per una freschezza nei rapporti, per una mancanza di dogmi assoluti,
per una ricerca dell’unità in Cristo al di là delle etichette. Tutti aspetti
oggi problematici.
● Seconda riflessione:
Spesso si tende a pensare che la continua divisione delle chiese sia un problema
strettamente Italiano. Ora, seppure l’individualismo italiano si riflette eccome
anche all’interno delle chiese, guardando alla storia dei Fratelli già dalle sue
origini anglosassoni, si vede come ci sia sempre stata una tendenza a
divisione e a litigiosità [Per approfondire l’argomento: Massimo
Introvigne - Domenico Maselli, I Fratelli. Una critica protestante della
modernità (Elledici, Leumann [Torino] 2007)]. La
domanda è: perché? Non sarà forse un problema intrinseco nell’organizzazione
delle assemblee? Forse la mancanza d’autorità riconosciuta e approvata in nome
del «siamo tutti uguali» porta a un «qualcuno è più uguale d’altri» che provoca
irritazione o risentimenti? Forse in questo modo emerge chi fa la voce più
grossa o chi è più appariscente anziché chi è effettivamente chiamato? Non ho
risposte definitive e lascio l’argomento alla riflessione di tutti.
Sono francamente rimasto colpito da come si
delineino abbastanza chiaramente due linee di pensiero contrapposte: da
una parte c’è chi, nato e cresciuto all’interno delle assemblee tende a non
vedere o minimizzare i problemi che le stanno affliggendo; dall’altra c’è chi
(la maggioranza), per esperienza personale o impegno missionario ha avuto la
possibilità di confrontarsi anche con altre realtà, ed è in grado di «vedersi»
dal di fuori e denuncia alcuni problemi precisi.
Collaborando con diverse chiese anche
all’estero, noto che il cammino fatto da altri in precedenza arriva qui spesso
con alcuni anni di ritardo. In particolare sul problema del come e in che misura
andare verso il mondo, siamo decisamente indietro. Diversi hanno fatto
notare un vero e proprio distacco fra vita di chiesa e vita esterna, tanto da
rendere l’avvicinamento di qualcuno «da fuori» estremamente problematico. Ho
l’impressione che si confonda la purezza morale che ci deve essere, con
l’isolamento totale (1 Cor 5,10). Questo porta, specie fra i giovani, o alla
doppia vita (chiesa / fuori) o, se coerenti, all’allontanamento della chiesa.
Esiste un serio problema d’offerta, d’alternative valide al mondo da parte della
chiesa.
Personalmente ritengo che il futuro delle
assemblee in Italia sia abbastanza chiaro e sotto gli occhi di tutti.
Sopravvivranno le chiese che sapranno rinnovarsi, rimettersi in discussione e
abbandonare la chiusura e i tradizionalismi non biblici. Non lo dico io, lo dice
la storia. Ogni movimento ha una fase iniziale piena di fervore e senza
schemi fissi, una d’istituzionalizzazione e una di decadimento. Siamo in fondo e
solo un risveglio (richiamato da diverse persone nel questionario) personale e
di chiesa può cambiare le cose. Chi rimarrà chiuso in sé stesso in un
atteggiamento settario e di superiorità, sparirà; gli altri cresceranno. E sta
già accadendo.
Vorrei terminare positivamente con ciò che si
dovrebbe migliorare. Ecco l’elenco di quello che ho rilevato: più amore e
comunione fraterna, più impegno sociale, civile, missionario / evangelistico
(anche qui il separarsi dal mondo è stato per anni inteso, a mio parere, in modo
errato), più apertura e collaborazione, più formazione e preparazione per
credenti e ministri, più discepolato per i neoconvertiti e cura pastorale per i
credenti.
Che il Signore benedica e protegga la sua
chiesa. {13 novembre 2008}
2.
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URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/CdF12-Valutaz_gener_S&A.htm
07-11-2008; Aggiornamento: 23-12-2009
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