Come c’era da
aspettarsi per un ideologo carismaticista, Andrea Martina non ha tenuto conto
delle mie obiezioni, che ho mosso, punto per punto, alla sua prima risposta, né
si è degnato di rispondere veramente a quanto da me richiesto. L’esegesi biblica
contestuale e rigorosa a lui non interessa. I suoi modelli ispiratori
sono, oltre a Benny Hinn, specialmente
«l’apostolo» Valdemiro Santiago, di cui vuole diventare
l’incarnazione in Italia, e la pratica della «Chiesa mondiale della potenza di Dio»
(Brasile).
Caro Martella, ti
posso assicurare che già è molto risponderti, e tra le righe nell’introduzione
si poteva percepire un altro messaggio. Ora, ti chiedo, Martella, se sei un uomo
timorato di Dio e rispettoso della Parola, abbi il coraggio di pubblicare
sul tuo sito oltre, alle altre cose, anche questo post.
Ora, però, è
inevitabile che i ragionamenti umani non accettano il compiersi e il
maturarsi dei tempi, in cui faremo cose maggiori di Gesù Cristo, come
è scritto in Giovanni 5,20 e 14,12. E per certo si verificherà perché è
scritto in Atti 2,17 che negli ultimi tempi la potenza dello Spirito
Santo sarà su tutti e rivelerà le cose future Giovanni 16,13.
2. Osservazioni e obiezioni (1) {Nicola Martella} ▲
1. ENTRIAMO IN TEMA
La mia delusione
Mi aspettavo
sinceramente una risposta alle mie obiezioni, ossia una dimostrazione della
biblicità dei suoi riti montanari, ma inutilmente. Invece di ciò, come tutti
gli ideologi, si attacca a sfumature e a cose secondarie. Si attacca ad
Apocalisse 22,18 sebbene tale riferimento si trovasse fra altri (1
Cor 4,6; 2 Tm 2,15), a cui avrei potuto aggiungere altri brani dell’AT
(cfr. Dt 4,2; 12,32) e del NT (cfr. 2 Pt 3,15s) sul non aggiungere o togliere
alla Parola di Dio. Chi non dà risposte sugli elefanti, mette in evidenzia le
pulci! C’è un principio dell’ermeneutica che recita: «Se una cosa
rilevante vale per un aspetto (qui non aggiungere o togliere in Ap) quanto più
vale per il tutto (qui la Bibbia)». Ma che ne sa Andrea Martina di ermeneutica?
E poi parla della mia presunta «scarsa attenzione alla Parola».
L’ideologia
carismaticista
Notiamo per
ora la sua scarsa attenzione. «Gesù c’insegna che lo Spirito Santo ci
rivelerà le cose a venire». Se si fa un’esegesi contestuale dei capitoli
dell’Evangelo di Giovanni (cap. 13-17), a cui Andrea Martina si riferisce, ci si
accorgerà che Gesù parlava soltanto ai suoi undici apostoli! (si vedano
qui i pronomi personali rivolti agli undici discepoli). A parte il fatto che
Gesù, dopo la risurrezione rimase 40 giorni con i discepoli, istruendoli, dopo
la Pentecoste lo Spirito Santo ricordò loro le cose dette da Gesù, ed essi le
predicarono e le scrissero (Evangeli, epistole). Quella di cambiare i pronomi
(da vi / voi a ci / noi) e perciò i destinatari dei discorsi finali di Gesù, è
la ricorrente tattica dei falsi maestri. Che «lo Spirito Santo ci rivelerà
le cose a venire», è la ricorrente scusa dei demagoghi religiosi di tutti i
tempi, che vogliono accreditare le visioni della propria mente come nuova
rivelazione divina e le loro pratiche esoteriche come bibliche. Nella mia opera
Escatologia fra legittimità e abuso.
Escatologia 2 (Escatologia e primo millennio, pp. 27-52; Escatologia e
secondo millennio, pp. 53-113), faccio una lunga carrellata di tali falsi
profeti escatologici durante due millenni, i quali si appellavano a cose del
genere, ritenendo di essere «canali» privilegiati della rivelazione divina nel
loro presente; hanno portato sempre gravi danni sul cristianesimo.
L’idea fissa
di un certo carismaticismo è applicare tutto ciò, che Dio fece all’inizio della
chiesa primordiale, a tutti i tempi. A ciò si deve l’esempio di Filippo
in Atti 8, facendo intendere che tale cosa straordinaria che fece Spirito del
Signore, rapendo Filippo (vv. 39s), debba succedere ancora. Tale periodo
particolare fu straordinario anche allora, poiché durò un tempo abbastanza
breve, tanto che già l’autore dell’epistola agli Ebrei guardava a esso con
nostalgia (Eb 2,4 verbi al passato).
2. L’ANALISI DEI BRANI BIBLICI MENZIONATI
■ Giovanni
5,20; 14,12; 16,13: A ciò si aggiunga l’altra fissazione del carismaticismo,
ossia che al tempo della fine tali fenomeni si intensificheranno nella
chiesa. Per affermare ciò, si usa lo stesso trucco della versettologia indebita
di applicare asserzioni storiche, rivolte da Gesù agli apostoli soltanto, a
tutti i credenti. Se andiamo a Giovanni 5,20, citato dal mio
interlocutore, prendiamo atto che Gesù parlava ai Giudei, che «perseguitavano
Gesù e cercavano d’ucciderlo» (vv. 16.18). Qui Egli disse loro che il Padre
«gli mostrerà delle opere maggiori di queste, affinché ne restiate
meravigliati»; tale verso non centra nulla con le pretese escatologiche di
Andrea Martina.
In Giovanni
14,12 Gesù rivolse una parola agli apostoli e soltanto a loro; in tutto il
capitolo gli aggettivi e i pronomi personali sono i seguenti: io, mio,
me; voi, vostro, ve, vi; noi, eccetera. Si menziona Toma (v. 5), Filippo (vv.
8s) e Giuda (v. 22), che parlano a nome degli altri apostoli. Nei verso 12-14
parla a loro («vi dico») e di loro, così nei versi che seguono; tali
versi non si possono separare: «In verità, in verità
vi dico che
chi crede in me,
farà anch’egli le opere che faccio
io; e ne farà di maggiori, perché
io me ne vado al Padre; e quello che voi
chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel
Figlio. Se voi chiederete qualche
cosa nel mio nome, io la farò». È evidente che Gesù parlando ai suoi
apostoli, con «chi crede in me» (v. 12) intendesse «chi di voi
crede in me», poiché spiegò subito «quello che
voi chiederete / se
voi chiederete nel mio nome»
(vv. 13s). Che Gesù abbia detto agli Undici: «Chi crede in me»,
non deve sorprenderci, poiché tra gli discepoli stessi c’erano coloro che
dubitavano della sua messianicità (Lc 24,21; Gv 6,64) e poi anche della sua
risurrezione (Lc 24,22ss due discepoli di Emmaus; Gv 20,25ss Toma; Lc 24,41
discepoli). Che gli apostoli abbiano poi fatto le opere compiute da Gesù e
anche di maggiori, è scritto nel resto del NT, poiché essi portarono
l’Evangelo in tutto il mondo (Mt 28,19; At 1,8), mente Gesù si limitò alle
pecore perdute d’Israele in Palestina (Mt 15,24).
Similmente
Giovanni 16,12ss riguardava soltanto gli undici apostoli del Signore: «Molte
cose ho ancora da dirvi; ma non sono
per ora alla vostra portata; ma
quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi
guiderà in tutta la verità, perché
non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi
annunzierà le cose a venire. Egli
mi glorificherà perché prenderà del mio e ve
l’annunzierà». Si notino qui
gli aggettivi e i pronomi personali. Da Pentecoste in poi, lo Spirito Santo fece
tutto ciò nei confronti degli apostoli del Signore, talché essi poterono
insegnare la sana dottrina (At 2,42) e scrivere il NT! Basarsi su tale verso per
accreditare le rivelazioni escatologiche dei carismaticisti, è incapacità di
fare un’esegesi contestuale ed è mera ideologia.
■ Atti 2,17:
Si noti come Andrea Martina, dopo aver dato una falsa interpretazione dei brani
di Giovanni, togliendoli dal loro contesto naturale, menziona Atti 2,17, brano
classico per le manipolazioni carismaticiste. Se si va ad Atti 2,17-21, ci si
renderà conto che Pietro stata citando Gioele 2,28-31 e che stava parlando ai
soli Giudei e proseliti del giudaismo, sia locali che della diaspora (vv. 9ss),
che erano presenti per la Pentecoste a Gerusalemme. Pietro si rivolse soltanto
agli «uomini giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme» (v. 14) e
agli «uomini israeliti» (v. 22), chiamandoli «uomini, fratelli» (v. 29);
viceversa, i Giudei si rivolsero «a Pietro e agli altri apostoli»,
chiamandoli «fratelli» (v. 37). Tornando a tali versi di Gioele, citati a
Pentecoste alle orecchie dei Giudei locali e della diaspora, si notino gli
aggettivi personali: «E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che io
spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i
vostri figli e le
vostre figlie profeteranno, e i
vostri giovani vedranno delle visioni, e i
vostri vecchi sogneranno dei sogni.
E anche sui miei servi e sulle
mie serventi, in quei giorni,
spanderò del mio Spirito, e profeteranno» (vv. 18s). È evidente che Gioele e
Pietro intendessero con «sopra ogni carne» soltanto gli Israeliti,
come gli aggettivi «vostri, vostre» mostrano, oltre a tutti gli altri
riferimenti israelitici del contesto (Gle 2,1.15 Sion; v. 16 popolo, vecchi,
fanciulli, poppanti, sposo, sposa; v. 17 «tuo popolo… la tua eredità»; vv.
18s.21 «suo paese… suo popolo»; v. 23 «voi, figli di Sion»; v. 27 «in mezzo a
Israele… il vostro Dio… il mio popolo; v. 32 «monte Sion e in Gerusalemme… fra
gli scampati»).
A nessuno
degli apostoli sarebbe venuto in mente qui di spiegare l’adempimento di Gioele a
Pentecoste come un evento che riguardava i pagani! Perché l’Evangelo arrivasse
ai pagani, bisognava aspettare a lungo, ossia finché il Signore costrinse
proprio Pietro a cambiare mentalità, facendolo andare da Cornelio (At 10). Come
si vede, a una falsa interpretazione di comodo, se ne aggiunge un’altra
all’interno della struttura ideologica tipica del carismaticismo.
3. LE RIVELAZIONI ESCATOLOGICHE:
Abbiamo visto che i brani degli Evangeli, menzionati da Andrea Martina si
riferivano contestualmente soltanto agli undici apostoli di Gesù. Abbiamo anche
mostrato che Atti due presenta un contesto esclusivamente inter-giudaico. Tale
brano di Gioele 2 si realizzò per gli israeliti come caparra a Pentecoste e si
compierà in modo compiuto durante la grande tribolazione. Infatti è scritto per
tale tempo increscioso: «E spanderò
sulla casa di Davide e sugli
abitanti di Gerusalemme lo spirito di grazia e di supplica; ed
essi riguarderanno a me, a colui
ch’essi hanno trafitto, e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un
figlio unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un
primogenito» (Zc 12,10 e contesto). Zaccaria e Gioele si riferivano alla
stessa cosa. Perciò Giovanni nell’Apocalisse disse dell’avvento escatologico del
Messia che «lo vedranno anche quelli che lo trafissero» (Ap 1,7); ciò
porterà il ravvedimento nel resto fedele d’Israele, illustrato dalla donna (Ap
12,1s.6.13-17).
Non è scritto
nel NT che ci sarà un grande risveglio prima della fine con nuove
rivelazioni, miracoli e segni? Certamente, ma sarà un grande risveglio
esoterico, con nuove rivelazioni diaboliche e con dottrine demoniache, le quali
prepareranno l’apostasia finale e l’avvento del falso cristo. Per non dilungarmi
rimando ai seguenti brani:
■ «Lo
Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni
apostateranno dalla fede, dando
retta a spiriti seduttori, e a
dottrine di demoni per via della
ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro
propria coscienza» (1 Tm 4,1s).
■ «La
venuta di quell’empio avrà luogo, per
l’azione efficace di Satana, con
ogni sorta di opere potenti, di
segni e di
prodigi bugiardi; e con ogni sorta
d’inganno d’iniquità a danno di quelli che periscono perché
non hanno aperto il cuore all’amore della
verità per esser salvati» (2 Ts 2,9s)
Lo Spirito Santo,
che ha ispirato tali cose agli apostoli, non può ispirarne altre contrarie a
esse. Le nuove rivelazioni carismatiche, le loro dottrine gnostiche e le loro
pratiche sacramentali ed esoteriche cristianizzate fanno parte di tale piano
«ecumenico» di seduzione e apostasia. Tali falsi maestri renderanno molte
chiese una Babilonia spirituale e spianeranno la via al falso cristo. Per
l’approfondimento rimando all’articolo «La fine dei tempi»,
Carismosofia, pp. 225-230. Per molti dettagli sul tempo della
fine si veda la mia seguente opera: Nicola Martella (a cura di),
Escatologia 1-2 (Punto°A°Croce, Roma 2007): 1. Escatologia biblica
essenziale; 2. Escatologia fra legittimità e abuso.
4. LE ALTRE QUESTIONI RIMANENTI:
Mi aspettavo prove esegetiche dei suoi riti propiziatori montani, ma mi è
arrivata solo tale salsa confusa di ideologie carismaticiste. Nonostante ciò mi
attribuisce un «tono infantile di sfida» e cerca di sminuire la portata
della sua religiosità esoterica cristianizzata. E non bastasse, rincara la dose,
continuando a mandarli link di filmati con i suoi modelli sudamericani, il
«fuoco estraneo», a cui si è incendiato e con cui contamina il suo prossimo. Non
vale la pena ripetermi. Con una simile interpretazione carismaticista,
come sopra mostrata, che prende brani biblici fuori contesto, li aggrega secondo
il proprio arbitrio e li tiene insieme col collante ideologico, per lui avrei
capito io «fischi per fiaschi sulla potenza di Dio». Certo in non vado
sui monti a bruciare liste di preghiere su improvvisati altari, ma mi occupo di
aiutare personalmente le anime mediante una cura pastorale biblica; so quindi
che cosa sia la potenza di Dio.
Con siffatte
sue premesse ideologiche, mi consiglia di leggere meglio la Bibbia;
probabilmente non sa quanto la studio dalla mattina alla sera fin dalla mia
infanzia, oltre ad averla insegnata per decenni! Mi accusa di cercare «gossip
per l’audience», ma gli ricordo che sono intervenuto dopo che sono stato
invitato da lui a iscrivermi al suo gruppo «Preghiere sull’altare» almeno 5-6
volte; è stato lui stesso a proporsi alla mia attenzione e il mio articolo è
scaturito da responsabilità. Infine, pregando, dovrei chiedere che lo Spirito
Santo mi si riveli; lo sta già facendo mediante la Parola di Dio fin dalla
mia infanzia, non necessito di fantomatiche nuove rivelazioni, scaturite dalla
segatura del sacco carismaticista.
5. SUNTO E CONCLUSIONE: Inutile
dire che in tutte le risposte di Andrea Martina di esegetico non c’è proprio
nulla, ma soltanto «l’ideologia dell’esperienza», che si rifà ai modelli
sudamericani; questi ultimi, come è noto, sono una commistione fra riti
tribali (vudù, santeria, macumba) e cristianesimo sacramentalista in salsa
carismaticista. Da simili commistioni nacque anche lo gnosticismo (=
esoterismo cristianizzato) dei primi secoli, che tanto danneggiò la causa
dell’Evangelo, producendo schiere di falsi profeti e cattivi maestri.
Appellarsi
alle nuove rivelazioni dello Spirito Santo è tipico dei falsi maestri in
tutta la storia a del cristianesimo. Prima di andare al Calvario, Gesù parlò
agli apostoli, riferendosi a ciò che lo Spirito di Dio avrebbe fatto
specificamente nei loro confronti («egli
vi ricorderà») e ciò riguardava
«tutto quello che v’ho detto», e nient’altro (Gv 14,26). Gli apostoli
annunziarono e scrissero tali cose; a esse non c’è nulla da aggiungere.
Gesù parlò a
persone concrete, gli apostoli, in un momento specifico, dicendo: «Lo Spirito
della verità, egli vi guiderà
in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà
udito, e vi annunzierà le cose a
venire» (Gv 16,13). Lo Spirito guidò gli apostoli (!) «in tutta la
verità», ed essi ce l’hanno trasmessa; e le «cose a venire», che lo
Spirito avrebbe annunziato agli apostoli (!), sono state poi da loro (!)
predicate e scritte.
Solo i
falsi maestri vogliono andare di là da ciò che è stato scritto (1 Cor 4,6);
non sapendo tagliare «rettamente la Parola della verità» (2 Tm 2,15),
sono operi confusi e confondenti.
Dopo le liste
di preghiere bruciate ritualmente, a tempi stabiliti e su luoghi particolari,
quale sarà la prossima moda esoterica cristianizzata che verrà dal
Sudamerica?
Oggigiorno
avviene ciò che è già avvenuto in altri momenti della storia d’Israele e della
chiesa, ossia che indovini si fanno chiamare profeti e seducono il popolo
di Dio, credendo di onorarlo. «E l’Eterno mi disse: “Quei profeti
profetizzano menzogne nel mio nome;
io non li ho mandati, non ho dato loro alcun ordine, e non ho parlato loro; le
profezie che vi fanno sono visioni
menzognere, divinazione, vanità, imposture del loro proprio cuore”»
(Gr 14,14s; 23,32; 27,15; 29,9).
«Hanno
delle visioni vane, delle
divinazioni menzognere, costoro che
dicono: “L’Eterno ha detto!”, mentre l’Eterno
non li ha mandati; e sperano che la
loro parola s’adempirà! […] Perciò, così parla il Signore, l’Eterno: “Poiché
proferite cose vane e avete visioni menzognere, eccomi
contro di voi”, dice il Signore, l’Eterno. “La mia mano sarà
contro i profeti dalle visioni vane
e dalle divinazioni menzognere… Poiché, sì, poiché sviano il mio popolo…”» (Ez 13,6.8ss).
Ecco alcune
esortazioni della Parola di Dio in merito a ciò:
■ «Alla
legge! alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui
alcuna aurora!» (Is 8,20).
■ »...mi
sono trovato costretto a scrivervi per esortarvi a combattere strenuamente per
la fede, che è stata tramandata
una volta per sempre ai santi»
(Gd 1,3).
■ «Studiati
di presentare te stesso approvato
dinanzi a Dio: operaio che non abbia a essere
confuso, che
tagli rettamente la parola della
verità. Ma schiva le profane ciance,
perché quelli che vi si danno progrediranno nella
empietà e la loro parola andrà
rodendo come fa la cancrena» (2 Tm 2,15ss).
6. UNA NOTA AL MARGINE: Fra uno
dei tanti contributi ripetitivi, che ho ricevuto da Andrea Martina, si trova il
seguente: Uomini che fanno
realmente la differenza per il regno di Dio: «Discorsi
persuasivi di sapienza umana». {04-08-2010}
Ecco la mia risposta:
Avevo notato tale pagina tempo fa e su di
essa c’era soltanto Giacinto Butindaro. Essere aggiunti su tale pagina,
non me lo sarei mai aspettato. Ciò apparirà certamente singolare per chi conosce
il primo e me, a causa di alcune nostre incompatibilità. Vedremo i prossimi
«acquisti» di tale lista di proscrizione.
Di là di discorsi spiritualistici, Andrea Martina quale «uomo del monte»
non mi ha ancora dimostrato che il rito del «brucia liste», importato
dalla cultura superstiziosa religiosa del Sudamerica, sia dimostrabile con la
sacra Scrittura. Si attendono ancora le prove esegetiche, chiare e
incontrovertibili.
3. Le tesi (2) {Andrea Martina} ▲
Non ho nessuna
prova esegetica, Nicola, la prova è spirituale, ma per te certamente sarà
dura da accettare.
Paolo
dichiarava «Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo» (1
Corinzi 11,1). Allo stesso modo, io prendo come esempio per la mia vita
l’apostolo Valdemiro Santiago come imitatore di Cristo e le rivelazioni, che
lo Spirito Santo gli ha comandato per il suo ministero; e qui già ti starà
fumando il cervello, vero Martella?
Avendomi
indicato come «voi carismatici», si sottintende che non lo sei, quindi
non credi ai doni dello Spirito, alle rivelazioni e ai misteri di Dio; da
ciò si deduce che per te lo Spirito Santo è un optional, quindi la Bibbia la
interpreti a modo tuo.
Comunque, la
mia spiegazione è questa per la questione di bruciare foglietti. Io ho
visto e partecipato di persona a molti ministeri e movimenti che hanno compreso
il mistero del monte ed esso dà frutto per la crescita spirituale. Ho
visto altri ministeri qui in Italia che bruciavano allo stesso modo preghiere e
liste di riguardanti i propri voti personali, ecc.; e non sto a dirti chi e
come, altrimenti visto come ti piace il gossip, alzeresti un vespaio. Io guardo
principalmente una cosa: l’albero e i suoi frutti; ed è ciò che testifica
l’approvazione e la benedizione di Dio. Tutto ciò l’ho trovato nella «Chiesa
mondiale della potenza di Dio». E se Lasci da parte solo per un momento e il
preconcetto, rischiando un attimino di metterti in discussone, cercando un po’
di tempo per indagare, se in questo ministero è veramente la mano di Dio a
operare, forse ti accorgerai che non c’è tutto questo esoterismo e pratiche
magiche che ti fanno incaponire e cavillare su foglietti bruciati, ma una grande
espressione dell’amore di Dio verso migliaia di anime affamate di misericordia,
grazie e favore divino.
Riguardo alle
preghiere bruciate, questo è un argomento che ti ha suscitato il titolo
«divulgatori di pratiche esoteriche cristianizzate», da cui mi dissocio
pienamente; tra l’altro dovrò informarmi bene sulla parola «esoterismo». Ti
ripeto che è una cosa simbolica, sia l’altare che il falò; e
l’intestazione del gruppo è solo un titolo carino per la mia iniziativa,
né fuori tema e né antibiblico. Il bruciare il foglio è mostrare che la
preghiera è stata consumata, elevata, ma non è nulla di «esoterico». Poi
tra l’altro, ho già risposto a una precedente critica fatta da Lella
Moscariello, ecco il post.
■ Lella
Moscariello: Fratello Andrea, pregare gli uni per gli altri è una pratica
biblica, come tu sai (i versetti non li metto perché li hai già messi tu sopra),
ma quello che tu fai, cioè bruciare le preghiere, non è biblico, ma poi
l’altare dov’è, per terra? Tutto questo mi sa tanto di pratiche occulte e
idolatriche! Eleviamo le nostre voci a Dio non le fiamme!Il rituale che
facevano gli ebrei a noi non ci appartiene, perché Cristo ha fatto un nuovo
patto con noi e sull’altare dobbiamo mettere noi stessi!
■ Andrea
Martina: Ciao, Lella. È chiaro che il titolo «offerte sull’altare» è
simbolico. Non farò mai un altare per offrire le preghiere, e bruciare i
fogli non è certamente un rito occulto; potrei benissimo non bruciarli e
gettarli via, non cambierebbe assolutamente nulla. Tuttavia, prendo esempio da
un grande ministero di cura e guarigione, il quale possiede una intera
rete televisiva in Sudamerica e trasmette quattro culti al giorno, dove vediamo
resuscitare morti, guarigioni da AIDS, recuperare la vista di cechi, parlare e
udire sordomuti e tutto ciò che è miracoloso, paragonato ai tempi apostolici,
chiesa che ho visitato personalmente. Allora vediamo che andare sul monte per
offrire, «bruciare» preghiere, è una pratica direi abitudinaria; segui questi
link (1;
2). E se tutto questo ti sa tanto di pratiche occulte e idolatriche, sappi
che le cose di Dio sono un mistero per coloro, a cui non è dato da
intendere.
Comunque, Nicola,
non c’è nessuna prova esegetica, la prova è spirituale. Prendo le rivelazioni
dell’apostolo [= Valdemiro
Santiago] per mia scuola di discepolato, ripeto mia. E per evitare
polemiche inutili, eviterò di fare falò. La scelta è nella libertà di tutti
coloro che chiederanno d’inviare le loro preghiere.
4. Osservazioni e obiezioni (2) {Nicola Martella} ▲
È evidente che
Andrea Martina non abbia nessuna prova esegetica, poiché il suo approccio
alla Bibbia secondo lo spiritualismo gnostico, chiamato carismaticismo. Quindi
il discorso potrebbe già finire già qui con un seguace della «ideologia
dell’esperienza», che non solo non dà risposte, ma strumentalizza la Bibbia e
lancia sospetti sui suoi interlocutori.
Paragonare
l’apostolo Paolo con un autonominato apostolo Valdemiro Santiago, di cui
si vuole imitare stile di vita e insegnamenti, mostra proprio il grado di
contaminazione psichica e spirituale.
È a lui a
decidere che io non creda allo Spirito Santo e ai sui carismi. Non credo
ai riti esoterici cristianizzati, che si attribuiscono allo Spirito di Dio. Il
ministero del Paracleto è di rendere grande Gesù dinanzi al mondo, non di
potenziare i santoni e taumaturgici del carismaticismo. L’unico metodo per
interpretare la Bibbia è l’esegesi contestuale, di cui Andrea Martina ha
mostrato di non sapere neppure dove stia.
Avevo chiesto
una prova esegetica, ma lui porta l’ideologia dell’esperienza riguardo a
bruciare foglietti e al «mistero del monte»!? Per lui non è importate ciò
che afferma in merito la Bibbia, ma «l’ideologia della funzionalità»,
secondo questa logica: se funziona, è da Dio. Alla compatibilità di una cosa con
la sacra Scrittura si è sostituito in lui un altro principio: la compatibilità
con la «Chiesa mondiale della potenza di Dio», che lui ha assurta a
modello d’ispirazione divina! Le cose viste in Internet di tale raggruppamento
mi hanno soltanto rafforzato nella convinzione che è una commistione fra
cristianesimo ed esoterismo tipico del Sudamerica, come viene praticato
nella religiosità popolare di gruppi animistici tipo vudù, santeria, macumba e
simili.
Ora, Andrea
Martina, per addolcire la pillola agli occhi degli altri, afferma che il rito
delle preghiere bruciate sarebbe una «cosa simbolica»! Dopo aver
presentato tutta la filosofia e la necessità di tale rito, per il quale
ha aperto un gruppo e ha mandato ripetutamente inviti ad aderire (io ne ho
ricevuti almeno 5-6), dopo aver fatto un collage di versi biblici (chiaramente
fuori contesto) per dimostrare la necessità del rito con altare e fuoco
sul monte e dopo aver indicato «l’ispirato» modello brasiliano con tanto
di link, ora se ne esce con una carineria romantica! Non si smentiscono
mai questi carismaticisti!
Gli stessi
timori di Lella Moscariello sono di decine e di decine di altri credenti che
hanno letto tali cose. E come risponde Andrea Martina? Prima cerca di sminuire
tutto (simbolico), poi mostra il suo modello d’ispirazione: il «grande
ministero di cura e guarigione» brasiliano, che lui paragona ai tempi
apostolici. Tale pratica di andare sul monte bruciare liste di preghiere, non è
quindi solo simbolica, ma dietro c’è appunto una filosofia spiritualistica
di stampo esoterico, come viene similmente praticata nei gruppi religiosi
popolari del Sudamerica per sincretismo religioso!
Abbiamo
guardato diversi di tali link presenti sulle pagine di Andrea Martina e ci siamo
convinti che si tratta veramente di «pratiche occulte e idolatriche». Ma
lui ha la scappatoia del «mistero», termine tipico dell’antico
gnosticismo e del moderno esoterismo. Come nei riti massonici, la filosofia è
questa: se non sei iniziato nel rito, non lo puoi comprendere. Per
l’approfondimento, si veda qui nel mio libro «La
lieve danza delle tenebre» l’articolo «Misteri, gnosi,
immortalità e Bibbia», pp. 373-387. È la stessa logica e dinamica.
Tanto, di
prove esegetiche non ne possiamo aspettarcene. Lui il suo maestro di misteri
se l’è già scelto, alla cui scuola vuole nutrirsi. Eviterà di fare falò, ma per
quanto, visto siffatti modelli brasiliani? Quando anche in Italia tali «magici
pifferai» avranno il loro seguito di topolini incantati, chi li potrà
fermare?
► URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/A1-Nuove_rivela_carism_Car.htm
05-08-2010; Aggiornamento: 06-08-2010