Un taglio netto alle convenzioni anti-bibliche e pseudo-bibliche, all'ignoranza e alle speculazioni — Ein klarer Schnitt zu den anti-biblischen und pseudo-biblischen Konventionen, zur Unwissenheit und den Spekulationen — A clean cut to the anti-biblical and pseudo-biblical conventions, to the ignorance and the speculations — Une coupe nette aux conventions anti-bibliques et pseudo-bibliques, à l'ignorance et aux spéculations — Un corte neto a las convenciones anti-bíblicas y pseudo-bíblicas, a la ignorancia y a las especulaciones

La fede che pensa — Accettare la sfida nel nostro tempo

«Glaube gegen den Strom»: Für das biblische Unterscheidungsvermögen — «Faith countercurrent»: For the biblical discernment — «Foi contre-courant»: Pour le discernement biblique — «Fe contracorriente»: Por el discernimiento bíblico

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Radici 3-4

 

Cristianesimo giudaico

 

 

 

 

Oltre alle parti introduttive (Bibbia, AT) e al Giochimpara finale, il libro contiene due parti distinte dell’AT: l’Epoca nazionale e l’Epoca Assira.

 

◘ Ecco le parti principali dell’Epoca nazionale («Libri storici e profetici I»: dalla conquista all’esilio):
■ I Libri Storici in generale
■ L’epoca Premonarchica
■ Giosuè
■ Giudici
■ Rut
■ L’epoca Monarchica
■ Samuele
■ Re
■ Cronache
■ I Libri Profetici in generale.

 

◘ Ecco le parti principali dell’Epoca assira («Libri storici e profetici II»):
■ L’epoca assira in generale
■ Abdia
■ Gioele
■ Giona
■ Osea
■ Amos
■ Isaia
■ Michea
■ Nahum.

 

► Vedi al riguardo la recensione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ISRAELE SECONDO LA CARNE E ISRAELE DI DIO

Giudei, giudaismi, giudaizzanti fra sionismo e antisemitismo

 

 di Sandro Burgassi - Nicola Martella

 

1. Le tesi {Sandro Burgassi}

2. Osservazioni e obiezioni {Nicola Martella}

 

Clicca sul lemma desiderato per raggiungere il punto sottostante

 

Il lettore prende qui posizione riguardo all’articolo «I Giudei hanno rifiutato Gesù». Il seguente contributo avrebbe potuto trovare posto all’interno del tema di discussione «Cristiani giudei e gentili, giudaizzanti e non», ma a causa della sua lunghezza, di alcuni aspetti problematici particolari e della relativa risposta, abbiamo preferito metterlo extra.

 

 

1. Le tesi {Sandro Burgassi}

 

Ho letto il tema di discussione «Cristiani giudei e gentili, giudaizzanti e non», proprio per l’interesse particolare che ho per Israele. Secondo la suddivisione dei cristiani in genere nei rapporti verso Israele da lei fatta, mi posso collocare nel «prototipo» di cristiano gentile amico d’Israele, inserito nelle nuove tendenze dei cristiani gentili che intendono connettersi direttamente al giudeo-cristianesimo e vivere secondo tale mondo d’idee e tale devozione…

     Sono d’accordo con lei sulla complessità d’Israele e dei rapporti dei cristiani e non verso Israele. Si potrebbe ulteriormente definire delle sub-differenziazioni sociologiche a quelle da lei fatte. Che Israele sia un groviglio inestricabile d’una moltitudine di conflitti cronici e irrisolti, è un dato di fatto. Solo l’intervento diretto del Signore Gesù Cristo può sciogliere questo groviglio, non certo l’uomo. Prego il Signore che sia fatta la sua volontà per Israele affinché s’adempiano i suoi piani.

     Un cristiano evangelico (come mi considero), nato di nuovo nell’aprile del ‘98 in una bella chiesa con pascoli verdeggianti della costa Toscana, che ama Israele, leggendo il suo articolo si chiede come si può essere influenzati ideologicamente dai cristiani giudei o dai cristiani amici d’Israele, senza che il Signore non abbia messo o sviluppato il nostro amore per Israele nei nostri cuori. Piuttosto, nel variegato panorama di chiese denominazionali del mondo, in questi ultimi tempi, il singolo credente non può essere influenzato da dottrine palesemente o subdolamente antisemite? Perché Israele dà fastidio a tutti, anche a molti cristiani? Il diavolo odia Israele. Così come l’incredulo dovrebbe domandarsi dell’esistenza di Dio osservando la creazione, un cristiano nato di nuovo, che si «ciba» per anni della Bibbia, non può fare a meno di realizzare che Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha in serbo per Israele un ristabilimento nei suoi piani salvifici per l’uomo, dopo le terribili conseguenze subite anche per l’allontanamento da Dio.

     Il santo timore del Signore dovrebbe aumentare nei cristiani gentili, considerando che, se Dio non esitò a tagliare i rami naturali dell’olivo domestico, quando questi persistettero nella disubbidienza; quale sarà la fine dei rami selvatici innestati nell’olivo domestico qualora si dovessero volutamente e sistematicamente allontanare dalle vie del Signore? Il Signore sta suscitando delle sentinelle nelle chiese del mondo per cooperare al ristabilimento d’Israele nei piani di Dio, gruppi di preghiera nelle chiese, sostegno, solidarietà, amicizia e aiuti concreti a Israele, evangelizzazione d’arabi ed ebrei (senza ovviamente seguire i modelli coercitivi e deleteri del passato) e testimonianza. Il nemico tenta d’ostacolare questo, ma non ce la farà.

     Spesso, chi prova amore e ha una chiamata per Israele, e contemporaneamente vive (avendone ovviamente necessità) e frequenta la chiesa locale in cui ha accettato Il Signore (dove magari l’attivismo pro Israele è assente o modesto o sporadico), rischia d’essere considerato un potenziale soggetto deviante dalla dottrina. In tempi in cui la cultura del sospetto nelle chiese è motivata dal reale rischio che all’interno della comunità entrino immoralità, sincretismi, culti dell’immagine e quant’altro non provenga da Dio, paradossalmente c’è anche questo rischio per i cristiani gentili, sionisti, giudaizzanti. Ma Dio è sovrano.

     Nel suo articolo «Il complesso problema cristiano intorno a Israele», lei afferma che «non sempre è chiaro a quei cristiani che intendono se stessi come amici d’Israele che cosa sia Israele». Mi chiedo quale uomo conosce perfettamente i piani e i pensieri del Signore? Quale uomo può dare una definizione esaustiva d’Israele? Israele inteso e analizzato come prodotto storico-biblico e sociale, come geo-sistema, come rappresentazione del moderno Stato, come paesaggio dello spirito delle maggiori religioni, è più complesso di qualsiasi altro stato, oltre che particolare. Come si può avere una simile pretesa? Per certi versi sarebbe come pretendere d’avvicinarsi al Signore Gesù Cristo con una sofisticata speculazione filosofica, anziché semplicemente con il cuore. Ricorre nei suoi articoli la premessa che «il Signore ci chiama ad amare i fratelli di là dalle convinzioni sugli aspetti non centrali della dottrina». Questo è sicuramente saggio, ma ritenere Israele un aspetto marginale o comunque non centrale della dottrina in questi ultimi tempi, è dal mio punto di vista estremamente controproducente al cristiano gentile.

     Non condivido neppure le obiezioni sull’uso di Dio d’Israele per augurare una benedizione. [ Augurare nel nome del Dio d’Israele nel NT?] Il Dio d’Israele dell’AT è lo stesso Dio padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Creatore dei cieli, della terra e dell’universo, non è un altro Dio. Lei sa meglio di me che la Bibbia va considerata in maniera unitaria e non disgiunta tra Antico e Nuovo Testamento.

     Per chiudere questo mio contributo in leggerezza e augurandomi di non indisporla gli confesso che scalpito ogni volta che vado in Israele: mi piace scoprire questo paese, esplorarlo, avere contatti e amicizie con ebrei, arabi e i numerosi cristiani che da tutto il mondo vengono in Israele. Mi piace guidare la macchina di sabato quando il traffico è inesistente, mangiare kasher e la cucina araba, nonché i nostri suini, il clima secco del deserto, scherzare con un rabbino ortodosso che non può sentire la parola cristiani, fare il bagno nel Mar Rosso, nel Mar Grande e nel lago di Tiberiade, trovarmi in Israele per il Sukkot [festa delle Capanne, N.d.R.] e la marcia internazionale pro Israele di Gerusalemme (quest’anno la mia permanenza comprenderà pure le feste di Rosh ha-shanà [ultimo dell’anno, N.d.R.] e Yom Kippur [festa dell’espiazione, N.d.R.] e pregare per Israele affinché ebrei e arabi accettino il Signore Gesù Cristo come personale Salvatore e Israele diventi luce delle nazioni, nonché una grande benedizione. Cordiali saluti in Cristo. {04-07-2008}

 

 

2. Osservazioni e obiezioni {Nicola Martella}

 

1. ENTRIAMO IN TEMA: Ringrazio questo lettore per le sue riflessioni. Sono d’accordo con esse nella maggior parte. Per altre cose dissento, a seconda del caso, con più o meno misura; avendo già scritto altrove al riguardo, non voglio però ripetermi. Non posso che sottoscrivere la fine della sua lettera, ossia che — oltre che amare Israele per via della promessa — bisogna «pregare per Israele affinché ebrei e arabi accettino il Signore Gesù Cristo come personale Salvatore e Israele diventi luce delle nazioni nonché una grande benedizione».

     Quanto alla continuità fra antico e nuovo patto, essa esiste; esiste pure però pure la discontinuità. Ambedue sono rappresentate da Gesù quale Messia. Ecco alcuni punti salienti (per il resto rimando ad altri approfondimenti: Gesù disse ai Giudei: «Se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati» (Gv 8,24). «Il Regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a una gente che ne faccia i frutti» (Mt 21,43; cfr. Mt 23,38s «finché diciate»). «Un indurimento parziale s’è prodotto in Israele, finché sia entrata la pienezza dei Gentili; e così tutto Israele sarà salvato» (Rm 11,25s). «Dicendo: “Un nuovo patto”, Egli ha dichiarato antico il primo. Ora, quel che diventa antico e invecchia è vicino a sparire» (Eb 8,13; 9,15).

 

2. DISTINGUERE PER CAPIRE: È evidente che per capire bisogna distinguere (gettarla solo nel «mistero» è rischioso), altrimenti si diventa confusi e confusionari. Riguardo a Israele (e annessi e connessi) esistono, ad esempio, le seguenti distinzioni necessarie.

     ■ L’Israele storico (Stato e teocrazia), composto da giusti e ingiusti, anzi per lo più da una massa infedele e da un resto fedele (Is 1,8ss; 10,20ss; Is 37,31s; Gr 8,3 razza malvagia - residuo; 50,20; Ez 6,8; Esd 9,13). La discendenza di Giacobbe (= Israele) fu oggetto delle promesse di Dio, ma anche dei suoi giudizi storici, cosa che portò alla fine del regno prima d’Efraim (722 a.C.) e poi di Giuda (586 a.C.). Tale regno non è stato mai più costituito e non lo sarà nella sua integrità fino al ritorno del Messia-Re, alla fine dei tempi.

 

     ■ Come detto, esiste il «residuo santo» che portò avanti le promesse di Dio, la testimonianza e l’ubbidienza a Lui all’interno a una massa infedele e spesso apostata (cfr. Esd 9,15; Is 10,22; 1 Re 19,18).

 

     ■ Al tempo del NT la decisione a favore o contro Gesù quale Messia spaccò di fatto il giudaismo in due parti: il giudaismo storico (o rabbinico), che rifiutò Gesù quale Messia, e «l’Israele di Dio» (Gal 6,16), ossia il «resto fedele» che riconobbe in Gesù il Messia-Re promesso. Il primo tipo di giudaismo è chiamato, ad esempio, come segue: «Giudei rimasti disubbidienti» (At 14,2), nemici dell’Evangelo (Rm 11,28), «Israele secondo la carne» (1 Cor 10,18), circoncisi nella carne per mano d’uomo (Ef 2,11), «quelli della mutilazione» (Fil 3,2; v. 3 «i veri circoncisi siamo noi»; cfr. Gal 5,12), «quelli della circoncisione» (Tt 1,10). L’Israele di Dio fa parte dell’assemblea del nuovo patto, non è quindi un’entità a sé.

 

     ■ Attualmente esiste l’Israele ideale, oggetto di promesse escatologiche (Rm 11,26-29), e l’Israele reale, oggi lontano dalla salvezza e dall’Evangelo (v. 28). Il giudaismo attuale è pieno di tutto e del contrario di tutto (ultra-ortodossi, liberali, monoteisti, atei, agnostici, affaristi, massoni, pacifisti, sionisti, antisionisti, onesti e disonesti, rabbini omosessuali, artisti blasfemi, eccetera). Già al tempo degli apostoli si trovavano fra i Giudei militanti agguerriti contro l’Evangelo, che Paolo chiamò «cani» e «cattivi operai» (Fil 3,2), «ribelli, cianciatori e seduttori di menti» e falsi maestri per disonesto guadagno (Tt 1,10s). Gesù stesso parlò di Giudei esoteristi che calunniavano i cristiani, che chiamò «sinagoga di Satana» (Ap 2,9) e che definì Giudei falsi e menzogneri (Ap 3,9).

 

     ■ Bisogna anche distinguere lo Stato d’Israele dai suoi governi, che non sempre hanno fatto e fanno ciò che è giusto dal punto di vista politico, sociale, del diritto internazionale, eccetera.

 

     ■ Bisogna distinguere tra ciò, che farà un giorno il Messia con Israele (predizioni escatologiche), da ciò, che esso è attualmente. I veri «amici d’Israele» sono coloro che rimangono leali (avendo una visione ideale ed escatologica del resto fedele), ma dicono all’amico ciò che va o non va (Pr 27,6), altrimenti non è amicizia, ma sudditanza ideologica.

 

     ■ «L’Israele di Dio» è attualmente riconoscibile nel «cristianesimo giudaico» (impropriamente detto «giudaismo messianico»). Bisogna distinguere qui diverse posizioni, per non fare confusione.

            ● 1. I cristiani giudaici moderati vivono la loro devozione senza ideologia e hanno buoni rapporti con i cristiani in genere (Gentili). Essi si attengono alla decisione storica del Concilio di Gerusalemme (Atti 15; cfr. 21,25), vivono la loro giudaicità nel rispetto dei cristiani gentili (Rm 14).

            ● 2. I sionisti confondono l’Israele ideale ed escatologico con l’attuale Israele e addirittura con l’attuale Stato d’Israele, verso cui hanno una sudditanza psicologica e ideologica come il tifo verso una squadra di calcio (per tutto ciò che fanno i governi israeliani si trova una scusante morale o «profetica»; la colpa è sempre degli altri). Il sionismo è un’ideologia che prevede il ristabilimento dei confini abramitici e davidici con la forza, appena la situazione politica internazionale lo permetterà; ciò è contrario alle predizioni bibliche, secondo cui sarà solo il Messia a ristabilire il regno; non a caso molti Israeliti (sia ultra-ortodossi, sia moderati, sia liberali) sono contrari a tale ideologia suicida. Negli ultimi tempi, l’apertura degli archivi di Stato per i documenti dalla fondazione d’Israele in poi hanno portato alla luce gravi colpe dei governi e dei militari nella politica del Medio Oriente; varie pubblicazioni di scrittori israeliani di seconda generazione hanno portato alla luce le intenzioni reali e le manovre oscure del sionismo quale ideologia politica da Ben Gurion in poi.

            ● 3. I «giudei cristiani» giudaizzanti pretendono la restaurazione di tutto il cristianesimo, penetrandolo con gli usi e i costumi giudaici e portandolo all’ubbidienza della legge mosaica (sabati, circoncisione, ecc.) e alle tradizioni giudaiche (cfr. già At 15,1.5). Questa specie di giudeo-cristianesimo militante è molto pericoloso e pernicioso. Tali Giudei furono chiamati nel NT «quelli della circoncisione» (At 11,2; Gal 2,12; cfr. Tt 1,10s), erano un gruppo di potere temibile e fecero molti danni tra i Gentili (cfr. Gal; Col).

            ● 4. Per completezza, bisogna far osservare che esistono anche «giudei cristiani» anti-talmudici e anti-sionisti, che si pongono quindi in modo critico verso il Talmud (ritenuto soprattutto una fonte di blasfemia sia su Gesù sia sulla morale) e verso il sionismo (ritenuto una fonte di male politico per lo stesso Israele e per gli Ebrei nel mondo; essi temono che prima o poi, come un boomerang che ritorna, possa essere motivo di un nuovo antisemitismo).

 

     ■ Infine esistono vari gruppi di «amici per Israele». Essi ricalcano le varie posizioni sopra esposte. Alcuni confondono l’Israele ideale ed escatologico con lo Stato d’Israele e i suoi governi (sudditanza ideologica); non pochi di loro pensano che aiutando lo Stato d’Israele in vari modi materiali e finanziari, stanno onorando Dio (ma è proprio così?). Altri hanno recepito il sionismo al punto tale da sviluppare un «sionismo cristianizzato» militante, che afferma il diritto dello Stato d’Israele a occupare l’intera Palestina geografica, poiché sarebbe nel suo diritto (non capiscono che il regno verrà istaurato solo dal Messia-Re al suo ritorno). Il sionismo cristianizzato s’accompagna in vari modi con la giudaizzazione d’alcuni tali cristiani gentili, ritenendo che il giudeo-cristianesimo sarebbe più originale quindi migliore; essi arrivano poi al punto di divenire essi stessi giudaizzanti militanti, il cui obiettivo è la restaurazione del cristianesimo (ritenuto tutto decadente) nel senso d’una radicale giudaizzazione.

 

3. ASPETTI CONCLUSIVI: È evidente che chi sa distinguere, capirà e aiuterà a capire. Chi invece è abituato alle macedonie ideologiche, sarà un operaio confuso che produrrà altresì confusione per gli altri. Si tengano preseti i seguenti punti.

     ■ Di là da ciò che Dio farà col resto fedele alla fine dei tempi (la gran tribolazione servirà appunto a distruggere la massa incredula per ottenere un «residuo santo» che guarderà a Gesù quale loro Messia; cfr. Is 1,25ss; Mal 3,1ss; Ap 1,7), non bisogna chiudere gli occhi sulla questione giudaica che si protrae da due millenni. Questa tensione fu così espressa dall’apostolo Paolo: «Per quanto concerne l’Evangelo, essi sono nemici per via di voi; ma per quanto concerne l’elezione, sono amati per via dei loro padri; perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento» (Rm 11,28s). Come già ricordato, fintantoché non accettano Gesù quale Messia, essi sono «Giudei rimasti disubbidienti» (At 14,2).

     ■ Di là dalle promesse e dagli aspetti escatologici, «l’Israele di Dio» (il giudeo-cristianesimo; Gal 6,16) è parte integrante della chiesa e non un corpo a sé o un corpo estraneo (Ef 2,16; 3,5ss; 4,4; Rm 9,24, 1 Cor 1,22ss). «Infatti noi tutti siamo stati immersi mediante un unico Spirito dentro un unico corpo, e Giudei e Greci, e schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati d’un unico Spirito» (1 Cor 12,13; traduzione letterale mia). Ogni snobismo giudeo-cristiano (At 15,1.5; Gal 2,11ss) e ogni orgoglio gentile (da olivastro; Rm 11,18) sono assolutamente da combattere.

     ■ È certamente da combattere la cosiddetta «teologia della sostituzione», secondo cui la chiesa avrebbe sostituito in tutto Israele (le promesse di Dio rimangono e Dio attuerà alla fine dei tempi il suo piano per il resto fedele d’Israele). Bisogna combattere anche i tentativi giudaizzanti d’alcune frange del cristianesimo giudeo verso l’intero cristianesimo; altresì bisogna combattere tali tentativi anche da parte di cristiani gentili, che hanno ormai aderito a un modello giudaizzante.

     ■ Bisogna combattere l’antisemitismo in tutte le sue forme, essendo un razzismo pericoloso e pernicioso. Ciò non significa però aderire a un sionismo politico, che usa l’ingenuità di tanti cristiani e la loro sudditanza psicologica a un «Israele» non chiaramente definito (vedi sopra). Il sionismo è nato infatti come un progetto politico; esso si serve poi (come tutte le ideologie politiche) delle sensibilità religiose di Giudei e cristiani per creare un’accettazione e un consenso, su cui costruire. Molti cristiani disavveduti pensano: «Se un “grande Israele” è nel progetto di Dio, non si può che sostenerlo politicamente, finanziariamente e idealmente». Su tale leva giocano i sionisti presenti fra gli Ebrei e fra i cristiani. Si dimentica sovente che sarà soltanto il Messia, al suo ritorno, a creare il regno per Israele (cfr. At 1,6s con Ap 20,1-6).

 

Per l’approfondimento rimando a vari articoli in Nicola Martella (a cura di), Escatologia fra legittimità e abuso. Escatologia 2 (Punto°A°Croce, Roma 2007) e specialmente ai seguenti: «Cieco sostegno politico a Israele», pp. 252-257; «Israele automaticamente vicino a Dio?», pp. 258-262.

     Per la «questione giudaica» rimando anche a vari articoli in Nicola Martella, E voi, chi dite ch’io sia? Offensiva intorno a Gesù 2 (Punto°A°Croce, Roma 2000). Nel primo volume (Chi dice la gente che io sia?) di quest’opera si vedano anche gli articoli: «Il giudaismo e Gesù», pp. 103-114; «Gesù e i giudei», pp. 115-124.

 

Israele secondo la carne e Israele di Dio? Parliamone {Nicola Martella} (T)

 

► URL: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/A1-Israele_carne_di-Dio_R34.htm

28-08-2013; Aggiornamento: 31-08-2013

 

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