1. La tesi
{Domenico Falbo}
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Noi non siamo cattolici, abbiamo
iniziato il «Centro
anti-blasfemia»
[tale
gruppo non esiste più, N.d.R.] per denunciare le falsità dei cattolici.
Quali «Ebrei
per Gesù» vogliamo far
conoscere agli italiani la nostra religione «Jews for Jesus».
Noi crediamo che i
fratelli di Gesù
sono i suoi cugini, prima di tutto perché siamo discendenti di luterani,
poi così credono i teologi di «Jews
for Jesus», e infine noi siamo arrivati a questa conclusione dopo
lunghe e complicate ricerche.
Noi crediamo nella purezza della Madre del Signore, perché colei
che è stata la casa di Dio,
portando nel grembo il Verbo di Dio, ed essendo avvolta dall’Altissimo,
è impossibile che si
corrompesse. Noi però non abbiamo dogmi mariani, e per il cristiano è necessario
attenersi solo agli insegnamenti
di Gesù.
Se la gente ci crede
cripto-cattolici
sono affari loro; poi ci sono ebrei che si sono fatti cattolici,
come il rabbino Zoller, il
cardinale ora defunto Lustiger, c’è in vaticano il vescovo Vittorino Levi,
figlio d’ebrei ortodossi. Devi
sapere che gli ebrei oggi sono di diverse religioni e anche atei accaniti.
2. Osservazioni e obiezioni
{Nicola Martella}
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Qui di seguito prendo posizione solo sugli aspetti
che riguardano Mariàm e la sua presunta verginità a vita; secondariamente
ciò ha un risvolto riguardo alla questione dei fratelli-cugini. Non è strano che
mentre tanti cattolici si sono convinti che Mariàm poteva benissimo aver
partorito altri figli, senza che ciò intaccasse minimamente la sua dignità
(anzi, la rende una donna che si era realizzata come madre di tanti figli), i
«Giudei per Gesù» vadano proprio nel senso contrario? Ho ricevuto tutto il
materiale sui fratelli di Gesù che si ritiene solo suoi cugini e devo dire che,
nonostante le dotte riflessioni in merito, tutto ciò non mi ha assolutamente
convinto. Si parte da premesse, che bisognerebbe prima dimostrare, e su di esse
si costruisce dottamente il tutto.
La visione secondo cui la purezza di una
donna si misuri dal fatto se ha avuto o meno rapporti sessuali (per Mariàm per
di più legittimi, perché coniugali), è quella dei manichei, che hanno
determinato e determinano buona parte del cattolicesimo. Infatti Mani (Mardinu,
215-276 d.C.), un filosofo gnostico, sincretista e dualista dell’Iran, vedeva in
ogni espressione della sessualità di per sé una corruzione morale. Il suo
era in effetti un buddismo aggiornato alla religione persiana (zoroastrismo) e
mischiato di elementi babilonesi; Mani e i suoi discepoli mischiarono la loro
religione sincretistica col cristianesimo e lo adattarono ad esso, e viceversa.
Il manicheismo ebbe molta influenza sulla concezione dualistica del mondo e
della sessualità (vista come una cosa negativa) e su un atteggiamento sessuofobo
di una certa parte del clero.
Contro tale atteggiamento ostile al corpo e alla
sessualità dovette combattere già Paolo in Corinto. Qui un certo gruppo
gnostico spiritualista vedeva anche nei rapporti coniugali una fonte di
contaminazione morale; la loro tesi era: «Ora quant’è alle cose delle quali
m’avete scritto: «È bene per l’uomo di non toccare donna”…» (1 Cor 7,1).
Paolo rispose invece: «Per evitare le fornicazioni, ogni uomo abbia la
propria moglie, e ogni donna il proprio marito» (v. 2).
Su tale aspetto ci fermiamo qui, rimandando alla
seguente letteratura. Nicola Martella,
Sessualità e contesti, Sesso & Affini 1 (Punto°A°Croce, Roma
1998), «La sessualità nella storia della chiesa», pp. 160-165; «Iperspiritualismo
e sessualità», pp. 220-223. Si veda pure Nicola Martella, «Preti e matrimonio»,
Tenerezza e fedeltà, Sesso & Affini 2 (Punto°A°Croce, Roma 1998),
pp. 158-162.
Giuseppe di Nazaret ebbe rapporti
sessuali con Mariàm? Non averli sarebbe stato atipico per ebrei ed era un motivo
di divorzio. Dio non gli ha mai chiesto di astenersi dai rapporti matrimoniali
né di procreare figli con la sua legittima sposa. L’insegnamento biblico era
questo: «Il marito renda alla moglie quel che le è dovuto; e lo stesso faccia
la moglie verso il marito» (1 Cor 7,3). Giuseppe e Mariàm si erano attenuti
a questo precetto primordiale? Sì, come recita Genesi 2,24: «Perciò l’uomo
lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e
saranno una stessa carne» (cfr.
Mt 19,5; Ef 5,31). Oltre al principio biblico, vi è una prova testuale
concreta al riguardo? Si notino le seguenti differenze per capire che cosa
accadde veramente:
■ Nel caso dell’anziano Davide e della giovane
Abišag è scritto: «La fanciulla era bellissima, aveva cura del re, e lo
serviva; ma il re non la conobbe» (1 Re 1,4). Ciò significa che
Davide non ebbe mai rapporti sessuali con la giovane donna.
■ Nel caso di Giuseppe e di Mariàm è scritto: «E
Giuseppe… prese con sé sua moglie; e non
la conobbe fintantoché ella non ebbe partorito un figlio» (Mt 1,24s).
Ciò significa che Giuseppe non ebbe rapporti sessuali con Mariàm solo durante la
gravidanza, in cui ella portava in grembo Gesù. La congiunzione «fintantoché»
indica un periodo specifico e a termine; il cambiamento avvenne con la nascita
del figlio.
«Per
il cristiano è necessario
attenersi solo agli insegnamenti
di Gesù», ossia a quelli biblici, suggerisce il mio interlocutore; ciò è giusto.
Allora prendiamo atto che Dio non considera i rapporti sessuali coniugali come
fonte di corruzione e contaminazione morale, ma solo quelli illegittimi; per
questi ultimi è scritto di non contaminarsi (Lv 18,20; Nu 5,29; Ez 18,6.11.15;
22,11; 33,26). Al riguardo viene fatta questa distinzione netta: «Sia il
matrimonio tenuto in onore da tutti, e sia il talamo incontaminato; poiché Dio
giudicherà i fornicatori e gli adulteri» (Eb 13,4). Tenere «l’alcova
incontaminata» significa non contaminare il letto matrimoniale con rapporti
illegittimi. Tenere il matrimonio in onore significa circoscrivere i rapporti
sessuali a esso, senza eccezione, dando al coniuge ciò che gli è dovuto.
Non leggiamo di nessuna eccezione al riguardo
per Giuseppe e Mariàm né che essi fossero sterili. Dopo la nascita di Gesù e il
ritorno a Nazaret, essi erano una normale coppia di Giudei e, se si fa eccezione
dell’episodio di Gesù presso il tempio, quando ebbe la sua «Bar Mitzvah» (a 12
anni), non vissero diversamente da tutte le altre famiglie giudee.