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Diamo dapprima
alcune informazioni sull’autore. Max Lucado è nato 11 Gennaio 1955 a
San Angelo, Texas. È un autore cristiano statunitense e noto pastore della
«Chiesa di Oak Hills» a San Antonio (Texas; formalmente si chiamava dapprima «Oak Hills Church of Christ»,
poi ha cambiato nome per le divergenze dottrinali con la «Chiesa di Cristo», di
cui faceva parte). Ha scritto finora una cinquantina di libri, che sono
apparsi continuamente nella lista dei bestseller del New York Times. Vari
dettagli si possono trovare sul suo
sito ufficiale. La sua dottrina è da considerare come biblica, almeno
nei punti che appaiono nella sua
dichiarazione di fede. Avremmo letto volentieri qualcosa di definito
sulla depravazione dell’uomo e sul suo bisogno di ravvedimento e
conversione.
Poiché
traduciamo dal tedesco, nelle note a piè di pagina riportiamo i suoi
libri in tale lingua. In ogni modo, varie opere di Max Lucado sono state
tradotte in italiano (le riportiamo secondo la casa editrice e poi secondo
l’anno):
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Gribaudi: «Quando Dio sussurra il tuo nome» (1996).
■ San
Paolo Edizioni: «Tu sei speciale» (2005). «Tu sei mio» (2006; con Martinez Sergio). «Tu sei speciale. Una storia per tutti» (2006).«Fra le
braccia del pastore. Speranza e coraggio dal Salmo 23» (2007). «La luce di
Natale. Tutti hanno bisogno di un po’ di luce» (2007).
■
Uomini Nuovi: «Egli sposta ancora le pietre. Chiunque ha bisogno di un
miracolo» (2001). «E gli angeli rimasero in silenzio. L’ultima settimana di
Gesù» (2004). «Non meravigliatevi se lo chiamano salvatore» (2005). «Sei ore
un venerdì. Ancorarsi alla potenza della croce» (2005). «Dio vicino a noi.
Cronache del Cristo» (2006). «Il dono per te. Riflessioni sulla grazia di
Dio» (2006). «Egli ha scelto i chiodi» (2006). «Affronta i tuoi giganti. La
lezione di Davide e Golia per l’uomo d’oggi» (2007). «3:16 i numeri della
speranza» (2008). «Un amore degno di essere dato. Vivere nella
sovrabbondanza dell’amore di Dio» (2008). «L’applauso del cielo» (2008).
Il
seguente articolo è apparso in una rivista evangelica tedesca.
È il sunto del libro «Capire Max Lucado», che comprende più di un centinaio
di pagine.
L’autore, dopo un’attenta analisi degli scritto di Max Lucado, pone alcuni
interrogativi riguardo a questo autore neo-evangelicale. Egli lo vede come
«un rappresentante d’un cristianesimo sensuale», ossia basato sui sensi e
sul senso estetico. Chiaramente questo è solo un sunto e per capire meglio
le cose, bisognerebbe leggere l’intero libro. {Nicola Martella} |
Max Lucado è un
nome conosciuto e un autore di successo. Secondo il «Reader’s
Digest» è «il predicatore migliore d’America». Secondo «Christianity
Today Magazine» è «il pastore d’America». E secondo il «Neues
Leben-Magazin» 11/1998 è il «vero maestro della pittura verbale». La sua
popolarità e la sua influenza diventano sempre più grandi — nel frattempo
anche da noi. I suoi libri hanno raggiunto finora una tiratura complessiva
di oltre 50 milioni di copie e ha vinto premi importanti.
Anke
Pagel, una co-autrice della rivista «Aufatmen» [= riprendere fiato], ammette
che le storie bibliche, che ella «aveva messo da tempo agli atti», per mezzo
di Lucado divennero vivide e incoraggianti.
Questo sembra essere il segreto del suo successo e della sua stragrande
popolarità. Lucado racconta storie bibliche a suo modo e piacimento. Le
verità spirituali sono illustrate con scene di vita quotidiana e sono
altresì espresse in modo comprensibile per tutti. Queste parafrasi e questo
stile sono quelli che hanno fatto di lui un autore di successo.
L’obiettivo
e l’antropologia di Lucado
L’obiettivo di Lucado è «presentare le cose di Dio in modo grandioso».
Come egli riesca a fare ciò, lo illustrano i seguenti brani tratti dai suoi
libri. Alcuni dei suoi titoli rendono evidente quale sia il suo obiettivo
[N.d.R.: li traduciamo dal tedesco]: «Più leggeri attraverso la vita»,
«Completamente te stesso», «Il cielo applaude», «Dio pensa che sei
meraviglioso!», «Tu sei un fuoriclasse!» e «Tu sei unico». Riguardo
all’ultimo titolo si legge in una recensione: «Comunica che ogni persona è
buona, come Dio l’ha fatta, e dona una positiva auto-stima».
In ogni modo, con libri dal titolo come «Non si tratta di me» Lucado rende
altresì chiaro che gli sta a cuore principalmente la gloria di Dio. La
Bibbia è per lui il fondamento della fede e Gesù Cristo è l’unica via verso
Dio. A un esame più attento, alcune cose sembrano singolari. Ad esempio, il
motivo di Dio perché abbia provveduto alla salvezza dell’uomo, non sarebbe
solo il suo amore. Secondo Lucado Dio crede nell’uomo, lo rispetta, lo stima
e l’onora.
A ciò si aggiunga che Lucado ipotizza che nel cielo il Signore Gesù dica
quanto segue: «Sono così orgoglioso che tu ti sia fatto usare da me. A causa
tua, altri sono oggi qui».
Facciamo notare che l’onore non appartiene all’uomo, ma solo a Dio, e
inoltre tutte le buone azioni sono causate da Lui (Ef 2,8-10).
Secondo
Lucado, Dio creando l’uomo, deve aver pensato: «Eppure questo sarà come me».
Il risultato è il seguente: «Il Creatore non ha creato una creatura, ma un
altro creatore».
E mediante
un’ulteriore storia Lucado suggerisce conseguentemente l’accettazione di sé:
«Non c’è da stupirsi che il cielo applaude, quando ti svegli. Un capolavoro
si è alzato. “Ehi”, sussurrano le stelle, “Com’è eccezionale questo
bambino”. “Oh”, bisbigliano gli angeli, “Che meraviglia ha creato Dio!”.
Mentre tu quindi gemi, l’eternità è quasi senza parole per lo stupore.
Quando tu inciampi, gli angeli sono affascinati. Ciò che tu vedi nello
specchio come un disastro mattutino, è in realtà un miracolo mattutino.
Santità in accappatoio».
Mentre Lucado presenta Dio entusiasta e orgoglioso per l’uomo, la Bibbia
presenta la sua miseria e il suo peccato, come pure la sua dipendenza dalla
grazia immeritata di Dio (Isaia 6,5-7; Ap 1,17).
Lo stile di
Lucado e come egli tratta la Bibbia
Lucado
descrive dettagliatamente ciò che sarebbe accaduto dopo la morte di Gesù:
«Per tre giorni, si decompose il cadavere di Gesù. Pensateci bene, esso non
stava semplicemente lì. Si decompose. Le guance si incavarono e la pelle
divenne pallida».
La Bibbia attesta il contrario, e cioè che egli non vide la corruzione (At
13, 37, cfr. Sal 16,10, At 2,27.31; 13,34).
Lucado usa
il suo nuovo stile narrativo a volte anche a costo del contesto biblico
originale e della corretta successione dei fatti. Così, per esempio, non
furono solo Adamo e Eva a mangiare del frutto proibito: «Tuttavia Eva è
stata ingannata e il frutto è stato colto; e, solo alcuni paragrafi dopo, il
marito e il figlio seguono il suo esempio, e l’onestà dei tempi paradisiaci
è ora solo un bel ricordo lontano».
Di conseguenza, anche il primo figlio Caino sarebbe stato espulso dal
Paradiso, anche se questi nacque successivamente, come risulta nel prossimo
capitolo (Genesi 4,1a).
Ausili e
mezzi stilistici di Lucado per la comprensione della Bibbia e i pericoli
derivanti
Lucado
lavora continuamente con immagini mozzafiato, come per esempio quando chiama
1 Corinzi 13 «l’Everest delle lettere d’amore».
Egli designa la salvezza o la conversione addirittura come cura: «E l’unica
cura Dio l’ha descritta in Giovanni 3,16: Egli ama. Egli dà. Noi crediamo.
Noi viviamo».
«In qualche modo, ci si potrebbe aspettare un Dio adirato».
Ma uno così non esiste per Lucado. Se proprio deve accadere, allora Lucado
parla al massimo di «una tenera collera di Dio».
Il termine «tenerezza» svolge un ruolo importante per Lucado: «Dalla sua
tenerezza ti separa solo una preghiera».
Dopo una
serie di aspirazioni appassionate di Dio, si trova addirittura un
abbellimento delle caratteristiche dell’uomo come peccatore: «Sebbene siamo
tutti piccole canaglie e monelli, Egli ci ha visti prima che noi nascessimo.
E gli piace quello che vede. Soverchiato da sentimenti e sopraffatto
dall’orgoglio [per noi], il Creatore delle stelle si rivolge a noi e dice a
uno dopo l’altro: “Tu sei il mio figliolo. T’amo con tutto il cuore”».
Ciò implica che il peccato non deve essere preso sul serio e che non sia
quasi nemmeno degni di nota. Ciò relativizzare anche il valore della
redenzione mediante la morte vicaria di Gesù sulla croce.
A lunga
scadenza, però, questa visione unilaterale e questo ammorbidimento della
Parola di Dio contribuirà a fraintenderla nella sua interezza. Il lettore
inesperto non si rende conto che gli viene mostrato solo un lato della
medaglia, e che molte cose vanno di là da dalla rivelazione.
Lucado dà
l’impressione d’un cristianesimo comodo, che ha poco a che fare con vegliare
e pregare, ma solo con dormire e coccolarsi. In tal senso, è scritto nel suo
libro «Ispirazioni dal Salmo 23»: «Un gregge di pecore forma un cerchio
attorno al suo pastore. Esse si sono accoccolate comodamente tra l’erba
verde... Se abbiamo fissato gli occhi sul pastore, possiamo dormire
tranquilli... Cambia il tuo punto di vista e rilassati».
«Accoccolati fino a che non sei completamente sicuro, circondato e avvolto
dagli steli [d’erba] del suo amore».
La
rappresentazione del Figlio di Dio da parte di Lucado
In una
parafrasi della risurrezione della figlia di Giairo (Mc 5,22-43) Lucado
descrive Gesù come segue: «Sembrava una persona normale, un po’ troppo
normale. Indossava una giacca di velluto a coste con pezzi di cuoio cuciti
sui gomiti. I suoi pantaloni non erano nuovi, ma lui appariva ordinato.
Senza cravatta. C’erano i primi segni di calvizie sulla fronte, i capelli
castani erano ricci… Aveva mani magre, forti. Qualcuno m’aveva raccontato
che Gesù fosse cresciuto nel Mississippi come figlio d’un meccanico d’auto».
Poi si legge che Gesù «la mattina presto della Pasqua uscì fuori del suo
buco nero con un sorriso e chiese allo sconfitto Lucifero: E questo sarebbe
tutto ciò che avevi nel repertorio?».
Egli
presenta il modo impertinente anche un possibile pensiero di Nicodemo dopo
la risurrezione di Gesù: «Come pensi che Nicodemo abbia reagito alla
notizia, che si era diffusa per le strade, secondo cui Gesù fosse uscito
fuori della tomba e fosse nuovamente in piedi? Ha sorriso e ripensato alla
conversazione notturna? Nuova nascita? Ah, sì. Chi avrebbe mai pensato che
Egli avrebbe iniziato da se stesso?».
Che Gesù
avrebbe avuto «colluttazioni con i suoi fratelli»
e «una prima zuffa con il ragazzo vicino di casa»,
anche ciò scaturisce solo dalla fantasia di Lucado. Egli descrive il futuro
re Davide come un «giovanotto brufoloso».
E a Giuseppe, padre di Gesù, viene attribuita incompetenza: «Giuseppe? Un
piccolo falegname d’un villaggio con un solo cammello. Non c’è qualcosa di
meglio per Dio? Qualcuno con un’istruzione, con una genealogia un po’ più
illustre? Qualcuno con un po’ più di formato? Questo tizio non riesce
neppure a procurarsi una camera d’albergo. Pensi che egli possegga ciò, che
serve, per essere padre del Signore dell’universo?».
Per Lucado
da quel Gesù, descritto come «ragazzo spilungone»
ed «esile fanciullo»,
divenne «il vigoroso, giovane falegname»
e «quell’Uno, che giocava a palline con le stelle».
«Forse la
ragazza dall’altro capo della strada aveva una cotta con lui, o viceversa.
Forse aveva le ginocchia ossute. Una cosa è però certa: Egli era pienamente
Dio, ma anche pienamente uomo».
Lucado usa ripetutamente queste cose come giustificazione per le sue
fantasie su Gesù.
Che cosa
succede al lettore fedele alla Scrittura dinanzi a tali descrizioni
speculative che vanno di là dalla Bibbia? Invece di preoccuparsi di ciò che
Gesù Cristo avrebbe mai potuto pensare, dire o fare, il compito d’uomo è
piuttosto quello di capire soltanto ciò che è stato rivelato e di applicalo
nella fede e nella vita. Una volta che si comincia a fare come Lucado, si
pone il problema, quali stiano i limiti per abbellire i racconti biblici.
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Ralph Kozak, «Jesus
laughing» (Christ-Centered Art, Durham, NC USA) |
È insolita
la sua capacità di suscitare immagini - e questo differenzia Lucado dalla
maggior parte degli autori di libri incentrati sulla Bibbia: «Ho un’immagine
di Gesù, su cui ride. È appeso al muro di fronte alla mia scrivania. Si
tratta d’un disegno ricco d’espressione. Gesù getta la testa indietro. La
bocca è aperta. I suoi occhi brillano. Non solo sorride. Non solo ride
contento in se stesso. Ride a piena gola. Ha difficoltà a respirare. Mi è
stata data da un prete della Chiesa Episcopale, che ha sempre sigari in
tasca e raccoglie immagini, su cui Gesù sorride. “Ne dono una a ogni
persona, di cui penso tenda a prendere Dio troppo sul serio”, mi spiegò,
mentre mi porse il dono».
Lucado non
commenta questo obiettivo altrui in modo grandioso, ma scrive: «Ha centrato
il chiodo sulla capocchia».
Tuttavia, si può prendere Dio troppo sul serio? Non si tratta di fanatismo,
di un cristianesimo compulsivo o convulso. Tuttavia, quanto siamo lontani
dai pensieri e dai piani di Dio e quindi anche dal suo carattere, sì da Lui
stesso, quando vediamo il pericolo di prendere troppo sul serio Lui e la sua
Parola? Si tratta d’un attacco alla sovranità di Dio, alla sua onnipotenza e
a tutte le sue buone e perfette qualità, se si dà credito a questo presunto
comandamento: «Tu non prenderai Dio troppo sul serio!».
Norme
spostate
«Se hai
problemi con il disegno del Gesù ridente nel mio ufficio, allora hai
problemi anche con questa storia», dice infine Lucado riferendosi alla
guarigione della donna col flusso di sangue.
Nella conversazione con questa donna Lucado vede uno «scherzo satirico».
Terminiamo
qui quanto abbiamo voluto esprimere su un autore cristiano di successo, che
in futuro influenzerà probabilmente ancora molti cristiani. Con la sua
immagine di Dio, Max Lucado è una sorta di prototipo dei neo-evangelicali e
anche un rappresentante d’un cristianesimo sensuale, che vuole esistere
senza la necessità di credere al ravvedimento e alla depravazione dell’uomo.
L’ira e il giudizio di Dio sono in gran parte rimossi. L’autorità della
Scrittura viene relativizzata mediante aggiunte e fantasie. L’onore di Dio
viene scolorito dinanzi al tentativo di alimentare nelle persone fiducia in
se stesse e l’amore di sé.
Siamo già
nel periodo in cui «non sopporteranno la sana dottrina, ma per prurito
d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e
distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole»? (2
Tim 4,3s).
Tradotto e
adattato da Nicola Martella. © Punto°A°Croce 2010 per questa versione in italiano
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Max Lucado e il suo messaggio? Parliamone
{Nicola Martella} (T)
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URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_BB/A1-MLucado_messag_Mds.htm
29-03-2010;
Aggiornamento: 13-09-2010 |