|
Un giovane credente mi ha segnalato
un
filmato di Danilo Valla,
pubblicato da evan.tv (24 ottobre 2008). In esso quest’ultimo risponde a tono
all’autore di un
filmato allucinante, in cui si asserisce che
la storia
di Cristo riprodurrebbe il mito di Horus, il dio Sole egiziano; per
questo, secondo lui, Cristo sarebbe un mito pagano.
Danilo Valla inizia a confutare abbastanza bene tali cose; poi si
occupa d’altro e, per trovare qualche vero punto di confutazione, si
dovrà aspettare specialmente la fine del filmato.
Il link del seguente articolo è stato da me mandato a
Danilo Valla in anteprima, perché potesse fare
osservazioni e obiezioni ma lui, rispondendo al mio invito, ha preferito
sottrarsi elegantemente al confronto. Ogni legittima libertà implica sempre
responsabilità. |
1. UNA CONFUTAZIONE CON MOLTE OMBRE E
POCHE LUCI: Tutto era iniziato bene e prometteva d’essere
interessante. Poi però, per mia meraviglia, Danilo Valla cambia del
tutto il discorso e va a riscaldare una vecchia e curiosa ipotesi, che
andava di moda molti decenni or sono e che ebbi modo di leggere e
confrontarmi al tempo, in cui ero studente di teologia. Secondo tali
teorie mitologiche cristianizzate, riprese da Danilo Valla, nelle
stelle ci sarebbe scritto nientemeno che l’Evangelo! Egli usa un po’ di
fantasia, un pizzico d’ebraico nulla dicente (p.es. ’ot «segno»;
ṣëmach «rampollo», non «spiga», come falsamente afferma lui),
alcune affermazioni azzardate e tirate per i capelli (il segno della
vergine proiettata su Maria; il segno del Leone proiettato su Gesù) e
quant’altro e arriva ad affermare che nelle costellazioni è scritta
tutta la storia di Gesù!
Lì per
lì, mi è venuto da pensare: Danilo Valla non doveva confutare la teorie
di Horus? Risponde, però, a una mitologia cristianizzata (quella di
Horus) con un’altra gnosi cristianizzata, quella secondo cui nelle
costellazioni sarebbe scritto tutto l’Evangelo? Tutto ciò è degno di un
guru orientale o di un santone gnostico cristianizzato, non di un
esegeta!
Poi
Danilo Valla mostra un’immagine astrale, tratta da un tempio
pagano, per esemplificare la tesi da lui riscaldata per l’occasione.
Dovrebbe proprio essa diventare fonte di conoscenza biblica? E allora
perché Dio diede l’ordine di distruggere i templi pagani (Es 34,13; v.
15 «si prostituiranno ai loro dèi»), se erano fonte di siffatta
saggezza universale? Se i seguaci del Dio vivente dovevano andare a
scuola dai seguaci di Ba`al, allora la Torà ed Elia si erano sbagliati?
(cfr. 2 Cor 6,15; Beliar è Ba`al). Tutti avrebbero veramente potuto
conoscere la storia di Gesù, migliaia di anni prima della sua nascita,
studiando le stelle? Allora gli astrologi di Babilonia e d’Egitto
sarebbero stati i migliori evangelisti! Gli apostoli si erano sbagliati
a parlare del «mistero di Cristo» (Ef 3,4; Col 4,3), «mistero
che fu tenuto occulto fin dai tempi più remoti» (Rm 16,25) e che fu
rivelato fra i Gentili specialmente mediante il ministero di Paolo (Col
1,27; 4,3). La Chiesa del Dio vivente non è l’unica «colonna e base
della verità»? (1 Tm 3,15). Per non essere un «operaio
confuso», non basta tagliare «rettamente la parola della
verità» (2 Tm 2,15), ossia fare un’esegesi contestuale corretta, ma
bisogna diventare astrologi o, almeno, astronomi?
Quella
che chiamiamo la «Vergine» come segno astrale, era una dèa della
prosperità. Culti di fecondità si trovano in tutto il mondo nel
paganesimo. È, però, proprio vero che nell’America Latina avessero la
stessa interpretazione delle costellazioni come nel Medio Oriente? I
segni aztechi e quelli cinesi, per fare un esempio, non corrispondono
allo zodiaco occidentale. È proprio vero che tali popoli attingevano
direttamente alle stelle la conoscenza universale su Gesù e il piano di
salvezza, proprio come suggerisce Danilo Valla?
È
proprio vero che i magi (non erano re, come lui però afferma!)
usarono tale vademecum universale astrale per arrivare a Gesù? Questa è
pura supposizione senza prova né fondamento esegetico. Hanno proprio
visto nelle stelle? Era veramente un segno extraterrestre che li guidò?
Si noti che tale fenomeno (probabilmente inter-terrestre) si muove, si
ferma, riappare e si va a fermare proprio sulla casa in cui c’era la
famiglia di Gesù! (Mt 2,9s). Vorrei proprio vedere come si fa a trovare
una casa specifica, se si tratta di un segno extraterrestre! I magi non
dissero, come afferma Danilo Valla: «Abbiamo visto nelle stelle», ma: «Abbiamo
visto la sua stella in Oriente» (Mt 2,2). Trarre da tale brano
oscuro e discusso una prova per tale ipotesi astrale, non è serio.
Poi
Danilo Valla pensa di poter confutare la teoria di Horus e di avvallare
la propria, facendo un parallelo fra tale precedente mappa astrale di un
tempio pagano con un’iscrizione di un tempio egizio. Su
quest’ultima c’è una donna con un bambino: come fa a essere la vergine
della mappa astrale? Ecco la quintessenza: «Evidentemente tutte queste
culture traevano dal cielo, dalle stelle, gli elementi dei loro miti…
quello invece di Gesù non è un mito, è una verità». Che commistione
incredibile! Si pretende di dipanare una matassa ingarbugliandola con
un’altra!
Perché
i miti sono falsi e la storia di Gesù vera? Basta solo affermare che,
essendo la Bibbia la Parola di Dio, non può contenere
contraddizioni, come spesso afferma Danilo Valla? E allora perché lui
non ne ha fatto un’esegesi contestuale accurata, invece di attaccarsi
(non al tram) ma alle stelle? In una confutazione gli enunciati non
bastano, né i «per esempio» sono prove certe. Se Oddifreddi ha
detto sciocchezze perché non ha usato i testi originali, perché non li
ha usati neppure Danilo Valla qui, ma ha preferito rifarsi a tesi
astrologiche cristianizzate riscaldate per l’occasione?
Se
Vittorio Messori ha detto cose sbagliate riguardo alla Bibbia,
toppando sui ruminanti ed è ritenuto sciocco per questo, avendo dato
credito a due cardinali, perché Danilo Valla, che afferma di conoscerla,
attinge ai miti dei pagani? [►
La lepre e l’ermeneutica] Eppure, visto che lui ha citato le
stelle come ’ot «segno», dovrebbe sapere che cosa affermò Jahwè
per bocca di Geremia: «Non imparate a camminare nella via delle
nazioni, e non abbiate paura dei segni del cielo, perché sono le
nazioni quelle che ne hanno paura» (Gr 10,2). Se la Bibbia non
sbaglia, come lui afferma, perché pretende che proprio nei «segni del
cielo» ci sia scritta da sempre tutta la storia della salvezza?
Inoltre dovrebbe saperlo che lo schema tolemaico del cielo (quello usato
ancora oggi dagli astrologi!) è mutato negli ultimi due millenni; così è
accaduto anche nei millenni prima di Cristo. Come ha potuto Dio affidare
un preciso messaggio universale di salvezza in Cristo a una cosa così
mutevole?
Avremmo voluto chiedergli: Danilo Valla, allora affermi veramente che
tali miti siano falsi, o non proprio? Lui stesso risponde nel
filmato in modo contraddittorio, come chi vorrebbe salvare capri e
cavoli: «…tutti gli altri miti sono falsi; o meglio, non è che sono
falsi, sono pieni di errori, ma sono veri in gran parte… la Scrittura
parla di questi miti… [poi cita Gn 6 e altro]… i miti sono falsi nella
loro globalità». Parla più volte di struttura perfetta della Bibbia e
che è facile da dimostrare, ma si ferma agli enunciati e ad affermare
che alcune cose non sono spiegabili con la ragione.
Mi
sarei aspettato che Danilo Valla confutasse, veramente e punto per
punto, le tesi dell’autore di tale filmato, usando argomenti concreti e
probatori, ma la maggior parte del filmato si occupa con tale bizzarra
teoria astrale cristianizzata. Sembra che Danilo Valla ami tali
bizzarrie; afferma ad esempio che in Genesi 2 ṣelā` non significherebbe
«costato / fianco», che per lui è una sciocchezza, ma «metà [dell'uomo]» e, in
pratica, «doppia elica del DNA».
Già nel passato mi era stata posta all'attenzione tale questione. [►
Costato di Adamo o metà del DNA?]
Diversi credenti hanno frequentato le sue conferenze, in cui hanno
sperimentato la sua passione per i sedicenti codici nascosti nel testo
ebraico, cosa che assomiglia alla cabala giudaica e non all’esegesi. Il
cerchio si chiude: come il testo ebraico esplicito avrebbe un sottotesto
nascosto con sedicenti segreti di tutta la storia umana, così il cielo
stellato conterrebbe tutta la storia universale della salvezza. In
effetti però in un tale ragionamento, la prima si chiama «cabala», la
seconda «gnosi». Cose del genere hanno solo nuociuto alla sana dottrina
e alla verità durante il corso della storia, generando singolari
«santoni» e auto-nominati «maestri». Da tutto ciò sono state tratte
dottrine singolari, dannose per l’Evangelo e che hanno sviato le persone
rispetto alla verità (cfr. 2 Cor 11,3; Col 2,18).
Certamente Danilo Valla afferma anche varie cose giuste e condivisibili.
Tuttavia da studioso a studioso: che delusione in tale filmato! C’è
molta improvvisazione e poco vero contenuto esegetico, storico e
culturale che possa appagare uno studioso.
2. ALCUNI APPROFONDIMENTI:
Un giovane credente mi ha scritto affermando, tra altre cose, quanto
segue: «Gli antichi popoli studiarono il cielo e i pianeti, infatti
conoscevano lo zodiaco e diedero un nome alle costellazioni. Queste
parlavano anche del piano redentivo che Dio stava preparando per
noi. Potremmo dire che anche Gesù viene paragonato alla costellazione
del Leone (Apocalisse 5,5)».
Conoscendo da decenni tali vetuste tesi della mitologia astrologica
cristianizzata, la mia reazione non si fece attendere. Gli feci notare
che ad esempio William M. Branham, auto-nominato Elia escatologico e
profeta antitrinitario, ha affermato cose del genere.
Tale giovane stesso mi ha risposto: «Ti chiedo venia se ho preso per
buone queste teorie… Il
video è tratto da evan.tv ed è presentato da Danilo Valla
(studioso che molti decantano). Perdonami per l’ingenuità, non avrei
dovuto seguire tali teorie, portate avanti da questi studiosi o guru.
Questo errore m’insegna che non bisogna fidarsi di chicchessia e, in
secondo luogo, ho molto ancora da studiare per avere un corretto
discernimento della Parola».
Questo
stesso giovane mi ha confermato che Danilo Valla va nelle chiese
a presentare tali tesi di astrologia mitologica, cristianamente rivista.
Egli mi ha scritto quanto segue riguardo a una giovane donna, da lui
consultata in merito: «…mi ha detto che anche lei conosce questa “teoria
delle stelle”, perché Danilo Valla ne ha parlato nella sua chiesa
durante una conferenza. Infatti lei mi ha scritto quanto segue: “Ci ha
spiegato per linee generali che praticamente le stelle raccontano la
storia di Gesù e della sua venuta”. Ti riporto questo per dirti che tali
cose, che io ingenuamente avevo preso per buone e che avevo letto tempo
fa in altri testi, hanno una certa diffusione».
Arrivandomi ogni tanto qualche voce su alcune tesi bizzarre di Danilo
Valla, ho analizzato tutto il video in modo molto meticoloso. Qui di
seguito aggiungo, a quanto già detto sopra, alcuni elementi riguardo a
tali asserzioni. In gran parte le avevo scritte prima di vedere tale
video, rispondendo alle asserzione di tale giovane credente.
Certamente sbagliano i cosiddetti astrologi. Sbagliano pure coloro che
proiettano negli astri il piano redentivo di Dio verso gli
uomini. Da millenni, i pagani hanno proiettato nei raggruppamenti di
stelle figure di uomini e animali (zodiaco), suggerite dalla fantasia
umana e dagli antichi miti, per spiegare appunto questi ultimi. In
seguito, alcuni hanno cristianizzato tali figure mitiche (p.es. Ercole),
proiettando in esse la storia della salvezza. Si tratta, però, solo
della proiezione di menti fantasiose; in tal modo si seduce la gente a
studiare gli astri, pensando che così si possa trovare la verità. È solo
astrologia cristianizzata! È una cabala astrale senza alcun fondamento
veramente esegetico. I seguaci di Gesù non necessitano di cose del
genere, che sono miti e favole. Paolo raccomandava a Timoteo: «Studiati
di presentar te stesso approvato dinanzi a Dio: operaio che non abbia a
esser confuso, che tagli rettamente la parola della verità. Ma schiva le
profane ciance, perché quelli che vi si danno progrediranno nella
empietà e la loro parola andrà rodendo come fa la cancrena» (2 Tm
2,15ss). Se i discepoli di Paolo non dovevano dare credito ai «miti
giudaici» (Tt 1,14; cfr. 1 Tm 1,4) e a «miti artificiosamente
composti» (2 Pt 1,16), figuriamoci se dovevano farlo con i miti
pagani, ossia con i «miti profani e da vecchie» (1 Tm 4,7; cfr. 2
Tm 4,3s).
Annunziare il piano di salvezza universale non è compito delle stelle,
ma dei proclamatori dell’Evangelo della grazia! È perciò assolutamente
sbagliato voler vedere nell’espressione «leone», attribuita a Gesù
(Apocalisse 5,5) la «costellazione del Leone». In tale brano non
si parla di stelle, ma un personaggio celeste consolò Giovanni con
queste parole: «Non piangere; ecco, il
Leone che è della tribù di Giuda,
il Rampollo di Davide, ha vinto per aprire il libro e i suoi sette
suggelli». Tale designazione «Leone della tribù di Giuda» si
riferisce al fatto che Giacobbe identificò suo figlio Giuda con un
leone: «Giuda è un giovane leone; tu risali dalla preda, figlio mio;
egli si china, s’accovaccia come
un leone, come una leonessa:
chi lo farà levare?» (Gn 49,9). Come si vede è solo un’allegoria che
proviene dalla loro esperienza di pastori e non dall’astrologia. Se
«leone» fosse stato un segno zodiacale, lo avrebbero dovuto essere anche
le designazioni dei suoi altri undici figli, il che è semplicemente
ridicolo e paradossale. Poi Giacobbe parlò di scettro e bastone del
comando (v. 10); non a caso in Apocalisse 5,5 si parla del Messia quale
«Rampollo di Davide». Dio stesso usò la designazione del leone
per sé (Osea 5,14), e nell’Apocalisse viene usata anche per altri (4,7
creatura vivente; 10,3 un angelo; 13,2 una bestia con bocca di leone).
L’apostolo Paolo scriveva quanto segue: «Ora, un uomo psichico
non riceve ciò che è dello Spirito di Dio, perché
gli è pazzia; e non lo può
riconoscere, perché lo si distingue spiritualmente» (1 Cor 2,14). E
proprio coloro che hanno il «cuore ottenebrato» (Rm 1,21) dovrebbero
riconoscere un piano di salvezza universale e cristologico, che Dio
avrebbe posto nei mutevoli astri? È scritto che «i pagani si
conducono nella nullità dei loro pensieri, con
l’intelligenza ottenebrata,
estranei alla vita di Dio, a motivo della
ignoranza che è in loro, a
motivo dell’indurimento del cuore loro» (Ef 4,17s). E proprio loro
dovrebbero da millenni riconoscere dappertutto nel mondo il piano di
salvezza di Dio in Cristo? Per dare i numeri in cose del genere, bisogna
aver visto le stelle, battendo la testa! Non abbiamo bisogna di una tale
gnosi cristianizzata; essa non solo non fa bene, ma è deleteria
per il popolo di Dio.
3. ALCUNI ELEMENTI CONCLUSIVI:
Come si possa far mettere l'Evangelo in ridicolo dai suoi oppositori, è mostrato
dalla replica di un ateo. Non condivido la maggior parte delle cose che afferma
un certo «trottolone93»
(perché la gente non mette il proprio nome e cognome?),
ma ha ragione quanto a logica in ciò che afferma a proposito di tale bizzarra
teoria astrale, presentata da Danilo Valla: «La
storia di Cristo non è copiata di Horus, ma dagli astri. Non l’hai nemmeno
negato, anzi hai detto che è normale, perché Dio ha scritto il Vangelo pure
nelle stelle. Questa affermazione non è provata, ed è un modo di rigirare la
frittata: anche gli altri miti simili potrebbero dire che il loro Dio ha scritto
ciò negli astri, e quindi i Vangeli sono tra i “copiatori”».
Con tale bufala astrale si presta solo il fianco agli avversari dell'Evangelo.
Chi vuole un altro esempio di falso sillogismo applicato all'eclisse solare e
ai numeri ebraici, si veda il seguente filmato di evan.tv: «Luna,
sole e numeri ebraici» (10 novembre 2008). Dov'è scritto che la lettera ebraica
«ת» (Tau) significhi «segno»? (segno in ebraico
è אות «'ôt»). Inoltre, se la Luna e il Sole sono «segni» (Gn 1,14s) e avrebbero
tale rapporto 1/400 fra di loro e con la Terra, che ne è delle stelle, visto che
anch'esse sono pure «segni» (Gn 1,16)? Quale cabala bisogna inventarsi per far
tornare i conti con le proporzioni delle distanze, con la lettera ebraica Tau e
col suo valore numerico di 400? Col falso sillogismo si può cercare di dare più
gloria a Dio (ma non credo che la voglia da «quasi verità» addomesticate), ma
tali ragionamenti hanno i piedi d'argilla, sono facilmente smontabili e
per di più danno occasione agli avversari dell'Evangelo di gettare solo fango su
di esso. Inoltre l'uso di «segno» per i corpi celesti è abbastanza limitato
nella Bibbia. In uno di tali pochi brani viene ingiunto, come già mostrato, a
non avere «paura dei segni del cielo» (probabilmente eclissi, comete,
ecc.; cfr. Gb 3,5), essendo ciò che condiziona i pagani (Ger 10,2). In un altro
vengono ricordati coloro che «offrivano profumi... ai segni dello zodiaco e a
tutto l’esercito del cielo» (2 Re 23,5). Praticamente in tutta la Bibbia, se
si fa eccezione di Genesi 1, la Luna e il Sole non vengono mai chiamati
«segni» (del cielo); tutt'al più, come preannuncia Gesù, «vi saranno dei
segni nel sole,
nella luna e
nelle stelle» (Lc 21,25).
Conviene trarre tutta questa teoria astrale e numerologica da brani così esigui,
da proiezioni indebite e da un ragionamento basato sul falso sillogismo? Penso
proprio di no.
Il
mio consiglio è che Danilo Valla rifaccia il primo filmato, togliendo
tale parte mitologico-astrale; inoltre si concentri di più nel
rispondere nel merito e nel dettaglio a tali false tesi. Intanto
consiglio a evant.tv di tagliare dal filmato quella parte di mitologia
astrale che non c’entra nulla con la risposta a tali false tesi, secondo
cui Cristo sarebbe una proiezione di Horus; così facendo, ci guadagnerà
anche la verità biblica. Come abbiamo mostrato, anche il secondo filmato è
discutibile e, basandosi su premesse discutibili e sul falso sillogismo, non
rimane in piedi dinanzi a un'analisi logica.
Guardando vari filmati di Danilo valla, si ha l'impressione che tutto abbia un
singolare odore di speculazione gnostica, di numerologia cabalistica e di
mitologia cristianamente adattata. Probabilmente è andato avanti per tale
strada, facendo più profondi i solchi di tale carreggiata, perché nessuno ha
avuto la necessaria competenza per contraddirlo, e tra i pochi che
posseggono la competenza per farlo, non ha trovato nessuno che finora abbia
seriamente risposto a tali bizzarrie speculative. Spero che questo sarà un buon
inizio.
Termino con questo motto, scritto tempo fa: «Chi dipende dalla
“sola Scrittura”, diventa indipendente dalle “affascinanti” opinioni
degli uomini». Anche qui ci azzecca.
►
Costato di Adamo o metà del DNA?
{Nicola Martella} (D)
►
Danilo Valla e gli astri? Parliamone
{Nicola Martella} (T)
►
URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/_BB/A1-Danilo-Valla_astri_Ori.htm
01-01-2010; Aggiornamento: 30-06-2010 |