■ Valor di vita: «Un amico incontrò Lazzaro e meravigliato gli disse: “Ma tu non eri morto?”. “Sta' zitto», rispose l’altro, «sono vivo... per miracolo!”. Questa volta il modo di dire era, per una volta, letterale»
(adattamento da un testo di minop).
■ Vanagloria: Self-made-man: Ottavio non amava le persone spocchiose e vanagloriose. Uno di questi, un rampante, un giorno si pavoneggiava: «Io mi sono fatto tutto da me!» Il conduttore rispose con ironia: «Meno male. Questo solleva il Buon Dio da ogni responsabilità!» (© Punto°A°Croce).
{Motti di spirito,
p. 70}
■ Vanti carnali: Un corpulento pastore pentecostale deve
predicare sulle differenze tra giudaismo e cristianesimo. Durante la predica
ripete spesso il versetto chiave e lo evidenzia con i gesti. Curiosi di sapere
quale testo paolino ha scelto di commentare? «Se qualcuno ritiene di potersi
vantare nella carne, io posso farlo molto di più» (Fil 3,4). Roteando le
braccia intorno alla sua massiccia «zavorra» personale, ripete con enfasi: «Io
posso farlo molto di più!!!» {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.
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■ Videoscrittura: Alcuni anni
fa, un amico, direttore del giornalino del dopolavoro aziendale, mi chiese di
scrivere un paio di pagine sugli ebrei. L’impresa si rivelò molto ardua, data la
gran voglia di scrivere e la mia mancanza di sintesi. Mentre scrivevo, venni a
parlare delle origini giudaiche di alcuni costumi e riti della chiesa cattolica.
La frase che mi fece sorridere fu la seguente: «Lo zucchetto dei prelati
cattolici è pressoché identico alla kippah degli ebrei». Nulla di divertente in
sé ma, volendo rendere più leggibile la parola «kippah», la trascrissi come «chippa».
Rilessi il testo più volte per correggerlo e adattarlo ed, essendo alle prime
armi con un programma di videoscrittura, mi meravigliavo di trovare «chippa»
sempre cambiata in «chiappa». Poi m’accorsi che a fare questa
malandrinata era il correttore automatico del programma di scrittura. Per
fortuna tale programma non aveva cambiato «zucchetto» in «zucchino»! {adattato
da un testo inviato da Gianni Siena}.
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