■ Terra promessa: Mistero di un disperso: Nella Scuola Domenicale Ambrogio, il monitore, chiede: «Chi è vissuto nella Palestina e l’ha abbandonata in un modo del tutto straordinario?». Tutti danno risposte sbagliate. La solita Teresa con aria sornione: «Non rimane che Superman...». Ambrogio, con la testa fra le mani: «No, non è possibile! Povero Elia» (© Punto°A°Croce).
{Motti di spirito,
p. 26}
■ Tennis celeste: Un certo
cristiano assai appassionato di tennis si trova in sogno alle porte del
Paradiso. All’angelo preposto all’accettazione chiede: «Ti prego, lo so che ti
sembrerà esagerato, ma dimmi se in Paradiso esistono i campi da tennis. Non
trovo pace senza sapere se, quando verrà il mio giorno, potrò ancora giocare».
L’angelo si consulta un momento con un suo collega e poi gli risponde all’umano:
«Ho buone notizie per te. In Paradiso esistono i migliori campi da tennis che tu
abbia mai potuto immaginare, in erba, in terra, in cemento. Spogliatoi
eccellenti, tutto gratis». «Grazie, questo mi rende felice». L’angelo aggiunge
sornione: «M’è stato appena comunicato che c’è una novità per te: vedi tu se ti
piace…». «Cioè?». «Proprio per te è stato prenotato un campo… per domani»
{adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.
■ Terzo occhio: Un italiano e il suo amico indiano leggono
spesso insieme il giornale. Dopo i fatti, in cui un agente è stato ucciso da un
ultrà, durante l’ennesimo tafferuglio, lessero riguardo ai provvedimenti futuri
della polizia: «Al seguito dei recenti fatti di guerriglia urbana scatenata
dagli ultras, con morti e feriti anche tra gli agenti della polizia, questi
ultimi adotteranno delle telecamere montate sugli elmetti, per riprendere gli
scontri e identificare i rei dell’aggressione».
All’indiano si illuminò improvvisamente il viso ed egli disse: «Ora anche
in Italia avremo tanti indù col “terzo occhio”». Poiché l’italiano non capiva,
l’indiano aggiunse: «Devi sapere che molte donne in India hanno disegnato in
mezzo alla fronte un grosso “neo”, che simboleggia la visione interiore e che è
chiamato appunto “terzo occhio”. La stessa cosa fanno i “sadhu” o i fachiri,
oppure gli “illuminati” della religione induista… Ora anche i poliziotti
italiani avranno il “terzo occhio”». L’italiano sbottò, facendo una smorfia:
«Beh, speriamo che, prima di picchiare i poliziotti, a nessuno venga in mente di
accecargli prima il “terzo occhio”» {Gianni Siena - Nicola Martella}.
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■ Testimoni di...: «La sai la differenza fra un "Testimone di Gela" e un "Testimone di Genova"? Il "Testimone di Gela" è più "omertoso" e parla agli altri solo se glielo chiedono e solo sottovoce all'orecchio. Il "Testimone di Genova" è un po' più "tirato" e prima di dare via un solo trattato, pretende di leggerlo ad almeno dieci persone di seguito» (Nicola Martella).
■ Tetto disfatto: «In Capernaum quattro amici di un paralitico, non potendolo far giungere fino a Gesù, a causa della folla, scoprirono il tetto dalla parte dov’era Gesù e lo calarono sul suo lettuccio (Mc 2,3ss). Quale sarà stata la reazione del padron di casa? “E adesso mi rifate il tetto!!!”»
(redatto da Nicola Martella, partendo da un’idea di minop).
■ Tirchieria furbastra: «Uno tirchio scozzese, che era morto, lasciò scritto nel testamento che desiderava che ognuno dei suoi tre figli mettesse nella sua bara 100 sterline. Venne il primo e depose, sebbene a malincuore, la somma contante; così il secondo. Il terzo venne, staccò un assegno di 300 sterline, lo mine nella bara e si prese per resto le altre 200 sterline!»
(Nicola Martella).
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■ Toni e colori: Durante una
celebrazione sinagogale, il rabbino è infastidito da due ebrei che stanno
discutendo animatamente. Più volte fa loro cenno di smettere, ma invano. Finita
la cerimonia religiosa s’avvicina seccato ai due, i quali prima che potesse
aprire bocca gli chiedono: «Cosa sono il “bianco” e il “nero”?». L’allibito
rabbino risponde: «Due colori». Al che uno dei due si rivolge all’altro e gli
dice: «Hai visto? Te lo dicevo che il televisore che t’ho venduto a buon
mercato è appunto a colori!» {adattato da un testo inviato da Gianni Siena}.
■ Traduzione digitale: «Saluto tra due cristiani patiti di computer, parafrasando Salmo 121,8: “Il Signore proteggerà il tuo output e il tuo input”» (Nicola Martella).
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