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Qui di seguito
diamo occasione di discutere l'articolo «Presunzione di chierico e verità biblica»,
che parte da una lettera di un presunto «fra' Tommaso». Egli espone un pensiero
preconciliare e addirittura controriformatorio riguardo alla chiesa romana come
unica chiesa di Cristo possibile. È
un pensiero che si trova specialmente fra i cattolici più tradizionalisti e fra
i seguaci del vescovo francese Marcel Lefebvre, acerrimo oppositore al Concilio
Vaticano II. Tale «fra' Tommaso» si firma come Tommaso Dagani, ma non ho trovato
nulla di lui in rete. Per tale «fra' Tommaso» è tutto «setta» ciò che non è cattolico romano
tradizionalista. Come
dire, il lupo cambia il pelo ma non il vizio. Mi chiedo che cosa pensino di lui
le «comunità di base», il movimento «Noi siamo chiesa» e altre simili
organizzazioni cattoliche. Di là se esista veramente un «fra' Tommaso», a che
titolo parla? Che credenziali ha per parlare per tutta la chiesa romana?
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
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1. {Arianna Piccione}
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Contributo:
Ho appena finito di leggere il messaggio di fra' Tommaso e non ho potuto fare a
meno di notare una certa «intolleranza» reciproca... Mi è sembrato giusto dire
la mia perché, da cattolica, credo di comprendere la posizione di fra' Tommaso
che magari ha involontariamente lasciato intendere altro... La chiesa cattolica
non afferma affatto d’essere l’unica via di salvezza, anzi consideriamo i
fratelli «separati» come veri e propri fratelli in Cristo... Magari fra' Tommaso,
spinto dal desiderio d’unità (santo desiderio che credo abbiamo un po’ tutti!),
ha detto ciò che ha detto!
Vorrei dire a lui comunque (a fra' Tommaso) che la via dell’unità non si troverà
certo sparandosi addosso e rinfacciandosi le diversità, ma puntando tutto su ciò
che abbiamo in comune, che è Cristo, l’unico capace d’abbattere ogni barriera.
{7 dicembre 2008}
▬
Risposta: Non ho il piacere di conoscere un tale «fra' Tommaso» né
il nome con cui si firma. In Internet non ho trovato nulla di lui. Ho il
sospetto che si tratti di ben altra persona. In genere, quando si vuole il
dialogo con qualcuno, ci si presenta e si chiede prima se l’altro lo vuole. Chi
vuol dialogare, deve accettare l’altro come un interlocutore legittimo che ha
una dignità; tanto più se l’altro è un cristiano che è sottomesso alle sacre
Scritture.
Inoltre quando
si afferma subito con paternalismo («figliolo»): «Noi siamo i giusti e puri, voi
siete i falsi e perduti», che dialogo ci potrà mai essere? Quello proposto da
tale «fra' Tommaso» non è un dialogo, ma un diktat ideologico basato sulla
concezione di una cattolicesimo tridentino, controriformista, anticonciliare e
lefebvriano. Come si fa a dialogare con posizioni così reazionarie e
massimaliste e a definirle «desiderio d’unità»? Gli stessi cattolici delle
«comunità di base» e del movimento «Noi siamo chiesa», per citarne alcuni, hanno
incredibili difficoltà a dialogare con tali posizioni!
L’unita dei
credenti è «in Cristo» e solo in Lui (si veda l’epistola agli Efesini), non
bisogna realizzarla poiché già esiste in Lui; non potrà mai realizzarsi in
istituzioni ecclesiastiche e in accordi di vertice fra denominazioni. L’apostolo
Paolo scrisse: «Se qualcuno è in Cristo, egli è una
nuova creazione; il vecchio è
passato, ecco è diventato nuovo. E tutto questo viene da
Dio che ci ha riconciliati con sé per
mezzo di Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione; in
quanto che Dio riconciliava con sé il
mondo in Cristo non imputando agli uomini i loro falli, e ha posta in noi
la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da
ambasciatori per Cristo, come se
Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: “Siate
riconciliati con Dio”»
(2 Cor 5,17-20).
Perciò chi
cerca di riconciliare la gente con una istituzione ecclesiastica, invece che con
Dio, spreca il suo tempo e inganna la gente, rendendosi colpevole. Chi «in
Cristo» è già diventato una «nuova creazione», ossia mediante la rigenerazione
spirituale, di cui parla e attua la Parola di Dio, è così riconciliato con Dio.
Ciò che resta è ubbidire a tale Parola di Dio e predicare agli altri l’Evangelo,
mediante il quale gli uomini possono riconciliarsi con Dio.
2.
{Giuliano Boscaino}
▲
■
Contributo 1:
Con molta arroganza La invito a cancellarmi
dalla Sua lista. Arroganti saluti. {7 dicembre 2008}
■
Contributo 2:
Ha dimenticato la Chiesa...
13
Venit autem Iesus in partes Caesareae Philippi et interrogabat discipulos suos
dicens: « Quem dicunt homines esse Filium hominis?».
14 At illi dixerunt:
«Alii Ioannem Baptistam, alii autem Eliam, alii vero Ieremiam, aut unum ex
prophetis».
15
Dicit illis: «Vos autem quem me esse dicitis?».
16
Respondens Simon Petrus dixit: «Tu es Christus, Filius Dei vivi».
17
Respondens autem Iesus dixit ei: «Beatus es, Simon Bariona, quia caro et sanguis
non revelavit tibi sed Pater meus, qui in caelis est.
18
Et ego dico tibi: Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam;
et portae inferi non praevalebunt adversum eam.
19
Tibi dabo claves regni caelorum; et quodcumque ligaveris super terram, erit
ligatum in caelis, et quodcumque solveris super terram, erit solutum in caelis».
Buona fortuna. {8 dicembre 2008}
Nota editoriale: Si tratta di Matteo 16 in latino (!?). Facciamo notare
che in italiano la Bibbia c’è da secoli e in molte traduzioni, anche cattoliche.
▬
Risposta:
Che centra un’esperienza personale di Pietro col Signore Gesù, come tante altre
che vengono descritte, con una istituzione religiosa che non ha nessun riscontro
nella Bibbia? Pietro fu il primo a riconoscere in Gesù il Messia promesso (Mt
16,16); ma ciò non gli impedì poi d’essere apostrofato dal Signore,
subito dopo, addirittura come
«Satana» e «scandalo», un uomo che non aveva «il
senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini» (Mt 16,23). Se si
applica la prima parte del brano, quella citata dal lettore in latino (!),
bisogna applicare allo stesso modo la seconda parte, quella da me citata, visto
che stanno ambedue nello stesso capitolo e blocco. Ognuno tragga le conseguenze
di una tale logica! Queste erano esperienze personali d’un uomo, un seguace del
Messia, nei confronti del Signore e che non avevano nessuna valenza
istituzionale. Ciò che Gesù riconobbe a Pietro in Matteo 16,19, a causa della
sua confessione messianica, lo estese poi a
tutti gli apostoli (Matteo 18,18).
Nella chiesa
di Gerusalemme a decidere furono gli apostoli con gli anziani e insieme
scrissero alle chiese dopo il Concilio di Gerusalemme (Atti 15,23ss). Paolo non
desistette a rimproverare pubblicamente Pietro in Antiochia a causa del suo
malsano comportamento (Galati 2); Pietro accettò tale riprensione pubblica,
visto il suo intervento durante il Concilio di Gerusalemme a favore dei
cristiani gentili (At 15,7ss) e le parole d’encomio che usò verso Paolo nella
sua epistola (2 Pietro 3,15s).
La chiesa è
costruita sulla roccia (gr. petra),
che è Cristo, non su un uomo che fu chiamato
petros «masso», a causa della sua testa dura. Lo stesso Pietro nelle
sue due epistole non fece valere nessun primato, ma affermò: «Accostandovi
a
lui, pietra vivente,
riprovata bensì dagli uomini ma innanzi a Dio eletta e preziosa, anche voi, come
pietre viventi, siete edificati
quale casa spirituale, per essere un sacerdozio santo per offrire sacrifici
spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo» (1 Pt 2,4s). Come
si vede solo Cristo è la «pietra vivente», su cui i credenti possono essere
edificati come tempio e tutti i veri credenti costituiscono un «sacerdozio
santo» e possono offrire «sacrifici
spirituali», quindi senza un clero speciale, un’organizzazione mondiale
e uno stato confessionale, cose che non sono previste nel NT. Facciamo quindi
bene a credere più a Pietro che alle interpretazioni clericali postume. Anche
l’apostolo Paolo affermò similmente: «Nessuno
può porre altro
fondamento che quello
già posto, cioè Cristo Gesù» (1 Corinzi 3,11). Così vogliamo fare,
ubbidendo alla parola apostolica. {Nicola Martella}
3.
{Bruno De Luca}
▲
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Contributo:
Cancellatemi da questo sito ove c’è solo
una parvenza di «dialogo». Penso come cattolico che il dialogo sia una realtà
molto seria. Sono deluso. {8 dicembre 2008}
▬
Risposta:
Non si può certo dire che è facendo depennare il proprio indirizzo che si
dialoga. Io almeno rispondo a tutti coloro che mi scrivono, anche a chierici
arroganti e senza la buona creanza. E cerco di dialogare con tutti coloro che lo
vogliono, anche con coloro che sono diversi da me. Perché non lo hai fatto anche
tu, rispondendo nel merito alle questioni poste dal frate e da noi?
L’apostolo Paolo ha affermato che «chi
s’unisce al Signore, è uno spirito solo con lui» (1 Corinzi 6,17).
Questo è il più grande privilegio che ha un vero cristiano. Chi è unito al
Signore Gesù Cristo mediante una nascita dall’alto o rigenerazione, è
automaticamente unito a tutti coloro che Dio ha rigenerato: questa è l’unità in
Cristo! Non bisogna costruirne una d’artificiale mediante precetti e istituzioni
ecclesiastiche.
{Nicola Martella}
4.
{Gianni Toffali}
▲
■
Contributo:
Caro Tommaso Dagani, ho letto le risposte di Martella e della suora
eretica che è stata cacciata dalla chiesa... (checché dica d’esserne uscita di
spontanea volontà).
Devo purtroppo darti torto, i signori a cui hai
mandato osservazioni, non sono affatto in buona fede, onesti e sinceri, ma
eretici allo stato puro! Figli del demonio, a cui hanno venduto l’anima! Per
salvare questi signori, altro non resta che un bel falò! Quindi, non perdere
tempo con eretici impenitenti che soltanto il fuoco dell’inferno riuscirà a far
star zitti! Lasciali sproloquiare tra loro... impiega il tuo tempo a leggere il
Catechismo e le bellissime omelie di papa Ratzinger. {8 dicembre 2008}
▬
Risposta:
Questo lettore è membro militante del cosiddetto «Centro
Culturale Lepanto», un gruppo molto tradizionalista, mariolatra e reazionario
all'interno della chiesa romana. La mentalità è quella da «crociata» (si ispira
alla guerra di Lepanto del 1571) contro tutto ciò che non è esattamente uguale a
loro.
Questo è proprio un mirabile esempio di un uomo che ha proprio
capito l’Evangelo e l’amore di Dio! Il suo metodo di evangelizzazione è il falò:
è questo che hanno predicato Gesù e gli apostoli? Ricordiamo che l’Inquisizione
mandò a morte persone più cristiane dei loro aguzzini ed è una macchia
indelebile sulla chiesa romana. È questo il vero volto di un certo tipo di
cattolicesimo, rimasto all’Inquisizione, al concilio di Trento e alla
controriforma? Se il metodo suggerito da Gianni Toffali è quello
dell’eliminazione fisica degli altri tipi di cristiani, come succedeva nel
Medioevo, allora si è sbagliato Gesù a comandare: «Amate i vostri nemici e
pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro
che è nei cieli»? (Matteo 5,44s). Allora si è sbagliato l’apostolo Giovanni
a dire: «Chiunque odia il suo fratello è omicida; e voi sapete che nessun
omicida ha la vita eterna dimorante in se stesso» (1 Giovanni 3,15).
Non sono state solo Annamaria Mazzari e la sua consorella a lasciare
volontariamente la chiesa romana. [►
Perché due suore hanno lasciato la Chiesa
Cattolica;
►
Abbiamo scelto Cristo e Lui solo]
Ogni anno, in tutto il mondo, migliaia di preti, suore, monaci, eccetera
abbandonano la chiesa romana, perché la ritengono ormai lontana dal semplice
messaggio dell’Evangelo di Cristo e degli apostoli. Altri preti, suore, monaci
vorrebbero vivere in una famiglia, ma viene loro impedito di sposarsi, perciò
abbandonano una istituzione ritenuta ingiusta e punitrice. [►
Confronto fra un ex-sacerdote e un’ex-suora]
Altri cristiani abbandonano la chiesa romana perché schifati da chierici
pedofili in tutti i ranghi oltre ad altri tipi di fornicatori; in tutto il mondo
si sono celebrati processi per molti e molti milioni di dollari contro prelati.
[►
Sfogo di cattolico sul viaggio papale negli USA]
Bisognerebbe bruciare anche tutti loro?
Quanto al fuoco dell’inferno, di cui parla questo lettore, che ha
proprio capito l’amore di Dio, faccio presente che l’Apocalisse ci dice chi ci
andrà: «Quanto ai codardi, agli increduli, agli abominevoli, agli
omicidi, ai
fornicatori, agli stregoni, agli
idolatri e a tutti i bugiardi, la
loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda»
(Apocalisse 21,8). Ci andranno quindi i fornicatori come i prelati pedofili, gli
idolatri, che venerano statue e immagini di ogni genere, e gli omicidi che hanno
portato i cristiani al rogo… oltre a quelli che li vogliono nuovamente portare.
Gesù ha detto: «Così, ogni albero buono fa frutti buoni; ma l’albero
cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può far frutti cattivi, né un
albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto, è tagliato
e gettato nel fuoco. Voi li riconoscerete dunque dai loro frutti. Non chiunque
mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà
del Padre mio che è nei cieli» (Matteo 7,17-21).
Gesù ha anche detto: «Dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi,
adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni» (Matteo
15,19). Che albero è, quindi, Gianni Toffali viste le sue sprezzanti parole
piene di odio, diffamazione e pensieri omicidi?
Meno male che quest'uomo
non sia un esponente di rilievo della chiesa romana né è rappresentativo per
tutti i cattolici. Resta la domanda: che credenziali ha per parlare a questo
modo? Che penseranno mai di lui gli altri cattolici, quelli sinceramente
interessati alla verità biblica?
{Nicola Martella}
5.
{Eliseo Paterniti}
▲
Concordo pienamente
con la mia sorella in Cristo Annamaria Mazzari. Vorrei aggiungere che,
personalmente mi vergognerei vantare ed esaltare una realtà religiosa come la
definisce il signor Tommaso «baluardo della vera fede».
Signor Tommaso
«caro figliolo», oltre alle innumerevoli eresie che il suo baluardo di chiesa ha
imposto alla gente semplice, se non lo sa, vada a documentarsi di quanto sangue,
versato dai veri martiri di Gesù Cristo, è responsabile in nome del
cristianesimo.
Quale
cristianesimo ha annunciato e sta annunciando alla gente? Le dice qualcosa
Girolamo Savanarola? Vada a documentarsi chi l’ha fatto bruciare vivo nella
piazza facendo un pubblico spettacolo.
Ammettiamo che
per il suo «baluardo della verità» Savanarola fosse considerato un nemico della
curia, non ha forse detto Gesù di pregare e benedire i propri nemici? (Matteo
5,44; Luca 6,27; Luca 6,35). Come mai si è macchiato il Papa di quell’epoca le
mani del sangue d’un seguace di Cristo?
Nel modo
evangelico qualsiasi sia la denominazione, quando viene scoperto un membro che
ha commesso azioni illeciti verso la Parola di Dio e al buon costume della
società, viene subito messo fuori comunione, in testimonianza dell’integrità; ma
il suo baluardo cosa ha fatto fino a oggi?
Vediamo
insieme e la invito con tutta onestà a documentarsi nei link che gli allego.
■
Preti Pedofili (da
Indymedia)
■
Suore molestate e violentate
(da Censurati)
■
Testimonianza di Charlotte Wells
(da Parola di vita)
■ Infine legga bene cosa testimonia il nipote del Papa Paolo VI:
La conversione di Giovanni Battista
Treccani, nipote di papa Paolo VI (da Parola di vita)
Con questo non
voglio dire che all’interno del clero non ci siano degli uomini e donne, che
vivono con cuore sincero, di cui va il mio vero e sincero rispetto; ma per
coloro che sanno tutte le azioni sinistre, che succedono nel suo interno, è un
suicidio rimanere all’interno d’essa.
Concludo
dicendo che, in accordo a quanto detto da Nicola Martella e Annamaria Mazzari,
la vera setta non è nel modo evangelico, bensì all’interno dell’istituzione che
il signor Tommaso chiama «baluardo della verità»
Apra gli occhi
prima che sia troppo tardi per lei, quando dovrà comparire un giorno davanti a
Dio. {8 dicembre 2008}
6.
{Maurizio Mammuccini}
▲
Ciao, ho letto la lettera di fra' Tommaso. Mi fa
molta pena questo tizio. I frati e le suore sono «tremendi». Meglio starne alla
larga...! Comunque, mi sa tanto che fra qualche decennio non ne esisteranno più,
dal momento che le «vocazioni» sono ridotte al lumicino. Ottima la risposta di
tutti. {8 dicembre 2008}
7.
{Vincenzo Russillo}
▲
Leggendo
l’intervento di Tommaso Dagani, si potrebbe benissimo affermare: «Da che pulpito
arriva la predica!». Come al solito si guarda la pagliuzza nell’occhio del
fratello, ignorando la trave che è nel proprio occhio. La critica si muove,
partendo da un articolo che fa di tutta l’erba un fascio. Senza tralasciare che
anche alla chiesa cattolica sfuggono numerosi gruppi che derogano ai comandi
papali e addirittura ai comandamenti cristiani.
La chiesa
cattolica si è sempre considerata la più perfetta e quella che segue le giuste
dottrine. L’attuale papa ha affermato che: «La chiesa cattolica discende da
Pietro, uno degli apostoli, per questo si può parlare della sua supremazia sulle
altre…». Forse il Vaticano e i cattolici si sono dimenticati che il mandato di
Gesù per i suoi discepoli era: «Ogni potere
mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e
fate miei discepoli tutti i popoli
battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (Matteo
28,18-19). Il compito dei credenti e quindi dei veri seguaci di Cristo, non era
quello di creare una chiesa che dominasse sulle altre e sottomessa a un uomo che
decidesse per altri, ma d’evangelizzare i popoli e quindi di far conoscere la
Parola di Gesù. Oggi invece i cattolici predicano il verbo di presunti santi o
madonne, dimenticandosi di quello che nostro Signore disse: «Io
sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non
per mezzo di me» (Giovanni
14,6).
Non mi dilungo
a parlare delle dottrina che erroneamente la chiesa cattolica promulga e insegna
come verità, anche perché se ne è già parlato a lungo e ci sono diversi articoli
al riguardo. Da ex-cattolico capisco la confusione che fa Tommaso, ma lo
inviterei a un dialogo costruttivo affinché, Bibbia alla mano, egli possa
dimostrare ciò che egli ritiene giusto. Fino ad adesso nessuno ci è riuscito
senza citare gli insegnamenti del Catechismo cattolico, creato per l’appunto da
uomini fallibili e peccatori: «Perciò, come per mezzo d’un solo uomo il
peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è
passata su tutti gli uomini, perché tutti
hanno peccato…» (Romani 5,12). Solo i comandamenti biblici sono
lasciati come prova tangibile e infallibile per la sua Chiesa e non un
conduttore infallibile (2 Timoteo 3,15-17). E inoltre Dio ha dato lo Spirito
Santo per ispirare gli uomini a scrivere le Scritture. La Bibbia aveva previsto
che ci sarebbero stati degli scismi e dei falsi maestri (2 Pietro 3,16) e che
costoro sarebbero sorti dall’interno delle chiese (Atti 20,30). Si fa bene
quindi ad attenersi a ciò che dice la Parola di Dio e confrontarsi con la
Scrittura (Galati 1,8-9, Atti 17,11). Proprio su questo tema dell’aggiungere
qualcosa alla Scrittura, i cattolici dovrebbero fare una forte riflessione,
perché L’Apocalisse di Giovanni si conclude con questo solenne avvertimento: «Se
qualcuno toglie qualcosa dalle
parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell’albero
della vita e della santa città che sono descritti in questo libro»
(Apocalisse 22,19). Lo stesso vale per chi vi aggiunge (v. 18). Lascio al signor
Degani di trarre le conseguenze e lo inviterei a meditare con onestà
intellettuale su queste tematiche. {8 dicembre 2008}
8.
{Renato Colmano}
▲
Caro Nicola,
sto seguendo con curiosità questa corrispondenza
perché la mia impressione è che la lettera non sia d’un frate, ma d’un laico
cattolico tipo lefebvriano. M’insospettisce il rimando che fa al sito, cosa che
lascia supporre una certa dimestichezza con queste modernità! Personalmente
(sono avventista e quindi un altro «settario» per il piacere di questo frate
alias Tommaso Dagani) ho conosciuto molti
sacerdoti, tra i quali anche uno che nel momento del bisogno mi ha aiutato
materialmente; non credo che un chierico scenda a tali espressioni, perché oltre
tutto ha studiato la storia della Chiesa... E conosce perfettamente «come sono
andate le cose». Quindi una persona d’una certa cultura, che sa valutare
«diplomaticamente» le situazioni, non s’esporrebbe in tale modo piuttosto
grezzo.
Certo è che se il predetto frate appartiene
all’ordine dei francescani, allora m’assalgono i dubbi perché, com’è risaputo,
alimentano certi estremismi... Anche in Terra Santa! Ed allora possono
rappresentare il braccio secolare, con cui la Chiesa s’appresta a riprendere il
controllo sulle menti umane attraverso l’UE e non mancherà di certo anche
l’occasione degli USA, ora che vanno verso la maggioranza cattolica. Credo che
dovremmo aspettarci altre incursioni del genere! Purtroppo l’esternazione di
Benedetto XVI che noi non siamo Chiesa, ha riacceso gli animi nel senso di cui
sopra, che sapientemente il Concilio Vaticano II aveva tenuto a freno. Eravamo
«fratelli separati»; ora non siamo neppure più fratelli!
Personalmente non avrei aperto una «polemica», ma
semplicemente lo avrei ringraziato del suo pensiero e nel contempo pubblicato
una serie d’osservazioni «storiche», facendo così notare come anche la stessa
cattolicità ha ammesso certi errori o usanze o contraddizioni, tipo il Limbo,
l’errata traduzione dell’Ave Maria, l’uso della lingua latina nella Messa... che
potrebbero indurre non solo lui, ma anche altri a una maggiore riflessione.
Con fraterni saluti in Cristo anche a «frate»
Tommaso. {8 dicembre 2008}
9.
{Andrea Pietropaolo}
▲
■
Contributo:
[…] La prego di cancellarmi dalla sua
mailing list, in quanto desidero ricevere solo mail d’associazioni cattoliche.
Cioè d’associazioni che professino la vera Fede della Chiesa, che consta delle
Sacre Scritture e della Tradizione comprensiva del Magistero, che lo Spirito
Santo ci ha dato tramite tanti Papi e Concili, che oggi quattro scribacchini da
strapazzo, che spesso si professano anche cattolici, si permettono di
contraddire. Dio abbia pietà delle loro anime. Cordiali saluti in nomine Domini.
{8 dicembre 2008}
▬
Risposta:
La questione, che riguarda la Parola di Dio, la tradizione e un
magistero, fu affrontata dallo stesso Gesù Cristo ai suoi tempi. Le decisioni
dei rabbini erano ritenute vincolanti per il popolo e il magistero d’allora si
chiamava «Sinedrio». Fu tale magistero a condannare Gesù a morte e a fare
pressioni politiche su Pilato perché fosse crocifisso. Fu esso che perseguitò la
prima chiesa e diede carta bianca al fariseo Saulo perché imprigionasse e
uccidesse i cristiani, prima che egli si convertisse sulla via di Damasco e
diventasse il famoso apostolo Paolo. Poi fu tale concistoro a sentenziare
l’eliminazione fisica di tale apostolo. Chi studia la «storia delle chiese»,
oltre a prendere atto delle corruzioni morali del clero durante i secoli, viene
a conoscenza che il magistero cattolico ha fatto similmente nei confronti dei
cristiani dissidenti rispetto alla curia, mandando a morte migliaia e migliaia
di cristiani che volevano ubbidire solo alla Parola di Dio. Tra di loro c’era,
ad esempio, Savonarola, Hus e tanti altri martiri; Lutero si salvò solo per
grazia di Dio e per l’appoggio dei principi. Interi villaggi in Francia furono
rasi al suolo e persone d’ogni età furono messi a morte. Questi atti di papi e
concili non erano certo guidato dallo Spirito Santo, né tanto meno la corruzione
morale e la fornicazione che regnava nelle corti papali e vescovili. Gesù e gli
apostoli hanno avvertito i veri credenti: «Da questo sono manifesti i figli
di Dio e i figli del diavolo: chiunque non opera la giustizia non è da Dio; e
così pure chi non ama il suo fratello» (1 Giovanni 3,10). «Guardatevi dai
falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi
rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti» (Matteo 7,15s). «È
impossibile che non avvengano scandali: ma guai a colui per cui avvengono!»
(Luca 17,1).
Sarebbe
proprio il caso di dire per costoro che hanno contraddetto il messaggio di Gesù
in parole e atti: «Dio abbia pietà delle loro anime». Purtroppo per loro però è
scritto: «È stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che
viene il giudizio» (Ebrei 9,27).
Tornando alla
sacra Scrittura e alla tradizione, Gesù disse: «Chi ascolta
la mia parola e crede a Colui che
mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte
alla vita» (Giovanni 5,24). «Se perseverate
nella mia parola, siete veramente
miei discepoli; e conoscerete la verità,
e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31). «E avete annullata la
parola di Dio a motivo della vostra
tradizione» (Matteo 15,6; Marco
7,13). «Chi mi respinge e non accetta
le mie parole, ha chi lo giudica:
la parola che ho annunziata è quella che
lo giudicherà nell’ultimo giorno»
(Giovanni 12,48).
{Nicola Martella}
10.
{Monica Mmm, ps}
▲
■
Contributo:
[…] Credo di conoscere il tuo punto di vista: ho molti amici che seguono altre
chiese... Capisco le critiche che rivolgi alla Chiesa Cattolica, perché le muovo
io stessa... Ma ho visto la terza faccia della medaglia, quella che nessun
evangelico, testimone di Geova, neoapostolico, cristiano fai da te ecc. vuole
vedere... E, pensa, io non ho sempre creduto in questa Chiesa.... A 13 anni ho
iniziato a dilettarmi con la cartomanzia, a 18 a frequentare gli ambienti
esoterici, a 20 quasi quasi entravo in Massoneria... Ora ne ho 23 e ho visto
cadere, a poco a poco, tutti quelli che poi si sono rivelati poi pregiudizi...
Mi fa comunque sempre piacere uno scambio d’opinioni: non si finisce mai
d’imparare... baci {8 dicembre 2008}
▬
Risposta:
Io più di altri posso capire chi è stato nell’occultismo in tutte le sue
sfumature, praticando cura pastorale verso chi è affetto da tale ideologia e
dalle sue conseguenze e avendo scritto alcuni libri in merito. [►
La lieve danza delle tenebre;
►
Entrare nella breccia;
►
Malattia e guarigione 1-2]
Ciò che libera dalla potenza del diavolo non è l’appartenenza a una chiesa, ma
la potenza del Signore Gesù Cristo, se lo si accetta come Signore e Salvatore
personale. Io ho vissuto la liberazione di tante persone che hanno scelto di
spezzare il patto nefasto con le tenebre e hanno abbracciato il patto di Cristo,
come ce lo insegna la sacra Scrittura. Molti di loro hanno peregrinato per anni
da un esorcista all’altro, senza risultato. Oggi però sono persone liberate e
libere in Cristo, senza riti e giaculatorie, ma confessando a Dio le loro
iniquità occulte ed esercitando la fede nella persona e nell’opera del Signore
Gesù. Infatti è scritto: «Il Figlio di Dio è stato manifestato per
distruggere le opere del diavolo» (1 Giovanni 3,8). «Se dunque il Figlio
vi farà liberi, sarete veramente liberi» (Giovanni 8,38). Non è quindi una
qualsiasi chiesa in cui bisogna credere e che possa mai liberare dalla potenza
delle tenebre, ma solo il Figlio di Dio, nel quale solo bisogna rimettere la
propria fede, esclusivamente sulla base delle sua Parola. {Nicola Martella}
11.
{Gianni Siena}
▲
Avevo 14 anni e con
una sorella, che aveva almeno il doppio dei miei anni, stavamo evangelizzando
casa per casa, nel quartiere Santacroce (San Giovanni Rotondo). Venne ad aprire
una signora e subito ci disse che di religione ne aveva piene le tasche, era
arrivata al mio paese carica di soldi e con la «balla» di padre Pio le
avevano portato via tutto o quasi.
Un umanista di
nome Lorenzo Valla scoprì che un vecchio documento latino — detto «Donatio
Costantinii» — non risaliva all’imperatore con questo nome, ma era un falso
più recente e compilato in una lingua latina più tarda: usato come base legale
per il potere e il possesso del territorio italiano da parte della chiesa
cattolica.
Rebecca
Jackson è una stimata studiosa d’usanze giudaiche, ella stessa è di famiglia
ebraica. La «Sindone» torinese è stata identificata da lei come un autentico
telo giudaico usato per le esequie funebri dei criminali. Se Gesù fu avvolto in
quel panno, vuol dire che la profezia d’Isaia relativa alla sua morte non s’è
adempiuta ed Egli non è l’innocente Messia servo del Signore, ma un malfattore
giustamente condannato per le sue affermazioni blasfeme (Isaia 53,9). [N.d.R.:
Al contrario, fu il ricco e influente Giuseppe d’Arimatea a dargli sepoltura
nella sua propria tomba (Matteo 27,57.59; Marco 15,43.46).]
Non parliamo
poi dell’esaltazione idolatrica di Maria che, persi i connotati della madre
umana del Signore Messia (Luca 1,43), è diventata la «mater dei». Un
titolo che, in tempi non sospetti, fu usato per evidenziare l’identità perfetta
dell’Uomo-Dio, ma che oggi ne facciamo volentieri a meno, date le attuali
implicazioni tutte «cattoliche». Il prossimo sviluppo dell’eresia della «mater»?
La «corredenzione» di Maria accanto a Cristo; l’odore di quest’empia e
antibiblica dottrina già si sente e forte!
Maria sempre «vergine»?
Ma non è scritto riguardo al Messia che i fratelli e figli di sua madre lo
trattarono come uno straniero e forestiero?! (Sal 69,8).
Mi limito a
questi pochi esempi per ribadire la mia libertà spirituale da Roma e dal
papato: quando sono nato di nuovo (22 marzo 1975) a udire i miei gemiti di
pentimento v’era solo la fratellanza della chiesa ADI di Nova Milanese… non
conosco «abiti talari» che possano pretendere «autorità» sulla mia vita
spirituale e sul relativo eterno destino personale.
Il
protestantesimo non è perfetto e il fondamentalismo cristiano comincia a essere
un po’ logoro, ma ho una libertà che il cattolicesimo non ammette; e sono libero
di dire no anche a certi «reverendi» pastori che nel mio ambiente si gonfiano
d’orgoglio e vorrebbero dominare l’anima mia.
Questo «frate»
farebbe bene a buttare alle ortiche la sua appartenenza alla chiesa che, non
senza ragioni, i riformatori identificarono con la «religiosa» gran prostituta
degli ultimi giorni (Ap 17,9.18). {8 dicembre 2008}
►
Presunzione di chierico e verità biblica? Parliamone 2
{Nicola Martella}
(T)
►
Presunzione continuata di chierico e verità biblica
{N. Martella - T. Dagani - A. Mazzari} (T/A)
►
URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Presunz-chierico_verita-BB1_OiG.htm
08-12-2008; Aggiornamento: 10-12-2008
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