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In un articolo ci siamo chiesti:
È lecito pregare Gesù?
In un tema proposto (È biblicamente
lecito pregare Gesù?) la discussione ha preso una direzione che, sebbene
interessante, si è allontanata, per certi aspetti, dal tema
specifico. Ora, Willy Tschopp ci ha dato l'occasione per
riaprire la discussione con delle osservazioni interessanti
che vanno a mettere altri preziosi tasselli nel mosaico del
nostro tema specifico. Atteniamoci ad esso.
Il termine
«invocare» ha molti sinonimi in italiano, ad esempio:
chiamare, pregare, implorare, scongiurare, supplicare,
rivolgersi a qualcuno, appellarsi a qualcuno, sollecitare,
chiamare a sostegno. Nell’AT in campo religioso era
legittimo invocare solo Jahwè e i suoi nomi. Nel NT era
un’ovvietà per gli scrittori biblici e per le persone che
parlano nei loro libri di invocare il nome di Gesù. Come
stanno veramente le cose? Come mai Dio Padre non arroga a sé
questo privilegio, ma permette che Gesù Cristo sia
direttamente invocato?
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
Partecipate alla discussione inviando
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Primo
{Willy Tschopp} ▲
Ho letto attentamente il vostro articolo sul tema «È
lecito pregare a Gesù?». Trovo giusto quello che voi
scrivete. In aggiunta vorrei fare osservare tre altri
brani biblici che non solo fanno vedere l’argomento
nell’esegesi teologica, ma mostrano anche l’uso pratico
che i primi credenti facevano della preghiera rivolta a
Gesù.
Infatti, quando si chiede a un credente come erano
chiamati i primi cristiani, lui — se conosce la Bibbia —
risponderà: «cristiani» perché nel libro degli Atti è
scritto che ad Antiochia i primi credenti furono chiamati
«cristiani».
Ma oso dire che questa risposta è, in parte, errata e
ne mostro il motivo qui di seguito. Si legga Atti 9,14.21;
22,16.
Nota del redattore: Riportiamo i brani per
esteso, perché si capisca di che cosa parliamo:
■ «E fu in Antiochia che per la prima volta i
discepoli furono chiamati “cristiani”» (At 11,26).
■ Anania disse a Gesù: «E qui [Saulo] ha podestà
dai capi sacerdoti d’incatenare tutti coloro che
invocano il tuo nome» (Atti 9,14)
■ «[Saulo] infieriva contro quelli che invocano
questo nome» (Atti 9,21)
■ Anania disse a Saulo: «Lèvati, e sii
battezzato, e lavato dei tuoi peccati, invocando il suo
nome» (At 22,16).
Cfr. anche At 2,21; 19,13 (abuso di un uso
legittimo); Rm 10,13; 1 Cor 1,2 (in ogni luogo).
Facciamo notare che i brani non sono in
contraddizione. Infatti, mentre altrove i seguaci di
Gesù erano chiamati dagli altri (ossia dai Giudei che
vedevano nei cristiani giudei degli eretici) qualcosa
come «invocatori del nome [di Gesù]», in Antiochia fu
coniato il termine tecnico di «cristiano».
Da quei tre versetti si capisce chiaramente che i primi
credenti erano chiamati: «Quelli che invocano quel nome». La
gente d’allora, come tanti oggi, non voleva o non riusciva a
pronunciare il nome di «Gesù» [N.d.R.: ebr. Jehošua`
«Jahwè salva»] perché chi lo portava fu chiamato così: «Colui
che salverà il suo popolo dai loro peccati» (Matteo
1,21). Per non dover dire il nome di Gesù la gente scelse
quella forma che indica chiaramente che i primi cristiani —
a differenza di tutti gli altri — invocavano il nome di
Gesù! Invocare non significa solo chiamare e poi pregare
qualcun altro! Invocare significa rivolgersi alla persona
alla quale si vuole pregare.
Perché i primi credenti pregavano Gesù (oltre che il
Padre)? Perché Gesù è il primo interlocutore per i credenti.
Gesù dice in Giovanni 6,44: «Nessuno può venire a me se
non lo attira il Padre». Questo significa che il Padre è
il primo interlocutore per i non credenti (perché è il Padre
che porta le anime al Figlio) e Gesù è il primo
interlocutore per quelli che il Padre ha portato (o
attratto) a Lui. Perciò è più che logico che noi credenti ci
rivolgiamo a Gesù (perché siamo stati donati a Gesù dal
Padre secondo Giovanni 17, dove ripetutamente Gesù parla di
«quelli che tu mi hai dato»).
C’è tra i credenti un certo timore che se noi diamo
troppo onore a Gesù, il Padre, l’eterna fonte della
creazione e della nostra salvezza, potrebbe essere messo in
seconda linea. Niente è più sbagliato di questo timore: il
Padre ama il Figlio e se noi diamo onore e gloria al Figlio,
diamo altrettanto onore e gloria al Padre, non solo perché i
due sono una sola cosa, ma anche perché il Padre ha voluto
che in Cristo abitasse tutta la pienezza di Dio (Colossesi
1,19). Non c’è assolutamente rivalità tra il Padre e il
Figlio, al contrario!
Sono convinto che voi tutte queste cose le
sapete e penso
che avete i vostri motivi perché avete redatto l’articolo in
questione in quel modo. Ma ho pensato che potrebbe essere lo
stesso utile dare una conferma a quello che scrivete anche con
altre affermazioni delle Sacre Scritture.
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Aggiornamento: 07-04-07
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