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Nell'articolo «David Wilkerson «profeta» catastrofista?»
abbiamo cominciato esprimendo il nostro apprezzamento per lui, a causa del suo
molteplice ministero passato. Ci siamo distanziati però dai suoi suoi
sensazionalismi apparentemente «profetici». Si legga l'intera «predizione»
sul blog
davidwilkersoninitalian. Egli
prosegue qui il filone presente nel suo libro
«La visione», di cui il tempo e la storia hanno smentito le predizioni in esso
contenute. A chi mi ha spedito la
sua ultima «rivelazione», intitolata «Messaggio
urgente», ho risposto all'incirca come segue:
Cari amici, mi
senso da dissentire da tale «sensazionalismo» allarmante dell’autonominato
profeta David Wilkerson. È da decenni che scrive cose del genere e di
cantonate ne ha prese tante, senza mai pentirsi e senza mai scusarsi!
Tutto ciò lo
abbiamo mostrato da tempo nella nostra analisi; si veda Nicola Martella (a cura
di), «David Wilkerson», Escatologia fra legittimità e abuso.
Escatologia 2 (Punto°A°Croce, Roma 2007), pp. 171-188; si vedano
qui
anche i seguenti articoli: «Chi verifica il successo predizionale?», pp. 130s;
«False predizioni presentate come riuscite», pp. 134s; «Predizioni riuscite?»,
pp. 136ss .
Quindi non
aderirò a tale ennesima e fumosa «sparata profetica»: David Wilkerson all’inizio
parla d’un «messaggio urgente», poi, alla fine e solo in una nota, aggiunge di
non sapere quando accadranno tutte queste cose. In fondo, non aggiunge nulla a
ciò che già sappiamo dalla sacra Scrittura. Perché credere a David Wilkerson,
quando si comporta da autonominato profeta così temerario? Torniamo con
semplicità di cuore alla sacra Scrittura! E torni lui a predicare con umiltà il
messaggio di «Cristo crocifisso», potenza e sapienza di Dio.
Saluti e
benedizioni... Nicola Martella
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
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1.
{Bruno Colucci}
▲
Nota editoriale:
Questo contributo mi è arrivato prima della pubblicazione dell’articolo.
|
«Nota:
Non so quando accadranno tutte queste cose, ma so che non è un tempo
lontano. Ho aperto a voi la mia anima. Fate di questo messaggio ciò che
volete» (David Wilkerson).
Bravo,
e così la patata bollente la fai spellare a noi! Come dire, uomo
avvisato… Questo messaggio vorrei rispedirlo al mittente e siccome non
mi è possibile, lo trasmetto nella mail-box della sorella Annalisa Signoriello dell’Edipi che ha fatto da interfaccia.
|
Cara sorella
Annalisa, sicuramente questa tua urgenza d’avvisarci delle imminenti catastrofi
avute in visione da questo sedicente profeta di turno, è sostenuta più da un tuo
impulso emotivo che da una solida fede.
Tu credi che
Il Signore nostro, prima di fare un atto così unico e tremendo si servirà d’un
profeta come David Wilkerson, coadiuvato da buoni volontari che si prodigheranno
d’avvisarci per posta elettronica? Mi puoi spiegare qual è lo scopo di questo
tuo gesto?
Se i
destinatari delle mail sono dei non credenti, servirà a ben poco il consiglio di
questo profeta a fare incetta di cibo poiché la salvezza consiste nel piegare le
ginocchia con un atto di conversione davanti al Signore Gesù ed e-mail
catastrofiche di questo genere non predispongono a fare questo passo se non
parte da una convinzione intima.
Se invece i
destinatari sono dei credenti (come credo che lo sia la stragrande maggioranza
della vostra mailing list) non hanno bisogno di consigli all’americana, perché
la Scrittura ci ha già messo al corrente di tutto quello che il mondo
sperimenterà e per i dettagli credo che il Signore saprà come avvisare i suoi
figli.
Ora invece la
voce di David Wilkerson si mescola a tante altre che, pur traendo sostegno dalla
situazione mondiale, crea una sinfonia profetica alquanto cacofonica che può
servire solo al dio della confusione.
Quando
s’approssimava il fatidico 1975 nell’ambito dei conosciuti Testimoni di Geova,
si strombazzava l’imminente fine del mondo. I seguaci erano invitati dai profeti
di Brooklyn a fare scorte di cibo per sopravvivere alla imminente distruzione.
Un mio vicino parente, convinto e in buona fede, comprò scatoloni di scatolette
di carne e si mise l’anima in pace. Quella data, dopo la delusione, fu rimossa
dalla memoria storica della setta e il mio parente per alcuni anni continuò a
mangiare carne gelatinosa. Questa è solo una mia esperienza, ma messa insieme
alle altre, di cui c’informano i media, ci dovrebbero far riflettere prima
d’accreditare un sedicente profeta tra le nostre guide.
Non è mia
intenzione deridere l’ingenuità altrui. Sono convinto anch’io che i tempi che
viviamo non sono tra i migliori, ma trovo molto immaturo far circolare una
e-mail di tal genere col pensiero «meglio mandarla… non si sa mai!». Un saluto
in Cristo… {10-03-2009}
2.
{Luigi Incarnato}
▲
Nota editoriale:
Questo contributo mi è arrivato prima della pubblicazione dell’articolo in
reazione alla mia lettera di risposta (vedi all’inizio).
■
Contributo:
E perché credere a te,
autonominato critico di chiunque? (e comunque sempre e solo perché ami il
confronto!!!! Ma non farmi ridere!!). Saluti e benedizioni. {13
marzo 2009}
▬
Risposta:
Beh, caro Luigi, se ridere
ti fa bene, fallo pure. Io penso che con tali sensazionalismi, che si
ripetono da decenni e che vanno sempre a vuoto, ci sia più da piangere e da fare
cordoglio. Si può apprezzare David Wilkerson per tanti motivi, a causa del suo
ministero, ma non per queste sue ricorrenti sparate apparentemente
«profetiche» e per le sue conseguenti e prevedibili cantonate. Che noi
non siamo sprovveduti, parlando di lui, lo mostra la dettagliata analisi che
abbiamo fatto delle sue «predizioni» nel nostro libro. Egli e altri fanno conto
però sul fatto che la gente cerca volentieri sensazionalismi e che
dimentica volentieri le cantonate passate, quando li si induce a
inseguire nuovi miraggi. {Nicola Martella}
3.
{Calogero Fanara}
▲
Nota editoriale:
Questo contributo mi è arrivato prima della pubblicazione dell’articolo.
■
Contributo:
David Wilkerson è secondo me un caro servo di Dio, pieno di zelo e
d’amore per le anime perdute. Non ritengo che egli sia un sensazionalista. Sono
andato a sentirlo qualche anno fa a Bruxelles e in tutta la sua predica, non ho
percepito niente che sia fuori Parola di Dio, anzi, ne siamo tornati molto
incoraggiati.
Di solito,
diffido molto chi professa d’essere profeta dando predizioni molto mistiche e
fuori binario. Ma del Wilkerson, mi fido.
Per me, le
profezie sono importanti, ma non sono il fondamento della mia fede, per cui, non
credo di vivere in base a quello che tizio dice.
Allora, stai
attento a cosa dirai del caro fratello Wilkerson... {13 marzo 2009}
▬
Risposta:
Chiaramente bisogna avere rispetto per le cose buone che ogni servitore
del Signore ha fatto. Qui non si tratta di questo, ma di una cosa specifica nel
ministero di David Wilkerson: l’annuncio di fatti sensazionali che dovrebbero
avvenire in breve tempo, cosa che purtroppo egli fa in modo ricorrente da
decenni e con una quota di successo bassissima, corrispondente alla legge
matematica delle probabilità.
Ma lo hai letto
l’articolo sui sensazionalismi di
Wilkerson, che ti avevo segnalato? Perché, oltre alle cose che affermi, non mi
scrivi qualcosa in merito per il tema di discussione che verrà? E cioè prima
che io pubblichi l’articolo; così non ne sarai condizionato. Se non vuoi
viaggiare giustamente con l’ateobus [►
Ateobus],
voglio proprio vedere a che tram predizionale intendi attaccarti nel
valutare l’ennesimo annuncio sensazionale di David Wilkerson!
4.
{Gioele Gallo}
▲
Caro Nicola, mi ha
fatto molto male leggere quest’e-mail... La Bibbia parla chiaro sul non
disprezzare le profezie, ma che la chiesa le giudichi... le profezie, non i
profeti!
Davide stesso
non si è mai permesso di parlar male di Saul, nonostante le evidenti
pecche dimostrate e fosse già stato unto re.
Apprezzo il
lavoro che fai nel cercare di chiarire concetti biblici un po’ dubbi oggigiorno,
d’aiutare chi una fede instabile, ecc... ma stai attento a giudicare e a
riprendere pubblicamente un ministro di Dio. Hai mandato un’e-mail personale
a David Wilkerson, o al suo ufficio, prima di scrivere e pubblicare una denuncia
come questa?
Noi non
sappiamo appieno il lavoro dello Spirito Santo, e neanche la Bibbia stessa parla
i dettagli d’ogni singolo giorno della nostra vita, ma è una vita in comunione
con Dio e con la sua Parola che porta avanti il cristiano.
Non ti scrivo
per difendere David Wilkerson o no, non è questo il punto, voglio solo
avvertirti che è pericoloso per la tua vita fare quello che tu hai fatto.
David è accettato da tutta la Chiesa nel mondo come un ministro di Dio, se ha
delle pecche Dio le giudichi, non l’uomo. E se senti da parte dello
Spirito Santo d’avvertire la chiesa riguardo a qualcosa che è falso, segui
l’ordine biblico, riprendilo privatamente prima. Da quest’e-mail non è
emerso nessun tipo di conversazione e/o spiegazione di David. E soprattutto il
tuo avvertimento è stato verso David Wilkerson, non verso la profezia. Spero che
tu rifletta su queste parole. Con affetto fraterno… {16 marzo 2009}
5.
{Nicola Martella}
▲
Ringrazio il
lettore per i suoi apprezzamenti e per la sua franchezza. Anche per me è stata
una grande sofferenza dover leggere e commentare le ultime predizioni di
David Wilkerson, che apprezzo alquanto per altre cose. E tale rammarico è
motivato specialmente dal fatto che conosco altre cose del genere uscite
purtroppo dalla sua penna e mai avveratesi.
Che bisogna
giudicare le profezie, non i profeti, non può trovarmi d’accordo. Nella
Bibbia le proclamazioni e i proclamatori sono un tutt’uno. Nel brano maestro
della Bibbia, che tratta del profeta (= proclamatore) e della sua proclamazione,
è scritto: «Come riconosceremo la parola che l’Eterno non ha detta? Quando il
profeta parlerà in nome dell’Eterno, e la cosa non succede e non si avvera,
quella sarà una parola che l’Eterno non ha detta; il profeta l’ha detta per
presunzione; tu non lo temere» (Dt 18,21s). Ora, l’analisi che abbiamo fatto
degli scritti di David Wilkerson, ci ha mostrato che questo buon predicatore,
anche in passato ha affermato di parlare per rivelazione del Signore di cose che
non si sono avverate. Egli farebbe bene a concentrarsi sulla predicazione
dell’Evangelo e sull’istruzione biblica, dove ha certamente del potenziale,
invece di scendere in modo corrente su tale terreno minato di annunciare
sensazionalismi, attribuiti a una rivelazione divina. Così discredita, oltre che
la dottrina del Signore, anche le cose che egli stesso fa di buono e con cui si
può concordare.
Non vedo che
cosa c’entri Saul, visto che non era un profeta e che gli autori biblici
affrontarono altri aspetti della sua relazione con Davide. In ogni modo, non è
vero che Davide stesso non si fosse mai permesso di parlare male di Saul, ma non
gli mise la mano addosso quando ne ebbe l’occasione, per amore di Dio. Davide
non ebbe parole tenere con Saul, quando l’annoverò fra i nemici che Dio avrebbe
(o che aveva già) distrutto (1 Sm 26,20s; 2 Sm 22,1.18s.38s.48s [= Sal 18]). Ci
pensò l’autore a giudicare malamente Saul (cfr. 1 Sm 18,17.25; 19,15), e Davide
era consapevole del male che Saul stava architettando contro di lui (1 Sm 23,9),
anche perché Saul stesso lo ammise (1 Sm 26,21); l’autore attinse inoltre le
informazioni dagli annali di Stato. Lo stesso Gionathan ammise dinanzi a Davide
le pecche di suo padre (1 Sm 19,2), era sicuro che i nemici di Davide sarebbero
stati annientati dall’Eterno e si appellò all’amico di risparmiare allora la sua
discendenza, ingiungendogli di fare un patto con lui (1 Sm 20,14-17). In ogni
modo, come affermato, Saul e Davide qui non c’entrano nulla, non essendo profeti
istituzionali della teocrazia d’Israele.
Quando un
servitore del Signore pubblica qualcosa su siti e blog o l’annuncia
pubblicamente, la risposta dev’essere pubblica. La risposta privata
s’addice questioni personali (Mt 5,23s; 18,15ss prima fase). Le questioni che
attengono alla dottrina e all’etica, essendo annunciate e praticate
pubblicamente, possono avere una risposta pubblica. Pietro affrontò
pubblicamente Simone il Mago (At 8). Similmente Paolo fece con Elima (At
13,9ss). Paolo fece così anche verso l’autorevole Pietro e non ebbe al riguardo
scrupoli di coscienza: «Quando Cefa fu venuto ad Antiochia, io
gli resistei in faccia perché egli
era da condannare. […] Ma quando
vidi che non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo, io
dissi a Cefa in presenza di tutti…»
(Gal 2,11.14). Egli stesso istruiva il suo collaboratore Timoteo come segue
riguardo ai conduttori di chiesa: «Quelli che peccano, riprendili
in presenza di tutti, affinché
anche gli altri abbiano timore» (1 Tm 5,20).
La Parola di
Dio ci spinge a esercitare il discernimento spirituale, provando gli
spiriti (= ossia le persone, i profeti) e non solo il loro messaggio (1 Gv 4,1),
e a giudicare ogni profeta (= proclamatore) che proclama qualcosa da parte di
Dio: «Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino… e gli spiriti dei
profeti sono sottoposti ai profeti» (1 Cor 14,29.32).
Analizzando
gli scritti di David Wilkerson abbiamo esercitato tale discernimento
spirituale riguardo alle sue presunte rivelazioni sul futuro e abbiamo concluso
che le sue predizioni generali sono in linea con la legge statistica delle
probabilità; dove le sue predizioni riguardavano fatti, persone e date
specifici, le sue cantonate sono state complete. La cosa sorprendete è
che, invece di ravvedersi e di scusarsi pubblicamente, aggiunge il prossimo
«messaggio urgente», dapprima sensazionale e poi fumoso e sfumato. Perché
continua con una «politica» del genere? Perché continua ad attribuire a Dio o
allo Spirito Santo i pensieri, le valutazioni e i timori del suo proprio cuore?
Ci guadagnerebbe la dottrina e lui stesso, se presentasse il tutto per quello
che è: riflessioni della sua mente!
Quanto ai
pericoli per la nostra vita, essi non sono mai esclusi, essendo la vita
paragonabile a un fiume gelato, su cui il ghiaccio può essere a tratti molto
sottile. Ricordo le minacce ricevute (specialmente dal campo carismaticista) di
aver commesso il peccato imperdonabile, di aver peccato contro lo Spirito, di
non essere veramente convertito, di non avere lo Spirito Santo, di essere
addirittura indemoniato o di dovermi aspettarmi un pesante giudizio divino; mi
risparmio di addurre brani biblici di Gesù e degli apostoli in cui riportavano
tali accuse di altri contro le loro persone. Ora aggiungo l’avvertimento
fraterno del lettore che sto vivendo una vita pericolosa e piena di rischi,
sebbene non ho capito quale dovrebbe essere la fonte di tale pericolo (Dio? la
chiesa?). Ognuno deve comunque svolgere ciò, a cui è stato chiamato a fare; il
mio compito è, tra altre cose, quello dell’apologetica.
Mi risparmio
di dover riprendere il tema riguardo a se, chi e quando si dovrebbe giudicare
nella chiesa riguardo a questioni dottrinali. Spesso si mischiano qui
esortazioni a non sentenziare su questioni personali con quelle che riguardano
la sana dottrina. Nel primo caso viene insegnato a «non giudicare [prima del
tempo]» (Mt 7,1; Lc 6,37; 1 Cor 4,5); nel secondo caso viene ingiunto a
giudicare e come (Lc 12,57; Gv 7,24; 1 Cor 5,12). [►
Apologetica e giudizio]
È vero che
«David è accettato da tutta la Chiesa nel mondo come un ministro di Dio»
e anch’io lo apprezzo per tante cose che ha detto, fatto e scritto. Anche Pietro
era accettato dalla chiesa e da Paolo come una delle tre «colonne» della chiesa
di Gerusalemme (Gal 2,9), ciò non gli impedì di prendere posizione, quando Cefa
fu da condannare (vv. 11.14).
La questione
del pubblico e del privato l’ho affrontata già sopra. Ripeto che
«privato» è ciò che riguarda me e lui per questioni personali; «pubblico» è
tutto ciò che attiene alla dottrina o comunque risponde a ciò che è stato
pubblicato per iscritto e a cui tutti possono attingere.
Ritorno anche
a ribadire che nella Scrittura «profeta» (proclamatore) e «profezia»
(proclamazione) sono inscindibili. Inoltre l’oggetto specifico è stato il
contenuto di questo suo ultimo «messaggio urgente», non la sua moralità
personale, il suo impegno nell’opera di Dio o il suo zelo per il Signore. Spero
che anche il lettore rifletta su queste parole.
6.
{Gianni Siena}
▲
■
Contributo:
Caro Nicola, pace. Stavolta,
anche se non so come giudicare le parole del «vecchio Dave» (le predizioni
sbagliate sono il suo limite), sto dalla sua parte sia pure con qualche doverosa
premessa. Egli non è il solito sbruffone «carismaticista», ma un serio uomo di
Dio, che Lo ha servito con buona coscienza... Conosco persone che lo conoscono e
sono testimoni della sua serietà cristiana. In ogni modo, non sono «schierato»
con lui, cerco di salvare un uomo che ha dato ben altra prova di sé, come tu
stesso riconosci. {16 marzo 2009}
▬
Risposta:
Ho affermato e ribadisco che non si tratta qui di dare un verdetto sul ministero
di David Wilkerson, sul suo zelo per l’opera, sulla sua passione per la Parola
di Dio, e chi più ne ha, più ne metta. Si tratta solo di valutare con
discernimento e sano giudizio spirituali il suo ricorrente «vizietto» visionario
a singhiozzo, che a cicli lo porta a sparare sensazionalismi — spesso fumosi e
sfumati, quindi adatti per postumi aggiustamenti col senno del poi — che poi
regolarmente non si adempiono e che la gente, che lo segue, presto dimentica o
gli perdona.
Vedo molta reticenza a
esercitare il carisma del discernimento e del necessario giudizio spirituale
verso chi fa predizioni. Ho mostrato sopra che Paolo, con tutto il rispetto che
aveva per Cefa (Pietro), sentì l’obbligo morale per affrontarlo pubblicamente,
quando tale «colonna» della chiesa di Gerusalemme uscì fuori del seminato.
{Nicola Martella}
7.
{Calogero Fanara}
▲
■
Contributo:
Quando si tratta di profezie, il miglior modo di misurare la loro
veracità è il tempo. Se il fratello
Wilkerson sbaglia, esagera o mente, il tempo ce lo dirà. Io, fino ad oggi, non
posso dire di lui che abbia mentito o raccontato chiacchiere.
Diffido molto
di più coloro che predicano il vangelo della prosperità e che parlano poco di
santificazione. Il Wilkerson, su questi punti taglia diritto. Per cui, non sono
le tue considerazioni sulle sue profezie che mi convinceranno. Il messaggio da
lui indirizzato ai credenti è secondo me molto pertinente. Lo avevo già ricevuto
e non vedo in cosa sta dicendo bugie. Se questo avvertimento viene da Dio, il
tempo ce lo confermerà. Punto e basta.
Se si tratta
di un suo avvertimento personale dovuto a tutto quello che sta per succedere,
non vedo dov’è il problema. Tutto dipende se quando si parla in questo modo si
dice che sia stata una rivelazione da parte di Dio o no.
Non fare troppo in fretta. Per me non si tratta affatto di sensazionalismo. I
suoi avvertimenti quadrano con quello che la Scrittura ci dice sugli ultimi
tempi. {16 marzo 2009}
▬
Risposta:
Quanto al «fattore tempo», a cui si appella il lettore, faccio
notare che lo abbiamo certamente preso in considerazione, analizzando gli
scritti degli ultimi decenni di David Wilkerson. È proprio l’aver analizzato il
basso indice di realizzazione delle sue predizioni (corrispondente solo alla
legge statistica delle probabilità) passate che ci ha fatto intervenire sul suo
«messaggio urgente», poi reso fumogeno e sfumato nella nota finale. La prova del
tempo ha mostrato proprio il grande deficit predizionale di questo bravo
predicatore.
Sono d’accordo
a diffidare dei predicatori del «vangelo della prosperità», ideologia che
serve loro per arricchirsi, e sono contento che David Wilkerson abbia le idee
chiare in merito. Non per questo bisogna scusare le sue sparate
predizionali periodiche. Dio ci chiama a giudicare in questioni dottrinali ed
etiche senza riguardi personali (Dt 1,17; 16,19; Gb 13,10; Pr 24,23, Col
3,25; Gcm 2,1, 2,9; cfr. Lc 20,21).
Faceva certamente meglio a dire, fin dall’inizio: «Questa è la mia opinione
personale delle cose che potrebbero avvenire»; oppure: «Ho timore che
avverranno queste cose, se…». Ci si rende colpevole anche solo ad alimentare il
sospetto che sia stato lo Spirito di Dio a rivelare tali cose, se ciò non è
stato così. Per onestà avrebbe potuto anche affermare, con Bibbia alla mano e
mediante una corretta esegesi, ciò che negli ultimi tempi avverrà secondo la
Parola di Dio e limitarsi a ciò. Purtroppo, accanto a molti buone considerazioni
di edificazione e studio, preferisce spedire a singhiozzo anche messaggi
sensazionalistici, sempre «urgenti» e attribuiti a una rivelazione divina. Non
posso che prendere distanza da questo modo di fare e invitare tutti i credenti
biblici a farlo.
{Nicola Martella}
8.
{Calogero Fanara}
▲
■
Contributo:
Concordo pienamente con quello che Gioele Gallo ha detto. Non credo sia
necessario aggiungere altro da parte mia. Diffido molto di più quelli che
troncano e pervertono la Parola di Dio, deviando dalle dottrine fondamentali e
vitali della Bibbia. Come ad esempio, i seguaci del «vangelo della
prosperità»... Questi sì che sono lupi in mezzo al gregge! Ma non il fratello
Wilkerson!! Magari avessimo tutti il suo zelo e il suo amore sia per le anime
perdute che per la Parola di Dio!
{17 marzo 2009}
▬
Risposta:
Ho riconosciuto fin dall'inizio le capacità, lo zelo per l'opera di Dio, la
passione per le anime perdute e quant'altro di David Wilkerson. Basta questo per
dargli carta bianca in ogni cosa? Nessuno di noi ce l'ha e deve averla.
Ora, di là da questo specifico caso, in cui
David Wilkerson possiede un palese buon credito di stima,
abituarsi alle mezze verità o a
comportamenti equivoci è stato sempre pericoloso per il popolo di Dio. Paolo,
congedandosi dai conduttori della chiesa di Efeso, non li mise in guardia solo
dai «lupi rapaci che non risparmieranno il gregge» (At 20,29), ma
anche dal fatto che «in mezzo a voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno
cose perverse per trarre i discepoli dietro a sé» (v. 30). Quindi non si
deve calare la guardia verso nessuno, poiché i più grandi falsi maestri sono
persone cristianizzate, che rimangono ad agire nel cristianesimo come
«superapostoli» (2 Cor 11,3ss) e che spesso escono da mezzo al gregge (1 Gv
2,19) solo quando vengono scoperti come «operai fraudolenti» (2 Cor 11,13) e le
chiese hanno il coraggio e la forza di denunciarli pubblicamente e di bandirli
dal loro mezzo.
Se viene ingiunto: «Non fate posto al diavolo» (Ef 4,27), significa che
questa eventualità non è remota, neppure per i servitori, specialmente se
diventano battitori liberi, non sottomessi a niente e a nessuno. Ogni servitore
del Signore può allora trasformarsi, in parte o in tutto, in uno strumento di
ingiustizia (Rm 6,13) e di seduzione per gli altri, in una trappola per coloro
che gli danno credito illimitato per i meriti passati, in un guru intoccabile,
in un pericoloso santone inavvicinabile, in un falso maestro che si ritiene un
particolare «canale» della Deità. Allora chi lo segue acriticamente, rischia di
perdere il suo premio dinanzi a Dio (non la salvezza, se è veramente
rigenerato!): «Nessuno a suo talento vi derubi del vostro premio per via
d’umiltà e di culto degli inviati, affidandosi alle proprie visioni, gonfiato di
nullità dalla mente della sua carne» (Col 2,18).
In tali casi, il bene per tale persona e per la collettività
non sta nello stendere un velo pietoso di tolleranza, ma nell'aiutare tale
fratello (tanto più se servitore, quindi moltiplicatore) a ravvedersi (Gcm
5,19s), affinché non diventi una mela marcia proprio per il credito che
possiede: «Il vostro vantarvi non è buono. Non sapete voi che un po’ di
lievito fa lievitare tutta la pasta? [...] Ho io forse da giudicare quelli di
fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Quelli di fuori li giudica Dio.
Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi» (1 Cor 5,6.12).
Ora, come detto, questa disquisizione va di là dal caso
concreto di David Wilkerson e riguarda ognuno di noi. In ogni modo, la tendenza
dei lettori a dare a questo servitore un credito illimitato e la loro mancanza
di disponibilità e di volontà ad analizzare criticamente alla luce della
Scrittura (non solo i mediti, ma anche) tale «vizietto visionario» a
singhiozzo e il contenuto dell'ultimo suo «messaggio urgente» — tutto ciò
sinceramente mi preoccupa. Natan non si tirò indietro nel recarsi da Davide e
nel rinfacciargli da parte di Dio quell'unica macchia morale (2 Sm 12,7ss),
sebbene tale re avesse grandi meriti dinanzi a Dio e verso la nazione.
Similmente fece Paolo verso Cefa, come già ricordato, quando tale colonna della
chiesa di Gerusalemme si comportò in modo contrario all'Evangelo e indusse anche
altri Giudei cristiani a simulare con lui (Gal 2). Nonostante ciò, Pietro parlò
bene di Paolo in seguito (2 Pt 3,15s).
Quando la legge, che dev'essere necessariamente uguale per
tutti, diventa più uguale per qualcuno, allora la verità e il diritto sono in pericolo.
Quando si comincia ad andare lentamente «oltre a ciò che è scritto» (1
Cor 4,6) e ad adattare la Scrittura alle proprie convinzioni, smettendo di
tagliare rettamente la «Parola della verità», si fa relativamente presto
a sviarsi dalla verità e a trasformarsi in un «operaio confuso» e confondente,
sedotto e seducente (2 Tm 2,15-18). In tali casi, proprio i meriti passati
diventano una trappola per il presente, per sé e per gli altri. A ciò si deve
l'appello: «Badate a voi stessi (e a tutto il gregge)» (Mc 13,9; Lc 17,3;
21,34; At 20,28; 2 Gv 1,8); e anche: «Chi si pensa di stare dritto, guardi di
non cadere» (1 Cor 10,12).
{Nicola Martella}
9.
{Davide Donisi}
▲
■
Contributo:
Gentilissimo sig. Martella, ho letto con piacere il suo articolo su D.
Wilkerson, e mi sembra di aver capito che gradirebbe un nostro commento.
Quello che penso è che ci voglia molto discernimento e preghiera per poter
riconoscere chi veramente viene da Dio. In questo caso mi sembra che possa
chiaramente bastare un po’ di onestà intellettuale, per capire che questo forse
non lo è (è una mia opinione).
Ora le chiedo
la gentilezza di rispondermi a una domanda perché non ho risposta a
questo quesito. Sento spesso tra fratelli carismatici pentecostali che ci sono
persone che dicono di «parlare con Dio», ora questo è un parlare vero e proprio
del tipo di rivelazione. Sicuramente Dio ci parla spesso alla sua maniera, e ci
fa capire con segni chiari magari la sua volontà; ma quello che mi sembra di
capire e che alcuni fratelli conversano con Lui. Io rimango perplesso e, quando
cerco di capire, mi viene ricordato che negli ultimi giorni si sognerà, si
profetizzerà e lo Spirito sarà sparso da Dio. Possibile che Dio parli in maniera
rivelatrice come faceva con Mosè o con Geremia ecc. anche con altri fratelli?
Cosa devo rispondere a chi mi ricorda le profezie degli ultimi giorni? Gente che
dice: «Dio mi ha detto di non andare lì», oppure: «Mi ha detto di fare quella
cosa e non quell’altra». Ora questo non è far capire, ma è una conversazione
vera e propria. Cosa ne pensa lei? Che Dio la benedica e la ispiri per
l’evangelizzazione della Parola. Pace in Gesù Cristo, nostro Signore.
{17 marzo 2009}
▬
Risposta:
Ho già risposto abbastanza in merito a David Wilkerson. Si può
avere rispetto di lui per le altre sue lodevoli attività nell’opera di Dio, ma
non per questi suoi messaggi sensazionali che ritiene di aver ricevuto da Dio. I
motivi li abbiamo spiegati, analizzando i suoi scritti e le sue passate
predizioni: «David Wilkerson», Escatologia fra legittimità e abuso (Escatologia
2), pp. 171-188.
La
seconda questione ci porterebbe qui un po’ fuori tema. Ripeto anche qui che
la predizione di Gioele riguardo alla fine dei tempi era riferita ai soli
Giudei: «E voi conoscerete che io sono in mezzo a
Israele, e che io sono l’Eterno, il
vostro Dio, e non ve n’è alcun altro; e il
mio popolo non sarà mai più coperto
d’onta. E, dopo questo, avverrà che io spanderò il mio spirito sopra ogni carne,
e i vostri figli e le
vostre figlie profetizzeranno, i
vostri vecchi avranno dei sogni, i
vostri giovani avranno delle
visioni. E anche sui servi e sulle serve, spanderò in quei giorni il mio
spirito. E farò dei prodigi nei cieli e sulla terra: sangue, fuoco, e colonne di
fumo» (Gle 2,27-30).
A
Pentecoste, ossia la festa giudaica della raccolta, Pietro citò proprio i
versi di Gioele 2,28-32, ben conoscendo il contesto (At 2,17-21). Egli spiegò ai
Giudei di Gerusalemme e della diaspora quanto era avvenuto a loro, i Giudei
seguaci di Gesù Messia (At 2,5-12). Conoscendo l’escatologia dell’AT, egli
confidava che la fine del mondo sarebbe arrivata presto (vv. 19ss). La
stragrande maggioranza dei Giudei però rifiutarono Gesù come Messia. Dinanzi
all’indurimento parziale che s’era prodotto in Israele, Dio decise che, prima
dell’adempimento finale di tale predizione di Gioele, doveva entrare la
«pienezza dei Gentili» (Rm 11,25); solo allora «tutto Israele sarà salvato»
(v. 26), ossia il resto fedele che uscirà credente in Gesù Messia dalla
tribolazione. Dio rese chiaro all’apostolo Paolo e quindi alle chiese che
l’avvento del Messia non sarebbe stato così imminente come si potesse credere (2
Ts 2,1ss).
Durante la
tribolazione finale, si adempirà completamente la predizione di Gioele e allora
sogni, visioni, profezie comunicate dallo Spirito di Dio che sarà effuso sopra
gli Israeliti, permetterà loro di riconoscere in Gesù di Nazareth il loro Messia
(cfr. Zc 12,10; Ap 1,7). Tale fenomeno teologico l’ho chiamato «dinamica
predizionale» e i dettagli si possono leggere nel mio libro
Manuale Teologico dell’Antico Testamento (p. 138). Per tale tempo
particolare si veda nel libro da me curato Escatologia biblica essenziale
(Escatologia
1), gli articoli: «I vari giudizi escatologici», pp. 214-219; «La
tribolazione», pp. 246-249; su alcuni aspetti sopra menzionati, si vedano pure i
seguenti articoli: «Le grandi linee dell’escatologia dell’AT», pp.
122-128; «Lo pseudo-messia (2 Ts 1-2)», pp. 150-153; «Il rapimento dei redenti
(1 Ts 4,13-18)», pp. 154s; «Gesù si è sbagliato
sull’avvenire?», pp. 179ss.
I
fenomeni odierni presenti nel carismaticismo non hanno nulla a che fare con
quelli che accadranno agli Israeliti al tempo della fine. Quanto al mio giudizio
di tali fenomeni carismaticisti, per non dilungarmi rimando ai seguenti
articoli, presenti sul sito:
►
Dalle visioni all’ubbidienza alla Bibbia
{Marion Zanini - Nicola Martella} (A)
►
Dalle visioni all'ubbidienza alla Bibbia? Parliamone
{Nicola Martella} (T)
►
Voglia di nuove visioni
{Nicola Martella}
(A)
►
Voglia di profeti e veggenti
{Nicola Martella} (A)
►
Voglia di profeti e veggenti? Parliamone (1)
{Nicola Martella} (T)
►
Voglia di profeti e veggenti? Parliamone (2)
{Nicola Martella} (T)
Spero che la lettura di questi articoli (e di quelli a cui si rimanda in loro)
contribuisca a chiarire meglio la questione.
{Nicola Martella}
10.
{Antonio Capasso}
▲
■
Contributo:
Il primo libro cristiano che ho letto,
dopo la mia conversione è stato, «La croce e il pugnale» di David
Wilkerson. Stimo molto quest’uomo, l’ho sentito anche predicare, ha una parola
da parte di Dio. Purtroppo devo dissentire sia da questa sua e-mail, sia dal suo
libro «La visione», pubblicato anni fa. Già con questo libro se visto che
non è il caso di fare previsioni e profezie per il futuro.
A noi basta quello che la Bibbia ci
dice sul futuro. Quando il profeta Agabo predisse la prigionia di Paolo (Atti
21,10-13), questa parola era stata già rivelata sia a Paolo sia a tanti altri
credenti. «So soltanto che lo Spirito Santo in ogni città m’attesta che
m’attendono catene e tribolazioni» (Atti 20,22). «Trovati i discepoli,
soggiornammo là sette giorni. Essi, mossi dallo Spirito, dicevano a Paolo di non
mettere piede a Gerusalemme» (Atti 21,4). Se il Signore parla, credo che lo
faccia in modo da trovare conferme, sia nel resto del corpo di Cristo, sia
nell’adempimento di questa parola. Dio vi benedica. {17 marzo 2009}
▬
Risposta:
Non posso che concordare in tutto e per tutto. Nonostante che il libro di David
Wilkerson «La visione» contenesse false predizioni, che il tempo e la
storia hanno smentito, l’autore non si è per nulla ravveduto e non ha chiesto
perdono ai lettori. Ha solo aggiornato i nomi e l’ha dato nuovamente alle
stampe. Nonostante tutto ciò, si è continuato a
stampare il libro anche in italiano
(EUN
26a edizione nel 2003!) e lo si
continua a offrire in vendita (p.es.
CLC), come se niente fosse.
Di ciò parliamo nel già citato articolo «David
Wilkerson», Escatologia fra legittimità e abuso (Escatologia
2), pp. 171-188.
Purtroppo il
discernimento, sia umano sia spirituale, non è una merce molto comune né
molto apprezzata. Anzi chi lo esercita in Italia, rischia di essere visto come
l’uomo nero; ciò successe già al profeta Mikajah agli occhi dell'empio re Achab
(1 Re 22,18), il quale lo voleva conforme ai suoi gusti (v. 13). {Nicola
Martella}
11.
{Lettori pro David Wilkerson}
▲
Qui diamo voce a lettori che non dicono nulla di specifico, ma che esprimono in
breve la loro opinione. Anch'io rispondo in modo succinto. Resta chiaro l'amore,
il rispetto e il desiderio di benedizione per ognuno di loro.
■ Marco Cavallero:
Non sono d’accordo
con te caro Nicola. Dio benedica David Wilkerson. Attento ai giudizi perché,
giudicando il fratello David, potresti giudicare lo Spirito Santo che lo guida…
Ti voglio bene. {17 marzo 2009}
▬
Questo
non è un referendum per stabilire chi è favore o contrario, chi benedica o meno
David Wilkerson. Anche Marco cade nel vizietto di soffocare il discernimento e
il confronto, paventando sottilmente un immane giudizio divino. Avrebbe fatto
meglio a contribuire nel merito con argomenti più solidi.
{Nicola Martella}
■ Edda Fogarollo:
Caro fratello, non sono d’accordo con te
per quanto riguarda il meraviglioso e timorato pastore David Wilkerson, e non
sono nemmeno d’accordo con te per quello che hai scritto sul ministero
dell’evangelista Carlos Annacondia. Io credo nello Spirito Santo, nel Suo
battesimo e nei Suoi 9 doni al servizio della chiesa. Ti saluto e ti benedico
nel nome di Gesù. {evangelista; 18 marzo 2009}
▬
Anche qui non abbiamo fatto
un referendum a favore o contro David Wilkerson, Carlos Annacondia, lo Spirito
Santo e le sue manifestazioni, ma abbiamo scritto articoli su questioni
specifiche. [►
David Wilkerson «profeta» catastrofista?;
►
Tempo di raccolta con Carlos Annacondia]
Chi ha discernimento e capacità è chiamato ad affrontare le questioni nel
merito, portando argomenti concreti e non proclami.
{Nicola Martella}
12.
{Voci
critiche su David Wilkerson}
▲
Qui diamo voce a lettori che,
rimanendo perplessi sul «messaggio urgente» di David Wilkerson, esprimono in
breve la loro opinione.
■ Peter Gordon:
We need to check all prophesy by
Scripture, the Bible is our measuring rod...
(www.bornagainchristians.org)
▬
Traduco a senso in italiano: «Dobbiamo controllare ogni profezia
con le Scritture, la Bibbia è il nostro metro di misura». Sante Parole! {Nicola Martella}
■ Matthias Winkler:
Anche a me sembra un po’ strana questa
cosa. Un saluto… {Soli Deo Gloria; 18 marzo 2009}
■ Andrea Diprose:
Sul sito di
Christianity Today vengono
analizzate varie reazioni alla profezia catastrofista di David Wilkerson. Il
pastore battista John Piper invita alla cautela. Per coloro che conoscono
l’inglese, buona lettura.
{18 marzo 2009}
■ Davide Costantini:
D'accordissimo!!!!
{18 marzo 2009}
►
David Wilkerson «profeta» catastrofista? Parliamone 2
{Nicola Martella} (T)
►
URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-DWilkerson_profeta_catastrof_Car.htm
13-03-2009; Aggiornamento: 18-03-2009
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