|
Qui di seguito
diamo modo di discutere l’articolo «Tempo
di raccolta con Carlos Annacondia». Come abbiamo visto, le
parole forti con cui si invitava la gente su manifesti, pagine web e posta
elettronica a partecipare a tale conferenza, erano queste: «Gesù colui che ti
salva, guarisce e libera» e «Vieni e ricevi il tuo miracolo». È chiaramente uno
sbilanciamento della dottrina in senso spiritualista, mistico e taumaturgico,
per non dire altro. Come abbiamo detto, si dà una visione di Gesù da «pozzo di
san Patrizio» o da macchinetta automatica di miracoli, che deve
dispensare prodigi a bacchetta, quasi questo fosse il suo mestiere. Ciò è
molto distante dalla visione biblica di un Dio sovrano, che non è disponibile
alle pie coercizione degli uomini…
Che cosa ne pensate? Quali sono al
riguardo le vostre esperienze, idee e opinioni?
Partecipate alla discussione inviando i vostri contributi al Webmaster
(E-mail)
Attenzione! Non si
accettano contributi anonimi o con nickname, ma solo quelli firmati con nome e
cognome! In casi particolari e delicati il gestore del sito può dare uno
pseudonimo, se richiesto.
I contributi sul
tema
▲
(I contributi rispecchiano le opinioni
personali degli autori.
I contributi attivi hanno uno
sfondo
bianco)
Clicca sul lemma
desiderato per raggiungere la rubrica sottostante
1.
{Emilio Spedicato}
▲
Caro Martella, non
entro nel merito del tema, ma c’è una cifra aggiornata delle sette cristiane
esistenti, ciascuna maledicente gli altri, anche se non siamo tornati ai primi
secoli quando, stando a Gibson, i cristiani di diverso orientamento si
crocifiggevano a centinaia?
Resto
dell’opinione che Gesù avesse ragione nel dire: «Non chi dice Signore,
Signore entra nel regno dei cieli ma chi fa la volontà del Padre mio». E poi
quando accoglie alla sua destra i defunti, questi gli chiedono: «E quando
t’abbiamo conosciuto?» E lui risponde... Saluti. {9 febbraio 2009;
Emilio Spedicato è professore presso l’università di Bergamo e
appassionato di miti antichi}
2.
{Nicola Martella}
▲
L’amico Spedicato
non ha voluto farsi sfuggire l’occasione per lanciare una sua frecciatina
insidiosa, data la sua posizione critica rispetto al cristianesimo.
L’apologetica è una cosa seria! I veri cristiani non hanno ricevuto un
mandato dal Signore di perseguitare fisicamente altri per motivi religiosi; chi
lo ha fatto, ha mostrato di non conoscere e praticare l’insegnamento di Cristo.
L’inquisizione è la pagina più oscura della storia della chiesa romana e di ciò
devono rendere conto dinanzi al giusto Giudice i mandanti e gli esecutori.
Infatti gli assassini non erediteranno il regno di Dio (Ap 21,8).
Già nei primi
tempi del cristianesimo entrarono nelle chiese persone non rigenerate
dallo Spirito di Dio e che mischiarono le loro tradizioni con la dottrina
biblica: giudei gnostici (2 Cor 11) con i loro «miti giudaici» (Tt 1,14),
filosofi di varia estradizione (cfr. Col 2,8), persone appartenenti alle
religione dei misteri (col loro sacramentalismo), sacerdoti pagani (con il loro
clericalismo) e portarono danno all’Evangelo e alla «sana dottrina» (cfr. 2 Tm
4,3s). Tutti gli apostoli si batterono per la purezza del messaggio cristiano.
Le epistole del NT sono sorte proprio quale difesa apostolica della «sana
dottrina» (Gesù quale Messia promesso, la sua persona e la sua opera di
redenzione sulla croce). L’apostolo Paolo, congedandosi dai conduttori della
chiesa d’Efeso, disse loro: «Io non mi son tratto
indietro dall’annunziarvi tutto il
consiglio di Dio. Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al
quale lo Spirito Santo vi ha costituiti sorveglianti, per pascere la chiesa di
Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue. Io so che, dopo la mia
partenza, entreranno fra voi dei
lupi rapaci,
i quali non risparmieranno il gregge; e di fra voi stessi sorgeranno uomini che
insegneranno
cose perverse
per trarre i discepoli dietro a sé. Perciò
vegliate...»
(Atti 20,27-31).
Anche
oggigiorno avvengono fatti simili, e l’Evangelo viene «annacquato» con altri
contenuti, simili a quelli sopra descritti, specialmente dallo spiritualismo
gnostico ed esoterico cristianizzato. Oggi come allora bisogna difendere il
messaggio semplice e chiaro dell’Evangelo, per trasmetterlo ai posteri, secondo
il preciso comandamento di Gesù Messia (Mt 28,19s).
Quanto al fare
la volontà di Dio, Gesù stesso, rivolgendosi ai suoi connazionali che lo
rifiutavano come Messia promesso, dichiarò loro che cosa ciò volesse
primariamente significare: «Questa è la
volontà del Padre mio: che chiunque
contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò
nell’ultimo giorno» (Giovanni 6,40). Questo atto porta alla «nascita
dall’alto» (o rigenerazione): «Tutti quelli che
l’hanno ricevuto egli ha dato l’autorità di diventare
figli di Dio; a quelli, cioè, che
credono nel suo nome; i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne,
né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio»
(Gv 1,12s). Chi è stato rigenerato da Dio, farà immancabilmente buoni frutti,
come ha insegnato Gesù stesso: «Ogni albero buono
fa frutti buoni. [...] Voi li riconoscerete dunque dai loro frutti. Non chiunque
mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà
del Padre mio che è nei cieli» (Mt 7,17.20s). Chi è stato innestato della
vita di Cristo, farà anche il frutto corrispondente, ossia opere benefiche a
favore del prossimo e alla gloria di Dio.
Uno di questi
frutti è il ministero cristiano, sia quello d’annuncio dell’Evangelo, sia
quello della difesa della «sana dottrina». Giuda, un fratello carnale di Giacomo
e, quindi di Gesù, esortò i destinatari della sua epistola a «combattere
strenuamente per la fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi»
(Gd 1,3). Ciò mostra la necessità d’una corretta apologetica cristiana, fondata
sull’esegesi contestuale della sacra Scrittura.
3.
{Roberto Cambi}
▲
Questa forma di pensiero e
di religione viene giustamente definita come non cristiana in quanto è imbevuta
di religione naturale. Infatti è la ricerca di essere salvati dalla sofferenza e
non la ricerca di dare un senso alla sofferenza. {9
febbraio 2009}
4.
{Dario Favaretto}
▲
Caro fratello, condivido appieno il tuo articolo sulla conferenza «Tempi di
raccolta» con la partecipazione di Annacondia. Vivo in provincia di Torino e
anch’io sono stato contattato per partecipare a tale conferenza; sono
profondamente indignato per come queste persone possano prendere in giro
molti credenti semplici o addirittura persone non credenti, che sperano
d’ottenere qualcosa da dei ciarlatani.
Queste persone non pensano che se qualcuno va a tali raduni per avere
guarigioni e poi non riceve niente, va tutto a discapito della
proclamazione dell’Evangelo! Era già successo nel passato che proprio a Torino,
in occasione d’una di queste conferenze di guarigione, persone in carrozzella,
attirate da questi proclami, hanno partecipato alle riunioni piene di speranza e
di fede in Dio; il risultato è stato questo: alla fine di tale riunione, hanno
inveito e bestemmiato contro Dio, perché non avevano ricevuto niente. Chi va ora
a raccontare a questa gente che Dio è un Dio d’amore?
Penso che dovremmo unirci per denunciare questa pubblicità ingannevole
nei confronti di Dio e del suo regno. Non è logico che tali individui
nuocano in questo modo a tutti gli evangelici, visto che purtroppo le
persone fanno di tutta l’erba un fascio; forse è bene che noi difendiamo
l’immagine nostra, ma ancor di più quella di Dio verso il mondo.
Sono contento che a Torino hanno rimandato l’incontro con
Annacondia (forse a un altro anno, ma senz’altro a data da destinarsi). Pregherò
Dio perché non permetta tale conferenza; sostenetemi nelle vostre intercessioni,
io farò altrettanto per voi affinché Dio vi sostenga nel vostro lavoro per il
Signore Gesù. Dio vi benedica in ogni istante. Fraternamente… {9 febbraio 2009}
5.
{Nicola Martella}
▲
Come al solito,
quando metto in rete un articolo su un qualche unto carismatico, mi arrivano
lettere di protesta. Esse hanno una cosa in comune: non affrontano la questione
nel merito, ma usano l’occasione in modo diverso: chi per dirmene quattro, chi
per sfogarsi, chi
per narrarmi la sua esperienza carismatica e difendere i carismi particolari,
chi per esortarmi a qualcosa, chi per
mettermi in guardia da possibili giudizi divini, e così via. Poiché tali lettere
sono fuori tema, riporto solo alcune parti salienti di alcune di esse.
■
Evangelizzare sì, apologetica no?: C’è chi afferma che trattare tali
argomenti «fa molto danno e offre il fianco all’avversario, al diavolo affinché
la Via della Verità sia ridicolizzata, diffamata e molto scompiglio sia creato
nella Chiesa del Dio vivente». {Biagio Catalano; 09-02-2009} Che siano proprio
tali «unti» portentosi con i loro show e le loro pratiche taumaturgiche a
gettare discredito su Dio e sulla sua Parola, a questi credenti non viene in
mente.
Egli aggiunge:
«Non sarebbe molto più proficuo impiegare il tempo, per strappare anime dal
fuoco dell’inferno e trasportarli nel Regno dell’amato Figlio di Dio, piuttosto
che contrariare quelli che (con tutte le imperfezioni e i difetti di questo
mondo) si impegnano e faticano nella vigna del Signore, affinché Gesù Cristo sia
innalzato e il regno di Dio progredisca?».
Un altro
credente mi hanno scritto, portando le sue proprie esperienze di fede e il suo
cammino religioso, ma non ha affrontato il merito dell’articolo. Egli ha
scritto: «Mi domando, perché criticare l’opera di fratelli solo perché
“carismatici”? Quello che non si conosce non deve essere necessariamente
sbagliato…» (poi segue la sua esperienza religiosa e il suo cambiamento)
{Vincenzo Montanaro; 09-02-2009} Infine parla di Bonnke e del suo ministero in
Africa e poi fa confronti fra predicatori del genere e lo stesso Gesù e il suo
particolare ministero. [►
Guarigioni: in Africa sì e in Occidente no?]
Secondo tale
logica, dovremmo far nascere agnelli, ingrassarli per destinarli a tali lupi
(gli unti carismaticisti con una dottrina gnostica) e stare semplicemente a
guardare che cosa accada! L’apostolo Paolo annunciava l’Evangelo, insegnava la
sana dottrina e inoltre difendeva la verità. Le lettere del NT sono nate proprio
in difesa della verità. Gli avversari di Paolo a Corinto erano Giudei
carismaticisti di stampo gnostico (2 Cor 11,22s); l’apostolo non si fece
scrupolo di accusarli pubblicamente e per iscritto, dicendo su di loro cose
oltremodo pesanti. Eppure i Corinzi li tenevano per «sommi apostoli»! (v. 5;
12,11). E ciò sebbene essi predicassero un altro Cristo, un evangelo diverso,
ecc. e li tenessero in estrema soggezione, sfruttandoli pure economicamente. «Se
uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato
noi, o se si tratta di ricevere uno Spirito diverso da quello che avete
ricevuto, o un Evangelo diverso da quello che avete accettato, voi ben lo
sopportate!» (2 Cor 11,3). Per Paolo erano solo «falsi apostoli» e «operai
fraudolenti» (vv. 13ss).
Sulla
legittimità dell’apologetica quale ministero cristiano basato sull’esegesi
contestuale della Parola di Dio, rimando ai seguenti articoli, in cui ho
affrontato la questione in sé e le obiezioni ricorrenti e provenienti da fronti
diversi.
►
A ognuno la sua «missione possibile»
{Nicola Martella}
(D)
►
Apologetica e giudizio
{Nicola Martella} (T/A)
►
Evangelizzare sì, apologetica no?
{Due lettori - Nicola Martella} (T/A)
►
Evangelizzare sì, apologetica no? Parliamone
{Nicola Martella} (T)
►
L’importanza dell’apologetica
{Nicola Martella} (T/A)
■ Di tutta
l’erba un fascio?: Un altro credente mi ha scritto: «Ti chiedo solo una
cortesia, non fare d’un erba un fascio. Non tutti i pentecostali sono «fuori
dalla dottrina». Ti dico questo perché leggo spesso nei tuoi articoli attacchi
contro i movimenti pentecostali». {Massimiliano Monti; 09-02-2009} poi prosegue
parlando dello Spirito Santo, del Battesimo nello Spirito Santo, della sua
propria esperienza e dei doni particolari. Infine afferma che non si dovrebbe
criticare l’operato di persone come Benny Hinn o Carlos Annacondia, lasciando
che sia Dio a farla da giudice.
Oltre a quanto
già detto sopra, faccio notare a questo credente e ad altri, che se dovessimo
applicare i loro principi, dovremmo squalificare gli scrittori del NT,
principalmente Paolo.
Riguardo alla
ricorrente accusa di fare di tutta l’erba un fascio, rimando all’articolo «Pentecostali
e carismaticisti: distingui necessari»; si veda inoltre anche
«Neopentecostali
e neocarismatici sono “fratelli”?».
■
Rispondere nel merito: Il consiglio che ho dato a chi mi ha scritto cose
generiche del genere, è stato il seguente: «Purtroppo la tua e-mail non riguarda
il tema in discussione, ma è di carattere generale. Il mio consiglio è questo:
leggi l’intero articolo e rispondi in merito a Carlos Annacondia e al tema in
sé».
6.
{Roberto Sargentini}
▲
■
Contributo:
Caro Nicola, anni fa ho avuto a che fare con Carlos Annacondia, nel senso che
insieme ad altri pastori, predicatori, insegnanti della Bibbia e membri di
chiesa ho partecipato a tre conferenze che ha tenuto presso la chiesa del
pastore Silvano Lilli, a Roma. La prima sera ha fatto una predicazione che, in
tutta onestà, ho trovato molto edificante; ma le sere successive il tono,
purtroppo è cambiato. Infatti ha cominciato ad attaccare i Testimoni di Geova,
senza che ce ne fosse alcun bisogno, e gli Avventisti. Questi ultimi li ha
accusati di fissare date sul ritorno di Cristo, cosa del tutto falsa dal momento
che non lo fanno più da circa un secolo e mezzo. Il peggio della sua
«prestazione» è arrivato l’ultima sera. Dopo una predicazione in cui ha detto
cose, che hanno lasciato tutti perplessi, ha pregato per le guarigioni (cosa
legittima e del tutto prevista dal Vangelo)... ma nessuno è guarito. Non solo,
certi suoi atteggiamenti sono stati contestati da più d’uno dei pastori
pentecostali presenti; e il sig. Annacondia la cosa non l’ha presa bene. Ha
lasciato la nostra città, dicendo che non c’era stata nessuna guarigione, perché
le chiese di Roma non l’avevano accettato. Gli è stato risposto che in quanto
cristiani noi abbiamo accettato Cristo e non Annacondia, che siamo stati
battezzati nel nome di Cristo e non di Annacondia. Questa è la cronaca dei fatti
che ti riporto in qualità di testimone oculare.
Non condivido,
se mi permetti, la tua critica riguardo i carismatici che trattano Gesù come se
fosse una macchina da miracoli. Scusami, ma le cose non stanno così. Io sono
cristiano pentecostale e la penso al 100% come te. E nello stesso modo la
pensano i fratelli pentecostali che frequento e conosco. Dio è supremo, suprema
è la sua libertà decisionale. Quindi noi preghiamo con fede, chiediamo la
guarigione come insegna il Vangelo e ci rimettiamo alla volontà del Signore che,
sia benedetto milioni di volte, opera come ritiene opportuno, anche guarendo
secondo quanto è scritto sia nei Vangeli che nelle epistole di Pietro e non
solo.
Non credere
che i pentecostali siano tutti degli invasati, fuori di testa o inclini a strane
eccitazioni, perché non è vero. I matti sono dappertutto, ma non si può
generalizzare. Conosco tante persone pacate, equilibrate, il cui comportamento
si basa sulla sola Scrittura e che, con me, non possono assolutamente
riconoscersi nel quadro che descrivi tu. Con affetto e stima. {9 febbraio 2009}
▬
Risposta:
Grazie al lettore della preziosa e interessante testimonianza, che mostra
l’atteggiamento mentale di certi «unti» del «Power Evangelism», della
«Riforma neo-apostolica» e del cosiddetto «Movimento profetico».
Quanto al
resto, prendo atto di un grande equivoco. Infatti, bisogna distinguere
tra i pentecostali classici e i carismaticisti. Nel contributo precedente ho
riportato i link su tale distinguo necessario. Coloro che affermano, come i
membri della cosiddetta «Riforma neo-apostolica», su manifesti e altri mezzi di
comunicazione «Vieni e ricevi il tuo miracolo», come stanno trattando il
Signore? Le cose che afferma Roberto Sargentini a suo nome e di altri credenti
pentecostali che lui conosce, non possono che rallegrarmi: sì, l’Onnipotente è
sovrano e agisce a suo arbitrio!
Sono contento
che abbiamo potuto chiarire tale equivoco. Non sono pochi i credenti
pentecostali che mi scrivono o telefonano per chiedere consigli o spiegazioni
bibliche, anche conduttori di chiesa. Alcuni di loro hanno scritto e scrivono
contributi per il mio sito. {Nicola Martella}
7.
{Gaetano Nunnari}
▲
Certo, non si può dire che Dio non abbia senso
dell’umorismo. Infatti sta permettendo che tutte queste eresie vengano predicate
anche da un uomo che porta il nome d’un pericoloso rettile anfibio, che tanto
ricorda il serpente in Eden. Annacondia: un nome... una garanzia.
C’è un grosso problema da superare, la più
totale mancanza di buon senso che regna fra i mistici odierni. Una volta chiesi
a un fratello pentecostale carismatico (insegnante biblico) come si potesse
considerare «uomini di Dio» certi personaggi che fanno cose tanto strane. Lui mi
rispose che Dio è sovrano e opera come vuole con i suoi unti, e che anche a
Ezechiele richiese qualcosa che a noi apparirebbe inconcepibile (restare
sdraiato sul fianco, mangiando escrementi). [N.d.R.: In effetti però le due cose
non avvennero contemporaneamente (Ez 4,4ss.12ss). A ciò si aggiunga che
Ezechiele non mangiò poi effettivamente escrementi, ma cucinò sullo sterco
bovino (Ez 4,15); esso, una volta essiccato, viene usato come combustibile in
varie parti del mondo, in cui non vi è abbastanza legna da ardere.]
Questo è il
ragionamento che fanno le persone che militano in questo ambiente. Di tutto ciò
prendiamone atto, Paolo infatti scrisse: «Perciò
Dio manda
loro una
potenza d’errore
perché credano
alla menzogna»
(2 Tessalonicesi 2,11).
{10 febbraio 2009}
8.
{Vari lettori}
▲
■
Sono perfettamente d'accordo con te {Silvio Roncavasaglia; 09-02-2009}
■
Pace del Signore, sono un cristiano evangelico delle Assemblee di Dio in Italia;
da qualche tempo leggo con interesse le tue e-mail. In questa ultima lettera
condivido in pieno le tue riflessioni. Anche in passato ho apprezzato le tue
puntuali risposte ad argomenti ostici. Ti incoraggio a continuare in questo
modo. [...] Dio ti benedica {Vito Nilleda, ps.; 10-02-2009}
■
Che sia Annacondia, Bonnke ed altri, senza
volere giudicarli, non condivido affatto il loro clientelismo. Gesù non è venuto
per guarire il corpo (anche se lo fa), ma sopratutto per salvarci dall'inferno.
Non conosco il loro Dio distributore automatico. {Calogero Fanara; 11-02-2009}
▬
Osservazioni 1:
Mi accodo a questi lettori con una mia massima: «Se i
pentecostali vorranno continuare a sopravvivere anche domani, senza essere
permeati e fagocitati dai carismaticisti, faranno bene oggi a tenere fuori dalle
loro chiese le dottrine carismaticiste e chi le propaga».
{Nicola Martella}
▬
Osservazioni 2:
I pentecostali non sono in pericolo. Essi sopravivranno ai
carismaticisti. Nelle chiese soggette a questo tipo di pericolo i pentecostali
sono i primi a denunciarli
{Gianni Siena}
9.
{Alfredo Castiglione}
▲
■
Contributo:
Grazie, Nico, per questa
e-mail. Penso che se anche molti non ti vogliono, la tua critica può aiutare a
equilibrare gli eccessi; anche se uno non e d'accordo con tutto ciò che scrivi,
ci fai pensare e riflettere. {18
febbraio 2009 }
▬
Risposta:
Grazie del contributo. Visto che il sito viene abbastanza frequentato, ciò
mostra che non pochi credenti in Italia sono grati per una voce «controcorrente»
rispetto al consenso dottrinale, ovvio in alcuni ambienti ecclesiali, per una
voce «critica» rispetto ai fenomeni religiosi diventati scontati e per il
tentativo di portare le discussioni all'esegesi contestuale della sacra
Scrittura. Come ho già spiegato, avevo ricevuto ripetutamente informazioni su
tale conferenza con la presenza particolare di Carlos Annacondia. Dopo aver
scritto l'articolo, ho aspettato più di un mese per verificare che una
sola voce dissidente si alzasse per analizzare la sua storia personale, la sua
appartenenza ideologica e i fenomeni contingenti al suo ministero. Nessuno l'ha
fatto. I motivi sono tanti: chi per disinteresse, chi per timore d'esporsi, chi
per timore di rendersi «colpevole» verso un «unto di Dio», chi per non
essere accusato di «peccare contro lo Spirito Santo», e così via. Solo dopo aver
lungamente aspettato e pregato, ho pubblicato tale articolo. Lo scopo dei miei
articoli è proprio quello far svegliare dall'ovvietà, di avviare una riflessione
comune e di dialogare insieme. Alcuni ne sono già maturi e accettano tale
confronto, altri si mostrano almeno grati per gli spunti di riflessione e altri
ancora reagiscono istericamente su certi argomenti e scrivono solo lettere
infuocate, in cui paventano e minacciano gli strali del Cielo. {Nicola Martella}
10.
{Vittoria Sciammarella}
▲
■
Contributo:
[…] Viviamo due realtà cristiane diverse, e non condivido certi suoi toni
riguardo alle chiese carismatiche o ad altri fratelli. Non entro nel merito del
discorso Annacondia perché non conosco la persona e non posso dare un parere.
Bisogna imparare a rispettare e ad amare gli altri anche quando sbagliano e se
Gesù perdona e guarda al nostro cuore, chi siamo noi a non doverlo fare. Spero
che abbia capito lo spirito delle mie parole, volevo benedirla nel suo operato e
incoraggiarla a incoraggiare verso l’amore, che è l’unica cosa in questo momento
della nostra storia che va controcorrente. {18 febbraio 2009}
▬
Risposta:
Ho già risposto in parte nel contributo precedente. Faccio presente che a
pressoché ogni articolo è connesso un tema di discussione, in cui si può
esprimere il proprio convincimento nel rispetto dell’altrui. Il rispetto e
l’amore verso il prossimo (dobbiamo farlo addirittura verso i nemici, quanto più
verso coloro che si dichiarano cristiani e vogliono essere fedeli alle
Scritture) non devono stare in contrasto col rispetto e con l’amore della
verità biblica, altrimenti creiamo una discrepanza pericolosa e fatale. Gli
apostoli hanno toni teneri verso i credenti, ma ciò non tolse l’uso di toni
forti, quando dovette difendere l’Evangelo e mettere il dito sulle piaghe
morali.
Quanto al perdonare, ciò è un dovere cristiano verso coloro che
sbagliano nei confronti nostri o di una chiesa locale, premesso che ci sia il
ravvedimento e la confessione della colpa. Solo un ravvedimento è la premessa al
perdono privato (personale) o pubblico (comunitario). Altra cosa è quando si
tratta dell’Evangelo e della verità biblica. Qui non si può perdonare alcunché,
se i fautori continuano la loro opera. Avrebbe Pietro dovuto perdonare Simone il
Mago, mentre egli continuava col suo atteggiamento peccaminoso? (At 8). Ha
chiesto Paolo di perdonare i «lupi rapaci» che avrebbero invaso le chiese (At
20,29; Mt 7,15 falsi profeti), i falsi fratelli che sarebbero sorti fra gli
stessi Efesini (At 20,30) oppure i «falsi apostoli» e gli «operai fraudolenti»
che avevano preso come «sommi apostoli» il potere a Corinto (2 Cor 11,13)? Gesù
lodò addirittura il conduttore della chiesa di Efeso con queste parola: «Ma
tu hai questo: che odii le opere dei Nicolaiti, le quali
odio anch’io» (Ap 2,6). Tali
Nicolaiti imponevano le loro dottrine sincretistiche di tipo gnostico alle
chiese ed erano perciò simili ai giudaisti gnostici che presero il potere nella
chiesa di Corinto. Chi ama la verità biblica, evinta da una corretta esegesi
contestuale, non può che detestare le opere dei moderni Nicolaiti, chiunque essi
siano.
Infine, che cosa ha bisogno attualmente
la nostra società? Certamente dell’amore: l’amore per il prossimo (contro
l’imbarbarimento sociale), ma anche dell’amore per la verità (contro il
relativismo morale, sociale e religioso). Le due cose devono andare insieme per
non scadere in un umanismo universalistico (in nome del «vogliamoci bene»), da
una parte, o nella grettezza d’animo (uso ideologico della verità), dall’altra.
{Nicola Martella}
11.
{Vincenzo Salvo}
▲
Gentile Nicola Martella, mi chiamo Enzo Salvo, vivo a
Torino e sono battezzato in Cristo da circa 12 anni; mi sono iscritto a questo
gruppo - forum - da poco perché segnalato da un amico fraterno. E sinceramente
noto che è pieno d’interessanti argomenti, e a questo proposito il primo
articolo che ho letto è stato quello del pastore Carlos Annacondia, che
appunto m’era stato inviato riguardo a un mio parere.
Visto che l’avviso lo poneva al
PalaTorino per
circa una settimana di conferenze, preghiera e altro, ho deciso d’andarci, per
vedere e ascoltare cosa portasse da parte del Signore, ovvero ciò che avevo
risposto precedentemente al mio amico. Ci siamo andati il martedì sera.
Se posso dire la mia: l’atmosfera è stata
la solita delle grandi riunioni, anche se le gradinate non erano proprio piene,
ma vale la pena d’andarci perché s’incontrano persone che non vedi da tempo e fa
anche piacere una rimpatriata con loro. Per quanto riguarda l’organizzazione,
questa penso sia stata commisurata all’evento, ovvero non v’era un eccesso di
personale preposto ai vari compiti, ma comunque non v’erano tante persone ad
assistere, oltretutto alcuni erano esperti perché già impegnati in precedenti
manifestazioni fra le quali anche quella dell’amato / odiato Benny Hinn, che è
stato a Torino tanto tempo fa.
La manifestazione è iniziata con l’apertura d’un
concertista, poi le musiche e canzoni tipiche fino a che non sono state invitate
sul retro del palco le persone che erano state «guarite» la sera precedente, per
registrare la loro testimonianza. Successivamente è salito sul palco il
predicatore, o presunto tale, che ha iniziato subito a gridare invece che
parlare, ha chiamato sul palco le persone di cui prima e ha ascoltato la loro
testimonianza, senza indagare oltre; con ciò intendo dire che mi ha colpito una
donna che ha dichiarato d’essere stata guarita dalla depressione che
l’attanagliava da anni,
Poi, finita questa parte della manifestazione,
ha continuato a predicare, unitamente a un traduttore. Mi permetto di dire
predicare, ma se dovessi dire come la penso, ha iniziato a gridare oltre modo,
tanto che mi è scappata una battuta: «Non gridare, tanto ti pagano lo stesso»;
in effetti la situazione era molto irritante. Infatti, costui continuava a
trattare un brano della Bibbia, dalla quale saltava da palo in frasca,
cercando di congiungerne i pezzi. Temo si sia capito solo lui. Dopodiché sono
iniziate le preghiere di guarigione dove molte persone sono andate avanti
sotto al palco, e questo predicatore ha iniziato a sparare a raffica un sacco di
preghiere circa liberazioni di svariate malattie, abbaiando ai demoni che
possedevano molte persone presenti, che venivano sapientemente portate sul retro
del palco, dove spero qualcuno abbia intercesso per loro.
Dopo tutto ciò, ha salutato ed è andato via; la
serata è terminata con una preghiera comunitaria con particolare
riferimento alle persone che erano rimaste sotto il palco, circondate da
volenterosi intercessori che si davano da fare fiduciosi. Il finale in musica ha
chiuso la manifestazione.
La mia impressione? Eccola, anche se già
velatamente espressa. Nulla a che dire per l’organizzazione, che ho già definito
volenterosa. Ma avrebbero fatto bene a stilare un documento per i partecipanti,
dove sarebbe stato giusto spiegare alcune cosette, fra le quali quella più
importante che se nulla fosse successo in quella manifestazione, non avrebbero
dovuto pensare che Dio non s’era preso cura di loro, ma che li spingeva a
conoscerlo molto di più; bisognava insistere al riguardo, cosa che non è stato
fatto, creando certamente sconforto per queste persone. C’erano un coro
abbastanza affinato, una coreografia, se così si può definire, abbastanza buona,
insomma tutto bene fino all’arrivo di questo personaggio.
Per altro, Carlos Annacondia mi è
sembrato discontinuo, impreparato biblicamente, scimmiottante alcuni stili di
veri predicatori e secondo me non del tutto centrato, compreso il suo
traduttore che gridava più di lui. Non ha saputo far fluire ciò che lo
Spirito ha voluto segnalarci nella Parola, che ripeto non ho ancora capito a
quali versetti biblici si riferisse, perché li ha letti, ma ha parlato di
tutt’altro in maniera frammentaria senza un inizio e una fine.
Al momento della preghiera finale, sempre con il
suo vocione, ha sgridato ogni sorta di malattie e di demoni come un
soldato accerchiato che spara a raffica cercando di «portarsene» un numero
maggiore con lui, perché soccomberà presto. Per quanto ne so e mi è dato da
sapere, quando un evangelista o un predicatore comincia il suo tour, deve
avere un programma, una predicazione e un modo d’esporre che anche il più
ignorante degli uomini deve ricevere. Infatti Dio non lascia dietro nessuno,
anzi un’evangelizzazione è occasione di raccolta dei «perduti», ovvero coloro
che per vari motivi non sono ancora giunti alla conoscenza di nostro Signore.
Tali manifestazioni non sono da fare per mettere nel proprio «curriculum vitae»
tappe e paesi, così da presentarsi credibile a chissà quale gruppo d’influenza.
Quando un evangelista parte per una crociata, — ecco adesso mi è venuta la
parola —, prima aspetta di essere mandato da Dio, per non aspettarsi poi,
lì per lì, in maniera disperata un’unzione che non viene; e quindi si prepara
prima anche biblicamente, invece che sparare a raffica.
In parole molto povere, e voglio chiudere qui,
mi ha dato l’impressione d’un personaggio che si è ritagliato un mestiere,
spinto da chissà quale cordata protestante sudamericana, solo per far da
contraltare al più noto pastore nordamericano [Benny Hinn, N.d.R.]. In tutto
questo incidentalmente c’entra pure Cristo che, nonostante i pastori, guarisce
lo stesso. Dio ci benedica. {11 ottobre 2009}
12.
{Nicola Martella}
▲
Ho letto e
apprezzato la «cronica in diretta» che questo lettore ha fatto della
manifestazione di Carlos Annacondia presso il
PalaTorino.
Non posso che
dargli ragione per la maggior parte delle cose che scrive. Tutto è basato sullo
show, sulla credulità della gente, sull’abilità di muovere le masse e
manipolare le loro attese, oltre che sul business. Quando s’analizza il
loro modo di trattare la Parola di Dio, si vede la loro poca radice esegetica,
la loro manipolazione delle Scritture con simbolismi e allegorie, il loro andare
oltre ciò che è scritto (2 Cor 4,6), la loro incapacità di tagliare rettamente
la «Parola delle Verità» (2 Tm 2,15), il loro continuo aggiungere e togliere
alla Rivelazione biblica (Ap 22,18s). In genere i brani biblici che usano, sono
solo uno specchio per le allodole e il trampolino di lancio per altro, spesso
per le loro fantasie gnostiche cristianizzate. Tutto è basato sul misticismo e
sulla capacità di suggestionare e far autosuggestionare gli spettatori con uno
spettacolo ricco di scene piene di presunti esorcismi, di sedicente potenza, di
urli, di cadute e di fenomeni simili — tutti atti a creare adrenalina, endorfina
e, quindi, l’effetto placebo.
Così agivano i
superapostoli di Corinto, apostrofati da Paolo come falsi operai e peggio (2 Cor
11), e così agivano i Nicolaiti, ossia (lett.) i «dominatori di popolo» nelle
chiese della provincia romana Asia (Ap 2,6.15), pronipoti di Balaam (2 Pt 2,15;
Gd 1,11; Ap 2,14) e compagni di via della falsa profetessa Jezabel (Ap 2,20).
Nulla di nuovo sotto il sole.
►
Abbiamo bisogno d’una casta di superapostoli?
{Gianni Fontanesi - Nicola Martella} (T/A)
►
Un pentecostale sui guaritori carismatici
{Gianni Siena} (A)
►
URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Carlos_Annacondia_parla_Car.htm
09-02-2009; Aggiornamento: 15-10-2009
|