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Riguardo all'articolo «Ateobus:
Quando gli atei s’attaccano al tram»
una lettrice mi ha scritto in modo lapidario: «Bel titolo, complimenti»
{Adelaide
Laezza; 9
marzo 2009}. In esso abbiamo iniziato mostrando quanto segue. Sul sito dell’UAAR (Unione atei e agnostici razionalisti), che ha
raccolto fondi per l’iniziativa «Campagna bus», si legge: «L’idea dei bus “atei”
è stata della British Humanist Association, ed è stata poi ripresa negli Stati
Uniti, in Australia, in Spagna. È poi venuto il momento dell’Italia…». Il
messaggio originario era il seguente: «There’s probably no God: Now stop
worrying and enjoy your life», ossia «Probabilmente non c’è un Dio: Ora smettila
di preoccuparti e goditi la vita». Che accadesse, quindi, anche in Italia, era
stato annunciato da un po’ di tempo. Dopo i precedenti all’estero, i mezzi
d’informazione hanno fatto sapere che dal 16/02/2009 a Genova è entrato in
servizio il primo «ateobus» italiano. Lo slogan originario era il seguente: «La
cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno».
Dopo il rifiuto di tale slogan da parte della società che gestisce tale
pubblicità, sulle fiancate di un autobus della linea 36 è risaltata la seguente
scritta: «La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella
ottima, è che credono nella libertà d’espressione».
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1.
{Angelo (falcon_art)}
▲
■
Contributo:
Grazie a Dio, sono Ateo. {9 marzo 2009}
▬
Risposta: Sembra che anche il
cosiddetto ateismo sia una «confessione religiosa», sebbene di genere incerto.
La questione è: ▪ 1) Pensi che Dio non esista? ▪ 2) Oppure ritieni soltanto che
vuoi vivere a tuo arbitrio, come se Dio non ci fosse? Rivelazione e
benedizioni ti siano date da Dio, il grande «Orologiaio» dell’universo e
Sostenitore della vita in ogni tua
cellula; dove c'è un orologio, ci dev'essere il suo fattore... {Nicola Martella}
■
Contributo:
Mi rammarico che non si sia capita la sottile ironia della citazione in
questione. A me preme notare come nell'ateismo ci sia libertà di pensiero ed
espressione, mentre nei credi religiosi noto invece esattamente il contrario. Saluti
dal Grande Architetto creatore dell'universo nonché della stupidità umana. {Angelo (falcon_art)}
▬
Risposta: L'ironia l'avevo capita benissimo, visto che
qualcosa di simile si trova da anni nel repertorio del mio libro «Motti
di spirito», (Punto°A°Croce,
Roma 1995), dove si legge quanto segue
sull'«ateo credente»: «Un ateo ad un’altra persona: "La religione non
m’interessa. Come sai, sono ateo. E sono orgoglioso che, ora, grazie a Dio,
lo è anche mio figlio"» (p. 28).
Come vedi, anch'io come cristiano biblico (quindi libero dal clericalismo) ho
tanto umorismo. [►
Umorismo religioso]
Inoltre, se ci pensi: il colmo per un ateo è chiamarsi «Angelo».
Sorvolo sulla «stupidità umana» essendo una merce molto
diffusa in tutte le ideologie. Faccio comunque notare che il 20° secolo è stato
un tempo di verifica. In tutte le dittature atee del mondo non valevano
poco solo le idee dei dissidenti, ma anche le loro stesse vite (si vedano URSS,
Cina, Indocina, Cuba, ecc.). Dove l'ateismo è diventato
«confessione religiosa» di una maggioranza o di un intero Stato, generalmente
non c'è stata la tolleranza necessaria verso i dissidenti, perché questi
potessero rimanere tranquilli nell'esercitare la loro libertà d'espressione. In
genere sono stati internati in carceri, gulag e riformatori, torturati e uccisi
in massa. L'ateismo è qui da noi un «figliol prodigo» del
cristianesimo e della sua tolleranza; in altre religioni l'ateo non viene
tollerato, anzi non ha possibilità di sopravvivere, se esprime le sue opinioni
in merito.
Convengo che una cultura della
tolleranza sia la cosa migliore. Dio nella sua Parola non costringe il Cielo
a nessuno e gli concede la libertà di scegliersi l'inferno che vuole, anche in
questa vita. {Nicola Martella}
2.
{Calogero Fanara}
▲
Carissimi della UAAR Italia,
ho appena saputo che vi siete anche voi messi nella campagna iniziata qualche
mese fa in Inghilterra. Ho letto e riletto lo slogan sulle fiancate degli
autobus italiani: «La buona notizia è che in Italia ci sono milioni d’atei.
Quella ottima, è che credono nella libertà d’espressione». «La cattiva notizia,
è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno».
Ma che slogan è
questo? La laicità dovrebbe militare per il rispetto del diritto a non credere
come anche
per
quello di credere. E cosa fate? State dicendo pubblicamente che il
fatto che ci siano credenti in Italia sia una cattiva notizia (sic).
Non capisco cosa
c’entra la libertà d’espressione con il vostro scopo di fare propaganda
ateistica. Anch’io sono per la libertà d’espressione, pur essendo un credente,
per cui ritengo che questo slogan è assurdo. Nessuno vi ha mai vietato il
diritto d’esprimervi o di fare propaganda ateistica, ma dovreste sapere che la
libertà d’espressione non è un iniziativa nata dalla UAAR, ma è un principio
fondamentalmente radicato nella fede giudeo-cristiana, per la quale tanti hanno
lottato e dato la loro vita! La libertà d’espressione è compatibile con la fede
cristiana! Anzi, sono stati i Protestanti a lottare in prima linea perché voi
possiate avere oggi il diritto di non credere in Dio! — altro che UAAR.
E se conosceste
minimamente i principi di libertà contenuti negli Evangeli, sapreste che Gesù
non ha mai costretto chicchessia a credere in Dio. Per cui, mi dispiace dirvelo,
ma il vostro slogan non ha senso. Dovreste imparare a fare la differenza fra chi
professa di essere cristiano e la fonte d’ogni insegnamento riguardo alla fede:
Gesù.
Posso capire che
abbiate risentimenti e frustrazioni nei confronti della Chiesa Cattolica Romana,
però non bisogna fare di tutta la legna un sol fascio. E anche se durante la
Storia vi sono state derive da parte del clero, non tutti hanno negato ai non
credenti il diritto di non credere, anche fra i cattolici. Non bisogna rimanere
nel Medioevo, viviamo nel 2009 e l’inquisizione non c’è più.
Per quanto mi
riguarda, e per quanto riguarda i tanti Evangelici che vivono in Italia, il
fatto che esistono milioni d’atei non è del tutto una cattiva notizia, è un
vostro diritto e non lo abbiamo mai messo in discussione. E questo vale anche
per noi credenti.
Non credo che i
laici belgi si permetterebbero d’insultare in questo modo i cristiani che vivono
come me in Belgio e per i quali la libertà d’espressione è molto cara, anzi
vitale. Con il dovuto rispetto… {9 marzo 2009;
cristiano
evangelico del Belgio}
3.
{Pier Vittorio De Zorzi}
▲
Caro Nicola, […] mi viene da dire solo che, al primo momento m’ero un po’
indignato; subito dopo però mi sono detto che gli atei, soprattutto questi così
esibizionisti, sono dei poveri sciocchi. Infatti essi, oltre a non
voler
leggere i Testi Sacri, non fanno certe considerazioni di carattere scientifico
(io non sono uno scienziato, ma soltanto un geometra in pensione!) come certe
che mi sono fatto io: solo pensare alla pelle, che ci dà le sensazioni di
caldo, freddo, morbidezza, ruvidità, ecc.; solo pensare agli occhi, che
ci consentono di vedere il
creato;
solo pensare alle orecchie, che ci consentono d’udire e addirittura di
percepire la provenienza dei suoni; solo pensare al naso, che trasmette
gli odori al cervello e, a volte, di percepirne la provenienza; solo pensare al
cervello che ci consente di fare tante cose: guidare, parlare la nostra e
altre lingue, camminare stando eretti e via dicendo.
Solo pensare a queste cose, come si fa a
voler
negare l’esistenza d’un Essere infinito, in tutti i sensi, che ha creato
l’universo?!!! Senza di
Lui
non ci sarebbe proprio niente, neanche la pallina che avrebbe dato origine al
«Big Bang» con tutte le conseguenze!!!
A questi poveri sciocchi vorrei suggerire anche di leggere «Indagine su
Gesù» di Antonio Socci. E che Dio ci benedica tutti. {9 marzo 2009}
Nota editoriale: L'idea della materia primordiale estremamente compatta e
della «grande esplosione» («Big Bang») è comunque solo un'ipotesi scientifica
accreditata con la convenzione e per cui non esistono prove documentate.
4.
{Eliseo Paterniti}
▲
Ho visitato il sito dell’uaar (le lettere uaar li scrivo piccole non per errore
di grammatica ma perché non meritano tale importanza di scriverle in maiuscolo).
Sinceramente ho avuto pietà e compassione di loro e per gli intervenuti sul loro
forum. Poverini, credo che non sanno neanche loro se esistono e perché esistono.
Io credo fermamente che essi non credono nell’esistenza di Dio perché hanno
una mancanza d’identità in se stessi. Credo che nei loro messaggi all’interno
del sito dell’uaar volessero dire: Siccome non so se esisto io, non credo
neanche che esiste Dio.
Come Cristiani crediamo in Dio e nel
suo Figlio Gesù Cristo perché abbiamo un’identità di quello che noi siamo
in Lui.
Non ho capito se il bus sia un mezzo di trasporto pubblico oppure serva per
trasportare solo quelli dell'uaar. Se fosse un bus di trasporto pubblico, tutti
i cristiani residenti a Genova non dovrebbero salire per evitare il
finanziamento indiretto di tale slogan. {9 marzo 2009}
Nota editoriale: È un autobus per il trasporto pubblico delle persone. Da
Genova vogliono estendere tale iniziativa a varie città d’Italia, usando lo
slogan originario. Vedremo se mai troveranno i fondi e come reagirà la
popolazione altrove in zone densamente popolate da cristiani praticanti di ogni
denominazione.
5.
{Angelo (falcon_art)}
▲
■ 1.
Onestamente non ho capito la battuta sul figlio «Angelo» visto che io non ho
genitori atei e che angelo deriva dal greco aggelos, che significa
«messaggero» in senso lato e non ha niente di divino.
■ 2. Le
dittature sono dittature e in quanto tali non hanno nessun credo religioso e, se
lo hanno, è solo un pretesto per guadagnare potere sulla popolazione.
■ 3. A questo
punto potrei citare gli estremisti islamici ma anche la chiesa cattolica con la
santa inquisizione, le crociate, la caccia alle streghe e agli eretici (tra cui
uomini di cultura e di scienza).
■ 4. Ma il
problema non è se esiste Dio o meno, giacché nessuno ha le prove per dimostrare
l’uno o l’altro caso. Il problema è questo: se in Italia ci sono milioni di
persone che credono in Dio e possono vantarsi di questo, perche i milioni d’atei
non possono fare lo stesso? Perché si deve censurare una frase su un autobus che
non offende nessuno, visto che non dice niente d’immorale o falso? Chissà, forse
qualcuno teme la crisi delle vocazioni e non ha perso il vizietto
d’intromettersi in vicende temporali anziché spirituali... {10-03-2009}
6.
{}
▲
Nel contributo
precedente e in questa mia risposta ho numerato le parti salienti per meglio
rispondere.
■ 1. Chiunque
in Italia ascolta il nome «Angelo», pensa a un essere trascendentale. Come si
sa, un ateo non crede alla trascendenza. Anche in greco anghelos aveva
l’accezione di messaggero celeste (accanto a quella usuale di inviato di
qualcuno) in contesti religiosi; anche nel NT può mancare ad «angelo» la
specificazione «del cielo, di Dio, del Signore, ecc.» e stare in modo assoluto
per descrivere un essere trascendentale. Ad esempio, Pietro narrò alla chiesa di
Gerusalemme quanto segue a proposito del centurione Cornelio: «Egli ci
raccontò come aveva veduto l’angelo
che si era presentato in casa sua e gli aveva detto: “Manda a Ioppe, e fa
chiamare Simone, soprannominato Pietro…”» (Atti 11,13). Nella narrazione
fatta dallo stesso Cornelio parlò precedentemente del fatto che «un
uomo
in veste risplendente mi presentò
davanti » (Atti 10,30). Luca, l’autore degli Atti, narrò il fatto che «un
angelo di Dio entrò da lui e gli
disse: “Cornelio!”» (v. 3).
■ 2. Le
dittature comuniste nell’URSS, in Cina, in Albania, in Indocina, a Cuba,
eccetera non solo avevano un credo ateo come fondamento, ma perseguitarono tutti
coloro che erano religiosi e avevano come obiettivo la distruzione delle
religioni. Chiese e templi furono chiusi e distrutti, gente fu messa nei gulag e
nei campi di concentramento. L’ateismo, quando diventa «confessione
(contro-)religiosa» ha perpetuato immani crimini contro l’umanità.
■ 3. Anche la
religione quando diventa integralismo e massimalismo e usa la violenza per
imporsi e per combattere i dissidenti, acquista i tratti di una bestia
diabolica, al pari dell’ateismo confessionale. Questo vale per tutto ciò che ha
citato il lettore. A fare le spesse dell’Inquisizione sono stati gli stessi
cristiani biblici che non riconoscevano l’autorità clericale. I mercenari delle
crociate distrussero intere città di cristiani migliori di loro, ad esempio
Costantinopoli, per la loro sete di lucro vestita di religione. Tra gli
«eretici» portati a morte ci sono stati riformatori cristiani non papalini, ad
esempio, come
Jan Hus (1371-1415, un
riformatore religioso boemo); di
John Wyclif (1324-1384), un
teologo e riformatore inglese, fu riesumato e bruciato addirittura il cadavere;
bisognerebbe parlare dei tanti martiri cristiani, caduti per mano
dell’Inquisizione, che seguivano questi principi: «Solo Cristo, solo la Parola,
sola la grazia e sola la fede».
Per questi
motivi, i primi a voler avere la libertà religiosa furono i dissidenti cristiani
non papalini. Per loro uno «Stato della Chiesa» era un paradosso, come pure le
ingerenze dei chierici nella politica e la pressione della Chiesa romana su re e
principi. I Protestanti si batterono per avere una «libera Chiesa in un libero
Stato» e, dove divennero maggioranza, introdussero tale principio, oltre alla
tolleranza.
■ 4. Noi
Evangelici siamo, come detto, per uno Stato di diritto, in cui vengano
riconosciuti a tutti il diritto di manifestare le proprie convinzioni, nel
rispetto delle altre e in conformità delle leggi. La questione dei cosiddetti «ateobus»
non sta tanto in questo diritto, che è legittimo. Gli atei dell’UAAR si pongono
oramai come una «confessione (contro-)religiosa» che ha come fine missionario la
«promozione dell’incredulità», come si legge su tale sito. Altre lobby atee si
accreditano come «Movimento di libero pensiero», ma hanno come mira la
distruzione del cristianesimo e della religione. Io ho avuto parenti stretti che
erano non credenti (ossia acattolici) e anticlericali, a causa delle angherie
subite da parte della nomenclatura clericale, erano però persone oneste e morali
e non avrebbero fatto male a una mosca; io avevo un grande rispetto di loro,
anche perché subivano una specie di ostracismo sociale al pari di me, che ero
evangelico. Ho grandi timori invece per l’ateismo che prende i tratti missionari
militanti di una «confessione (contro-)religiosa». Allora nulla la distingue da
organizzazioni para-massoniche come «l’Opus Dei».
7.
{Irene Bitassi}
▲
Quello che mi stupisce nelle argomentazioni di atei come «Angelo (falcon_art)» è
la costante identificazione dei cristiani sempre e solo con la chiesa cattolica
romana. Mi rendo conto che, essendo percentualmente pochi, gli evangelici non
siano molto visibili in Italia, ma la riforma protestante fa parte dei programmi
scolastici d’ogni livello a partire dalle elementari. Davvero s’ignora la
presenza al mondo di cristiani che non seguono il papa? Lo chiedo senza
polemica: com’è possibile? Mi stupisco sempre quando leggo interventi così in
internet o sui giornali. Personalmente, avevo presente l’esistenza e le
convinzioni di massima delle chiese evangeliche molto prima d’averne conosciuto
dei membri. Grazie per la tua opera che è sempre interessante seguire, ciao… {11
marzo 2009}
8.
{Benito Viapiana}
▲
Carissimo fratello
Nicola, dopo aver letto l’articolo sull’ateobus, trovo opportuno rispondere,
tanto per confermare tutto quello che hai detto. Non c’è nulla d’aggiungere,
tranne che ciò è avvenuto anche qui a Toronto. Posso altresì confermarti che
anche qui a Toronto uno degli autisti si è rifiutato di condurre
l’autobus con la scritta «There’s probably no God —Now stop worrying and
enjoy life»
Oggigiorno
viviamo in un mondo, dove molti vogliono mettersi in mostra ed essere
applauditi, non importa quello che rappresentano. Però a noi cristiani
tutto ciò serve per stimolare la nostra fede, perché in tutto questo possiamo
vedere che la Parola di Dio è verace, perché tutto quello che sta scritto nella
Bibbia lo vediamo adempirsi davanti ai nostri occhi. Basta riflettere un po’
sulle parole dell’apostolo Paolo, in 2 Timoteo 3,1-5, per capire
sufficientemente in quale stato è il mondo d’oggi. È vero che lo spirito
dell’anticristo è sempre esisto, però non s’era mai manifestato come oggi. Al
presente l’avversario va in giro più che mai, come dice la Parola di Dio,
come un leone ruggente, cercando chi egli possa imbrogliare (1 Pietro 5,8).
Tantissimi chiedono i loro diritti, non importa se uno sposa la persona dello
stesso sesso. Chiedono il diritto d’adottare anche dei figli, facendo anche
delle manifestazioni pubbliche. Ora mancavano all’appello gli atei. Questa è
l’opera del diavolo che ha cercato e cerca di distruggere l’opera di Dio. Ma
grazie a Dio questo non gli sarà concesso.
A pagare sono
tutti quelli che non sono fondati nella Parola di Dio, perché si son detti in
cuore loro che Dio non esiste, e agendo in questo modo non fanno altro
che mettere in mostra la loro arroganza. Perché non credono nell’esistenza di
Dio, fanno quello che credono essere buono ai loro propri occhi. Però non sanno
che sono sulla via della perdizione, e tutto ciò avviene perché non hanno umiltà
in loro, perché se avessero un po’ d’umiltà direbbero in cuor loro: «E se Dio
esistesse?». Mangiano e bevono e non sanno che tutto quello che abbiamo, c’è lo
dà il buon Dio. Come si può rinnegare l’esistenza di Dio? Quando la sua
grandezza, maestà e potenza la si può contemplare in tutto quello che ci
circonda?
In tutto
questo, noi credenti possiamo gioire che abbiamo la rivelazione di Dio.
Sappiamo che Dio ci ha scelti sin dalla fondazione del mondo per essere santi, e
passare l’eternità con Lui, e questo riempie i nostri cuori di gioia. Ma per
tutti quelli che si autodefiniscono «atei», specialmente quelli che lo
fanno per spavalderia, perché vogliono essere riconosciuti tali agli occhi della
gente, guai a loro. Concludo dicendo: Chi nega l’esistenza di Dio, se non colui
che è l’anticristo? Ai posteri l’ardua sentenza... {12-03-2009; Canada}
9.
{Volto Di Gennaro}
▲
Caro fratello Martella, Dio ci benedica. «Lo stolto ha detto nel suo cuore:
non c’è Dio». Sono pienamente convinto che è la umana stoltezza che porta
all’esibizione dell’ateismo nelle sue diverse forme. Penso che non sia utile uno
scontro con chi è ateo, perché non abbiamo nemici, ma persone mal
guidate. Dio ha parlato, in «mille e svariate maniere»; ritengo utile semmai
incontrarsi, ascoltare e far ascoltare. Poi ognuno ne tragga le conseguenze.
In Albania durante l’ultima dittatura del presidente Oxa [= Enver Hoxha,
N.d.R.] ci fu un decreto che diceva che Dio non esiste. Oxa voleva buttar via
dagli Albanesi il Nome di Dio: Dio ha buttato via lui! Il nazismo voleva
cancellare l’ebraismo, Dio ha cancellato il nazismo. Perciò, come diceva un
tale, «meditate gente!». {16 marzo 2009}
10.
{Nicola Martella}
▲
In effetti, quello dell’Albania è stato l’esperimento storico
dell’ateismo più prossimo all’Italia. Dove l’ateismo diventa dottrina ideologica
di uno Stato, la libertà di parola e d’espressione viene abolita, le religioni
proibite, i dissidenti perseguitati e uccisi. In
Wikipedia si legge, fra altre
cose, quanto segue su Enver Hoxha: «Nel 1967, dopo due decenni di ateizzazione
sempre più forte, Hoxha dichiarò trionfalmente che la nazione era il primo paese
dove l’ateismo di stato era scritto nella Costituzione. In quella del 1976
l’articolo 37 recitava “lo Stato non riconosce alcuna religione e supporta la
propaganda atea per inculcare alle persone la visione scientifico-materialista
del mondo”, mentre quello 55 proibiva la creazione “di ogni tipo di
organizzazione di carattere fascista, anti-democratico, religioso o
anti-socialista” e vietava “l’attività o propaganda fascista, anti-democratica,
religiosa, guerrafondaia o anti-socialista, come pure l’incitazione all’odio
nazionale o etnico”. L’articolo 55 del codice penale del 1977 stabiliva la
reclusione da 3 a 10 anni per propaganda religiosa e produzione, distribuzione o
immagazzinamento di scritti religiosi. Parzialmente ispirato dalla Rivoluzione
Culturale in Cina, egli procedette alla confisca di moschee, chiese, monasteri e
sinagoghe. Molti di questi furono immediatamente distrutti o razziati, i
rimanenti usati come officine meccaniche, magazzini, stalle o cinema. Ai
genitori fu proibito dare nomi religiosi ai figli. Coloro che fecero circolare
Corani, Bibbie, icone o altri oggetti religiosi furono condannati a lunghi
periodi di prigione. Nel sud, dove era concentrata la popolazione di etnia
greca, i villaggi con nomi di santi furono rinominati con nomi non religiosi.
Secondo un importante rapporto di Amnesty International pubblicato nel
1984, lo stato dei diritti umani in Albania era cupo sotto Hoxha. Il regime
impediva e denigrava la libertà di parola, di religione, di stampa e di
associazione sebbene la costituzione del 1976 pretendesse di garantire ognuno di
questi diritti. Le clausole della Costituzione riguardanti le varie libertà
furono presto tolte (con una legge del 1977, che modificava la Costituzione)
perché il regime riteneva che l’esercizio di queste avrebbe comportato la
mancanza di stabilità e ordine».
Le lobby atee militanti col loro intento di propagare la miscredenza
non sono mai state fine a se stesse. Il sospetto rimane che anche da noi gli
atei militanti che vogliono tutte le libertà costituzionali, una volta che hanno
scristianizzato una gran fetta della popolazione, saranno tentati di togliere
agli altri le loro libertà costituzionali di esprimere la loro fede e le loro
convinzioni. Coloro che hanno una fede vengono allora trattati e denigrati come
persone minorate o come nemici di qualcosa (scienza, verità, progresso, ecc.).
Il passaggio alle persecuzioni e a un regime ateo può essere breve. Esempi nella
storia al riguardo non mancano.
11.
{Gianni Siena}
▲
La buona notizia è che Dio
esiste — quella cattiva (almeno per l’UAAR) è che anche gli atei ne hanno
bisogno. Non ho mai visto un ateo conservarsi indifferente rispetto a
determinate problematiche personali, senza scoprire che si può «pregare» e
ottenere aiuto. Non sono gli atei che sentono il bisogno di mostrare amore e di
aiutare il prossimo, ma succede a molti divenuti credenti, riconoscendo la causa
di ciò nel Salvatore inviato da Dio… «invisibile», ma non inesistente!
{16 marzo 2009}
12.
{Marcello Stella}
▲
■ Nota
redazionale:
Tale ateo mi ha inviato ultimamente diverse e-mail, ricalcando dapprima un
linguaggio pseudo cristiano. Riporto solo l'ultima.
■
Contributo:
Carissimi, vi do due belle notizie: la prima è
che dio non esiste e la seconda è che non ne avete alcun bisogno, perché siete
uomini liberi! Buon 2010, senza divinità e senza diavoli, senza paradiso e senza
inferno, senza peccati e senza pentimenti: una fratellanza d’uomini liberi su
questa terra! Vostro fratello nella ragione
{9 marzo 2009}
▬
Risposta: Chi conosce tale linguaggio, sa che enunciati del genere
hanno portato sempre a ideologie e a dittature. Un ateo è come un cieco che,
basandosi sulla sua ragione limitata, vuol far credere a un vedente che i colori
non esistono. La Bibbia parla al riguardo dello «stolto», ossia di un uomo che,
sebbene intelligente ai suoi propri occhi, è privo di «bussola» nella vita (il
timor di Dio) e, dinanzi all'evidenza del creato che parla di un saggio
Creatore, s'ostina a voler vivere come se Dio non ci fosse; stando così le cose,
poi formula l'assurdo enunciato che tutto si sia generato da solo, per
tranquillizzare la propria mente. La Bibbia conosce un tale atteggiamento basato
su un falso sillogismo e afferma: «Lo stolto
ha detto nel suo cuore: "Non c’è Dio". Si sono corrotti, si son resi abominevoli
nella loro condotta; non v’è alcuno che faccia il bene» (Salmo 14,1; 53,1).
Come si vede, certa gente si convince che Dio non ci sia, per poter fare come
gli pare.
Non basta enunciare che Dio non esista, come
Marcello Stella fa, bisogna che lo dimostri con prove concrete e inconfutabili.
Inoltre, fintantoché nessuno dimostrerà che un sofisticato orologio si sia creato da solo, è meglio credere a Dio che agli atei. Ogni cellula è più complicata d’ogni marchingegno, che un uomo abbia mai costruito, inoltre vive
e si riproduce; già ogni cellula smentisce gli atei.
In ogni modo, ciò che avevo
da dire su tale tema, l’ho scritto nella rubrica «Ateismo»,
a cui questo tema appartiene.
Altro non ho da aggiungere, per ora. Lì Marcello Stella e i suoi accoliti troveranno anche la risposta a tale oramai
desueta asserzione messa sugli «ateobus», che incanta solo gli sprovveduti. [►
Ateobus: Quando gli atei s’attaccano al tram]
Termino con un mio motto:
«Se Dio non esiste, io non ho
nulla da perdere, se vivo secondo i principi della sacra Scrittura. Tuttavia, se
Dio esiste, tu, ateo, hai tutto da perdere, visto che hai deciso di vivere come
se Dio non ci fosse» (Nicola Martella).
►
Atei, fede operante o religione di regole
{Andrea Bargagli - Nicola Martella} (T/A)
►
URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Temi/1-Ateobus_parla_Mds.htm
09-03-2009; Aggiornamento: 01-01-2010
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