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[7.
MONDO MUSULMANO]
7.6. ISLAM, UN «PORTO»
MAI ABBANDONATO
Volendo riassumere, si possono richiamare le tre
caratteristiche della società occidentale, che ne
costituiscono i fondamenti e che la individuano, come
liberale, liberista e libertaria prendendo atto che in
ciascuno di questi tre aspetti l’Islam ha una visione
tendenzialmente diversa.
Certo, più che parlare di Islam al singolare
bisognerebbe parlare dei vari Islam che convivono nella
realtà, anche molto diversi fra loro. Le differenze non sono
solo fra i diversi Stati musulmani, ma all’interno di ogni
comunità. Le nazioni dell’Islam appaiono però come navi
approdate in un porto rassicurante, nel quale si sono
ancorate con diverse corde (legami religiosi, politici,
economici, storici). Alcuni Stati a prevalenza musulmana
hanno fatto salde alleanze militari con l’Occidente (per
esempio la Turchia), oppure adottato una politica
petrolifera di integrazione e non di conflitto col mondo
sviluppato (Arabia Saudita), oppure hanno regimi politici
assimilabili a quelli occidentali (Tunisia), o costumi
sociali abbastanza laicizzati (Iraq). Insomma, qualche corda
qua e là è stata tagliata, ma in fondo nessun Stato
musulmano si è sentito di fare un taglio netto con il
passato e di avventurarsi sul mare aperto (tipo
Rivoluzione francese).
La Turchia è candidata a entrare nell’Unione Europea e
se l’esperimento andrà in porto ci potrebbe in futuro essere
un modello per l’integrazione fra i due mondi. Nel frattempo
è bene fare ogni sforzo per evitare che la guerra
all’Islam terrorista si trasformi in uno spirito di
«crociata» da una parte, e di «guerra santa» dall’altra.
Le nazioni musulmane stanno dando un contributo decisivo al
fine di isolare il terrorismo, dal quale esse stesse sono
minacciate. Si aprono così spiragli per nuove intese e per
una nuova comprensione reciproca, alla quale ciascuno è
chiamato a contribuire, senza rinunciare alla propria
identità, ma anche senza pretendere di assimilare l’altro.
02-05-2007; Aggiornamento: 05-01-2008
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