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1.
{Michele Abramo Manduzio} ▲
■
Contributo:
Caro Nicola, innanzi tutto,
che il Signore benedica la tua vita e il tuo (prezioso)
lavoro. Questo articolo [►
L’aldilà e i suoi luoghi]
è veramente la risposta a molte mie
domande. […] Continua sempre nel tuo lavoro (ovviamente sai già che
non ti puoi aspettare che tutti siano d’accordo: neanche io sono d’accordo su
alcune cose ma, apprezzo moltissimo il tuo impegno continuo…). Io
pregherò per te. Tuo fratello Abramo. {10 novembre 2008}
▬
Risposta:
Chi porta aventi un'opera come questa, non s'illude che tutti siano sempre
d'accordo con tutto; non è neppure necessario che lo siano sempre, visto che in
alcune cose la Bibbia lascia libertà (Rm 14). La medicina però sta già nel dialogo stesso sulla base
della Parola di Dio. Il Signore non ci chiama a essere uno «yogurt»
(omogeneizzati), ossia omologati in tutto, ma a mantenere il pari consentimento
nonostante le
differenze; quest'ultime sono chiaramente nelle cose dove la Scrittura lascia
libertà o non è del tutto esplicita. Inoltre, sebbene la verità è stata manifestata da Dio ed è stata
scritta nella sua Parola, non tutti abbiamo la piena rivelazione della
conoscenza biblica; perciò al riguardo serve studio e insegnamento. A ciò si aggiunga che non tutti hanno gli strumenti (e
la volontà) per attuare una «esegesi contestuale»; perciò nel formulare le
loro tesi, si basano spesso e volentieri su una «versettologia indebita» o su un «falso
sillogismo». Infine, molti si appressano al NT e lo trattano come se fosse
un libro scritto con una mentalità (oltre che in lingua) greca; come si sa,
pochi conoscono l'AT e la sua teologia e da ciò derivano molte false o
discutibili interpretazioni.
Perciò la medicina contro il
legalismo, il liberalismo, l'integralismo, il settarismo, lo gnosticismo, la
spiritualità misticheggiante farcita di esoterismo, ogni «sovrastruttura
ideologica» e così via, sta proprio
in un confronto serio e rispettoso sulla base della sacra Scrittura.
«Ogni scrittura ispirata
da Dio è utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla
giustizia, affinché l’uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni
opera buona» (2 Tm 3,16s).
«Allora quelli che temono l’Eterno si sono
parlati l’un all’altro e l’Eterno è stato attento e ha ascoltato; e un libro
è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che
temono l’Eterno e rispettano il suo nome» (Mal 3,16).
2.
{Giuseppe Basile} ▲
Caro fratello, colgo innanzi tutto l’occasione
per porgerti un caro e fraterno saluto nel Signore, nonché ringraziarti per i
tuoi articoli che puntualmente mi mandi sul mio sito di posta elettronica. Devo
dirti che mi sono stati di grande aiuto spirituale. {10 novembre 2008}
3.
{Carlos Provenzano} ▲
Caro Nicola, mi trovo pienamente d’accordo con la tua riflessione (strano ma
vero?). [►
Conoscenza di Dio (e la fotografia)]
Condivido pienamente, anche se ci vuole un ulteriore lettura per poter
assimilare il concetto.
Spesso e volentieri si danno per scontato cose che non lo sono e, ci
perdiamo in cose inutili, che invece riteniamo di vitale importanza. {17
novembre 2008}
Nota editoriale: Il lettore si riferisce qui al tema della danza
ecclesiale, che ci ha visti coinvolti. [►
Danzare per il Dio che danza? Parliamone 2]
4.
{Stefano Luigi Fedrigo} ▲
Ho trovato interessante il
risultato della ricerca sulle Assemblee dei Fratelli.
[►
Indagine sulle Assemblee dei Fratelli] {28
novembre 2008}
5.
{Francesco Greco} ▲
Pace del Signore Nicola, io ricevo sempre le tue e-mail e mi edificano tanto.
Voglio ringraziare Dio per questo e te che ti adoperi per la Sua opera. Dio ti
benedica grandemente. Pace. {12 dicembre 2008}
6.
{Nadia Pileggi} ▲
L’augurio più grande che posso pensare per voi, è quello di continuare a
camminare insieme sulla via che il Signore Gesù ha precedentemente preparata.
Che veramente ogni successo o insuccesso, ogni prova o tentazione, ogni
deserto od ogni montagna, ogni tristezza o gioia, ogni delusione o soddisfazione
possano avere un giusto peso e una giusta misura. E ciò allo scopo di poter, in
ogni situazione, guadagnare Cristo, per noi e per gli altri. Dio ci benedica e
ci sorprenda con la sua misericordia e grazia. […] {26 dicembre 2008}
7.
{Volto Di Gennaro} ▲
■
Contributo:
Gentile fratello, Ti
ringrazio per le e-mail che mi mandi. Credimi non ho abbastanza tempo per
rispondere. A ogni modo ti consiglierei fraternamente d’usare coi tuoi
interlocutori un tono di dialogo, poiché da esse c’è sempre qualcosa da
imparare. Mi permetto di consigliarti di non essere drastico nei toni. Ti
ringrazio, Dio ci benedica. {29 dicembre 2008}
▬
Risposta:
Ringrazio il lettore dei consigli, di cui voglio far tesoro. Se egli seguisse
dappresso le discussioni che sorgono da ogni articolo pubblicato, potrebbe
constatare che dialogo amichevolmente con quanti intervengono e m’esercito a
usare toni gentili con tutti, sebbene anche rigore d’argomenti aderenti
all’esegesi biblica. Correggo anche i contributi che arrivano quanto a errori
grammaticali, ma anche ammorbidendo le parole offensive ivi contenute verso uno
degli altri lettori. Inoltre quasi ogni giorno m’arrivano lettere piene
d’arroganza e minacce (anche legali) dalle persone più diverse, specialmente dai
seguenti gruppi: atei militanti, cattolici ultra-conservatori, giudaisti
militanti, carismaticisti militanti (specialmente dal cosiddetto «movimento
profetico), integralisti (legalisti, tradizionalisti), liberali (p.es. gay) e
calvinisti militanti. Si tratta di persone che non sono abituate a dialogare con
pacatezza e con giusta argomentazione; m’esercito a rispondere a tutti con amore
in verità e verità in amore. Con tutti loro bisogna tenere la barra dritta
sull’esegesi contestuale della Parola di Dio, senza deviare a destra né a
sinistra, coniugando tutto ciò con uno spirito di misericordia e longanimità.
Chiaramente ciò non è facile senza sacrificio, ma chiedo a Dio ogni giorno che
m’aiuti in questo compito. {Nicola Martella}
8.
{Giuseppe Treccosti} ▲
Ciao Nicola, è stato utilissimo, nonché illuminante leggere le pagine su «Israele odierno fra ammirazione e biasimo».
Sicuramente è un modo allargato, soprattutto dal punto di vista
biblico, nell'affrontare la situazione politica in Medio Oriente. {21 gennaio 2009}
9.
{Tonino Mele} ▲
Molto brava Monica Tamagnini. [►
Hamas:
beati i costruttori di odio?]
Credo che la sua lettera andrebbe diffusa il più possibile, proprio per la
disinformazione che c'è in giro, talvolta anche nel nostro mezzo. Per conto mio
ne ho fatto una stampa che farò girare. Fraterni saluti. {27 gennaio
2009}
10.
{Antonio Di Santi} ▲
■ Domanda:
Per favore mi può spiegare
Giovanni 20,23, in particolare «A chi li riterrete, saranno ritenuti».
Grazie. {4 febbraio 2009}
▬
Risposta:
Tale questione e la relativa
risposta si trovano nel seguente articolo: «Il
potere delle chiavi» di Alfredo Terino, che parla di questo soggetto:
«La remissione dei peccati nel Catechismo cattolico e nella Bibbia».
11.
{Graciela Otranto} ▲
■
Contributo:
Hola Nicola!! Los temas que aborda en sus articulos parecen
muy interesantes, pero lamentablemente no puedo comprenderlos correctamente por
el idioma. Me gusta la gente que investiga como usted lo hace, eso hace un
Evangelio maduro. Dios lo siga bendiciendo con más y màs sabiduría. Desde
Argentina. [Traduzione =
Ciao Nicola!! I temi, che affronta nei suoi articoli, sembrano molto
interessanti, ma deplorevolmente non posso comprenderli correttamente per la
lingua. Mi piace la gente che investiga, come lo fa lei, quello fa un Vangelo
maturo. Dio la segua benedicendo con sempre più saggezza. Dall’Argentina.]
{23 febbraio 2009}
▬
Risposta:
Grazie del saluto. Capisco il problema della lingua. Comunque ognuno prende ciò
che comprende e di cui necessita. Quando una cosa mi interessa, faccio uso di un
traduttore meccanico. Così almeno posso capire il succo della questione. «Quelli
d’Italia vi salutano» (Ebrei 13,24).
12.
{Volto Di Gennaro} ▲
Caro fratello Martella, grazie della e-mail.
Dio ci benedica. Conosco l’argomento tratteggiato [►
Un giorno divino è di mille anni?], molto caro in particolare ai
rabbini. È materia da tener presente, senza tirarsi i capelli. Ho presente
quanto disse Lutero: «Se sapessi che domani torna il Signore, pianto un albero».
Mai dimenticare il presente, coloro che soffrono. Fraterni saluti in Cristo.
{2 marzo 2009}
►
URL di origine: http://puntoacroce.altervista.org/Posta/Riscontri_lettori9_Mt.htm
13-11-2008; Aggiornamento:
03-03-2009
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