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1.
ENTRIAMO IN TEMA (Nicola Martella): A chi mi chiede di
cancellare il suo indirizzo, in genere gliene do conferma e gli porgo il mio ad-Dio, mandandogli uno scritto, in
cui è mostrata la via della salvezza. Nell’ultimo punto è scritto quanto segue:
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E ora come proseguire il cammino?
■ 1. Leggi la Bibbia ogni giorno per conoscere meglio Gesù Cristo e la
volontà di Dio.
■ 2. Parla a Dio in preghiera ogni giorno e chiedigli di mostrarti la
via.
■ 3. Cerca una comunità di veri credenti, dove la sacra Bibbia la suprema
autorità e dove potrai adorare e servire Dio con altri figli di Dio.
■ 4. Parla agli altri del Signore Gesù Cristo e di quello che Egli ha
fatto per te.
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La
stessa cosa è successa per un certo don G.L. Braga. Egli ha reagito, scrivendo
quanto segue: Ringrazio per la cancellazione e per l’insegnamento trattato,
anche se mi pare carente in quest’ultima parte. La suprema autorità non può essere la Bibbia «sic et simpliciter», ma
l’insegnamento degli Apostoli, che è composto dalla Bibbia e dal patrimonio di
fede e di morale che ci hanno trasmesso. La Bibbia da sola è un libro
pericoloso, lo dimostrano le tante divisioni tra i Cristiani, originate proprio
da un’interpretazione parziale del testo sacro. Sola la vera Chiesa apostolica
può garantire la corretta esegesi. Gesù disse agli apostoli: «Chi ascolta voi,
ascolta me». A Dio. {16 dicembre 2008; grassetto nostro}
Tali
parole mi meravigliano sempre, se confrontate con ciò che la Bibbia dice di se
stessa e delle tradizioni religiose e con la storia delle chiese di due
millenni, specialmente quella della chiesa di Roma. Stando così le cose, ho
chiesto all’ex-suora Annamaria Mazzari di rispondere alle asserzioni di tale
prete. Io interagisco con alcune note redazionali.
2.
L’AUTORITÀ DEI CRISTIANI (Annamaria Mazzari; N.d.R.): Vorrei
sapere in quali altri testi si trova il «patrimonio
di fede e di morale» che ci hanno trasmessi nel loro insegnamento gli
apostoli, poiché, secondo don Braga, tutti questi elementi non si trovano nella
Bibbia.
Paolo,
si direbbe non la pensasse come don Braga, visto che a Timoteo scrive: «Tutta
la Scrittura è ispirata da Dio, è utile a insegnare, a riprendere, a correggere,
a educare alla giustizia, affinché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato
per ogni opera buona» (2 Timoteo 3,16-17).
Non solo,
Pietro attesta che il suo patrimonio di fede e di morale sta proprio
nelle Sacre Scritture perché, nella sua lettera, dopo aver detto di «aver
udito quella voce che veniva dal cielo, quando eravamo con Lui sul monte santo»,
scrive: «Abbiamo pure la parola profetica
più ferma [l’ed. Dehoniane traduce nella nota: «e
abbiamo come più solida (o solidissima)»]
la parola profetica, alla quale fate bene
prestare attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, finché
spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori; sapendo prima di
tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura procede da vedute particolari
[Ed. Dehoniane: «è oggetto di
privata interpretazione»]; poiché
non è dalla volontà dell’uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini
hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo»
(2 Pietro 1,19.21).
[N.d.R.: Dichiarare che «la Bibbia da sola è
un libro pericoloso», significa accollarsi una grave
responsabilità dinanzi a Dio e all’umanità intera. È il tipico atteggiamento del
clericalismo che, non fidandosi dello Spirito Santo, ha sottratto la Parola di
Dio per secoli e secoli al popolo, pur di difendere la propria funzione di
casta. Non così dicevano il Salmista, che la considerava «una
lampada al mio piè e una luce sul mio sentiero» (Salmo 119,115). Non la
pensava così neppure Gesù, che promise: «quando
sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito
della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me. […] Quando sia
venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché
non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose
a venire» (Giovanni 15,26; 16,13; cfr. 1 Giovanni 2,27). Giacomo esortò a
guardare «dentro alla legge perfetta della
libertà» (Giacomo 1,25). E Giovanni, fin dall’inizio dell’Apocalisse,
lanciò questa beatitudine: «Felice chi legge
e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e conservano le cose
che sono scritte in essa, poiché il tempo è vicino!» (Apocalisse 1,3),
ingiungendo alla fine di non aggiungere né togliere nulla (Apocalisse 22,18s). Noi
crediamo quindi che a essere pericolose sono le parole di chi non si fida del
Libro di Dio, dichiarandolo da solo pericoloso.]
Quanto alle denominazioni protestanti, sì, è vero, sono tante. [N.d.R.: Tutto
ciò è una ricchezza, non una povertà. Anche Paolo distinse fra il suo proprio
campo missionario e quello degli altri apostoli e missionari (2 Corinzi 10,13ss),
mostrando così che nella chiesa non vi era un’unica regia centralizzata in un
unico vertice (se non quella divina). Quando in una zona non ebbe più campo, non
invase quello altrui, ma ne cercò uno vergine (Romani 15,23). Inoltre, fin
dall’inizio, Paolo e la sua squadra missionaria convennero insieme a Pietro,
Giovanni e Giacomo avessero due obiettivi missionari differenti: i primi si
occuparono di predicare l’Evangelo soprattutto ai Gentili e i secondi
soprattutto ai Giudei (Galati 2,7ss). Egli vide in tutto ciò una ricchezza e non un
impoverimento, poiché le singole comunità cristiane erano indipendenti fra di
loro e ciò che li univa era la fede e la comunione in Cristo. Egli ubbidiva solo
al mandato del Signore e non dipendeva dagli uomini (Galati 1,15ss; 2,6).]
Tutte le denominazioni protestanti hanno una stesso denominatore: Cristo, il
Figlio di Dio e Salvatore dell’uomo. L’unità dei credenti non sta nella
denominazione che abbia un stesso nome, ma — qualunque sia la loro denominazione
— nell’appartenere all’unico capo della chiesa, che è Cristo; infatti qualunque
sia la denominazione tutti convergono a LUI. [N.d.R.: Il cattolicesimo è una
macro-contenitore in cui si trova tutto e il contrario di tutto, ad esempio: i
seguaci del Concilio Vaticano II e i suoi avversari, seguaci del Concilio di
Trento e della Controriforma; gli scritti dei devoti di Medjugorie e quelli di
vescovi autorevoli che avversano tale fenomeno; i seguaci di madonnine piangenti
e loro avversari; cattolici carismatici e i loro avversari; i seguaci di Padre
Pio e quelli di Maria e altri santi, che vedono preoccupati come il nuovo
patrono scavalchi il loro beniamino nella devozione popolare; le «chiese di
base» propongono e vivono una «chiesa orizzontale», dal basso, in contrasto con
la chiesa gerarchica e curiale; e così via.]
Che la chiesa cattolica romana sia la sola ad avere la
corretta esegesi, ne dubito e non lo
accetto. Infatti, se così fosse, non avrebbe certamente per esempio dato per
certo, per secoli il limbo, e ora di punto in bianco, il limbo non esiste più!
Da dove il magistero della chiesa cattolica romana ha preso questa verità
assoluta e ora ritrattata? Quale esegeta cattolico ha tratto tali conclusioni?
Dove sta la verità in tutto ciò? Dove sta il garantismo dell’esegesi cattolica?
Allo stesso modo si potrebbe parlare d’altri dogmi. Basterebbe poi leggere la «vera»
storia dei papi attraverso i secoli, per rendersi conto che è impossibile la
discendenza dagli apostoli.
A volte proprio dall’interno della chiesa,
qualunque sia la denominazione si può diffamare la Verità (2 Pietro 2,2). [N.d.R.:
Se si legge la storia della chiesa cattolica, si prende atto di quanti papi e
prelati sono stati corrotti di mente e di cuore, praticando lascivie,
efferatezze e crimini degne dei pagani più spietati. Non pochi di loro hanno
affermato i loro presunti diritti materiali falsificando documenti, ingannando
il loro prossimo e perpetuando crimini e delitti. Inoltre hanno istituito una
«santa» Inquisizione, hanno massacrato senza pietà interi villaggi di gente più
cristiana di loro e hanno mandato al rogo gente che voleva ubbidire solo alla
Parola di Dio, secondo l’affermazione di Pietro: «Bisogna
ubbidire a Dio anziché agli uomini» (Atti 4,19; 5,29). Da tale pulpito
dovrebbe venire una «corretta esegesi»?]
Per ogni credente che sia veramente cristiano,
Dio è l’autorità sovrana, ma attraverso la
Bibbia Dio ha parlato e ha espresso la sua volontà per i suoi figli.
La Bibbia è basilare perché è dichiarato: «Queste
cose sono state scritte affinché crediate che Gesù Cristo è il Figlio
di Dio, e affinché credendo, abbiate vita nel suo nome» (Giovanni 20,31).
Chi legge attentamente la Bibbia si sarà reso
conto che a questo sacro Libro non si può né togliere né aggiungere (spero che
don Braga abbia letto queste affermazioni bibliche) e questo non lo dovrebbe
fare nemmeno il magistero della chiesa cattolica, ma in realtà lo ha fatto molte
volte e credo lo farà ancora.
Si può constatare che gli apostoli non hanno scritto
dottrine o concetti teologici in modo sistematico, ma sono stati testimoni di
fatti e d’insegnamenti che hanno in seguito fissato per iscritto. È
indiscutibile che in seguito per evitare che ognuno interpretasse
arbitrariamente la Bibbia, gli anziani delle varie chiese cercassero d’esprimere
in modo chiaro le verità contenute nel Libro; erano gli anziani o conduttori di
chiesa che se ne occupavano.
La Bibbia un
libro pericoloso? Giovanni Crisostomo (padre della chiesa) non la
pensava così: «E chi è colui che non possa chiaramente comprendere il contenuto
dei Vangeli? Chi udendo: Beati i mansueti, beati i puri di cuore e.., ha bisogno
d’un maestro per capire uno di questi detti? E quanto alle narrazioni dei fatti
storici, non sono forse cose chiare e intelligibili a chiunque? Il vostro è solo
un pretesto, un paravento alla vostra pigrizia. Dite di non capire il contenuto;
e quando mai sarete in grado di capirlo se non lo studiate? Prendete il libro in
mano, leggete l’intera storia, e quando vi sarete assicurata la conoscenza di
ciò che è semplice, passate a ciò che è oscuro e duro da capire, più e più
volte. E se non potete afferrarne il senso con una lettura costante, rivolgetevi
a un maestro, notificate le vostre difficoltà, mostrategli il vostro grande
interesse per la cosa. Quando Dio vi vedrà così ansiosi, non deluderà la vostra
diligenza e il vostro zelo. E anche se nessun uomo volesse insegnarvi quello che
cercate, sarà di certo lui a rivelarglielo» (Giovanni Crisostomo, De Lazaro
Concio, pp. 48, 994). Chissà se Lutero aveva letto questo consiglio di
Crisostomo! A sua insaputa però lo ha certamente seguito e ha scoperto la
Bibbia, la sua verità!!! Non ha avuto esegeti cattolici, che lo aiutassero a
capire, ma come dice Crisostomo, la Spirito santo è venuto in suo aiuto!
Sull'autrice e la sua consorella si veda la loro testimonianza e le loro
motivazioni teologiche:
►
Abbiamo scelto Cristo e Lui solo
►
Perché due suore hanno lasciato la Chiesa
Cattolica
►
La Bibbia da sola è un libro pericoloso? Parliamone
{Nicola Martella} (T)
►
URL di origine:
http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-BB_libro_pericoloso_Avv.htm
31-12-2008;
Aggiornamento: 27-04-2009
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